venerdì 14 ottobre 2011

Dai Monti Dauni un'idea per lo sviluppo: la forestazione produttiva


Negli anni ottanta mancò una logica di sistema. Non a caso la sfida riparte da Orsara, un comune che ha saputo investire sul "locale" e sull'identità.
La forestazione produttiva rappresenta un'altra delle occasioni perdute dalla Capitanata per imboccare, ma seriamente e non con le solite chiacchiere fritte, la strada di uno sviluppo autocentrico, cioè fondato sulle risorse endogene del territorio.
Non è un caso che questo comparto fosse uno dei capitoli salienti di quello "Progetto Capitanata" voluto dalla Provincia, allora guidata da Franz Kuntze. La maggiore produzione di legno resa possibile dagli interventi di forestazione che il Progetto avrebbe dovuto implementare, doveva servire ad alimentare, riducendo i costi di trasporto che nel caso del legname incidono notevolmente sul prodotto finito, la filiera legno mobilio, che in quegli anni era particolarmente viva e competitiva a San Severo e nella Capitanata settentrionale.
C'è da dire che, una volta tanto, la bella intuizione non restò solo sulla carta, anche perché nel suo sforzo fu sostenuto da esponenti di primo piano del "Progetto Capitanata", con Federico Pirro, che fu uno degli autori, e Antonio Grosso, assessore provinciale. I due sedevano nei configli di Amministrazione della Insud e della Finfor, una finanziaria della stessa Insud che si occupava, appunto, di sostenere le iniziativa di forestazione produttiva.

giovedì 6 ottobre 2011

La morte di Steve Jobs / Un geniale sognatore, che ci ha fatto sognare


Appartengo a quella vasta fetta di umanità che, come ha detto Obama, ha appreso della morte di Steve Jobs da un computer pensato da lui. Qualche minuto prima che Safari (geniale e superveloce browser della casa di Cupertino guidata da Jobs) si aprisse sulla home page di Google che recava la ferale notizia, caso più unico che raro, avevo dovuto riavviare il Mac che non voleva saperne di uscire dallo stato di stop. Era diventato lentissimo. Era come se piangesse.
Esagero? Forse sì. Si sa che i computer non hanno un’anima. Ma è un dato di fatto che grazie a Steve Jobs, per la prima volta, hanno avuto una interfaccia umana. E che grazie a questa interfaccia e ad Internet, da freddi calcolatori si sono trasformati in un mezzo di comunicazione che non ha precedenti nella storia degli essere umani.
Steve Jobs è stato un campione – anzi “il” campione – di una globalizzazione dal volto umano che ha veramente fatto del mondo un villaggio. Questo giornale è fatto largamente con e grazie alle tecnologie inventate da questo splendido e geniale innovatore. Le intuizioni, le sfavillanti anticipazioni di Jobs fanno parte ormai della nostra vita quotidiana, sono divenute quasi delle protesi per noi, cittadini del mondo villaggio: dall’Ipod all’Iphone, all’Ipad.
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