giovedì 29 dicembre 2011

Come saremo tra cinquant'anni?

Come saremo tra cinquant’anni? Molti di meno, prima di tutto, probabilmente più multietnici. Con il concreto rischio di una irreversibile “desertificazione” dei comuni più piccoli.
Sono i dati che si ricavano dalla indagine svolta dall’Istat, che ha effettuato una serie di proiezioni demografiche ipotizzando lo scenario della popolazione nel 2065. Incrociando i dati Istat relativi alla Puglia con gli scenari demografici disegnati dalla due recenti indagini del Sole 24 Ore e dell’associazione Meglio Foggia, cerchiamo di  capire che cosa potrà succedere nei prossimi decenni.
Cominciamo dai dati dell’Istituto Nazionale di Statistica che interessano la Regione Puglia. Lo scenario che si prefigura è quello di un vistoso calo demografico: i cittadini residenti in Puglia sono attualmente917.690. Secondo le stime dell’Istat, si ridurranno nel 2065 a 3.173.569, con un calo di 917.690, pari al 23% della popolazione attuale. Crescerà l’età media della popolazione, buona parte della quale sarà ultracentenaria: oggi i fortunati che superano il secolo di vita sono soltanto 805, ma nel 2065 diventeranno la bellezza di 20.098.
Come si è già detto, saremo (anzi, a voler essere precisi, sarete...) molti di meno rispetto ad oggi, e poi, più anziani, ma anche più multietnici: la popolazione residente straniera quasi si triplicherà, passando dalle 95.709 unità di oggi  alle 288.913 unità stimate per il 2013, con una crescita di 193.204 unità.
La popolazione pugliese diminuirà sia per effetto della crescita zero, sia per la persistenza di un consistente fenomeno migratorio. L’appuntamento con la temuta crescita zero è ormai prossimo: l’Istat prevede che fino al 2012 si manterrà attivo il saldo tra nati e morti, che è stato per quest’anno di 1622 unità, è stimato a 682 unità per il prossimo anno, ma comincerà ad esporre il segno meno già a partire dal 2013, con -290 unità. Il fenomeno andrà crescendo costantemente (e quasi esponenzialmente) nel tempo, fino a raggiungere nel 2065 la cifra di 28.239. Il che significa che continueremo a decrescere al ritmo impressionante di meno 30.000 pugliesi l’anno.

mercoledì 28 dicembre 2011

Legge per la tutela della musica popolare, occasione importante per la Capitanata


L’appuntamento in programma a Carpino, sabato 7 gennaio prossimo, potrebbe rappresentare un punto di svolta per la cultura in provincia di Foggia, e per diverse ragioni. La prima è che offre l’opportunità di star dentro ad un movimento di grande spessore, facendolo diventare più autenticamente pugliese. La seconda è che può aiutare quanto operano nella cultura di Capitanata a superare il gap che sovente ci vede indietro le altre province pugliesi in termini di organizzazione, di metodo, di sistema.
Ma cosa accadrà nella patria della tarantella garganica? L’appuntamento consiste nella presentazione e nella discussione della proposta di legge regionale sulla tutela e valorizzazione della musica pugliese di tradizione, presentata dal consigliere Sergio Blasi. La manifestazione si terrà, alle ore 11, presso il centro culturale intitolato al grande cantore carpinese, Andrea Sacco.
Interverranno, assieme a una serie di operatori impegnati nel movimento musicale pugliese: lo stesso Sergio Blasi, Sergio Torsello, direttore artistico del Festival La Notte della Taranta e Vincenzo Santoro, operatore culturale, materiale estensore della proposta di legge.
L’incontro di Carpino coincide con la terza tappa del tour che i promotori della iniziativa hanno organizzato per discuterla con il mondo pugliese della musica e della cultura. I primi due incontri si sono svolti a Bari e a Lecce, e la scelta di Carpino come sede della tappa dauna assume un valore simbolico.

sabato 24 dicembre 2011

La lettera di mons. Tamburrino: la crisi si supera attraverso la misericordia


È passata quasi del tutto sotto silenzio l'ultima lettera pastorale che mons. Francesco Pio Tamburrino ha inviato ai fedeli della diocesi di Foggia. E la notizia - o più precisamente la "non notizia", il desolante silenzio con cui i mass media hanno accolto il messaggio episcopale - la dice lunga su cosa faccia notizia e cosa no, nel capoluogo dauno. I nostri politici dichiarano e pontificano su tutto e su tutti e giornali e televisioni sono sempre là pronti a raccogliere e diffondere le loro parole l'aria fritta.
Neanche un rigo invece di commento alle parole dell'arcivescovo di Foggia. Mons. Tamburrino non è nuovo a questo tipo di comunicazione, e sceglie anzi spesso la lettera pastorale come strumento per rivolgersi ai fedeli ed ai cittadini. Per sua natura, il presule non ama i clamori mediatici: per diffondere la sua lettera ha scelto il mezzo più giusto e più efficace: l'ha fatta stampare e ne ha fatto dono ai fedeli, che ne hanno ricevuto copia alla Messa di domenica scorsa. Qualcuno forse auspicherebbe strategie di comunicazione, come dire, più à la page: una conferenza stampa o perché no una pagina su Facebook. Ma si può affidare la ricchezza di un messaggio così profondo come quello trasfuso dall'Arcivescovo nella sua (peraltro particolarmente corposa) lettera, alle leggerezza dei bit dei social networking o ai ritmi sincopati dei format televisivi. A noi piace così.

mercoledì 14 dicembre 2011

Ciao, caro Enzo


Era un decano del giornalismo foggiano, ma soltanto per ragioni anagrafiche. Enzo è stato sempre giovane dentro, come ha ampiamente testimoniato nell'impegno profuso, pur provato dalla malattia, nell'ultima sfida che abbiamo vissuto insieme: l'implementazione di alcuni nuovi servizi del sito web alla Provincia di Foggia.
Era sempre disposto ad osare il nuovo, ma sempre anche profondamente radicato a quell'antica Foggia di cui la famiglia Ciampi è stata una illustre protagonista.
Le nostre strade professionali si sono spesso incrociate, e ricordo con particolare nostalgia la collaborazione in Giornali e caffè, trasmissione che aveva inventato lui, e che ci vedeva spesso insieme a sorbire il caffè del mattino commentando le notizie del giorno davanti alle telecamere di Teleradioerre, lui direttore responsabile, io direttore editoriale.
Non era un momento facile per la redazione, che si trovava alle prese con un delicato passaggio di proprietà della testata. Enzo Ciampi seppe pilotare quella fase con intelligenza, ma anche con la necessaria tenacia.
Non si arrabbiava mai e trasudava senso civico ad ogni intervento, con una compostezza ed una signorilità che vanno additate ai colleghi più giovani, che spesso indulgono a polemiche eccessive. Insieme cercammo di fare di Teleradioerre "la televisione della ggente" (con due g, come si dice a Foggia), ed un pezzo importante di quella storia fu il raccontare il pallone, con passione ma anche con l'idea che Foggia e il Foggia sono coincidenti, la città si specchia nella squadra, e viceversa.
Ho sempre ammirato la sua misura, quando parlava del Foggia così come quando parlava della politica la cui inadeguatezza metteva a dura prova il suo incrollabile senso civico. Ho però conservato per anni una sua mitica telecronaca. Telefoggia era appena agli albori e il Foggia  si giocava la seria A in casa sfidando il Pescara. Per quasi novanta minuti la palla non volle saperne di finire in rete. L'arbitro stava quasi per fischiare la fine quando ci pensò Gianni Pirazzini a sbloccare il risultato. La manifestazione di giubilo di Enzo dai microfoni fu degna di quelle dei telecronisti brasiliani.
Ci mancherai molto, caro Enzo.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...