mercoledì 10 marzo 2010

Una stanca campagna elettorale

Non ci piace, questa campagna elettorale che si trascina stancamente tra salotti televisivi, spot ed affissioni selvagge, senza che finora si siano sentite proposte serie per la Puglia e in particolare per la sua provincia Cenerentola, che è la Capitanata.
Sarà anche colpa del sistema elettorale regionale che, polarizzando la battaglia attorno ai candidati presidenti, pone oggettivamente in secondo piano sia le liste (ovvero i partiti) sia i candidati. È infatti il candidato presidente che ottiene più voti a trascinare la coalizione: i candidati sono dunque preoccupati più di strappare voti (di preferenza) ai loro diretti concorrenti che non a toglierli alla coalizione avversaria. Ne scaturisce una campagna elettorale fondata più sulla ricerca di visibilità a tutti i costi dei candidati, che non su un autentico confronto sui temi politici, e soprattutto sulle cose da fare.
Ci piacerebbe un confronto politico in cui ogni candidato dicesse cosa intende fare per il territorio, ma concretamente, senza discorsi sui massimi sistemi. Che esprimesse un giudizio sull’operato del governo regionale uscente su quelli che l’hanno preceduto, per quanto riguarda in particolare la Capitanata. Vorremmo conoscere l’opinione dei candidati sulle cose da fare a livello regionale e nazionale per dare un futuro al comparto agricolo, vessato da una crisi senza precedenti, che minaccia la stessa sopravvivenza delle aziende agricole.
E poi vorremmo impegni seri. Ai quali tutti però sfuggono, stante anche la prevedibile leggerezza delle posizioni che i nostri consiglieri andranno ad occupare, una volta eletti.
La legislatura regionale che si è appena conclusa ha rappresentato, quanto a questo, un record negativo: soltanto un assessore, la cerignolana Elena Gentile. Gradiremmo impegni su cose che riguardano direttamente l’ente regione: per esempio in materia di trasporto e di viabilità, con particolare riferimento alla tuttora irrisolta questione della nuova pista del Gino Lisa, su cui nicchiano tanto in via Capruzzi quanto nella società di gestione dello scalo, Aeroporti di Puglia, e al progetto di alta capacità ferroviaria, Napoli-Bari. È ancora in piedi l’idea del by pass. che escluderebbe dal percorso la stazione di Foggia, sostituita da una stazione nei pressi di Borgo Cervaro? E che ne è del progetto alternativo che prevedeva la realizzazione di uno scalo merci nei pressi di Borgo Incoronata? (Senza lo scalo merci il by pass. sarebbe navigabile, perché comunque la stazione di Foggia non potrebbe sopportare i maggiori volumi di traffico che scaturiranno dall’alta velocità).
Per non parlare della viabilità, che da sempre in Puglia funziona alla rovescia. Generalmente, i progetti stradali vengono attuati cominciando dalle zone più vicine al centro del Paese (che nel caso della Puglia è la Capitanata)  e procedendo verso le zone più periferiche. In Puglia invece succede il contrario. Il raddoppio della statale 16 è cominciato dal Salento e poi da Bari.
Allo stato dell’arte è finanziato soltanto il completamento della Cerignola-Foggia. Non ci sono invece finanziamenti per il tratto Foggia-San Severo-Termoli. E lo stesso dicasi per altre arteria di importanza nevralgica, come la Superstrada del Gargano, o la Strada Regionale n.1 (che, come dice il nome è un’arteria regionale…) che la Regione Puglia ha lasciata a se stessa da ormai più di vent’anni, come se non facesse parte del suo demanio.
Ci piacerebbe sentire parlare di queste cose, nei salotti televisivi dove invece a domande scontate seguono risposte altrettanto scontate. Verremo esauditi?
* pubblicato su Il Quotidiano di Foggia
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