giovedì 31 gennaio 2013

Aeroporto Lisa, banco di prova della buona politica


Mi scrive Maria Luisa d’Ippolito, capo delegazione del Fai (Fondo Ambiente Italia) di Foggia:
Salve, alla luce dei fatti degli anni trascorsi e delle novità introdotte da Passera, fra le tante domande che mi pongo e ti pongo: quale sarà il ruolo futuro di AdP, anche alla luce della convenzione e del Decreto interministeriale, per me introvabili ( ? ! ) nei vari siti istituzionali consultabili , ma che notoriamente riguarda tutti gli aeroporti pugliesi? La recente ricerca di soci lanciata dalla Regione Puglia è il segno chiaro che, messi in sicurezza gli aeroporti di Bari e Brindisi sui quali ha impegnato un mare di risorse, ora l'Ente sta tirando totalmente i remi in barca e freme per liberarsi del peso e degli oneri dei due scali posizionati in territori di scarso interesse politico, con tante grane e poche virtù ? Gradirei una tua nota in merito. 
Mluisa d'Ippolito
* * *
Gli interrogativi che poni sono seri. Non siamo ancora in grado di capire quale potrà essere il costo della “regionalizzazione” di buona parte degli aeroporti italiani prevista dal progetto del ministro Passera. Saranno in ogni caso costi pesanti, che andranno a scaricarsi sui bilanci delle regioni – già provati, soprattutto quello pugliese, dai costi della sanità – e degli enti locali, falcidiati da anni di finanziarie e di spending review che hanno reso problematica perfino l’ordinaria amministrazione.

mercoledì 30 gennaio 2013

Gino Lisa e treno tram: Capitanata e Regione Puglia obbligate a sposarsi. Ma che matrimonio sarà?


Che tipo di matrimonio sarà, quello che la Capitanata si appresta a celebrare  con la Regione Puglia? Saranno nozze riparatrici, nozze d'interesse o, come tutti ci  auguriamo, nozze d'amore?
Sono stati in pochi a notarlo, ma ieri, due eventi, stranamente concomitanti, hanno conclamato il fidanzamento ufficiale dell'ente guidato dal governatore Vendola con la provincia di Foggia.
A volte la cronaca è bizzarra, e innesca strane coincidenze: mentre veniva reso noto il progetto del ministro Passera per il riordino del sistema aeroportuale nazionale, le agenzie battevano la notizia che a seguito dell'accordo di programma tra il ministero dei trasporti, la Regione Puglia e Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), nulla più osta acché Bari acquisisca la tratta ferroviaria Foggia-Manfredonia, dando così via libera all'ambizioso progetto del treno tram.

martedì 29 gennaio 2013

La Foggia che non t'aspetti / Racconto di un insolito mattino di gennaio

La biblioteca del Polo Umanistico dell'Ateneo di Foggia
Leggete questo post fino alla fine, vi prego. È la conferma che certe volte dietro una notizia c'è un universo da scoprire, e da raccontare.
La notizia, prima di tutto. Da ieri, la Biblioteca del Polo Umanistico dell'Università di Foggia ha ripreso ad osservare l'orario esteso, che consente l'apertura in alcuni pomeriggi settimanale. È la risposta del direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell'ateneo, Saverio Russo, all'appello degli studenti che, dopo l'allagamento della Biblioteca Provinciale Magna Capitana, avevano lamentato la mancanza di posti in cui studiare. 
Per la verità, la Magna Capitana è tornata dopo pochi giorni agli orari di sempre, giusto il tempo di mettere in sicurezza i volumi. Ma anche il prof.Russo ha voluto dare un segnale, ripristinando l'orario che la sua biblioteca osservava prima che si trasferisse nella sua nuova sede.
Schivo com'è nel suo costume, il direttore del Dipartimento ha affidato ad un laconico comunicato il suo commento al post nel quale avevo parlato del malessere degli studenti: "a partire da lunedì 28.01.2013 la Biblioteca Area Umanistica osserverà l'orario in uso prima della chiusura per trasloco". L'orario di apertura al pubblico sarà precisamente il seguente: dal lunedì al giovedì dalle ore 8.30 alle 16.30, il venerdì dalle ore 8.30 alle 13.30. I servizi osserveranno invece il seguente orario: dal lunedì al giovedì dalle ore 8.45 alle ore 14.00 e dalle 15.00 alle  16.15, il Venerdì dalle 8.45 alle 13.
La biblioteca del polo umanistico
Saverio Russo, con cui condivido da decenni amichevoli rapporti di stima, ha però aggiunto al nudo comunicato l'invito a vederci. Mi riceve il mattino dopo, e lo scopo è quello di mostrarmi la splendida biblioteca dell'Area umanistica: quarantamila volumi, ospitati in quelli che erano una volta i locali del piano terra degli Ospedali riuniti di via Arpi (se la memoria non mi tradisce, la biblioteca incorpora perfino la sala mortuaria dei vecchi Riuniti).
Ed è una Foggia che non t'aspetti: preziosa, dotta, simbolica. Questa biblioteca è la risposta migliore alla scommessa ed alla sfida che vennero lanciate quando si scelse di creare un polo umanistico, qui a Foggia. In una terra in cui la storia e il passato potrebbero, dovrebbero rappresentare una formidabile risorsa di futuro. 
È la cifra visibile che quella scommessa è stata vinta.
C'è un valore simbolico, che va al di là degli stessi 40.000 libri che vi sono custoditi (e che sono comunque una bella cifra, considerato che quella di Foggia è comunque una università giovane). 
C'è il valore del restauro che ha permesso di recuperare alla pubblica fruizione spazi che si erano degradati e dequalificati nel corso dei secoli. Ci sono alcune donazioni che impreziosiscono il valore dei volumi custoditi, e danno un senso particolare a questa biblioteca, come quelle dei professori Franco De Felice, insigne storico, e Giosuè Musca, grande medievalista. Fondi che si erano formati a Bari e là avrebbero potuto restare. Se dal capoluogo regionale questi patrimoni sono stati donati alla biblioteca del polo umanistico foggiano una ragione dev'esserci, ed è la fiducia in questo ateneo che sta crescendo, in mezzo alle tante difficoltà che angustiano le università meridionali, soprattutto quelle più giovani. 
Il cortile nel quale si spera di realizzare
l'Orto Botanico

Ed ancora, c'è il fondo acquistato a prezzo simbolico, appartenuto un'archeologa olandese, che ha svolto una parte cospicua della tua attività di scavo e di indagine a Canosa. 
Si è sempre detto che l'università è una speranza: adesso si può toccarlo con mano, in quella biblioteca così ricca, così bella.
Il prof. Saverio Russo ha dovuto fare i salti mortali per assicurare l'apertura pomeridiana della struttura: se è giusta la richiesta degli studenti di poter disporre di uno spazio in cui studiare, bisogna capire che una biblioteca non è solo una sala da studio. La necessità di custodire e tutelare il patrimonio librario presuppone la presenza di dipendenti che debbono svolgere turni o effettuare lavoro straordinario, cosa quasi proibitiva, in tempi di ristrettezze per gli stipendi pubblici.
Il cortile ritrovato grazie alla rimozione
degli elementi posticci
Il direttore del dipartimento sta pensando di destinare a sale di studio ed a spazi d'incontro locali esterni alla biblioteca, in modo che possano essere utilizzati anche senza la presenza dei bibliotecari. Tra questi ci sono due deliziosi cortili, uno dei quali recuperato grazie ai lavori di restauro, che hanno demolito alcune strutture posticce che erano state realizzate quando l'immobile era adibito ad ospedale. L'altro dovrebbe ospitare un piccolo orto botanico. Per l'arredo, il dipartimento è alla ricerca di sponsor. Potrebbe diventare un altro spazio di socializzazione.
Di bello, in questa vicenda, c'è la comune tensione di professori e studenti a "vivere l'ateneo", a sentirlo come spazio non soltanto di studio, ricerca, lavoro ma anche di relazione.
Mi congedo dal prof. Russo, e mi incammino per via Arpi. Mi imbatto nella mostra che la Fondazione della Banca del Monte ha dedicato alle opere su carta di Alfredo Bortoluzzi, l'artista della Bauhaus che scelse di vivere a Peschici, sul Gargano. 
La mostra è di straordinario valore: per la prima volta vengono esposte in modo organico le opere su carta (che la Fondazione ha interamente acquisito al suo patrimonio, impedendo quindi che andassero frazionate). 
La mostra di Bortoluzzi organizzata
dalla Fondazione Banca del Monte
Disegni, acqueforti, tempere, collage svelano i tratti di un Bortoluzzi per molti versi inedito ma ancora più coerente, ancora più "militante" rispetto alla grande corrente artistica tedesca di cui è stato un esponente significativo.
Mi commuove la mostra, e mi commuove il pensiero che ateneo e fondazione siano riusciti, nello spazio di poche centinaia di metri, ad assicurare a Foggia un così straordinario patrimonio di conoscenza e di arte, tra  i libri della biblioteca del polo umanistico e i disegni di Bortoluzzi.
Il sogno di Franca Pinto Minerva, che quando era preside di Lettere teorizzò questa strada, cuore di Foggia, come "via della conoscenza, dell'arte e della cultura" si sta avverando. 
Ma questa Foggia che non t'aspetti dovremmo imparare a conoscerla di più, ad amarla di più.

La piccola partigiana di Monte Sant'Angelo


Hanno riscosso un grande interesse  i due post che Lettere Meridiane ha dedicato alla Giornata della Memoria: l'e-book che pubblica il memoriale di Giovanni Roselli, il foggiano sopravvissuto i campi di sterminio nazisti e la bella iniziativa della Biblioteca Provinciale di Foggia che ha ritrovato e reso pubblici i nomi dei 106 cittadini della Capitanata vittime dei lager.
È confortante, questa attenzione verso il nostro recente passato: conoscere chi siamo stati, ci aiuta a comprendere meglio chi siamo: l'identità è un prezioso strumento di futuro.
E poi, da una storia fioriscono altre mille storie, come quella - molto bella - raccontata da Girolamo Arciuolo a commento del post in cui Lettere Meridiane dava notizia dell'iniziativa della Biblioteca.
"Emozionante - scrive l'amico lettore -. Io sono di Monte S. Angelo. Occorrerà organizzare immediatamente una verifica e una serie di iniziative dedicate ai caduti montanari. 

lunedì 28 gennaio 2013

Si pensava fossero dispersi, invece erano deportati 116 cittadini di Capitanata. La bella iniziativa della Biblioteca Provinciale


Si deve alla Biblioteca Provinciale di Foggia, e a quell’infaticabile cercatore di memoria che è Maurizio De Tullio, se la Giornata della Memoria appena celebrata ha restituito dignità ed onore a 116 cittadini della provincia di Foggia che per sessant’anni erano stati ritenuti dispersi. “Non lo erano”, scrive De Tullio. Si tratta, infatti, di “giovani soldati, alti ufficiali, Carabinieri e tanti civili deportati e morti dopo atroci sofferenze nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale.”
La Biblioteca Provinciale "La Magna Capitana" ha così pensato di commemorare il "Giorno della Memoria" nel modo più bello e significativo: restituendo memoria alle 116 famiglie di quei poveri sventurati, caduti per mano nazista. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al lavoro di ricerca svolto dal veronese Roberto Zamboni, che non è uno storico, ma il contitolare di un calzificio nel Veronese, “che – come ricorda De Tullio - , dal lontano 1994, ha dato vita ad una ricerca, tuttora in corso, il cui scopo è proprio quello di informare famiglie e parenti di quei poveri sventurati sui luoghi di sepoltura dei loro cari. Una ricerca nata quasi per caso, mettendosi sulle tracce di un congiunto, fino ad allora dato per disperso. Con l'intreccio di vari archivi – tra cui quello del Vaticano – Zamboni era riuscito a dare degna sepoltura, nel suo paese, al parente”.

sabato 26 gennaio 2013

Foggiani incivili? I lettori discutono


Foggia si sta riprendendo dall'emergenza rifiuti e sta lentamente tornando alla normalità. Però, come ho sottolineato in un post precedente, sono dure a morire le pessime ed incivili abitudini di alcuni concittadini, che si ostinano a depositare le buste dell'immondizia a fianco ai cassonetti.
Il post ha suscitato un dibattito vivace.
Ha scritto Giuseppe Moscaritolo: "tantissima gente non si serve dei cassonetti, e purtroppo vi è tanta gente che rovista negli stessi e poi butta a terra… ci vorrebbe una squadra di vigili o ausiliari come per le auto…."
Per Massimo Mazza il problema è da ricondurre al basso senso civico dei foggiani: "E' vero Geppe torna la città pulita ma gli incivili restano! Ci sono volute tre o quattro aziende per la raccolta dei rifiuti provenienti dalla provincia e addirittura da Triggiano nel barese per dare un volto più decoroso alla città, un'operazione che ai cittadini foggiani è costata tanto: un milione di euro per il solo mese di gennaio ed ironia della sorte senza neanche utilizzo di forza-lavoro della nostra comunità!

Giornata della memoria / Disponibile per il download gratuito il memoriale di Giovanni Roselli


In occasione della Giornata della Memoria, Lettere Meridiane, per gentile concessione della famiglia, pubblica, in edizione digitale, il memoriale di Giovanni Battista Roselli, foggiano, internato nei campi di sterminio nazisti fino all’8 maggio del 1945. L'e-book, intitolato La speranza rende liberi,  è disponibile per il download gratuito in formato booklet (da stampare come libretto, su carta A4) e in formato e pub, in modo da poter essere letto su un e-reader.
Scomparso il 20 aprile del 1989, Roselli è stato un personaggio molto noto a Foggia, per la sua intensa attività politica, quale militante e dirigente della Democrazia Cristiana. 
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo ha insignito della Medaglia d’onore post mortem, quale riconoscimento del calvario eroicamente sopportato nella sua lunga peregrinazione nel lager nazisti. L’onorificenza attribuitagli dal Capo dello Stato è stata l’ultima di una lunghissima serie: grande invalido di guerra, Roselli era stato già insignito della Croce al Merito di Guerra, della Medaglia d’oro con attestato di benemerenza dal comitato centrale dell’Associazione nazionale mutilati ed invalidi di guerra e delle onorificenze di Cavaliere e Cavaliere Ufficiale ed è incluso nell’Albo d’oro dell’Associazione ex internati nei campi di prigionia.
Sbandatosi all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, Giovanni Battista Roselli venne catturato il giorno dopo a Peschiera del Garda, e da qui avviato ai lager, dove sarebbe rimasto fino all’8 maggio del 1945. 
Tornato a Foggia, è stato tra i fondatori dell’Associazione Nazionale  Mutilati e Invalidi di Guerra, che ha presieduto dal 1981 fino al 1989. Dirigente organizzativo della sezione democristiana “Federici”, è stato presidente della V Circoscrizione comunale “Mazzini”, eletto a suffragio universale nel 1981, e confermato nel 1985 con il più alto consenso di voti. L’Amministrazione Comunale della Città di Foggia ha voluto onorarne la memoria, intitolandogli una strada.

venerdì 25 gennaio 2013

Foggia torna pulita, ma gli incivili restano


Dopo la drammatica emergenza delle feste natalizie, la città sta tornando alla normalità per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti. Senza che sia stato ancora perfezionato il subentro dell'Amiu di Bari che riceverà le consegne a partire dal primo febbraio prossimo. È bastata la gestione "emergenziale" delle aziende di Cerignola e Manfredonia per invertire la rotta. Si sta tornando ad una normalità "antica" aggiungeremmo, alla quale i foggiani erano ormai disabituati da anni, dai tempi belli dell'Amica.
Per strada sono ricomparsi gli spazzini. A frotte, addirittura. 
I mezzi che si occupano dello svuotamento dei cassonetti sono ancora scortati dalle auto dei Vigili Urbani, per timore di rappresaglie. Ma assieme ai tutori dell'ordine ci sono anche i netturbini che provvedono a pulire la strada ed i marciapiedi adiacenti ai cassonetti dalle buste eventualmente depositate all'esterno e da altra sporcizia. Risultato: la città è finalmente pulita. O più precisamente, potrebbe essere finalmente pulita, se la "disabitudine alla normalità" non incentivasse l'inciviltà di numerosi concittadini che non si sono accorti che l'emergenza è alle spalle, e continuano imperterriti a buttare i sacchetti dell'immondizia dove capita.

Perché siamo ultimi: le riflessioni di Girolamo Arciuolo


Il bello di un blogger, se volete del social network, sono queste amicizie che nascono nell'etere, sul filo di quella mosca sempre più bianca che è il pensiero sostenuto dal confronto dialettico. Non conosco personalmente Girolamo Arciuolo, se non per le cose che spesso mi scrive nei commenti ai post. Lo stimo, lo sento vicino, come sento vicini tutti quelli che non si fermano agli slogan e agli "stati" di Facebook, alle battute che strappano un sorriso e a volte un'emozione, ma durano lo spazio di un mattino, nel senso che non producono opinione pubblica. La nostra terra ha bisogno che si (ri)formi una opinione pubblica, ed è questo lo sforzo che quotidianamente cerca di condurre Lettere Meridiane.
Oggi che perfino i giornali non concedono più di venticinque righe anche ai temi pià importanti, solo la leggerezza dei bit può dare sfogo e mettere ali al pensiero, così come caparbiamente prova a fare Girolamo Arciuolo, che è intervenuto sui temi che ho cercato di sollevare (il termine è ahimè efficace, i temi dovrebbero essere discussi e basta ma non da noi: vanno sollevati di peso, per sottrarli all'oblio) nel post sulla crisi che angustia la provincia di Foggia. Ringraziandolo, propongo integralmente il suo commento.
* * *
Bella analisi.
Mi permetto di fare qualche osservazione a latere.
Negli anni ottanta l'Italia ha cercato e in qualche modo trovato un tipo di presenza industriale basata su capitali privati. Sono stati gli anni della sostanziale dismissione delle “partecipazioni statali” e dell'affermazione del sistema dei distretti produttivi manifatturieri, del “Piccolo è bello” e del “Made in Italy”. È stata la particolare modalità con la quale l'Italia ha deciso di rispondere alla crisi della fabbrica fordista. La ragione divulgata è stata la presenza onnivora dei partiti. La seconda non era meno vera della prima ma era facilmente superabile con pochi efficaci provvedimenti normativi. Bastava fare delle semplici riforme.

giovedì 24 gennaio 2013

Gli studenti foggiani, la Biblioteca Provinciale e gli spazi per studiare


Vi confesso che mi ha lasciato sconcertato il comunicato sulla chiusura della Biblioteca Provinciale, diffuso da tra associazioni studentesche universitarie foggiane (Link Foggia, Uds Foggia e Rete della Conoscenza). L’antefatto è rappresentato dal principio di allagamento della gloriosa struttura culturale foggiana, che ha determinato danni a circa 400 volumi e ha costretto il direttore a trasferire in tutta le altre migliaia di volumi custoditi nei locali interessati dalle infiltrazioni di acqua in altre stanze, per evitare ulteriori danni. Va detto anche che la temporanea chiusura delle sale è stata resa necessaria per consentire l’impiego massivo dei dipendenti della Magna Capitana nelle operazioni di trasloco, che andavano effettuate con la massima urgenza. Il disagio è durato il tempo strettamente necessario a consentire le operazioni di messa in sicurezza. Da oggi la biblioteca è tornata ai suoi orari di sempre.

mercoledì 23 gennaio 2013

Beffate le scuole della Capitanata e del Mezzogiorno

La mappa del rischio sismico in Italia

Delle due l’una: o le scuole meridionali e pugliesi sono un paradiso, rispetto a quelle del Nord, e non ce n’eravamo mai accorti, oppure qualcosa non ha funzionato nelle scelte del programma di edilizia scolastica varato dal Ministero delle Infrastruttura, di concerto con i Ministri dell’Istruzione e dell’Economia, per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.
Il provvedimento, che reca la data del 3 ottobre 2012, è stato pubblicato soltanto qualche giorno fa (il 9 gennaio) sulla Gazzetta Ufficiale. È un programma particolarmente importante, in quanto finanzia la messa in sicurezza degli edifici scolastici, con particolare riguardo a quelli insistenti nelle zone soggette a rischio sismico. Visto che la Capitanata è una provincia ad alto rischio, avrebbe dovuto essere una grande opportunità per il sistema scolastico provinciale. Ma non è andata così. A leggere il decreto, c’è anzi di che restare esterrefatti.  Sentite un po’.
Gli interventi ammessi a finanziamento sono in tutto 989, per una spesa complessiva di 111 milioni e 800mila euro, che sono poi briciole, in considerazione della gravissima situazione in cui si dibattono le scuole del Bel Paese.

martedì 22 gennaio 2013

Foggia può osare la santità: Padre Antonio Silvestri


Dipendesse da loro, gli Amici della Domenica padre Antonio Silvestri l'avrebbero già fatto santo, tant'è che l'hanno eretto a "patrono" del gruppo che da due anni anima le domeniche foggiane, proponendo momenti di impegno civico e di condivisione dei problemi delle periferie cittadine.
In realtà non sarà così facile far riprendere il processo di beatificazione del sacerdote foggiano. Chi ci sta provando, tenacemente, da alcuni anni, è il comitato promosso dalla Confraternita di Sant'Eligio, dove sorgono la chiesa e l'oratorio in cui visse ed operò don Antonio.
Coordinato da Roberto Papa, il comitato ha fatto suo l'appello che qualche anno fa l'allora arcivescovo di Foggia, mons. D'Ambrosio rivolse alla Chiesa locale ed al popolo foggiano, indicando in padre Antonio un modello di vita santa da imitare e su cui edificarsi. Grazie a Papa, a don Faustino Parisi e a Savino Russo, rispettivamente consulente religioso ed agiografo del comitato, da qualche tempo Foggia sta tornando a far propria la grande eredità spirituale del sacerdote oratoriano.

Su Amara Terra Mia i primi piani particolareggiati della città di Foggia


Ho già avuto modo di parlare su Lettere Meridiane di Amara Terra Mia, il bel blog di Domenico Sergio Antonacci, che si occupa prevalentemente dell’identità, della storia e delle radici culturali del Gargano, senza tuttavia disegnare qualche positiva deroga geografica.
Negli scorsi giorni, Antonacci ha offerto ai lettori del blog un documento eccezionale. Il decreto con cui l’allora re d’Italia, Vittorio Emanuele III, il 31 dicembre del 1934, firma “per grazia di Dio e volontà della nazione” il decreto che approva i nove piani particolareggiati della città di Foggia, esecutivi del Piano Regolatore Generale. E’ un tassello importante del più vasto progetto della “grande Foggia”, che vide il capoluogo dauno occupare una posizione nevralgica nelle politiche meridionali del governo fascista.
E’ interessante leggere come la città si andasse organizzando urbanisticamente, attuando il Piano Regolatore Generale che era stato approvato, con legge dello Stato, la n.854 il 15 giugno del 1933.

domenica 20 gennaio 2013

Foggia senza memoria? C'è una novelle vague foggiana


Ho apprezzato molto quanto ha detto, con rara capacità di sintesi, il presidente della Fondazione Banca del Monte, Francesco Andretta, intervenendo al triduo di lode e di ringraziamento in onore di don Antonio Silvestri. 
Andretta ha parlato della mancanza di memoria della città di Foggia, sottolineando (giustissimo) come il fenomeno sia dovuto ad eventi tragici che ciclicamente hanno cancellato, anche fisicamente, i ricordi, determinando la rimozione di "pezzi" d'identità, spesso sostituiti da altre identità. 
Emblematico quanto è accaduto negli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso, con i bombardamenti che hanno ucciso decine di migliaia di foggiani, e la città rinata e cresciuta nei decenni successivi, per effetto dell'impetuosa immigrazione dagli altri centri della provincia. 
"A Foggia mancano i racconti dei nonni", ha chiosato Francesco, con una immagine tanto bella quanto suggestiva. Quest'assenza di ricordi sprigiona anche una difficoltà della città nel raccontarsi: basti pensare a quanto sparuti siano i racconti foggiani. Per questo mi pare ancora più interessante il fenomeno che sto registrando da qualche mese e di cui mi sforzo di dare conto in Lettere Meridiane: la nascita di un'autorialità foggiana, evidente soprattutto nel cinema, con epigoni come Antonio Silvestre, Carlo Fenizi, Lorenzo Sepalone, Guido Di PaoloCarlo Della Pace, Giuseppe Guiduccio, Marco Adabbo, Edgardo Longo. La Luna è sveglia di Lorenzo Sepalone è un piccolo capolavoro che mostra come sia possibile una narrazione foggiana, una riflessione sulle identità possibili, senza mai scadere nello stereotipo. Ne parlerò più diffusamente nei prossimi giorni.
In altri luoghi la mancanza dei "racconti dei nonni" ha prodotto una letteratura monumentale (penso agli Usa) che ha costituito e costruito l'identità (penso a Walt Withman, William Faulkner). A modo suo l'identità più vera di Foggia sta forse proprio in questo sovrapporsi di culture e di memorie. com'è tipico della civiltà di frontiera. (Savino Russo ha scritto di recente alcune considerazioni molto interessanti su questo). 
Valorizzare questa novelle vague foggiana potrebbe essere il primo passo per colmare il gap della narrazione, la difficoltà di raccontarci.

sabato 19 gennaio 2013

Perché siamo ultimi? Le riflessioni di Massimo Mazza


C’è un desiderio diffuso di tornare a ragionare di sviluppo, un desiderio che si può palpare quotidianamente in questo blog. Diversamente dal social network, che per sua natura spinge a commenti telegrafici, i commenti di un blog consentono una maggiore libertà, e credo sia pertanto doveroso che i commenti più articolati diventino a loro volta post, nel tentativo di azionare il circolo virtuoso della riflessione condivisa, del confronto, di rilanciare un dibattito sullo sviluppo che da troppo tempo è asfittico.
Leggo solo ora (imperdonabile, da parte mia, ma a volte su Facebook taluni commenti vanno a ficcarsi dove non è facilissimo trovarli) questa bella e interessante riflessione di Massimo Mazza al mio articolo Perché siamo ultimi: una riflessione a bocce ferme sul declino di Foggia e provincia (ne suggerisco caldamente la lettura o la rilettura, per gustare pienamente le considerazioni di Mazza). Ecco il contributo dell'amico Massimo, giornalista, funzionario culturale della Biblioteca Provinciale.
* * *
Grazie Geppe per avermi coinvolto in un argomento che purtroppo ci amareggia ma che occorre analizzare nel tentativo di tutti, ognuno per la propria parte, di individuare rimedi e frenate circa ineluttabili, disastrose cadute libere in un baratro senza fondo; purtroppo questa Città, questa Provincia sono diventate in effetti indifendibili, e lo sostiene uno come me che ha sempre difeso a spada tratta, anche attraverso l’informazione, questo amato territorio.

venerdì 18 gennaio 2013

Ingenerose e autolesionistiche le polemiche sulla candidatura di Volpe


Non ho capito molto la richiesta di dimissioni del rettore Volpe da parte di alcuni studenti. E ho capito ancora meno l'enfasi con cui diversi organi d'informazione hanno sottolineato la notizia. Da che mondo è mondo gli studenti contestano ed è sacrosanto che lo facciano, ma mi pare esagerato sbattere le proteste in copertina, sottraendo righe all'evento vero, la cerimonia inaugurale dell'anno accademico e il bel discorso di Piero Angela.
Fossi uno studente dell'Unifg (uh, che bello sarebbe, quante primavere in meno, e tutte le possibilità ancora davanti) sarei ben contento che il "mio" rettore finisse in Parlamento, a difendere il "mio" diritto alla conoscenza, allo studio, alla cultura, sempre più oltraggiato nel nostro Bel Paese. Tanto più se si tratta di uno come Giuliano Volpe, che è per molti versi un simbolo delle potenzialità inespresse di questa terra: un umanista che guida l'ateneo di un'area che ha la sua risorsa essenziale e misconosciuta nel paesaggio, nel passato, nella cultura, che è essa stessa ombelico e icona di un Mezzogiorno che "potrebbe, potrebbe", ma resta legato al palo dai suoi vizi atavici.

giovedì 17 gennaio 2013

La candidatura foggiana di Ivan Scalfarotto: ritorno a casa, ritorno al futuro



Che bella, la riflessione che si legge nel blog di Ivan Scalfarotto, sul senso della sua candidatura in Puglia. Per il vicepresidente del Pd ha sapore di un ritorno a casa. La cosa è singolare, per un politico in un certo senso apolide come lui: nato a Pescara, vissuto a Foggia, di qui emigrato a Milano, dove attualmente vive, con frequenti puntate a Londra.
Scalfarotto affida i suoi sentimenti al suo blog, nel post in cui dà notizia della candidatura: "E così torno a casa: saranno contenti mamma e papà, che sicuramente non ci speravano più. Sono arrivato a Foggia nel 1968 che avevo tre anni, e lì ho fatto tutte le scuole: la Montessori, le medie alla Bovio, gli anni del liceo al “Vincenzo Lanza”. Mio padre abita ancora a Foggia, e così mia madre – che fa un po’ la pendolare con la Brianza per vedere mia sorella, che è foggiana anche di nascita, e i nipotini".
Scalfarotto, che oggi ha aperto la campagna elettorale nel capoluogo dauno con un incontro pubblico nella sezione Pd di corso Matteotti, spiega ulteriormente il senso del ritorno": "si tratta di una specie di ritorno al futuro. Se vinceremo le elezioni sarà un onore per me rappresentare i cittadini della regione e della città che mi ha formato e nella quale sono cresciuto. Una città che mi ha dato la fortunata possibilità di vivere un’infanzia e un’adolescenza protette da un ambiente cittadino sano come sa esserlo solo la provincia italiana. Da allora Foggia è molto cambiata, e non sempre in meglio: sarò felice, se sarò eletto, di poter dare una mano."

mercoledì 16 gennaio 2013

La scomparsa di Enzo Baiardi


È scomparso improvvisamente Enzo Baiardi, nota figura del mondo dell'associazionismo e dello sport foggiano. Eravamo amici da quarant'anni, e le nostre strade si erano spesso incrociate, dagli anni del comune impegno nell'Azione Cattolica, a quelli del giornalismo radiofonico, per finire alle tante volte che era riuscito in qualche modo a coinvolgermi nelle sue iniziative a favore dei portatori di handicap. 
Ha speso tutta la sua esistenza terrena a difendere le ragioni dei disabili, in anni in cui parlare di eliminazione delle barriere architettoniche e di sport per i portatori di handicap era davvero qualcosa di pionieristico.
Ma Enzo Baiardi ha posseduto tutto il coraggio dei pionieri e la chiaroveggenza dei profeti. Ha fondato la Fisd, la prima Federazione sportiva dei disabili, di cui è stato responsabile provinciale e regionale, portando i suoi atleti a primeggiare in Puglia e in Italia. In ogni battaglia, in ogni iniziativa era capace di investire tutta l'energia possibile. E molto spesso riusciva a coronare i suoi sogni.

martedì 15 gennaio 2013

Fuggi da Foggia: gli incredibili dati di Miragevillage


A volte t’imbatti su Facebook in post illuminanti, che gettano luce su fenomeni che covano sotto la cenere, che al limite si percepiscono come sensazione, ma che non hanno evidenza statistica. Appartiene a questa categoria il post pubblicato qualche giorno fa da Mondo Miragevillage sulla bacheca del gruppo Foggia Propositiva, uno dei più attivi nel commentare quel che va e non fa nel capoluogo dauno, e a proporre soluzioni. Mirage Village è un noto centro benessere cittadino, presso le cui palestre e piscine si ritrovano foggiani giovani ma anche meno giovani. Un universo particolarmente interessante per quanto riguarda analisi e riflessioni sul livello della qualità della vita a Foggia.
Il post, intitolato “Un dato che ci lascia di stucco...”, riguarda i dati, sorprendenti ma per taluni versi drammatici, scaturiti dalla campagna promozionale dedicata al recupero di vecchi abbonati del Mirage Village che i responsabili della struttura hanno avviato da un paio di mesi. Complimenti, per aver messo a disposizione della opinione pubblica dei dati così significativi.

La riscossa della società civile


La società civile foggiana dà segni di riscossa. A volte contraddittori, ma sicuramente perentori. Sarebbe necessario un metodo, però: solo un metodo può sostenere un piano di largo respiro, dipanando la matassa di proposte, idee e fermenti che va sedimentandosi e trasformandola in un autentico progetto di futuro.
I fermenti però non mancano. La cronaca degli ultimi giorni svela i contorni di un vero e proprio laboratorio di idee che sembra essersi aperto in città, e nel momento in cui il capoluogo vive un momento di gravissima crisi. Il risveglio della società civile è una opportunità che le istituzioni locali dovrebbero cogliere per recuperare un rapporto di fiducia con i cittadini.

lunedì 14 gennaio 2013

Le primarie: paravento alla crisi irreversibile dei partiti


Le primarie (più precisamente, le parlamentarie), sono state veramente quello strumento di democrazia che si sperava fossero, anche per contrastare gli effetti perversi del porcellum, che ha sottratto agli elettori la possibilità di votare direttamente per un candidato, attraverso il voto di preferenza?
Considerando le polemiche ed i veleni che hanno accompagnato il voto e la predisposizione delle liste, sembrerebbe di no. Il post di Lettere Meridiane sul caso della senatrice foggiana Colomba Mongiello, retrocessa dal tredicesimo al quindicesimo posto della lista per fare posto a due "personalità" indicate dalla direzione nazionale, ha suscitato una interessante discussione (su Facebook) tra due intellettuali particolarmente attenti alle cose della politica, come Marco Barbieri e Salvatore Speranza.
È stato Barbieri ad aprire la discussione: "gli apparati, come si sa, non esistono più da un pezzo. E il quindicesimo posto della Mongiello è sicuramente utile. Delle lamentele di qualcuno di Sel meglio non parlarne. Le primarie (per i parlamentari, poi, non per le cariche monocratiche) sono uno strumento aberrante."

domenica 13 gennaio 2013

Leo Di Gioia va con Monti e (forse) riscrive gli equilibri politici provinciali


La campagna elettorale regala il primo, vero colpo di scena. L'arcipelago centrista della provincia di Foggia si arricchisce di una new entry importante, forse destinata a riscrivere radicalmente le prospettive e gli equilibri dell'intero quadro politico provinciale. 
Leo Di Gioia, consigliere regionale eletto nel Pdl, lascia il partito azzurro ed approda alla Lista Monti, guadagnando una posizione di tutto rispetto nella griglia di partenza dei candidati. Sarà il terzo, ed è un gradino di assoluto rilievo, visto che lo precedono solo l'imprenditore Salvatore Matarrese, capolista (imprenditore, è il referente pugliese di Luca di Montezemolo) e Gaetano Piepoli, docente universitario che ha appena detto addio al Pd. Un terzo posto che sta tra quelli utili alla elezione, ma che comunque vadano le cose alle urne, testimonia che l'ex assessore provinciale, una volta braccio destro di Antonio Pepe, è stato accolto a braccia aperte dalla nuova formazione politica di Mario Monti.

sabato 12 gennaio 2013

I Re Magi? Annunciano i saldi


La sera dell'11 gennaio, mentre stavo fumando al balcone l'ultima sigaretta della giornata, ho percepito un baluginio nella veranda al quarto piano del palazzo di fronte. Era un presepe. 
Ho guardato gli altri balconi, le altre finestre che fino a qualche giorno prima brulicavano di luci natalizie. Niente. Il buio più pesto. Quel presepe che timidamente emetteva i suoi segnali luminosi era l'ultimo del rione. Tutto il resto smontato e riposto: grotte, mangiatoie, re magi, asinelli, buoi e bambinelli, stelle comete ed alberi di Natale.
Secondo la tradizione, il presepe andrebbe montato il giorno della festa dell'Immacolata e smontato in quello della presentazione di Gesù al Tempio, che coincide con la festa della Candelora, ovvero il 2 febbraio. La presentazione del Nazareno ai sacerdoti del Tempi è uno degli episodi più struggenti del Vangelo: offrendolo, Maria se ne distacca, rinuncia a lui, e nello stesso tempo comincia per suo Figlio il percorso verso la Passione.

Il caso Mongiello, le primarie Pd, l'imbroglio del 10%


La senatrice foggiana Colomba Mongiello ha ritirato il ricorso contro la lista pugliese dei candidati del Pd alla Camera, presentato dopo la sua “retrocessione” dal tredicesimo al quindicesimo gradino della lista, per far posto a due “personalità” decise dalla direzione nazionale. 
La decisione è comprensibile, così come comprensibile era stata l’amarezza della parlamentare uscente che aveva fatto scattare l'iniziativa. Il ricorso aveva poche possibilità di essere accolto, visto che già prima che si svolgessero le primarie per i candidati al parlamento, la direzione nazionale si era riservata di designare il dieci per cento dei candidati nelle posizioni utili della lista. Il ritiro è un gesto di distensione che però difficilmente riuscirà a restituire serenità al Pd di Capitanata. 
L'asse tra Manfredonia e Foggia è andato in frantumi, dopo la presa di distanza del segretario provinciale Paolo Campo e dell'on. Michele Bordo, entrambi sipontini.

Giuseppe e il web


Giuseppe ha sei anni, e sta imparando a scrivere e a leggere. Andrà a scuola soltanto a settembre prossimo, perché sua madre - mia figlia - non ha voluto iscriverlo alla primina (mannaggia). Lo guardo che come tutte le mattine armeggia sul mio iMac. Da qualche giorno non si accontenta più del mouse e di cliccare sulle figure dello schermo, ma abbozza parole.
Ha capito che ogni strada possibile della Ragnatela passa da Google. Lo sorprendo che ha digitato GAN, e i suoi occhi si illuminano. Non c'è bisogno neppure che completi la parola, ci pensa Google a suggerirla. I precisi algoritmi del motore di ricerca e la cache del browser gli hanno fatto trovare subito quel che cercava, evidenziato dai thumbnail  di YouTube (le anteprime). È il videoclip tormentone Gangnam Style del rapper sudcoreano Psy.
Per Giuseppe, le lettere che compongono parole hanno un rapporto immediato con le cose, seppure leggere ed immateriali del web.  C'è una differenza sostanziale con noi, che abbiamo imparato a scrivere con carta e matita. Specularmente opposta, direi. 
Compilando segni che formavano lettere e poi parole - dopo mesi di esercitazioni orientate alla produzione di segni senza senso (le asticelle, le ricordate?) - noi trasformavamo la materia (carta e grafite) nella splendida astrazione dei concetti. I bambini non sanno che nei nomi stanno le cose, ed era laborioso immaginare (astrarre) che scrivendo UVA quei tre segni fossero il significante del frutto dai dolci grappoli. C'era molta astrazione in quel modo di fare (ma non è detto che fosse un male, anzi...), laddove proprio nell'era globale c'è una maggiore concretezza.
Per Giuseppe non è così. Le lettere e le parole restano assolutamente immateriali: bit prodotti dalla tastiera dell'iMac, che si trasformano in stringhe nel motore di ricerca e gli danno accesso infinito al mondo delle cose, pur esse immateriali, come i video di YouTube o i giochi delle pagine web. Ma il tutto produce senso.
Il paradosso è che proprio nell'era digitale e senza carta, che tutto dematerializza, le parole diventano ancora di più cose, come amava ripetere il mio amico e maestro Gabriele Consiglio, che ha dedicato tutta la sua vita alle parole. Il rapporto tra significante, significato e referente, non è più affidato soltanto all'astrazione del concetto, ma alla compatta leggerezza dei bit.
Giuseppe adesso balla al ritmo di Gangnam Style, soddisfatto. Provo a spiegargli che anche nel mondo della rete e dei pc, le cose non sono sempre come appaiono. Non sono parole, o pagine o video o giochi: in quel mondo la madre delle cose sono i numeri, e neanche tanti numeri, soltanto due: uno e zero, acceso e spento.
Mi sorride, contento. Il rap sale di ritmo, e lui continua a ballare.

P.S.: Se vi è piaciuto questo post, vi inviterei a leggere: Dov'è finito l'arcobaleno?

venerdì 11 gennaio 2013

Il presidente di Nomisma si scusa: mai attivo il pozzo alle Tremiti


Lettere Meridiane aveva ragione, e adesso lo afferma anche Tabarelli, che si scusa e ammette di aver preso un granchio sulla faccenda del pozzo alle Tremiti. Il presidente di Nomisma informa di avere inviato una richiesta di rettifica alla Stampa (quotidiano dal quale era stato intervistato) per correggere l'errore. Tabarelli aveva parlato di un pozzo alle Tremiti attivo dal 1962, ma Lettere Meridiane aveva prontamente smentito la circostanza, ricostruendo puntualmente la vicenda. 
Il petrolio fu effettivamente ricercato nell'Isola di San Domino, ma le trivellazioni non portarono al rinvenimento degli idrocarburi, così il pozzo fu chiuso, senza essere mai entrato in funzione. Tabarelli afferma comunque di non aver mai detto che il pozzo fosse attivo: l'errore sarebbe, a questo punto, del giornale che lo intervistava. In realtà, a prescindere da chi abbia commesso l'errore, sarebbe stato sufficiente verificare cosa fosse successo effettivamente a Tremiti per evitare l'antipatica svista. Da parte nostra, non possiamo che essere contenti per aver contribuito a ripristinare la verità. 
La lettera del presidente di Nomisma sarà integralmente riportata domani dal Quotidiano di Foggia.

mercoledì 9 gennaio 2013

Il caso Mongiello e le primarie, vince il "politicismo", perdono gli elettori


Prima blindate, poi sterilizzate, alla fine avvelenate. Non sono state una bella storia, sia le primarie del Pd che quelle di Sel. Si sta andando a finire a torte in faccia o quasi. Il progetto era di usarle come antidoto ai guasti del porcellum, restituendo agli elettori la possibilità di scegliersi i candidati, ma le cose non sono andate come si sperava. La politica alla fine ha reclamato il suo spazio, lo ha rivendicato, lo ha occupato.
Il caso più emblematico ed amaro di tutti riguarda proprio la provincia di Foggia: il ricorso presentato dalla senatrice uscente Colomba Mongiello che sulla griglia di partenza è stata costretta a perdere due posizioni, passando dal tredicesimo al quindicesimo posto, a vantaggio di un altro foggiano che vive però da tempo a Milano, come Ivan Scalfarotto, e di Alberto Losacco, parlamentare uscente così come la senatrice foggiana, che però non aveva ritenuto di doversi sottoporre alle primarie. 
È andata appena meglio all'altra candidata del Pd foggiano, l'assessora regionale Elena Gentile, collocata al sesto posto della lista al Senato grazie alla valanga di voti che l'hanno portata ad essere tra le donne del Pd più votate in Italia. Ma all'ultimo momento ha dovuto guardarsi le spalle dal possibile sorpasso del rettore di Bari.

Mongelli l'ultimo, ma non c'è da gioire


Quando si dice, certe volte, il tempismo. Non ho fatto in tempo a registrare le reazioni alla mia manifestazione di solidarietà a Gianni Mongelli (resa in occasione della intervista di fine anno di Foggia Città Aperta), che ecco che il sindaco scivola giù giù nelle classifiche del gradimento stilate annualmente dal Sole 24 Ore in riferimento ai primi cittadini.
 Sarà perché sempre più spesso mi trovo in disaccordo con le classifiche del quotidiano economico finanziario (i numeri non raccontano i fenomeni, non scandagliano) ma credo che la vicenda non possa essere liquidata in due battute. Che Mongelli sia diventato piuttosto antipatico ai concittadini è un dato di fatto: ma è altrettanto un dato di fatto che non è per niente una bella notizia. Una città con mille problemi, ha bisogno di una comunanza profonda di sforzi e non di cittadini e istituzioni che remano gli uni contro gli altri, o si fanno reciprocamente i dispetti.

Quelle stupide scritte antinapoletane... ma una volta non era così


Sono passate quasi del tutto inosservate le scritte razziste che sono spuntate sabato scorso sui muri della periferia cittadina, probabilmente come "accoglienza" ai tifosi del Gladiator al seguito della loro squadra che giocava allo Zaccheria. L'episodio è oscuro, ma verosimilmente va messo in relazione con quanto accadde nel capoluogo partenopeo il 17 novembre scorso, quando un pullman di tifosi rossoneri venne assaltato da tifosi napoletani, in occasione della partita con l'Interpoli Campania. Qualcuno disse che i supporter dei satanelli erano stati scambiati per tifosi milanisti, altri che erano stati i foggiani ad attaccare briga. Fu un momento molto brutto, che non serve però a giudicare queste odiose scritte.
Si sa che la mamma degli stupidi è sempre incinta, ed anche quella degli ignoranti: chi ha vergato le scritte non si è accorto, tra l'altro, che il Gladiator non viene nemmeno da Napoli, ma da Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta.
La ruggine tra le tifoserie è cosa risaputa, ma non antica. Una volta non era così. E mi piace ricordarli, i tempi in cui non era così, e tra i tifosi del Napoli e quelli del Foggia c'era feeling. 
Ho vissuto un anno a Napoli, in servizio di leva, e ricordo bene quanto i tifosi azzurri tenessero al Foggia. Era per loro la seconda squadra del cuore, ovviamente dopo quella di casa, in un campionato sempre più settentrionale e nordista: nel torneo a sedici squadra c'erano soltanto tre compagini meridionali, Napoli e Foggia, appunto, e poi il Pescara. 
Tifare Foggia, per  i napoletani, era un modo, sincero e convinto, di difendere e di esaltare la meridionalità più genuina.

martedì 8 gennaio 2013

Lettera aperta a Sandro Simone e al Cavaliere


Caro Sandro,
tu lo sai quanto mi è costato - per la prima volta nella mia vita - solidarizzare con il Milan per come sono andate le cose a Busto Arsizio. E anche tu hai assentito, perché sappiamo che c'è una legge morale prima di ogni fede calcistica, e i cori dei razzisti a Boateng sono un insulto all'umanità, e punto. Oso pensare che siano stati d'accordo con noi da lassù finanche Giacinto Facchetti e Peppino Prisco.
Chissà però che ne pensa il presidente rossonero. Proprio nel giorno in cui il Cavaliere annuncia che l'accordo coi leghisti è cosa fatta, ecco che la polizia commina il Daspo a tale Riccardo Grittini, assessore allo sport leghista del comune di Corbetta. 

I primi due anni del Gadd: monumento al senso civico


Domani il Gruppo Amici della Domenica festeggerà i suoi primi due anni di vita, ed è già questo un evento di assoluto rilievo, in una città, come la nostra in cui l'associazionismo è spesso effimero e dura lo spazio di un mattino. 
Per due anni, invece, gli amici del Gadd, ritrovandosi attorno ad una comune idea di città, spinti dal comune desiderio di scoprirla e farla scoprire in una dimensione diversa, di renderla più vivibile e più civile, si sono dati appuntamento nelle domeniche passeggiando, restituendo nuovo vigore a strade e piazze, ripulendo giardini, sensibilizzando l'opinione pubblica e la classe dirigente su una "città possibile" che grazie a loro piano piano sta prendendo corpo, come un fuoco che cova sotto una coltre di cenere.

lunedì 7 gennaio 2013

Primarie della cultura: partecipiamo tutti


La cultura per arginare gli effetti nefasti del porcellum, che scippa agli elettori la possibilità di esprimere il voto di preferenza. Ma non una cultura "purchessia", e neanche lo slogan rituale che si ascolta ormai in ogni campagna elettorale, quando fioccano le promesse per sostenerla, e poi viene puntualmente decimata dalla scure dei tagli alla spesa.  Una idea di cultura politicamente pregnante perché orientata alle cose da fare, alla individuazione di interventi prioritari, da selezionare attraverso un classico strumento di democrazia, come le primarie.
Ed ecco dunque le primarie della cultura: la brillante, anzi geniale intuizione, è del Fai (Fondo Ambiente Italiano), benemerita organizzazione che in provincia di Foggia rappresenta l'istituzione culturale più attiva e incisiva, come dimostra il grande successo ottenuto dai Luoghi del Cuore, che nel 2011 hanno visto al primo posto gli Eremi dell'Abbazia di Pulsano, nei pressi di Monte Sant'Angelo, o la straordinaria partecipazione alle diverse edizioni delle Giornate di Primavera, che hanno visto la Capitanata competere con altre province meridionali ricche di cultura, come Napoli e Palermo.
Una ragione di più allora, affinché la città e la provincia di Foggia prendano parte massicciamente alle primarie della cultura promosse dal Fai con uno slogan particolarmente azzeccato: "Se non puoi scegliere il candidato, scegli le sue idee".

sabato 5 gennaio 2013

La candidatura del rettore Volpe: la miglior risposta possibile di Vendola al "foggianesimo"


Sarà il numero due della lista regionale al Senato, Giuliano Volpe, rettore dell'Università degli Studi di Foggia. Della sua candidatura con Sel di Vendola si sapeva già prima che si svolgessero le primarie. Il governatore lo aveva blindato, assieme al suo braccio destro, Nicola Fratoianni: un bel segno di stima non soltanto nei confronti Volpe, ma verso il territorio che questi rappresenterà. Da parte di Vendola è stata la migliore risposta possibile al foggianesimo, che ha alimentato in passato polemiche tra il presidente e l'opinione pubblica della Capitanata.
A guidare i candidati per Palazzo Madama sarà il maggior suffragato delle primarie di Sel, Dario Stefàno, subito alle sue spalle il Rettore, che nel frattempo si è autosospeso. Se la memoria non c'inganna, è la prima volta che un candidato foggiano sale così il alto nel listino del Senato, grazie alla scelta strategica di Vendola. Le possibilità di elezione sono ottime, perché secondo le previsioni i seggi che potrebbero scattare in Puglia a favore di Sel sono tre.

Amara Terra Mia racconta la storia delle ricerche petrolifere nel Gargano


Amara terra mia è sicuramente uno dei più bei siti web che vengano pubblicati in Puglia, sia per la passione civile e culturale dell'autore, Domenico Sergio Antonacci, sia per il rigore con cui vengono affrontati i diversi temi, spiccatamente rivolti al territorio. 
Il blog - che tra l'altro è molto ben fatto anche dal punto di vista tecnico - si occupa in modo particolare di storia, tradizione e natura del Gargano, ma la headline è una sintesi perfetta di quello che si definisce loc-glob: il locale che, difendendo e valorizzando l'amor loci, si proietta in una dimensione più ampia, e diventa globale: "Più continuiamo a conoscere - vi si legge - più continuiamo a sentire queste storie come le nostre storie, più riusciremo a costruire un'Italia diversa."
Vero, verissimo, anche e soprattutto nel Mezzogiorno, qui in Puglia e in provincia di Foggia, dove il territorio che poteva e doveva costituire la risorsa centrale dello sviluppo è stato spesso oltraggiato, quando non depredato.

venerdì 4 gennaio 2013

La Rete No Triv contro Tabarelli per la bufala del pozzo alle Tremiti

Raffaele Vigilante

Non si è fatta attendere la reazione delle associazioni ambientaliste e della società civile alla bufala del pozzo petrolifero che sarebbe in funzione alle Tremiti, messa in giro del presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli. 
Nel corso di una intervista rilasciata al quotidiano torinese La Stampa Tabarelli aveva in un certo senso "dato i numeri" sostenendo, all'interno di una visione complessivamente favorevole all'incremento della produzione petroliera nazionale, l'esistenza di un fantomatico pozzo tremitese: “In un secolo e mezzo in Italia sono stati perforati 7 mila pozzi, di cui 800 ancora attivi. Persino alle isole Tremiti, dove ci sono resistenze a trivellare, c’è già un pozzo, attivo dal 1962 senza danni per l’ambiente. La produzione italiana potrebbe facilmente raddoppiare, proprio come prevede la Strategia energetica nazionale, semplicemente perforando dove già si sa che il petrolio c’è. Invece è tutto bloccato”. Fosse stata vera, la cosa, il pozzo tremitese avrebbe avuto un particolare valore simbolico, per il contesto in cui l'affermazione è stata collocata. Come a dire: ma che protestate a fare, dal momento che già da cinquant'anni il petrolio viene estratto nell'arcipelago?

giovedì 3 gennaio 2013

Un pozzo di petrolio alle Tremiti? No. Una bufala, ecco la verità


Un pozzo di petrolio alle Isole Tremiti, e neanche in mare, ma nel cuore di San Domino, e per giunta attivo dalle bellezza di 50 anni?? La notizia rimbalzata oggi da diversi siti e diverse agenzie è una bufala, almeno in parte. Il tam tam mediatico tra origine da una intervista comparsa oggi su La Stampa.It.
Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, ha citato il pozzo fantasma come esempio della cosiddetta sindrome del nimby (dall’americano not in my backyard, “non nel mio cortile”). Tabarelli è tra quelli che sono decisamente schierati a favore dell’incremento della produzione petrolifera nazionale, e la sua opinione va naturalmente rispettata.

Primarie Sel: cancellati i voti foggiani. Ecco perché.



Si chiarisce il giallo delle primarie di Sel a Foggia, tutto riconducibile a (comunque pesanti) disfunzioni organizzative, che hanno prodotto in ogni caso un risultato mondo: dal computo finale dei voti sono stati sottratti quelli foggiani. Il mistero dei risultati confluiti con tanta lentezza è dovuto essenzialmente a due ragioni: la prima è rappresentata dall'elevato numero di seggi che non sono stati costituiti, la seconda dal seggio fantasma spuntato a Foggia nella sede di Sel al Piano delle Fosse (o piazza della Croce), i cui risultati non sono stati comunque ritenuti validi.
La Commissione di Garanzia Regionale, composta da Gano Cataldo, Lea Durante e Gerardo De Letteriis, ha ritenuto di non dover ammettere l’esito dello scrutinio nel computo finale delle preferenze. “Il seggio – si legge nel verbale - è stato disgiunto dal seggio PD per ragioni fondate (esiguità degli spazi in  Via  Matteotti),  tuttavia  la  circolare  PD  -  SEL  del  29  dicembre,  escludeva tassativamente la possibilità di costituire seggi in sedi autonome." Al seggio di piazza della Croce si erano però recati praticamente tutti gli elettori ed i simpatizzanti foggiani di Sel che non hanno pertanto potuto esprimere il loro voto per la designazione dei candidati al Parlamento.

Primarie Pd e Sel / La sinistra ammalata di politicismo e politichese


Si discute di politica, su Lettere Meridiane, ed è sicuramente un bel segnale che, in tempi di montante “antipolitica” e di primarie più o meno blindate e più o meno avvelenate, ci siano lettori che ragionano. La buona politica ha bisogno della testa e del cuore, mentre troppo spesso la politica (quella con la p minuscola) ci ha abituati ad uno sterile “vociare”.
Mi è piaciuto molto – e lo condivido del tutto – il commento di Girolamo Arciuolo al post dedicato alla “blindatura” delle primarie nel Pd di Capitanata, che ha presentato alla griglia di partenza soltanto quattro candidati, uno solo dei quali di sesso maschile, e di conseguenza sicuro della designazione per effetto del “voto di genere” che ha Foggia ha funzionato alla rovescia.

mercoledì 2 gennaio 2013

Se Atene piange, Sparta non ride: le primarie di Sel in Capitanata

Beccia

Se Atene piange, Sparta non ride. Se le primarie del Pd hanno sollevato più d'una perplessità in Capitanata per la lista blindata proposta ad iscritti e simpatizzanti (soltanto quattro candidati e soltanto un maschio), quelle di Sel lasciano l'amaro in bocca per l'incredibile ritardo con cui verranno resi noti i risultati ufficiali. 
E il problema riguarda soltanto la provincia di Foggia. I risultati "provvisori" diffusi dai dirigenti di Sel pugliese si riferiscono, infatti, a tutti i seggi in cui si è votato in provincia di Brindisi, Lecce e Taranto, quasi tutti quelli della Bat (9 su 10) e del Barese (49 su 53). Soltanto in Capitanata i dati sono assolutamente provvisori, riguardando appena 39 sezioni su 56.
Dal sito di Sel si apprende che "i dati definitivi saranno resi noti al termine della verifica dei verbali, prevista per il 3 gennaio", il che significa due cose, entrambe piuttosto inquietanti: che è stata disposta una verifica dei verbali e che nella migliore delle ipotesi i risultati saranno resi noti soltanto domani.
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