venerdì 30 settembre 2016

Foggia piena di grazia

Sono parecchi anni che bazzico cinematografi e film, ma una cosa così non m’era mai capitata. Non ha a che fare con l’immedesimazione che a volte cattura lo spettatore davanti al grande schermo, e che produce emozione. Intendo dire che non è stato soltanto l’essere preso dalle immagini e dalla storia che veniva proiettata. Quella cosa indefinita e profonda che ho percepito riguarda piuttosto ciò che stava prima e dopo quel film. Suppongo che abbia a a che fare con la grazia.
Che significa? Non riesco a spiegarvelo bene. Per un credente, la grazia è la manifestazione della benevolenza dell’essere divino verso l’uomo. Ma mi piace pensare che anche per un non credente la grazia sia qualcosa: una manifestazione dell’armonia del mondo.
La storia, dunque. Qualche anno fa il mio amico Edgardo "Eddy" Longo e la sua Pro.Cielo, che è un'associazione culturale che produce film senza scopo di lucro, hanno deciso di realizzare un film sulla vita dell’allora venerabile, ed oggi beata, Maria Celeste Crostarosa. Punto di partenza dell'impresa fu naturalmente il monastero delle Suore Redentoriste, che è poi l’ordine fondato dalla Beata, a Foggia, per espresso e manifestato disegno divino  (e, detto sottovoce, non vi sembra già questa una manifestazione di grazia, purtroppo praticamente ignorata dalla città?)

Cinemadessai | Commedia malavitosa a base di caglio

Stasera in tv c'è il Sud raccontato da chi vi è nato, e il Sud sognato e sublimato da chi lo ama.
Opera prima di Edoardo De Angelis (definito da Kusturica - che è anche produttore esecutivo della pellicola -  “un talento visionario”) Mozzarella Stories è un film meridionale sospeso tra grottesco, barocco e grand guignol. Tutto ruota attorno all’oro bianco della Campania, la mozzarella di bufala. Una sorta di  Pulp Fiction in salsa casertana. Divertente, eccessivo, da vedere. Su Rai Movie, stasera, alle 23.25.
Atmosfere partenopee anche in Passione, insolito omaggio alla canzone napoletana, firmato niente meno che da John Turturro a, a metà tra musical e docufilm con un cast stellare, per gli appassionati del genere: Massimo Ranieri, Fiorello, Lina Sastri, Peppe Barra, Peppe Servillo, Raiz. Su Rai 5, stasera, alle 23.15.
Da Napoli a Firenze. Domani in prima serata (ore 19.30, Raimovie) c’è la possibilità di rivedere (cosa che faccio sempre con piacere) il film che fece conoscere l’estro e la vis comica di Francesco Nuti, Ad ovest di Paperino, divenuto un cult movie per aver segnato l'atto di nascita di una nuova generazione di comici. Uscito nel 1982, il film è firmato da Alessandro Benvenuti, che con Nuti e Athine Cenci componeva il gruppo dei Giancattivi.
Sono proprio loro tre a dare vita a questa sorta di road movie girato tutto nelle strade surreali del capoluogo toscano, in bilico tra nonsense e scatenata comicità. Il gruppo si sciolse subito dopo il film  e Nuti intraprese il percorso che lo avrebbe portato a diventare uno degli autori ed attori più apprezzati del nuovo cinema  italiano.
[Cinemadessai è una nuova rubrica di Lettere Meridiane: consigli quotidiani per godere al meglio della programmazione cinematografica in tv. Le Lettere Meridiane dedicate a Cinema per sempre non vengono distribuite sul consueto circuito di gruppi Facebook ma soltanto sul blog, sulla pagina Facebook di Lettere Meridiane, sulla Pagina del Festival del Cinema Indipendente di Foggia, sul diario facebook dell’autore, Geppe Inserra, e sul gruppo Amici e Lettori di Lettere Meridiane. Per non perderne neanche una, diventate fans delle pagine e iscrivetevi ai gruppo, cliccando sui relativi collegamenti.]

Briatore, il Gargano e lo stereotipo della cementificazione (di Francesca Ietto)

Francesca Ietto, attenta ed intelligente lettrice di Lettere Meridiane mi invia questa riflessione, davvero interessante e stimolante, sulla presa di posizione di Briatore a proposito del turismo in Puglia e sulla discussione che ne è seguita. La forza del ragionamento di Francesca sta nel supporto indiscutibile dei numeri. Che ci dicono che il Gargano è assai diverso da quello che certi luoghi comuni ci spingono a pensare. E che la sua risorsa ancora oggi migliore, sta nella sua bellezza naturalistica e paesaggistica. 
* * *
Flavio Briatore, oltre ad essere un efficace strumento di marketing per il suo marchio, è anche un provocatore, come ben dimostra la quantità di commenti che le sue recenti dichiarazioni sul turismo in Puglia hanno provocato, seguite da numerose interviste, anche con apparizioni in tv su canali nazionali: grande marketing del proprio brand! Ma ben venga chi provoca, se getta il sasso nello stagno del nostro pensare e ci induce a ragionare per capire meglio la nostra realtà.
Uno dei cerchi provocati dal sasso-Briatore è la riflessione di Maurizio Tardio, molto interessante nella parte in cui illustra come il Giappone affronta il rischio inondazione e condivisibilissima nel suo invocare un cambiamento nella governance territoriale, meno apprezzabile per quanto riguarda l’analisi del turismo sul Gargano, in cui, dopo qualche simpatico aneddoto introduttivo, fa proprio lo stereotipo del Gargano cementificato da imprenditori turistici improvvisati, lasciando intendere che il Salento sia stato scelto da Briatore per aprire un nuovo locale perché meno violato da mattoni e cemento.

giovedì 29 settembre 2016

Lettere Meridiane diventi adulta e.... rivista (di Maurizio De Tullio)

Maurizio De Tullio rilancia la sua idea-proposta di trasformare Lettere Meridiane da blog e basta, anche in una pubblicazione cartacea. Lo fa con un articolo molto bello, in cui ripercorre le vicende degli ultimi decenni dell'informazione locale stampata e non, rilevando, tra l'altro, come si sia persa memoria dei primi giornali on line pubblicati subito dopo l'avvento di internet, e come la carta rappresenti il solo, possibile antidoto all'oblio digitale.
L'articolo è così bello ed appassionato, che sono costretto ancora una volta a rinviare la mia risposta, che avevo promesso dopo una proposta analoga di Franco Antonucci.
Per il momento mi limito a dire che qualcosa si sta muovendo, nella direzione indicata da De Tullio e Antonucci. Ma un giornale non lo fanno soltanto i giornalisti e l'editore. È soprattutto dei lettori. Perciò, cari amici e lettori di Lettere Meridiane, fatemi sapere che ne pensate.
* * *
Oggi che si parla, con opinioni diverse, di diritto all’oblio, si dimentica che con i Social esiste un’ineluttabilità all’oblio. Lo verifico, per esempio, ogni volta che cerco qualche vecchio commento – anche solo di qualche settimana – nella Pagina FB di “Lettere Meridiane”.
Così ho deciso di essere antistorico, di remare contro la modernità dei tempi, soprattutto di rifiutare gli eccessi della tecnologia informatica. Ho deciso scientemente di farmi ridere dietro, di ritagliarmi un angolo e di finire incatenato in quell’angolo chissà per quanto tempo, forse anche deriso e preso un po’ per pazzo.

Cinemadessai | Tanto Sud nel cinema in tv

Quello di Emanuele Crialese è un autentico caso nel cinema italiano. Personalmente lo ritengo il più talentuoso dei registi italiani. È assieme a Sorrentino il filmaker italiano più visto ed applaudito all’estero. Ha vinto ancora più di Sorrentino, eppure da noi non è apprezzato quanto meriterebbe.
Stanotte alle 3.00, Rai Movie manda in onda Terraferma, che nel 2012 rappresentò l’Italia agli Oscar. È il terzo lungometraggio del regista siciliano e, come i primi due, racconta di un Sud arcaico, in un certo senso bloccato dalle sue tradizioni e dai suoi miti.
A sconvolgere gli equilibri nell’isola di Linosa - fino ad allora abitata da pescatori e neanche sfiorata dal turismo di massa - è l’arrivo dei clandestini, e non solo… Un’opera importante, che si richiama ai Malavoglia di Verga, e al cinema di Coppola e Tornatore. Mettete mano al videoregistratore: è veramente un film da non perdere. Superbi Donatella Finocchiaro e Mimmo Cuticchio, attore siciliano che salì agli onori della cronaca per aver lavorato con Coppola nella terza parte de Il padrino.
Tanto Sud anche nella programmazione d'essai di domani.
Opera prima di Edoardo De Angelis (definito da Kusturica - che è anche produttore esecutivo della pellicola -  “un talento visionario”) Mozzarella Stories è un film meridionale sospeso tra grottesco, barocco e grand guignol. Tutto ruota attorno all’oro bianco della Campania, la mozzarella di bufala. Una sorta di  Pulp Fiction in salsa casertana. Divertente, eccessivo, da vedere. Su Rai Movie, domani venerdì, alle 23.25.
Atmosfere partenopee anche in Passione, insolito omaggio di John Turturro alla canzone napoletana, a metà tra musical e docufilm con un cast stellare, per gli appassionati del genere: Massimo Ranieri, Fiorello, Lina Sastri, Peppe Barra, Peppe Servillo, Raiz. Su Rai 5, domani venerdì, alle 23.15.
[Cinemadessai è una nuova rubrica di Lettere Meridiane: consigli quotidiani per godere al meglio della programmazione cinematografica in tv. Le Lettere Meridiane dedicate a Cinema per sempre non vengono distribuite sul consueto circuito di gruppi Facebook ma soltanto sul blog, sulla pagina Facebook di Lettere Meridiane, sulla Pagina del Festival del Cinema Indipendente di Foggia, sul diario facebook dell’autore, Geppe Inserra, e sul gruppo Amici e Lettori di Lettere Meridiane. Per non perderne neanche una, diventate fans delle pagine e iscrivetevi ai gruppo, cliccando sui relativi collegamenti.]

La presa di Foggia nel racconto di Tommaso Palermo

Il 27 settembre del 1943 gli Alleati entrarono a Foggia, dove sarebbero rimasti, occupando militarmente il capoluogo e i numerosi campi d’aviazione sparsi in tutto il Tavoliere, fino all’autunno del 1945. Da quel giorno, il Gino Lisa e gli altri aeroporti ebbero una funzione strategica del determinare gli equilibri bellici in Europa.
Tommaso Palermo, autore dell’importante libro sui bombardamenti Foggia dalle tenebre del ’43 alla rinascita (Editrice Parnaso) mette a disposizione nell’archivio del gruppo Facebook del Comitato "Un monumento a ricordo delle vittime del ’43 a Foggia", un documento davvero importante: il racconto della presa di Foggia e dell’arrivo degli Alleati, corredata da alcune foto inedite.
Di particolare interesse sono quelle che documentano gli ingenti danni provocati dai tedeschi in fuga,  nonché una rara foto aerea che mostra il pronao della villa comunale (che negli anni successivi sarebbe stato ricostruito e sposta leggermente più indietro).
Per scaricare il prezioso documento accedere al gruppo: il post è quello fissato in alto.

mercoledì 28 settembre 2016

Renzi vuole il ponte sullo stretto, ma sui Monti Dauni i ponti crollano

A metà ottobre verrà rinnovato il consiglio provinciale eletto soltanto due anni fa (mentre resterà in carica il Presidente, Francesco Miglio, un’altra bizzarria della riforma delle Province) ed è sintomatico che l’attenzione dell’opinione pubblica nei confronti dell’evento sia prossima allo zero. Come si sa, l’elezione dei consigli provinciali non avviene più per suffragio universale. I consiglieri provinciali vengono votati ed eletti dai consiglieri comunali, e devono essere essi stessi consiglieri comunali.
Però se c’è un territorio che più di altri sta sperimentando il naufragio della riforma Delrio, questo è senz’altro la Capitanata. Mentre il premier rilancia il Ponte sullo Stretto, in Capitanata i ponti crollano con la conseguente chiusura della strada provinciale (la Candela-Sant’Agata di Puglia-Accadia) e l’isolamento dei paesi serviti. La rete viabile, che è tra le più grandi d’Italia (ed anche la più pericolosa, secondo una recente indagine del Corriere della Sera) non può più essere adeguatamente mantenuta per mancanza di risorse finanziarie. I servizi culturali sono ormai praticamente azzerati (da quando non si compra un libro per aggiornare il patrimonio librario della Biblioteca Provinciale?). La situazione debitoria dell’ente si appesantisce giorno dopo giorno per il peso dell’enorme contenzioso legale ereditato dal passato, la cui consistenza è determinata proprio dalla fatiscenza delle strade provinciali.
La cosiddetta riforma Delrio è stata in realtà una furbata, per tagliare selvaggiamente la spesa delle Province, senza preoccuparsi minimamente dell’impatto, che si è rivelato devastante,  sulla qualità dei servizi e sulla sicurezza.
Le funzioni che venivano svolte in precedenza dalle Province sono state distribuite tra Regioni e Comuni, senza però essere accompagnate dai trasferimenti finanziari necessari per il loro esercizio. Le funzioni fondamentali che sono rimaste in capo alle Province (tra cui appunto la viabilità) no vengono più assistite da coerenti trasferimenti erariali.
In queste condizioni, è quasi un miracolo che il presidente Miglio sia riuscito ad insediare e a far lavorare la cabina di regia per le infrastrutture, ottenendo una significativa rimodulazione, a favore del territorio provinciale, degli interventi previsti dal Patto per la Puglia. Con grande ragionevolezza, Miglio ha anche ammorbidito i contrasti che erano sorti attorno alla composizione del tavolo, con le lamentele della Confcommercio, che ne era stata esclusa, impegnandosi a convocare preso un’assemblea (l’assemblea del partenariato) di tutti gli attori interessati. È questa la sola strada da percorrere per cercare di salvare il salvabile. La Capitanata ha bisogno di un autorevole ente intermedio, istituzione che ormai non è più prevista dall’ordinamento istituzionale.
Bisognerà allora inventarlo sul campo, giorno dopo giorno, rilanciando la concertazione. Mettendo assieme le forze sane di questa Provincia che resta grande. Nonostante Renzi e Delrio.

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