martedì 30 aprile 2013

Foggia in cima alla classifica pugliese del degrado urbano


C’è una nuova classifica in cui eccelle Foggia ed è, manco a dirlo, una classifica poco edificante. Il capoluogo e la Capitanata sono infatti al comando della graduatoria pugliese per quanto riguarda il degrado urbano. La nostra terra totalizza infatti il maggior numero di segnalazioni sulla piattaforma Decoro Urbano, che si prefigge, in rete ma anche attraverso app dedicate che girano sugli smartphone o sulla piattaforme sociale, di raccogliere le segnalazioni delle violazioni al decoro urbano che purtroppo costellano le nostre città.
Al momento, la Capitanata è saldamente in testa, con 59 segnalazioni, quasi tutte concentrate nel capoluogo (57). Tanto per dire, Bari ha ricevuto fino ad oggi solo tre segnalazioni, e temiamo non solo perché gli utenti foggiani di DecoroUrbano.Org siano più solerti di quelli baresi. E’ possibile segnalare diversi tipi di situazioni critiche: dalla presenza di rifiuti abusivi o non rimossi, ad episodi di vandalismo o incuria. E poi ancora dissesti stradali, affissioni abusive, situazioni di degrado del verde urbano e segnaletica mancante.
La piattaforma è geoferenziata, e può essere accompagnata da fotografie, come quella che vediamo in alto, che riguarda una buca stradale profonda una quindicina di centimetri, tra via Lenotti e via Mons. Farina. Inutile dire che la stragrande maggioranza delle segnalazioni dei cittadini foggiani riguardano le buche che ormai sono divenute la regola in città. E dato che non è certo il senso dell’humour che manca ai foggiani, ecco il commento che si legge da parte dell’utente che ha effettuato la segnalazione:  “Cratere lunare profondo circa 15cm. Se lo prendi il gommista ti paga una pizza.”
Meglio metterla sul ridere. Intanto invitiamo amici e lettori a segnalare anche loro le cose che non vanno in città. Chissà che non si muova finalmente qualcosa.

Leccese: "Meglio sopprimere le Regioni che le Province"

Commentando il post sulle dimissioni (poi rientrate) del presidente della Provincia, Antonio Pepe, e sul problematico destino che attende l'Ente Provincia, Davide Leccese affronta un tema che mi è particolarmente caro: l'effettiva utilità della soppressione delle Province.
L'intervento del preside emerito del Liceo Lanza è particolarmente interessante, perché sottolinea l'attualità del dibattito sulla riforma degli enti intermedi (che molto probabilmente verranno soppressi) proprio in riferimento alla Provincia di Foggia (che per estensione territoriale è tra le più grandi d'Italia) e ai suoi rapporti con la Puglia, regione geograficamente lunga e (anche per questo) geopoliticamente complessa.
Scrive Leccese: "resto dell'idea - paradossale quanto volete - che non si dovevano abolire le Province ma le Regioni. Paradosso, dicevo. La Puglia, in particolare, per tanto tempo era definita da "Le Puglie"; denominazione al plurale che di fatto confermava la natura disomogenea del territorio, sia dal punto di vista storico che culturale ed economico.

lunedì 29 aprile 2013

Pepe ritira le dimissioni, ma resta il rebus del commissario

Il Presidente della Provincia, Antonio Pepe, è tornato sui suoi passi, ritirando le dimissioni che aveva presentato la scorsa settimana. "In ragione delle numerose e trasversali sollecitazioni che mi sono state rivolte in questi giorni e del profondo rispetto che nutro nei confronti dell'assemblea consiliare e delle forze politiche di maggioranza e di minoranza - ha spiegato Pepe in apertura dei lavori di quella che sarà l'ultima seduta dell'assise provinciale - ho inteso ritirare le mie dimissioni, che avrebbero comunque prodotto efficacia il prossimo 4 maggio, dunque oltre la scadenza del mandato amministrativo."
"Ho assunto questa decisione - ha proseguito il Presidente - anche per smentire le ricostruzioni, i retroscena e le illazioni che sono circolate circa le mie dimissioni, che comunque non avrebbero privato la Provincia di una guida, consentendomi di restare nella pienezza delle mie funzioni sino all'ultimo giorno. Ringrazio ciascun consigliere provinciale per le parole di stima espresse nei miei confronti, a conferma dello spirito di collaborazione e di fiducia reciproca instaurato in questi cinque anni di proficua e virtuosa collaborazione nell'interesse del territorio di Capitanata."

I versi d'amore di Nino Abate scorrono fino a Genova

Mi convinco sempre di più che gli autori rappresentano una risorsa per Foggia, e che le loro idee, la loro capacità creativa, messe a servizio della città, potrebbe offrire qualche risposta originale ai vuoti propositivi e progettuali lasciati dalla politica.
E questa mia fiducia si rafforza constatando quanti nostri  autori riescono ad eccellere, oltre Foggia, oltre la Puglia.
Complimenti vivissimi a Nino Abate: la sua raccolta di poesie, "Versi d'amore scorrono", editore Aletti, si è classificata al secondo posto al Premio letterario internazionale "Città di Recco", sezione D, poesia edita. Premiazione a Recco (GE) il 4 maggio. "Ulteriore soddisfazione inaspettata." commenta Nino sul suo profilo facebook.

sabato 27 aprile 2013

L'omaggio della Provincia a Tommaso Nardella


Tommaso Nardella
Qualche sera fa si è celebrata a Palazzo Dogana quella che potrebbe essere stata l'ultima iniziativa culturale promossa dalla Provincia (e peccato che nessuno abbia ancora seriamente riflettuto sul rischio della desertificazione culturale che potrebbe essere indotta dalla soppressione dell'Ente).
Non avrebbe potuto esservi comunque occasione migliore, per chiudere una stagione culturale importante, com'è quella che la Provincia è riuscita ad animare da alcuni decenni, che l'omaggio ad un insigne personaggio della cultura dauna quale Tommaso Nardella.
Ho avuto il privilegio di essere il moderatore della serata, nel corso della quale Giuseppe Galasso ed Antonio Motta hanno presentato Le Terre della Dogana, l'opera omnia dello studio e storico di San Marco in Lamis, scomparso tre anni fa.
"Ricordare Nardella - ha detto Motta, curatore della corposa pubblicazione - è un gesto civile. Tommaso era un eccentrico, un formicone di Puglia, per dirla con Tommaso Fiore."
Motta ha quindi parlato del suo legame con Nardella, nato a seguito della frequentazione della sconfinata biblioteca dello studioso, dopo aver superato la diffidenza che questi nutriva nei confronti di quanti esercitavano la fantasia più che la saggistica. A farli diventare amici fu la comune passione verso Francesco Paolo Borazio, straordinario poeta dialettale di Sa Marco.

Il Pd riesce a rompersi perfino sulle dimissioni di Pepe

Paradossi della politica. Era questo l'incipit del post di ieri, nel quale raccontavo l'incredibile finale della consiliatura alla provincia, dove a poche ore della scadenza del mandato, potrebbero dimettersi i consiglieri di maggioranza.
La vicenda è tutta interna al Pdl, ed è scandita dai sempre più difficili rapporti tra il presidente Antonio Pepe ed il suo partito. Sarebbe stata una ghiotta occasione per il Pd e per la minoranza di centrosinistra per stigmatizzare i conflitti che stanno lacerando la maggioranza, e invece - incredibile ma vero - anche su questa storia il Pd ha trovato il modo di dividersi, offrendo l'ennesimo spettacolo di sfilacciamento, di divisione e di pessima politica.
Tre consiglieri del Pd hanno rassegnato le dimissioni: Paolo Campo, Rino Pezzano e Antonio Angelillis. Tre, ma non tutti.
Non si tratta di consiglieri da poco: Campo è il segretario provinciale del partito, Rino Pezzano il responsabile degli enti locali, Angelillis è assessore comunale in quel di Manfredonia, roccaforte del Pd provinciale.

venerdì 26 aprile 2013

Palazzo Dogana chiude tra veleni e polemiche

Paradossi della politica. Lunedì 29 aprile prossimo, mancheranno soltanto tre giorni alla fatidica data del 2 maggio, giorno in cui si concluderà definitivamente la consiliatura alla Provincia e con essa forse anche la storia dell'Amministrazione, sottoposta alla spada di Damocle della riforme delle Province, che potrebbe preludere alla soppressione dell'ente intermedio.
Lunedì si terrà quella che potrebbe essere l'ultima seduta del consiglio provinciale nella storia di Palazzo Dogana, e ci si aspetterebbe una seduta celebrativa o comunque all'insegna del volemose bene, in attesa di vedere quale sorte toccherà alle Province. E invece anche la prossima assise si preannuncia all'insegna dei veleni e delle polemiche.
Il presidente del consiglio provinciale, Enrico Santaniello, potrebbe infatti presentarsi dimissionario, ed assieme a lui anche gli altri consiglieri del Pdl e della maggioranza di centrodestra. Il pomo della discordia, tutto interno al partito di maggioranza relativa, è rappresentato dalla gestione commissariale che dovrebbe guidare Palazzo Dogana almeno fino a quando non sarà più chiara la sorte che arriderà all'ente.

giovedì 25 aprile 2013

Foggia ritrova il senso della memoria

Ha preso il via il programma di celebrazioni del settantesimo anniversario dei drammatici bombardamenti che nella estate del 1943 provocarono la distruzione della città e la morte di migliaia di cittadini.
Il fatto nuovo (e bello) è che sembra essersi risvegliato nei foggiani il senso della memoria, che in città sia più diffusa la percezione che quegli eventi non fanno parte soltanto della storia, di un remoto passato, ma hanno in qualche modo contribuito a scolpire l'identità più profonda della città.
Dovrebbe far riflettere il fatto che non ci fu altrettanta partecipazione ed altrettanta sensibilità nella celebrazione del cinquantesimo anniversario, vent'anni fa, e nemmeno in occasione del sessantesimo, anche se  va detto che in quella occasione si mise in moto la complessa macchina che avrebbe portato alla concessione della Medaglia d'oro al valore militare da parte dell'allora capo dello Stato Ciampi .
Molto del merito va ai comitati e gruppi che sono sorti in questi anni, come il Comitato per il monumento a ricordo delle vittime, il recente cartello di associazioni ed organizzazioni Le Radici le ali promosso dall'Auser di Foggia, la tenacia di siti e gruppi facebook come Foggia in Guerra o Foggia Città Martire promosso dalla redazione di Foggia Città Aperta.

Viaggio nella galassia Grillo e 5Stelle a Foggia

È una galassia, più che un pianeta, il fenomeno Grillo. A Foggia come altrove. Del resto, è giusto che sia così, per una formazione politica che dichiaratamente non vuol essere un partito, ma intende restare movimento. E i movimenti sono difficili da codificare, tanto più quando rinunciano alle forme e ai modi convenzionali del fare politica.
Un dato però è incontestabile: più di ogni altro soggetto politico, la galassia Grillo è riuscita a produrre opinione, catturando consensi e voti ben al di là delle sue forme organizzative e ben al di là perfino dei numeri di quel "popolo del web" che nelle dichiarazione dei leader rappresenta uno dei costanti punti di riferimento del Movimento 5 Stelle.
L'impressione è confermata viaggiando all'interno della galassia Grillo di Capitanata, a partire da quei meetup che fin dalla nascita del movimento ne hanno caratterizzato la presenza sul web.
Nell'immaginario collettivo, i meetup coincidono con il M5S, ed è parzialmente vero, almeno in Italia. In realtà, i meetup sono la più antica piattaforma di social network che sia comparsa sul Web, quando ancora non esistevano né facebook né twitter.

martedì 23 aprile 2013

Fantapolitica / Se Grillo, Renzi, Vendola e Ingroia si prendessero per mano...


Virtualmente pesano 91.000 voti ovvero poco più del 28 per cento dell’elettorato provinciale. Sarebbero il primo partito della provincia di Foggia, gli scontenti della vecchia politica. Il dato è puramente teorico, d’accordo, ma ha un suo fascino: sono le cifre che si ottengono sommando i voti presi nelle recenti elezioni politiche dal Movimento 5 Stelle e quelli (presunti, e stimati proiettando sul risultato elettorale quello delle primarie del centrosinistra) della componente renziana del Pd provinciale. Numeri che crescono ancora, attestandosi attorno ai 115.000 voti e al 35-36 per cento, qualora alla dote dei grillini e dei renziani, si aggiungano i voti ottenuti da Sel e da Rivoluzione Civile.
Certo, si tratta di un puro esercizio di fantapolitica, tenendo conto che allo stato delle cose i rapporti tra Beppe Grillo, Matteo Renzi, Nichi Vendola e Antonio Ingroia sono, più o meno, quelli che intercorrono tra il diavolo e l’acqua santa.
La matematica non è però un’opinione, e i numeri certificano che gli scontenti della vecchia politica sono il primo partito della Capitanata. Il punto è che molto difficilmente questi numeri produrranno un quadro politico omogeneo, un sistema organico di alleanze. Ma è il caso che i partiti “tradizionali” ci facciano un pensierino: così, con la vecchia politica, non si può più andare avanti.
In questi giorni si è molto discusso di democrazia: ma la regola elementare della democrazia è che la maggioranza vince. Non accorgersi della virtuale maggioranza di quanti dicono no alla vecchia politica significa prendersi beffe della democrazia.

Il rilancio dei renziani: "Vogliamo contaminare la Capitanata di buona politica"


Più che dal risultato delle primarie per la designazione del candidato premier, che li accreditava di un buon 19,6%, i renziani di Capitanata sembravano essere rimasti tramortiti dalla successiva chiamata ai gazebo del popolo del Pd per le primarie dei candidati alla Camera e al Senato. Erano rimasti piuttosto defilati, e l’idea di far confluire i loro consensi su una sola candidata si era risolta in una mezza defaillance.
Adesso ci riprovano, e  serrano i ranghi i “renziani” di Capitanata, preparandosi ai prossimi appuntamenti elettorali (Regione e Comune di Foggia, in primis), dove vogliono “dire la loro”.
L’assemblea svoltasi qualche giorno fa ha così rappresentato la prima vera e propria riunione dei diversi comitati che sostengono il sindaco di Firenze. All’ordine del giorno – come si legge in una nota diramata dal comitato Adesso!Capitanata -, “una comune riflessione sulla stagione politica apertasi con il voto e la necessità di dare un profilo organizzativo più sistematico alla componente renziana di Capitanata”.

lunedì 22 aprile 2013

Trasporti / La Regione taglia la Capitanata (ma la colpa è anche nostra...)

Devo a Domenico Sergio Antonacci ed al suo sempre prezioso blog Amara Terra Mia la preziosa scoperta della mappa degli interventi che la Regione Puglia ha promosso negli ultimi anni nel settore dei trasporti. Il documento è reperibile all'interno del Bilancio Sociale dell'Assessorato regionale alle Infrastrutture Strategiche e alla Mobilità (chi volesse scaricarlo interamente, lo trova qui).
Antonacci lo pubblica in un post del suo blog, accompagnandolo con un commento quanto mai laconico: "Tu chiamalo foggianesimo se vuoi. Io lo chiamo anche incompetenza dei nostri "politici".  La Capitanata ne esce evidentemente ... "trascurata"."
Difficile non essere d'accordo con Amara Terra Mia: basta uno sguardo alla mappa, per rendersi conto che la provincia di Foggia non ha molto di che rallegrarsi per la ricaduta degli interventi regionali.

giovedì 18 aprile 2013

Le parole dette col cuore non sporcano i muri


Un consiglio che mi sento di poter dare ai colleghi più giovani, che come me cercano di raccontare la città, è di camminare a piedi, o tutt’al più con l’autobus. Camminando si ha modo di vedere una città che sfugge del tutto, quando si è al volante dell’auto, e bisogna badare ai semafori, alle precedenze ed a scansare le buche. Evitando le quattro ruote, si colgono scorci inattesi, si raccolgono quei messaggi sommessi che le città riescono a dare a chi si sforzi di comprenderle. In autobus, si possono cogliere invece gli umori della città:

Una petizione per salvare l'ODA Teatro


Obiettivo cinquemila firme, per i promotori della petizione per chiedere la riapertura dell’Orto degli Attori, meglio conosciuto come ODA Teatro. La struttura è stata chiusa, come si sa, dopo una ispezione della polizia amministrativa e dei vigili del fuoco che avrebbe accertato la mancanza di alcuni documenti riguardanti la sicurezza statica dell’ex capannone industriale che, adibito a contenitore culturale dall’amministrazione provinciale di Foggia guidata da Antonio Pellegrino, da dieci anni ospita l’attività teatrale della compagnia Cerchio di Gesso, aggiudicataria del bando.
Per poter ottemperare agli interventi richiesti dagli organi che hanno effettuato l’ispezione sono necessari investimenti che l’amministrazione di Palazzo Dogana si è detta disponibile ad effettuare, ma la volontà politica potrebbe non essere sufficiente, visto il delicatissima momento che l’ente sta vivendo. Il presidente Pepe ha rassegnato le dimissioni, il 2 maggio comunque la consiliatura giungerà alla sua scadenza naturale, ed è possibile che la patata bollente passi nelle mani del commissario, la cui nomina viene attesa da un giorno all’altro.  La soluzione potrebbe insomma rivelarsi più difficile e più lunga del previsto. Di qui l’iniziativa della Coop. teatrale Cerchio di Gesso di promuovere la petizione rivolta “a tutti i cittadini della città di Foggia e della Capitanata per sostenere la riapertura della struttura teatrale ODA.”

Il primo compleanno di Kunst, blog foggiano di storia dell'arte


Ha compiuto un anno di vita Kunst, blog di Mario Cobuzzi dedicato alla storia dell’arte, ed è una ricorrenza che va festeggiata perché dimostra come anche dalle nostre parti si possa ragionare d’arte e lasciarsi emozionare dall’arte.
All’anniversario, Cobuzzi dedica un post nella home page, nel quale traccia un bilancio della sua esperienza: “Perché decisi di creare questo blog? Semplicemente perché avevo una gran voglia di scrivere d’arte, e dato che oggi l’idea di fare lo storico dell’arte è troppo spesso pura utopia – e lo sa benissimo chi ha lasciato l’Università – ecco l’idea di sfruttare Internet. Non che sia stato il primo a pensare questa cosa, anzi; in rete si trovano siti e blog di storia dell’arte che sono davvero una cosa spettacolare, luoghi in cui il sapere viene reso davvero accessibile a un pubblico vasto: credo che prima o poi interromperò le letture dei miei libri per cominciare a leggere le annate delle riviste on line che prediligo.”
Gli articoli sono sempre documentati e, quel che conta, appassionati: Cobuzzi riesce sicuramente nell’intento

mercoledì 17 aprile 2013

Pepe si dimette in zona Cesarini. Ecco perché


Il presidente della Provincia, Antonio Pepe, ha rassegnato questa mattina le dimissioni. La lettera è stata immediatamente protocollata e recapitata alla Prefettura, per il rapido avvio della procedura di commissariamento dell'amministrazione. Le dimissioni non sono soltanto un atto tecnico ma hanno anche  una sostanza politica.
Tutto ruota attorno alla delicata stagione che si sta per aprire per l'amministrazione di Palazzo Dogana, che dovrà venire per forza di cose commissariata, per effetto della riforma delle Province. Quanto a lungo non si sa, ed il testo del Presidente Pepe potrebbe essere messo in relazione proprio con il desiderio di assicurare un minimo di continuità "politica" all'amministrazione, fino a quando non sarà chiaro il destino delle Province.
Ma vediamo di capirci di più. L'amministrazione scade il prossimo due maggio. Tecnicamente, non ci sono neanche i venti giorni che la legge riconosce a sindaci e presidenti provincia dimissionari per eventuali ripensamenti. Accadrà così che il presidente seppure dimissionario resterà in ogni caso in carica, fino alla fine del suo mandato.

martedì 16 aprile 2013

Contenitori culturali e produzione di contenuti: i conti non tornano



È stato molto di più di un sasso gettato nell’acqua stagnante il commento di Fabio Prencipe sulla difficoltà di coniugare contenitori e contenuti che si registra nel panorama culturale cittadino e provinciale: un’autentica valanga di commenti e di discussioni su facebook (li pubblicherò nei prossimi giorni), ed alcuni interessanti commenti anche al post di Lettere Meridiane con il quale ho messo in evidenza il commento di Fabio.
Che la città si appassioni e si metta a discutere, quando si parla di cultura, è senz’altro un bel segnale. Resta comunque il problema denunciato da Fabio: è necessario che il territorio si attrezzi – oltre che per quanto riguarda i contenitori – anche per la produzione dei contenuti che servono a riempirli, a renderli economicamente compatibili con una situazione economica diffusamente critica.

Ralph De Palma, eroe dimenticato

Ralph De Palma

Ralph De Palma è, di gran lunga, lo sportivo pugliese che ha vinto di più, ma nella sua terra d’origine sono in pochi a saperlo. Tanto per fare un esempio, la pagina che il sito dei Pugliesi nel Mondo dedica allo sport non lo cita affatto, mentre sui ricorda di Felipe Massa, il pilota della Ferrari la cui famiglia ha origini cerignolane.
De Palma faceva lo stesso mestiere di Massa. Guidava bolidi, e ha vinto molto di più. Il suo palmares è leggendario: è salito sul gradino più alto del podio in  2557 delle 2889 gare cui ha partecipato, ha stabilito il record mondiale di velocità (241 km/h nel 1919), ma soprattutto è stato il solo italiano a vincere la mitica 500 miglia di Indianapolis, il 31 maggio del 1915. De Palma era nato a Biccari, e dai Monti Dauni, dopo aver vissuto parte dell’infanzia a Troia, era emigrato assieme alla sua famiglia negli Stati Uniti, dove fece fortuna.
Come mai questo monumento internazionale dello sport è praticamente sconosciuto in patria?   L’interrogativo arrovella Maurizio De Tullio, che al pilota pugliese ha dedicato un libro molto bello ed avvincente, “Ralph De Palma. Storia dell’uomo più veloce che veniva da Foggia”. Dopo la pubblicazione e le rituali presentazione del volume, Maurizio non ha smesso di battersi perché la Puglia e la Capitanata onorino, in qualche modo, il debito di memoria che hanno nei confronti di questo loro illustrissimo figlio. Ma con scarsa fortuna, ahimè.

sabato 13 aprile 2013

Mario Pierrotti: le difficoltà dell'essere teatrante, a Foggia

Mario Pierrotti torna sulla vicenda dell'ODA Teatro con una lettera inviata a Lettere Meridiane, anche in risposta a quanto Enrico Ciccarelli aveva scritto a proposito del presunto (ed inesistente) complotto che avrebbe indotto i controlli.
Non è soltanto un commento, quello di Mario, ma uno sfogo, molto utile a capire quanto sia difficile fare teatro a Foggia.
Eccone il testo.
* * *
Come si può non essere d’accordo su quanto affermato da Ciccarelli, oserei dire che è scontato essere d’accordo quando bisogna sostenere l’idea di legalità.
Come più volte affermato, trovo ridicola questa querelle su un complotto fatto di denunce o telefonate anonime. Mi scuserai se colgo l’occasione e approfitto del tuo BLOG per fare un paio di precisazioni riguardo il tuo post ed altri interventi letti questa mattina. 
Si sa che quando succedono eventi come questi c’è sempre il “nemico” che siede sulla sponda e brindando attende l’arrivo del cadavere. Buon per lui .. un’occasione in più per svagarsi, per avere qualcosa di cui parlare…un’occasione in più per me per rilevare che qualcosa di buono in questi anni ho fatto. 

Aeroporto, il giallo del piano di rischio, il coraggio di Mondo Gino Lisa


Licenziato il piano di rischio, si torna a guardare in avanti per la riqualificazione della pista del Gino Lisa. Toccando ferro e facendo gli scongiuri per eventuali altri intoppi che potrebbero ulteriormente ritardare la road map che dovrebbe portare all’esecuzione del progetto. L’opera è strategica per dare risposta alla vocazione turistica dello scalo foggiano, riconosciuta dalla stesso piano del governo che sta ristrutturando il sistema aeroportuale nazionale, ma i tempi si stanno allungando.
Un dato è certo, purtroppo. Quel che sembra dietro l’angolo, quando si parla del Gino Lisa, si rivela sempre più problematico del previsto. È successo così proprio nel caso del documento pomposamente definito “Piano di Rischio connesso all’attività volativa dell’aeroporto ‘Gino Lisa’ di Foggia”. L’ultima conferenza dei servizi sull’aeroporto si è svolta alla Regione sette mesi fa. In quella circostanza, i tecnici di Palazzo di Città sostennero che il piano sarebbe stato pronto al massimo in un mese o due. Ne sono trascorsi altri cinque prima che l’elaborato venisse trasmesso all’Enac, che adesso dovrà pronunciarsi definitivamente nel merito.
E sulla procedura – a separare la conclusione del tormentato iter burocratico dall’apertura del cantiere per l’allungamento della pista – pende la spada di Damocle della VIA (la Valutazione d’Impatto Ambientale) che però, stando ai si dice, dovrebbe concludersi positivamente, e tra non molto. 
Commentando l’avvenuta trasmissione alla Regione del Piano di Rischio, Mondo Gino Lisa, la community dell’aeroporto che quotidianamente monitora lo stato di avanzamento del progetto, adombra la possibilità che sia stata proprio l’aspettativa della VIA a provocare qualche rallentamento: “ad una lettura attenta della successione dei fatti, un dubbio assale la mente: non è che il piano era pronto da tempo ed è stato mantenuto in un cassetto in attesa dell’esito della VIA, ma dato che ora è alquanto probabile che la stessa VIA darà l’esito sperato dai foggiani, ci si è visti costretti a procedere?”

venerdì 12 aprile 2013

Prencipe e le politiche culturali: sbagliato pensare solo ai contenitori e non anche ai contenuti


Sul dibattito che la temporanea chiusura dell'ODA ha suscitato a proposito delle politiche culturali a Foggia e in provincia, interviene Fabio Prencipe, qualche anno fa ideatore e promotore di Gargano Cinema, e successivamente componente della direzione artistica del Festival del Cinema di Foggia. Fabio ha detto la sua con un commento pubblicato su facebook, particolarmente stimolante e sintetico. Ecco quanto scrive.
Il punto fondamentale, per la cultura come per altre materie, è che alle nostre latitudini le politiche pubbliche hanno quasi sempre privilegiato i "contenitori" invece che i contenuti. Emblematica in tal senso la vicenda Teatro tenda e Mediterraneo. Nessuòna discussione in premessa su che cosa offrire, quale proposta privilegiare, in che direzione sviluppare l'offerta culturale (ma anche di intrattenimento, perché no!). Ma solo: cosa possiamo costruire o riadattare, recuperare, riciclare .... ???(prima). Che cosa ci facciamo dentro ??? (poi).

giovedì 11 aprile 2013

"Produrre cultura, nonostante tutto" / La sfida di Pierrotti e del Cerchio di Gesso


Mario Pierrotti
Foggia ha corso il rischio di restare senza teatri. Sembra che il rischio sia stato esorcizzato, ma l'accaduto è sintomatico di una situazione di acuta difficoltà dei contenitori culturali cittadini. A rivelarlo è una nota del direttore artistico del Cerchio di Gesso e dell'Oda Teatro, Mario Pierrotti, che coglie l'occasione per svolgere una riflessione a trecentosessanta gradi sullo stato dell'arte del teatro a Foggia, segnalando un contesto assai poco incoraggianti.
"La chiusura al pubblico dell’Oda Teatro e i controlli al Teatro del Fuoco - scrive Pierrotti - hanno fatto temere che la città potesse restare senza contenitori culturali. Fortunatamente è stata risolta la situazione del Teatro del Fuoco ed è in via di risoluzione quella dell’Oda."
Si è mossa tempestivamente l'amministrazione di Palazzo Dogana, evitando che potesse accadere il peggio: avesse chiuso i battenti anche il Teatro del Fuoco, il capoluogo dauno sarebbe diventato un deserto culturale e chissà per quanto tempo, visto che agli inizi di maggio, per effetto della riforme delle Province, l'esecutivo provinciale politico sarà sostituito da un commissario: "La provincia ha dichiarato - fa sapere ancora il direttore del Cerchio di Gesso - che farà i lavori necessari per poter richiedere i permessi mancanti, e per questo impegno vogliamo ringraziare il presidente Pepe e l’assessore Consiglio, soprattutto perché nonostante l’imminente chiusura politica dell’ente hanno preferito salvare una struttura che sarebbe divenuta l’ennesima cattedrale nel deserto. Con l’impegno della Provincia di Foggia, l’Oda continuerà ad esistere aldilà di chi lo gestirà. "

Fa discutere il "pensiero laterale" dell'on. Scalfarotto sull'aeroporto Gino Lisa


Si potrà essere d’accordo o meno con le opinioni dell’on. Scalfarotto sull’aeroporto di Foggia, ma una cosa è certa: il suo “pensare laterale” sulla questione del Lisa, illustrato in un post del blog del deputato foggiano, ripreso dal blog gemellato al  Quotidiano di Foggia, Lettere Meridiane, ha sollevato un bel confronto, dimostrando una volta di più – se ce ne fosse bisogno – la necessità di riprendere la discussione sui grandi temi dello sviluppo, da troppo tempo delegati alla politica e agli addetti ai lavori.
Come ho già scritto, Ivan Scalfarotto propone di affrontare il nodo dell’aeroporto da un punto di vista diverso e comunque originale, che può essere tranquillamente esteso a tutta la questione della infrastrutture: “le infrastrutture – vi si legge - dovrebbero essere mezzi da utilizzare e non fini da raggiungere”. Di qui la proposta di separare il problema che riguarda la riqualificazione dello scalo foggiano da quello che invece interessa la competitività di un territorio che vede nel turismo il suo comparto trainante e che pertanto non può concedersi il lusso di costringere i turisti ad estenuanti trasferimenti dagli scali più vicini.

mercoledì 10 aprile 2013

L'ODA Teatro e la difficile "normalità" foggiana


LA "PROVOCAZIONE" DI ENRICO CICCARELLI
La città sta vivendo una congiuntura culturale delicatissima, tra l'incudine della crisi economica e e il martello dei tagli alla finanza pubblica, che stanno impoverendo contemporaneamente tanto la produzione e l'offerta, quanto la domanda di cultura (meno soldi ci sono, meno si spende). 
Una situazione del genere può essere affrontata paradossalmente rilanciando la sfida della cultura, migliorando la qualità dell'offerta, in modo da orientare le grame risorse disponibili alla realizzazione di progetti qualificati, in grado di suscitare positivi effetti di moltiplicazione. E cominciando a fare le cose per bene, da parte di tutti.
Sono pertanto molto d'accordo con quanto scrive Enrico Ciccarelli, commentando il presunto complotto che starebbe dietro ai controlli che negli ultimi tempi sono stati disposti su teatri e contenitori culturali cittadini e che hanno portato alla luce numerose violazioni alle norme di sicurezza.

Edilizia in crisi, e crolla a Foggia il prezzo delle case

Cala sensibilmente il prezzo delle case a Foggia e in provincia, a conferma della generale difficoltà che sta incontrando l’economia provinciale, ormai in fase di profonda stagnazione e recessione. Per un’economia che ruota in gran parte attorno al mattone, si tratta di un segnale tutt’altro che incoraggiante.
L’impressione di un diffuso stallo dei cantieri edilizi, che si ricava semplicemente girando per la periferia del capoluogo (molti sono fermi, di altri c’è soltanto il sempre più stagionato cartello che ne annuncia l’apertura, mai avvenuta) è confermata anche dalle statistiche, quanto mai impietose. Il portale specializzato Trovit fotografa una situazione a dir poco critica per quanto riguarda il mercato immobiliare: “Il prezzo medio degli immobili usati a Foggia è di 1.499 € il m², ciò suppone un discesa del 3,40 % rispetto al mese passato (marzo). La variazione degli ultimi 3 mesi completi (gennaio 2013 – aprile 2013) registra un discesa del 4,24 %.”  Il prezzo medio di un appartamento (non nuovo) a Foggia è di 128.525€, sempre secondo i dati del portale Trovit.

martedì 9 aprile 2013

Che bello lo "stile Scalfarotto"

Ivan Scalfarotto

Uno stile diverso, quello di Ivan Scalfarotto. Un’attenzione alla sostanza dei problemi e delle cose che lo distanzia parecchio (e in positivo) dai modi convenzionali e tradizionali della politica dalle nostre parti. Una volta tanto, la metafora del valore aggiunto comportato dalla sua elezione, non sembra sprecata.
Come Lettere Meridiane ha pubblicato qualche giorno fa, sulla questione del Gino Lisa il neo-parlamentare foggiano eletto nel Pd ha assunto una posizione decisamente fuori dal coro, invitando gli addetti ai lavori e l’opinione pubblica ad una riflessione più approfondita sulla questione nevralgica dello sviluppo della Capitanata, le infrastrutture. Nel post del suo blog in cui si è occupato dell’aeroporto, Scalfarotto sostiene: “le infrastrutture dovrebbero essere mezzi da utilizzare e non fini da raggiungere”. Detta così sembrerebbe quasi una banalità, ed è invece una mezza rivoluzione copernicana quella che viene indicata dal deputato blogger. Una sfida da non perdere, tenuto conto che proprio sulle infrastrutture e sui trasporti si sta per giocare la partita decisiva per il futuro della provincia di Foggia.

venerdì 5 aprile 2013

Il "pensiero laterale" dell'on.Scalfarotto: "Aeroporto Lisa, una promessa non mantenuta"



A voler trovare una metafora per descrivere il tormentato iter della riqualificazione dell’aeroporto Gino Lisa, viene immancabilmente in mente il passo del gambero. 
Per ogni passo in avanti, ne fa poi due all’indietro. Non c’è nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo alla notizia che l’amministrazione comunale ha consegnato il Piano definitivo di Rischio Aeroportuale, che un’altra doccia fredda si abbatte sulle prospettive di rilancio dell’aeroporto foggiano: le serie perplessità circa l’utilità della riqualificazione della pista esternate dall’appena eletto deputato Ivan Scalfarotto, che sul suo blog pubblica una nota nella quale definisce senza mezzi termini lo scalo foggiano “una promessa non mantenuta”. Emblematico il titolo: Portami in aeroporto o portami l’aeroporto?
Diciamo subito che il post, scritto da Scalfarotto nel corso della campagna elettorale, con il consueto garbo e ricchezza di argomenti, tende più a costruire che non a distruggere (“le infrastrutture – vi si legge - dovrebbero essere mezzi da utilizzare e non fini da raggiungere”), e che molte delle tesi sono condivisibili.  Ma desta lo stesso una certa impressione che un parlamentare appena eletto prenda così vistosamente le distanze da un tema così caldo e così sentito nella pubblica opinione.

ODA Teatro, c'è una schiarita, ma cresce il sospetto di veleni


L'ODA Teatro

C’è una schiarita nella vicenda che ha portato alla chiusura dell’ODA Teatro, il contenitore culturale voluto dall’amministrazione provinciale guidata da Antonio Pellegrino e gestito da dieci anni dalla compagni il Cerchio di Gesso. Com’è noto, il provvedimento è stato disposto perché, nel corso di controlli effettuati dai Vigili del Fuoco e dalla sezione amministrativa della Polizia di Stato è emerso che il soggetto gestore non era in possesso della certificazione riguardante la conformità della struttura (un capannone ristrutturato e trasformato in contenitore culturale) alle norme statiche.
Durante un summit che si è svolto a Palazzo Dogana, gli ingegneri dell’Ufficio Tecnico di Palazzo Dogana hanno infatti chiarito che l’immobile è assolutamente conforme alla normativa in materia, per cui nel giro di qualche giorno dovrebbe essere rilasciata la documentazione necessaria ad attivare l’iter per la revoca del provvedimento che ha disposto la chiusura del teatro, che in soli dieci anni di vita è divenuto un punto di riferimento nel panorama culturale pugliese, e non solo.

giovedì 4 aprile 2013

La svolta di Campo. Ma per curare il Pd non basta l'estetista. Ci vuole lo psicanalista.


 Da diversi punti di vista, il colpo di mano del segretario provinciale del Pd, Paolo Campo, non fa una grinza. Azzera la segreteria provinciale e ne insedia una nuova di zecca, utilizzando nella scelta due criteri sui quali è difficile dissentire: il ricambio generazionale e la competenza.
Nulla da eccepire anche per quanto riguarda i nomi: al di là dell’aspetto puramente anagrafico, si tratta di giovani che hanno tutti più o meno un certo radicamento nel partito e nella società, e una buona capacità di discernimento. Si veda per esempio la lucidissima analisi del voto di Ivano di Matto (il lucerino nominato da Campo, ma costretto alla rinuncia in quanto dipendente della Cgil, ed  incompatibile con la nomina ai sensi dello statuto del sindacato) all’indomani delle elezioni: “Il PD ha pagato due errori, relativamente, recenti. Il sostegno al governo tecnico (il fallimento del governo di centrodestra è diventato il fallimento di tutti i partiti). Non aver fatto votare gli elettori del centrodestra alle primarie (è passato un messaggio di autosufficienza, esclusivo: non abbiamo bisogno di voi, anzi, inquinereste il voto). La conseguenza di questi due errori è stata precludersi il voto degli scontenti. Troppi dirigenti del PD ragionano con schemi legati alla Prima Repubblica, ad un mondo che non esiste più (per prendere i voti dei moderati siamo andati 2 anni appresso a Casini, che poi non è arrivato al 2%...). Berlusconi nel '94 e Grillo hanno dimostrato che, oggi, bisogna rivolgersi direttamente agli individui. Non servono intermediari.”
Un giovane così può dare veramente un contributo al rinnovamento del Pd e del centrosinistra. Peccato che lo statuto della Cgil glielo abbia impedito. Ma torniamo al discorso di prima.

mercoledì 3 aprile 2013

Pd di Foggia: la bella faccia non basta. Le accuse di Michele Salatto

Paolo Campo

Il meno che si possa dire, dopo l’ennesimo colpo di scena, è che nel Pd della provincia si navighi ormai a vista.  L’azzeramento della segreteria provinciale voluto dal segretario Paolo Campo ha colto un po’ tutti di sorpresa Un azzeramento radicale che premia soprattutto i giovani: una svolta sicuramente, dal punto di vista anagrafico. Il tempo dirà se la scelta del segretario funzionerà anche dal punto di vista politico.
Ma per il momento l’impressione è che anziché il confronto, la riflessione, l’autocritica che avrebbero dovuto far seguito alla batosta elettorale patita alle politiche di febbraio, si sia privilegiata ancora una volta la ricerca del colpo di scena. I dieci nomi voluti dal segretario a radicale sostituzione della vecchia segreteria sono effettivamente tutti nuovissimi, in stragrande maggioranza provenienti dalle fila dei Giovani Democratici: Federica Castagnetti (segretaria del Circolo di Vieste), Claudia Colangione, Antonio Fiorella (segretario del Circolo di Biccari), Lorenzo Frattarolo, Francesco Pastore, Tina Preziosi, Gianluca Ruotolo, Giovanni Vergura (consigliere comunale di Monte Sant’Angelo). Del gruppetto faceva parte anche il lucerino Ivano Di Matto, che però ha dovuto rinunciare. È un funzionario della Cgil, e la prescrizioni statutarie del sindacato non consentono di far parte di organismi dirigenziali di partiti politici.

martedì 2 aprile 2013

Autorialità e creatività: Foggia è ricca, ma pochi se ne accorgono


L’autorialità come possibile risorsa di futuro. Un tema del quale non si parla moltissimo, a Foggia. Ed è un peccato, perché la creatività è un fattore di crescita primario per un territorio, soprattutto nella sua dimensione autoriale, che mette in moto dinamiche più complesse della sola creatività, perché presuppone l’esistenza di organizzazione capaci di trasformare il creativo in autore: qualcuno o qualcosa i cui film possano essere prodotti o visti, le canzoni incise ed ascoltate, i libri pubblicati e letti, i quadri messi in mostra e la mostra visitata, ecc.ecc.
A Foggia queste risorse non mancano. Anzi sono presenti a iosa, come ho già avuto modo di dire in un post sulla nouvelle vague foggiana, ma come testimoniano anche belle iniziative del tipo di Foggia Creativa, il gruppo facebook creato da Giuseppe Marrone, geniaccio, scrittore e cultore d’arte.
Alla nouvelle vague di cineasti che si sta mettendo in luce in questi ultimi mesi, il Festival del Cinema Indipendente ha voluto dedicare la serata conclusiva della sua fase itinerante, che ha praticamente concluso la XII edizione della rassegna cinematografica della Provincia. L’elenco dei giovani autori premiati non è esaustivo, in quanto la “vetrina” ha riguardato quanti hanno partecipato direttamente o indirettamente alla manifestazione.

Quando Mario Mauro sfilava a Foggia in difesa della vita


C’è anche un foggiano tra i dieci saggi con cui il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, spera di cavare il ragno dal buco di una situazione politica che più che di stallo sembra impantana, imputridita. È un nome illustre, quello di Mario Mauro, 51 anni, nato a San Giovanni Rotondo e che a Foggia ha cominciato i suoi primissimi passi dell’impegno politico e sociale. Mauro faceva parte del gruppo di giovani cattolici dette vita a Comunione e Liberazione nel capoluogo dauno, e si distinse in alcuni manifestazioni pubbliche come quelle dei movimenti antiabortisti che sfilavano in piazza per “difendere la vita”.
La sua carriera politica ha avuto la sua consacrazione però a Milano, dove ha studiato laureandosi in Filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Berlusconiano dalla prima ora, Mauro è stato eletto per tre volte nell’europarlamento, all’interno del quale ha ricoperto anche la carica di vicepresidente. La sua militanza nella formazione berlusconiana è stata tuttavia sempre caratterizzata da una notevole attenzione verso i temi della difesa dei valori cristiani e della necessità di coniugare l’etica d’impresa con i valori della coesione e della solidarietà.
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