domenica 16 dicembre 2012

Disponibile per il download gratuito il libro "a quattro mani" con Jimenez Deredia


L'installazione e l'inaugurazione della Genesi - la stupenda statua che adorna la nuova sede della Provincia - furono precedute dalla pubblicazione di un catalogo e dalla proiezione di un documentario nel quale intervistavo il grande scultore costaricano che ne è l'autore, George Jimenez Deredia.
Il libro e il film furono una idea dell'allora presidente della Provincia, Antonio Pellegrino, che letteralmente mi spedì a Mollicciara, un piccolo paese ligure a confine con la Toscana, dove vive l'artista, quando non è impegnato a viaggiare per il mondo a seguire uno dei tanti progetti che lo vedono impegnate: le sue opere sono praticamente esposte in tutto il globo e il suo ultimo progetto, La Ruta de La Paz, che lo vede collaborare con l'Università di Pisa, prevede la realizzazione di nove spazi in altrettanti Paesi americani, dal Canada, passando per Stati Uniti, Messico, Yucatán, Costa Rica, Colombia, Perù, Cile, fino all'Argentina. 
Quella intervista rappresentò l'inizio di una amicizia che ci portò a incontrarci diverse altre volte. Rimasi profondamente colpito dal carattere metafisico e filosofico dell'opera di Deredia: scolpire le pietra è il suo modo di esprimere il suo pensiero. Nella home page del suo sito si legge un aforisma particolarmente significativo: “Per essere un vero scultore - dice l'artista - bisogna pensare come un filosofo, progettare come un architetto e lavorare come un muratore.”

Dopo la pubblicazione del catalogo iniziale, ampliammo l'intervista in modo che essa abbracciasse l'intero percorso artistico, ne venne fuori così una seconda edizione, Genesi ponte di luce, tradotta anche in spagnolo, che venne tra l'altro adottata in alcune scuole costaricane.
Successivamente Deredia tornò a Foggia su invito di Antonio Pellegrino per occuparsi di un altro progetto ambizioso lanciato dal presidente (che, veramente, aveva già concluso il suo mandato, ma non aveva smesso di sognare e pensare in grande...): una ricerca sui possibili simboli dell'identità della Daunia. Feci da cicerone all'artista in quel viaggio, la cui esperienza ho recentemente raccontato in Lettere Meridiane.
Una immagine dell'incontro tra Deredia e Loiacono,
al Centro di Medicina Sociale
Tra le diverse persone che gli feci conoscere in quella occasione, ci fu Mariano Loiacono,  il direttore del Centro di Medicina Sociale che affronta i problemi del disagio attraverso il "metodo alla salute". Aveva fatto leggere a Loiacono il libro scritto a quattro mani con Deredia, e lo psichiatra mi aveva mandato una lettera in cui verificava profonde assonanze tra il suo pensiero e quello di Deredia, e fu quella la miccia che innescò l'incontro al centro di via Arpi e fece nascere un'altra amicizia foggiana per Deredia.
L'artista volle così dare alle stampate una edizione ulteriore del volume, che comprende anche la lettera-saggio di Loiacono ed è arricchita da una straordinaria conclusione di Pierre Restany, grandissimo critico e studioso di storia dell'arte, scomparso qualche tempo prima.
La presentazione è affidata a María Amoretti Hurtado che scrive: "Difficile lavoro è quello di presentare un libro dove il pensiero del creatore non deve né dovrebbe essere tradotto o spiegato, specie quando l'intervistatore, giornalista - filosofo molto perspicace, è appoggiato da uno psichiatra- epistemologo la cui pratica  implica una comprensione integrale dell'artista. Per concludere, Pierre Restany uno dei più riconosciuti critici d'arte nel mondo ha il compito di chiudere il volume."
"Il grosso del volume - si legge ancora nella presentazione - è costituito dall'intervista che il giornalista - filosofo Geppe Inserra fa a Jiménez Deredia nel maggio del 2003. La pubblicazione della suddetta intervista che in versione ridotta ha il titolo omonimo di Genesi Ponte di Luce, genera la reazione dello psichiatra Mariano Loiacono, interpretativa di Pierre Restany circa il simbolismo cosmico della sfera nell'opera di Deredia."
Per una bizzarra serie di circostanze, né la prima, né la seconda edizione del libro sono mai state presentate a Foggia. Dovrebbe trattarsi, dopo tutto, di uno dei pochi libri che abbia co-autori foggiani ad essere stato tradotto e distribuito in migliaia di copie. Semplicemente nessuno ha mai manifestato interesse alla cosa. Ma per fortuna c'è il web.
Prima della pubblicazione gli autori hanno sottoscritto un accordo in cui rinunciano a qualsiasi diritto, a favore della maggior diffusione possibile dell'opera, che è dunque disponibile per il download gratuito sul sito di Goerge Jimenez Deredia e da oggi anche su Lettere Meridiane. Per quanti vogliano comprendere fino il fondo il significato della Genesi che Pellegrino volle additare quale simbolo del rinascimento foggiano o vogliano immergersi una una lettera che mette assieme filosofia e storia dell'arte, è un'occasione imperdibile. 


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