lunedì 24 giugno 2013

Un ebook in omaggio sulla fine dei cinematografi: dal Falso Movimento al Cinema Impero

Un ebook per ricordare una bella (anche se dolorosa) pagina della storia culturale foggiana, un ebook per celebrare in qualche modo la demolizione del Cinema Impero a Manfredonia.
Non mi aspettavo che il mio post (va detto: assolutamente impreziosito dalle struggenti parole di Stefania Marrone) sulla demolizione del Cinema Impero di Manfredonia suscitasse tanti commenti e tante reazioni da parte dei lettori di Lettere Meridiane, come questa che Giovanni Tagliaferri ha postato sul mio profilo di facebook, e che riguarda un'altra dolorosa demolizione, questa volta foggiana.
"Nuovo Cinema Paradiso di Tornatore - scrive Tagliaferri - è uno dei più bei film che io abbia mai visto nella mia vita. Mi ha fatto ricordare uno scempio commesso a Foggia, dovuto alla bieca ingordigia di squallidi e volgari palazzinari, la vera piaga del nostro secolo: la demolizione del cine-teatro Flagella. Uno dei più belli,se non il più bel contenitore artistico italiano. Il glorioso palcoscenico del Flagella ha visto le esibizioni dei più grandi artisti internazionali."
Tagliaferri indica la responsabilità del misfatto nella scarsa sensibilità degli amministratori comunali dell'epoca, e stigmatizza la perdurante chiusura del Teatro Comunale: "Vi siete chiesti - aggiunge -  da quanti anni è in "ristrutturazione" il povero teatro Giordano?... Beh, questo esempio serve a farci un idea del livello dei nostri amministratori…"
Effettivamente, il Flagella era un bellissimo cineteatro: pensate, il tetto poteva essere aperto automaticamente in modo che la sala potesse ospitare senza problemi proiezioni o spettacoli anche durante l'estate.
Purtroppo la storia della settimana arte è ricca di episodi di distruzione, dovuti da un lato alla rapida obsolescenza delle tecnologie e dall'altra alla scarsa attitudine alla memoria, alla conservazione. Il discorso non riguarda soltanto le sale, ma anche la stessa materia prima del cinema, ovvero i film. La pellicola, soprattutto in passato, è deperibile e infiammabile, sicché spesso i produttori preferivano rivenderla, una volta che il film aveva terminato il suo ciclo nella sale. Veniva trasformata e destinata ad altri usi, per esempio per consolidare il tacco nelle scarpe.
Però la sensibilità e la passione mostrata dai lettori meritano un regalo, così come merita di essere celebrata in qualche modo la demolizione del cinema Impero a Manfredonia.
In collaborazione con il Quotidiano di Foggia, Lettere Meridiane pubblica un e-book che racconta una grande pagina  di mobilitazione culturale e di partecipazione civile che Foggia ha scritto proprio per difendere un cinema, il Falso Movimento di Mauro Palma.
L’impegno di quanti - intellettuali, operatori, istituzioni e cittadini - si sono battuti per scongiurare che chiudesse i battenti un luogo d’eccellenza della cultura cinematografica pugliese e meridionale non è stato premiato.
Il Falso Movimento non esiste più. Il cinema, comunque, non ha chiuso:  è infatti rinata la Sala Farina che Giustino Palma, padre del fondatore e gestore del Falso Movimento, Mauro Palma, aveva preso in fitto negli anni Sessanta dalla Parrocchia Cattedrale.
Ricordare quella storia di partecipazione e mobilitazione è comunque importante. Nonostante siano trascorsi soltanto tre anni da quelle vicende, testimonia una tensione culturale che a Foggia va, purtroppo, sempre più affievolendosi.
Intanto i cinematografi continuano a chiudere. L’e-book racconta la storia del Falso Movimento ma si apre e si chiude con una notizia parallela: la chiusura del cinema Ariston e il tentativo di Mauro Palma e Potito Salatto di ridare vita alla struttura del Dopolavoro Ferroviario.
Il sogno del Fellini non è decollato. Nel frattempo è sospesa per lavori di ristrutturazione anche l’attività del Cinema Cicolella di viale XXIV maggio. In centro, restano operanti l’Altrocinema di via Duomo e la Sala Farina.
L' ebook  raccoglie gli scritti, i documenti e gli articoli pubblicati dal Quotidiano di Foggia che seguì la vicenda con particolare attenzione. A suo modo, l'ebook è anche un tentativo di declinare una public history foggiana, partendo da una delle più sentite vicende degli ultimi anni.
Il libro digitale, che ha quale titolo "Come non salvammo il Falso Movimento. La storia di un sogno e di una mobilitazione" viene distribuito gratuitamente in tre distinte versioni:

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