mercoledì 25 aprile 2018

Gli auguri di Madetù. Come se fosse Natale...

Che sia una buona giornata, come tutte le altre del resto.
Ma oggi non è una giornata come tutte le altre. Perché la Libertà è forse qualcosa di impalpabile e ci accorgiamo della sua importanza e grandezza solo quando non l'abbiamo.
Raccontiamo senza bugie e senza enfasi cosa accadeva a chi non ubbidiva a un ordine stupido, a chi non la pensava come te su tante cose, a chi avrebbe voluto pubblicare vignette o battute come le mie... O a chi avrebbe voluto dire che non era d'accordo con chi comandava. O a chi voleva cantare in modo diverso, suonare in modo diverso, ballare in modo diverso... Non si poteva votare in modo diverso perché non c'erano elezioni e per un nonnulla finivi senza lavoro, in carcere o al confino...
Poi arrivò la Guerra, che gli italiani non volevano, coi suoi milioni di morti, le distruzioni, la povertà. E dissero che era colpa degli altri...
Diamo il buongiorno, certo, ma ai nostri ragazzi, giovani, studenti ricordiamolo sempre che il 25 aprile (come il 25 dicembre) non è proprio un giorno come gli altri. E il fatto che la stragrande maggioranza delle persone più giovani non sappia cosa sia il 25 aprile è una vergogna di cui, noi meno giovani, siamo responsabili.
Buona giornata a tutti 😊
Maurizio De Tullio

Come fermare il degrado di Rione Ferrovia

Tra le diverse reazioni e i diversi commenti degli amici e dei lettori di Lettere Meridiane alla immagine del viale della Stazione nel 1919, mi ha particolarmente colpito quella di Gianluigi Cutillo, promotore e da anni animatore della prima e sola "social street" sorta a Foggia, e che fa riferimento al Quartiere Ferrovia.
Prima di condividerla con amici e lettori di Lettere Meridiane, devo ringraziare Tommaso Palermo che, attento come sempre, ha da par suo risolto il problema del "punto di vista" dal quale venne scattata la bella e rara fotografia. L'edificio che si vede in primo piano è l'Hotel Cicolella, prima che venisse sopraelevato.
Sulla foto (il cui originale, in alta risoluzione, potete scaricare cliccando qui) ho riportato gli altri punti di riferimento.
Ma veniamo alle riflessioni di Cutillo, che scrive:
Se vi fate una passeggiata sul viale della stazione cosa vedete? E soprattutto come fanno i foggiani ad accettare tutto ciò? Quanto visto nell'articolo di Geppe (immagini bellissime, costruttive, ottimiste) fa male, anzi malissimo, a chi lo confronta con ciò che vediamo oggi.
Altri cittadini si sarebbero ribellati con forza a tutto questo scempio, soprattutto nei pressi di un luogo sacro e storico della città, la parrocchia della Madonna della Croce.
È vergognoso che si continui ad alimentare il degrado e non si prendano provvedimenti seri di riqualificazione urbana della zona, magari tramite progetti ed interventi mirati.
Chi mi conosce sa quanto impegno sia stato profuso dal sottoscritto in questi anni, mai solo, ma sempre accompagnato da amici impegnati e costanti, per risollevare le sorti della zona, senza però risultati soddisfacenti. Ma si sa nessuno ha la bacchetta magica.
Purtroppo gli interventi spot o sporadici non bastano. I cittadini devono unirsi con spirito disinteressato e costruttivo verso la riqualificazione della zona, ma le istituzioni (tutte) devono fare in modo che una delle zona migliori della città torni a pulsare benessere, tranquillità, produttività, accogliendo le istanze di chi vive o lavora in zona.
Il viale della stazione è di tutti, non lasciamolo morire così, tra degrado sociale, marginalità e problemi di integrazione. Il destino del quartiere ferrovia probabilmente è un po' quello dell'intera città, fatta di persone per bene, generose ed accoglienti, ma troppo spesso depredata, maltrattata, dimenticata dalla regione e dal governo, privata del suo vero ruolo di regina della Capitanata a quello più triste di realtà marginale della provincia pugliese.
Dopo anni senza risposte concrete, ammetto di sentire una certa stanchezza, anche e soprattutto da parte mia, ma non solo, probabilmente queste questione non merita più l'attenzione dovuta.
Un caro saluto, Gianluigi Cutillo
L'amico Gianluigi ha perfettamente compreso il senso della lettera meridiana in cui ho pubblicato la fotografia che mostra com'era un secolo fa il Rione Ferrovia: molto meno abitato e residenziale, rispetto ad oggi, ma sicuramente più produttivo: più segno di una città in crescita.
Il rione ha mantenuto queste caratteristiche, perfino dopo essere stato letteralmente sventrato dai bombardamenti della tragica estate del 1943. Sorgendo proprio a ridosso della zona strategica rappresentata dalla stazione ferroviaria, si trovò  particolarmente esposto alla furia devastatrice delle bombe alleate.
Fino agli anni settanta, il viale della Stazione era assieme a corso Vittorio Emanuele la sede dello struscio cittadino: vi sorgevano i bar più eleganti, i locali più alla moda.
Poi è iniziato un lento ed inesorabile processo di declino che sarebbe ingiusto (e sbagliato) addebitare alla sempre più intensa presenza di stranieri. È brtto dirlo, ma non sono gli stranieri che degradano le aree in cui risiedono. Semmai è vero il contrario: sono le aree degradate ad attirare gli stranieri per ovvie ragioni: prezzi più bassi, maggiore facilità di insediamento. ecc.
Sono i foggiani che hanno "abbandonato" il Rione Ferrovia, trasferendo altrove (in periferie anonime, grigie... o peggio ancora in centri commerciali privi di anima) i loro interessi, i loro luoghi d'incontro, i loro strusci... e poi ci lamentiamo che Foggia non abbia una sua identità...
Ha ragione Gianluigi. Sarebbe necessario un progetto serio. Forte. Condiviso e unanimemente perseguito dalla politica: i processi di riqualificazione non si esauriscono mai in una sola consiliatura comunale, e troppo spesso succede che quando si insedia una nuova amministrazione disfaccia quanto realizzato da quella precedente, in una infinita tela di Penelope.
Occorrerebbe una politica in grado di azionare e governare i processi.
E vi sembra poco?
Geppe Inserra

martedì 24 aprile 2018

Figli sconosciuti: il contributo dei foggiani alla Resistenza

Il contributo dei Foggiani alla Resistenza ed alla Liberazione fu importante, assai di più di quanto non si sia pensato fino ad oggi. Fu un contributo per molti versi spontaneo, non sistematico, che coinvolse nella grande maggioranza dei casi immigrati che si erano trasferiti nel centro nord in cerca di  fortuna, scappando dalla miseria e dalla fame cui Foggia era stata ridotta dalla guerra. Non esitarono ad andare in montagna per difendere gli ideali di libertà e di democrazia.
Non si trattò solo dei nomi noti fino ad oggi, come Vincenzo e Luigi Biondi, i due fratelli ricordati da una strada e da un monumento nella villa comunale, caduti nelle Marche, o del tenore partigiano Nicola Ugo Stame, ucciso dai nazisti alle Fosse Ardeatine (ricordato da un vicolo periferico, sic).
Ci sono stati tanti altri "figli sconosciuti" della nostra città che hanno pagato con il sangue la loro dedizione alla causa della democrazia. Come Antonio Di Tommaso detto Paolo, partigiano della III Divisione Garibaldi caduto nel rastrellamento di Pra del Colle il 30 marzo 1945, o Pasquale La Rocca e Francesco Loco detto Moro, caduti in combattimento il 27 aprile dello stesso anno. E ancora, Savino Loco detto Piero, comandante di squadra nella IV Divisione Garibaldi, ucciso in combattimento il 26 gennaio, Vincenzo Loco detto Fritz, anche lui in forza alla IV Divisione Garibaldi, ucciso il 29 dicembre del 1944 e Gino Petrone detto Ciro, caduto il 7 aprile del 1944.
La rete, la disponibilità di archivi informatizzati facilmente accessibili, la tenacia di ricercatori come Raffaele de Seneen finalmente rendono giustizia a una storia dimenticata, che non deve essere però rimossa.
I nomi che ho citato sono soltanto alcuni di quelli ritrovati e raccontati da de Seneen nel suo quaderno della memoria pubblicato dall'Auser di Foggia, Figli Sconosciuti / Il contributo dei Foggiani alla Resistenza che rappresenta il primo (e riuscito) tentativo di dare un nome, un volta, una storia ai molti foggiani che si sono battuti sull'altare della democrazia, della pace, della libertà.
Grazie a Raffaele De Seneen, Figli Sconosciuti / Il contributo dei Foggiani alla Resistenza è disponibile in versione digitale per il download su Lettere Meridiane.
Gli amici e i lettori possono scaricarlo (in versione epub o in versione pdf), utilizzando i link sottostanti:

Guerra e pace, secondo Madetù

La striscia odierna di Madetù affronta argomenti tra i più disparati: dalla politica internazionale, sempre all'insegna della tensione e purtroppo della violenza, ai fatti quotidiani piccoli e grandi che diventano pretesto per giochi di parole che aprono squarci di riflessione, spesso inattesi e sorprendenti. È una striscia che rivela il senso e la filosofia più profonda della satira: uno sguardo diverso sul mondo: non solo per far sorridere, ma anche, e soprattutto, per far pensare.
* * *
MISSILI
Il dittatore nordcoreano Kim adesso vuol rasserenare i rapporti con Trump.
"Dai, vecchio mio - gli ha detto Kim - mettiamoci un missile sopra e non se ne parli più!"
RIANIMAZIONE
- Il piccolo Alfie Evans, nonostante il distacco della spina, sopravvive grazie a ossigeno e acqua.
- Questa prassi potrebbe funzionare anche col PD?
KAMIKAZE
- In Afghanistan un kamikaze ha ucciso una trentina di persone che erano in attesa di ritirare la tessera elettorale per poter votare.
- Sono proprio degli incivili! In Italia per non far votare milioni di elettori ci basta sparare cazzate!
SALONE DEL MOBILE
Tutti i leader hanno fatto visita al Salone del Mobile di Milano. Ma mentre gli altri si sono soffermati in tutti i settori, inspiegabilmente Di Maio è rimasto per ore solo in quello delle poltrone.
REDDITO DI CITTADINANZA ALLA FINLANDESE
In Finlandia l'esperimento del Reddito di Cittadinanza dopo solo un anno è fallito.
Il premier finnico ha detto: "È stata una necessaria presa d'atto".
In Italia è stata una necessaria presa per culo.
CORI RAZZISTI
- Questi cori razzisti degli juventini contro i napoletani devono però finire...
- Vero. Per fortuna che è arrivato quel gol di Kouli-batteri.
CAMMINATORE
Lo psicologo Giovanni Malagutti sta girando l'Italia a piedi per diffondere tre importanti parole d'ordine: cura del proprio corpo, aiutare l'Africa e difendere i diritti dei bambini.
In totale 2.300 km a piedi in 58 tappe. Tutto molto nobile e faticoso.
Ma uno che si chiama Malagutti non poteva girare almeno in motorino?

Perché Michele Serra ha ragione

Ha detto cose classiste, o di destra, Michele Serra, nella sua Amaca sul bullismo di qualche giorno fa, che tante polemiche sta suscitando?
Mi pare proprio di no. Nella stagione della post-politica e delle post-ideologie, in cui “non ci sono più destra e sinistra” (o non sarà, più semplicemente che la destra si è travestita da sinistra?), il ragionamento di Michele Serra è tra le cose più schiettamente di sinistra  che mi sia capitato di leggere negli ultimi tempi.
Perché è stato allora tanto largamente frainteso, travisato, incompreso? Non lo so.
Provo ad indovinare.
Forse perché era molto più lungo di un tweet e ormai, ahimè, la soglia d’attenzione dei lettori scende vertiginosamente dopo 280 caratteri?
Forse perché, in un certo senso, il buon Michele è stato tradito dal suo stesso incipit che preannunciava cose sgradevoli, che non sono state appunto gradite dai primi lettori di quell’Amaca, i cui commenti hanno influenzato nella solita reazione a catena tipicamente social, quelli successivi?
Più verosimilmente, perché ha cosparso di sale le ferite di quella sinistra populista e buonista che pensa che le classi non esistano più e che a cancellarle sia stata proprio la Scuola, depositaria delle sorti magnifiche e progressive dell’umanità.

lunedì 23 aprile 2018

Stavolta il Vesuvio ha eruttato... ma su Torino

Il brillante Madetù d'inizio settimana mette in crisi il "proto" che quotidianamente sceglie le battute e compila la striscia... Inevitabile parlare della sfida scudetto tra Juve e Napoli, conclusasi come sapete (ma state in campana perché battute sull'argomento sono previste anche per i prossimi giorni). Memorabile la battuta sul Vesuvio, che conquista anche l'onore della vignetta d'apertura... A proposito di sfide infinite, come ogni giorni Di Maio e Salvini si contendono la palma delle migliori freddure del nostro disegnatore satirico in versione solo testa. E poi l'attualità, con l'amarissimo, ma riuscito calembour sul professore arrestato per maltrattamenti all'alunna disabile.
Leggete. Ma soprattutto riflettete.
* * *
VESUVIO
- Pullman del Napoli accolto a Torino coi soliti cori razzisti e con sputi...
- Niente di nuovo all'orizzonte... Tranne un Vesuvio che stavolta ha eruttato su Torino!
SARRI
- Era proprio necessario che Sarri usasse quel dito ai tifosi della Juventus?
- Certo, altrimenti un solo punto di distanza dalla Juve come lo indichi?!
L'UNIONE FA LA FARSA
Di Maio spinge per l'accordo con Salvini e ribadisce la parola d'ordine del M5S: "Reddito di Cittadinanza".
Anche Salvini spinge per l'accordo con Di Maio, e ribadisce la parola d'ordine della Lega: "Flat Tax".
L'unione fa la farsa.
NON CENTIMETRI, MA CHILOMETRI
Luigi Di Maio aveva detto in un comizio che se i molisani avessero eletto il primo Presidente di Regione del M5S, il Governo nazionale sarebbe stato a pochi centimetri dalla conquista.
Ma, dopo la sconfitta in Molise, aumentano i suoi errori. Dopo quelli in grammatica e in geografia, ora Di Maio sbaglia anche in matematica: non erano centimetri ma chilometri!
SALVINI RAGIONA
- Salvini, parlando in Friuli della soluzione alla crisi di Governo, ha detto: "Datemi tre giorni che cerco di ragionare"...
- Per quello che dovrà dire Salvini, la parola "ragionare" è un po' grossa.
INSEGNANTE DI SOSTEGNO
A Potenza arrestato un insegnante di sostegno perché picchiava una bimba disabile di 9 anni.
Un vero insegnante di sostegno: con la mano sinistra sosteneva la bambina e con la destra la menava.
GUARDIE E LADRI
La locale Polizia Municipale ha denunciato un foggiano per il furto di dieci transenne.
- Ma a cosa potevano mai servirgli?
- A separare i ladri dalle guardie!

Monti Dauni, la beffa delle royalties

Proprio mentre, promettendo loro la revisione del provvedimento, l’assessore regionale al bilancio, Raffaele Piemontese, incontrava i sindaci dei Monti Dauni, sul piede di guerra per essere stati espropriati delle royalties provenienti dai giacimenti metaniferi che insistono nei loro territori, sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia veniva pubblicata la Deliberazione della Giunta Regionale che tante polemiche ha innescato e che con l'avvenuta pubblicazione è divenuta a tutti gli effetti esecutiva.
La decisione del governo regionale pugliese, adottata su proposta del dimissionario assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro, Michele Mazzarano, è così divenuta esecutiva.
Rivederla, così come ha promesso Piemontese, è possibile, ma non facile, perché dovrebbe essere preventivamente revocata, e sulla base di motivazioni forti, tali da resistere all’eventuale opposizione dei Comuni beneficiari dei fondi, che se li vedrebbero tolti, dopo l'assegnazione.
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