martedì 28 febbraio 2012

La scomparsa di Anacleto Lupo e Gennaro Arbore


La cultura foggiana ha perso altri due protagonisti: nel giro di poche ore l’uno dall’altro se ne sono andati Anacleto Lupo, scrittore di razza Gennaro Arbore, tenace ricercatore di tracce – anche le più piccole – della storia locale. Furono amici, nella loro esistenza terrena, uniti dalla comune missione di diffondere cultura e conoscenza.
I loro percorsi professionali si sono incrociati sovente. Gennaro fu infatti collaboratore della redazione foggiana della Gazzetta del Mezzogiorno, quando non era ancora una redazione ma quello che si definiva allora un “ufficio di corrispondenza”. Si racconta un curioso aneddoto del loro rapporto. Frequentava l’ufficio di corrispondenza anche Saverio Biasco, che sarebbe successivamente diventato corrispondente della Rai e parlamentare. Assieme ad Arbore era incaricato di occuparsi delle previsioni del tempo che giornalmente venivano pubblicate  nella sola pagina che il quotidiano barese riservava alla Puglia settentrionale.

giovedì 2 febbraio 2012

Rumiz scommette sul Gargano


La nostra civiltà, che vive ormai tutto e sempre in presa diretta e in tempo reale, sta perdendo la memoria di sé, ed è un rischio gravissimo. Un coraggioso tentativo di recuperare tracce della nostra memoria collettiva è partito in questi giorni da San Marco in Lamis e da altre località del Gargano. 
L'idea è di Maurizio Tardio, giornalista. Il progetto è di valorizzare quanto resta della miniera di bauxite di San Giovanni Rotondo, che arrivò ad essere tra le più grandi d'Europa, salvo a venire chiusa quando la Montecatini, che ne era proprietaria, trovò più conveniente approvvigionarsi all'estero. Tardio ha dedicato alla miniera garganica il bel documentario "La polvere rossa", la cui proiezione ha concluso un'intensa serata dedicata  a San Marco in Lamis alla tutela e alla valorizzazione dei luoghi del passato.
A far da padrino all'intrigante sfida partita dalla Montagna del Sole è stato uno che di memoria se ne intende: Paolo Rumiz, scrittore, corrispondente di guerra e maestro indiscusso dei reportage "on the road" che ormai da alcuni anni deliziano nella stagione estiva i lettori di Repubblica. 
Al fascino discreto delle miniere, grumi di una memoria collettiva che si sta ormai disfacendo, Rumiz ha dedicato alcune tappe del viaggio compiuto l'estate scorsa alla scoperta de "Le case degli spiriti" ovvero quei luoghi "che hanno qualcosa di dirci anche se sono da tempo disabitati e che invece rappresentano risorse importanti, del nostro passato e del nostro futuro."
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