mercoledì 31 luglio 2013

I bombardamenti come public history, ma attenti alle sterili polemiche

Il settantesimo anniversario dei  bombardamenti alleati su Foggia potrebbe essere un’irripetibile occasione per cominciare a costruire una storia pubblica anche nel capoluogo dauno, a partire da quella che è stata la pagina più atroce e più drammatica della sua storia recente.
Ve ne sarebbe necessità, per tante ragioni, la più importante delle quali sta nella urgenza di ritrovare una memoria condivisa del passato, che sia in grado di far percepire meglio il presente alla comunità cittadina, consolidandone la malferma identità.
I bombardamenti non distrussero soltanto vite umane e palazzi. Uccisero la memoria, e con essa, annichilirono pezzi consistenti di identità. La progressiva rarefazione della memoria collettiva trovò paradossalmente un’alleata nella tumultuosa ricostruzione che la città conobbe a guerra conclusa. Nel giro di pochi anni Foggia esplose dal punto sia dal punto di vista edilizio che da quello demografico. Non si trattava soltanto di ricostruire quanto la guerra aveva distrutto, ma anche di dare un tetto alle migliaia di immigrati che si trasferirono nel capoluogo dagli altri centri della provincia. Foggia fu seconda soltanto a Catanzaro, nel Mezzogiorno, per tasso di immigrazione. Crebbe ad un ritmo galoppante: 3.000 nuovi foggiani all’anno. Una nuova, e non radicata memoria,  andò così a sovrapporsi alla memoria rarefatta e quasi cancellata, lasciata in eredità dalla guerra.

domenica 28 luglio 2013

Il Tavoliere saccheggiato: centrali come funghi, nell'apatia generale

L'effetto farfalla di Lorenz
Si dice che il social network sia l’espressione più tangibile della cosiddetta glocalizzazione, ovvero della possibilità di coniugare assieme la dimensione globale di un problema con la sue conseguenza locali (e viceversa). Sarà… ma non mi sembra che funzioni sempre così.
Il popolo della rete insorge per cause lontane migliaia di chilometri (ed è giusto, perché come diceva il poeta John Donne, ogni uomo partecipa all’umanità e perciò ogni campana che suona a morto, suona anche per noi). Però, se cause “piccole” (o almeno percepite come tali) non riescono a finire sotto i riflettori della comunicazione di massa, è difficile che raccolgano proseliti.
È quanto sta accadendo per esempio a proposito della centrale a biomasse che sta per essere costruita a Carapelle. Nell’immaginario collettivo dei foggiani, Carapelle è un luogo piccolo, periferico e distante. Perfino più dell’Amazzonia. Invece no. Sorge a poco più di una decina di chilometri dal centro abitato del capoluogo, è ormai una propaggine della città.

sabato 27 luglio 2013

Il miracolo dell'Estate Biccarese: nei Monti Dauni le più belle serate culturali

Cinquantuno eventi, che, a cominciare da oggi, allieteranno le serate e le nottate di mezza estate. Sono numeri da anni Novanta, quando le amministrativi della Provincia e del Comune di Foggia, rispettivamente capeggiate da Antonio Pellegrino e Paolo Agostinacchio, si sfidavano a colpi di spettacoli ed iniziative culturali.
Ma a godere del ghiotto cartellone non saranno i foggiani. A meno che – come caldamente suggeriamo . non vadano a Biccari. I numeri di cui sopra sono infatti quelli messi in campo dall’Estate Biccarese, che quest’anno mette assieme un cartellone da fare invidia alle città della piana. E il bello è che non si tratta di un miracolo, ma della conseguenza di politiche culturali consapevoli e lungimiranti. L’aveva promesso, il sindaco Gianfilippo Mignona, commentando qualche tempo fa un post di Lettere Meridiane, in cui si sottolineava come – in un momento di ripresa generalizzata delle attività culturali dei comuni dei Monti Dauni – all’appello mancava proprio Biccari.

venerdì 26 luglio 2013

Bari fa la bretella con Palese. A Foggia il treno tram dimentica il Lisa.


Il sindaco di Bari Michele Emiliano giustamente gioisce per l’inaugurazione del passante ferroviaria che mette in connessione diretta l’aeroporto di Bari con la stazione ferroviaria del capoluogo e la linea adriatica: “L’emozione che provo è grande. Si è trattato infatti di un’opera sfibrante che sin dal 2004 ha impegnato in maniera quotidiana le strutture comunali.”
Nove anni (di cui quattro spesi per il cantiere, e cinque per l’iter burocratico) sono quasi un record per un’opera così  imponente, costata 90 milioni. Il progetto è geniale: non si tratta infatti del servizio navetta sperimentato in altre metropoli italiane come Milano e Roma, ma di una bretella, che mette direttamente in connessione l’aeroporto con l’intera rete ferroviaria.
Come ha spiegato l’assessore regionale alla mobilità, Guglielmo Minervini, “un po’ tutta la regione potrà essere collegata con l’aeroporto attraverso la stazione di Bari: anche da nord si potrà arrivare direttamente in aeroporto senza transitare da Bari. Da Barletta e in prospettiva da Foggia e perché no anche dal Gargano”.
Bari ha coraggiosamente affidato il suo futuro a politiche intelligenti in un settore, come quello dei trasporti e della mobilità, che sta diventando sempre più importante per il futuro.

giovedì 25 luglio 2013

La cultura dauna è più povera: la scomparsa di Giuseppe De Matteis

Quando muore un poeta o un intellettuale che ama la poesia (il confine tra i due stati è labilissimo) siamo tutti un po’ più poveri: è come se un sogno, un’utopia si fossero spenti, e restassimo tutti ancora più assediati da quella realtà nuda e cruda e grigia, che soltanto la poesia sa trasfigurare e sublimare.
Sento così la morte di Peppino De Matteis, straordinaria figura di intellettuale e uomo di lettere che se n’è andato assai prima del dovuto, lasciandoci un vuoto che sarà difficile colmare. Il caso ha voluto che Maurizio De Tullio mi abbia informato della ferale notizia mentre mi trovavo a Pisa, davanti al Polo Fibonacci. E per un attimo ho immaginato l’anima sorridente di Peppino che si aggirava tra gli austeri corridoi di questo tempio della informatica e della matematica. Mi sembrava a suo agio, come tutti quanti hanno bazzicato seriamente la scienza della lettere e sanno bene che tra parole e numeri non c'è poi tanta distanza: un periodo ben composto, parole ben allineate hanno la stessa armonia profonda ed inesprimibile di un’equazione algebrica.
In tutta la sua vita di docente (spesa tra l'università di Pescara-Chieti e quella di Foggia) e di saggista, Peppino ha creduto profondamente in questa idea della letteratura come scienza. Ma attenzione: scienza come armonia, mai come conoscenza fine a se stessa. 

mercoledì 24 luglio 2013

Una centrale alle porte di Foggia: timori per la salute e per l'ambiente

La provincia di Foggia sta sempre più diventando un eldorado per i produttori di energia. E non soltanto sul fronte dell’eolico e del fotovoltaico, ovvero delle fonti rinnovabili. Molto si muove anche per quanto riguarda la produzione di energia più convenzionale, ottenuta bruciando sostanze ad alta capacità combustibile.
Il nuovo fronte è quello delle cosiddette biomasse, sostanze organiche che fatte bruciare sono in grado di produrre energia. Il ragionamento che ha attratto sulla Capitanata i colossi che operano nel settore a livello nazionale è semplice: il Tavoliere è in grado di produrre tutto ciò che la terra può far germogliare, e i vegetali sono sostanze organiche in grado di alimentare le centrali. L’idea era che l’agricoltura potesse trasformarsi da gigantesco serbatoio di materia prima per le centrali a biomasse.
In realtà le cose non stanno proprio così. Il problema sta nel concetto stesso di biomasse: come si legge su Wikipedia, la definizione di biomassa “raggruppa una varietà estremamente eterogenea di materiali: può trattarsi, ad esempio, di cascami dell'industria, di legname da ardere, di residui di lavorazioni agricole e forestali, di scarti dell'industria agroalimentare, reflui degli allevamenti, oli vegetali, rifiuti urbani, ma anche specie vegetali coltivate per lo scopo, come il pioppo, il miscanto".

Allerta: vogliono soffiarci anche Amendola



Prima premessa: non saltate sulla sedia, non imprecate al destino cinico e baro: il titolo è ad effetto. Nessun complotto, nessun colpo basso da parte barese, si tratta di quel che si dice un titolo “urlato”. Certe volte, ci vuole: per stimolare riflessioni, far circolare le idee, discutere.
Seconda premessa: nutro la massima stima per il sindaco di Bari, Michele Emiliano, anzi mi sento di additarlo come esempio alla classe dirigente locale foggiana. La classe non è acqua (e neanche la simpatia) e il primo cittadino del capoluogo regionale ne ha da vendere.
Terza premessa: le riflessioni che seguono non sono la solita professione di foggianesimo. Anzi, credo sia giunto il momento che foggiani e baresi guardino (e scoprano) le reciproche carte e che, se del caso, si diano reciprocamente una mano. È già successo, nella vicenda Amiu-Amica, e con risultati positivi e incoraggianti. Se è vero che lo sviluppo è oggi soprattutto una questione di relazioni, e che nessuno può sperare di far da solo, la provincia di Foggia deve imparare a guardare oltre se stessa. La direzione più naturale – piaccia o meno – è guardare verso la Puglia centrale.

martedì 23 luglio 2013

L'opinione di Maurizio De Tullio / Eolico e aeroporto, come trasformarli in opportunità di crescita

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la riflessione di Maurizio De Tullio su alcuni temi - l'eolico e l'aeroporto Lisa - trattati di recente, e diffusamente, da Lettere Meridiane.
* * *
Quand'ero giovane militavo nei Radicali e uno dei cavalli di battaglia era l'opposizione al Nucleare e la promozione delle energie "alternative": su tutte eolico e fotovoltaico. A Foggia ci prendevano per pazzi. Nel frattempo prese piede in Italia l'avventura dei "Verdi". Ve lo ricordate il logo del 'Sole che ride'? E insieme a Verdi, ARCI, FGCI, Amici dell'Ambiente, il mensile "il Picchio Rosso", "Radio Luna", Comunità Emmaus e tante altre piccole ma sensibili realtà, ricordo varie iniziative volte a considerare la questione ambientale e le energie alternative al petrolio un nodo cruciale per un moderno sviluppo del Paese.
Poi arrivarono i Referendum e, più recentemente, l'avvio di una politica energetica che ha spalancato le porte a pale eoliche e a sterminati campi di pannelli fotovoltaici.

In distribuzione il numero 5 della newsletter di Lettere Meridiane, dedicata ai bombardamenti su Foggia

È in distribuzione il quinto numero della newsletter di Lettere Meridiane, dedicata in larga parte ai bombardamenti su Foggia, nella tragica estate del 1943. La newsletter viene inviata (ovviamente gratis) alla stragrande maggioranza degli amici facebook di Geppe Inserra. Tuttavia, alcuni di essi potrebbero non riceverla, per esempio a causa di indirizzi mail obsoleti.
Chi non riceve la newsletter e intende abbonarsi, può iscriversi alla mailing list cliccando qui.
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Al danno si aggiunge la beffa: i rischi dell'eolico e del fotovoltaico selvaggio in Capitanata



Ennio Tangrosso rilancia. E dopo l’articolo, pubblicato la settimana scorsa su Affari Italiani, e ripreso e commentato da LettereMeridiane, sui guasti provocati dall’assalto selvaggio dell’imprese produttrici di energie al paesaggio e all’economica della provincia di Foggia, fa adesso i conti con l’impatto che tutto ciò ha avuto sul modello di sviluppo della Capitanata.
L’articolo (qui la versione integrale) è stato pubblicato, di spalla, nella home page del maggiore quotidiano on line, assieme all’analisi diLettere Meridiane sulla banca dati del Ministero dell’Ambiente, dalla quale si evince chiaramente che negli ultimi decenni, a livello di investimenti e di grande progettualità, in provincia di Foggia si è mosso soltanto il comparto energetico. Ma – questo il punto – con ricadute del tutto insignificanti sia sotto il profilo occupazionale, sia sotto quello economico.
È lo stesso argomento affrontato da Tangrosso nel suo secondo articolo, intitolato Energia, storia ed errori si ripetono. L’autore ritiene che quanto accaduto nelle Colline Daune sia un caso di scuola,  “poiché emblematicamente rappresentano uno dei luoghi della contraddizione sostanziale tra risorse locali, aspirazioni territoriali e politiche di speculazione di stampo sviluppista. Non a caso le colline della Daunia sono il luogo più “infestato” di Pale Eoliche, e ultimamente oggetto delle mire più bieche e spudorate degli installatori di campi fotovoltaici.”

lunedì 22 luglio 2013

La tragedia di Foggia è una tragedia dell'umanità


Luciano Bianciardi è stato un’icona letteraria della mia generazione. Vedevamo in lui – anche se ha assai poco di che spartire con gli americani – una sorta di Kerouac della Maremma toscana. È conosciuto soprattutto per La Vita Agra, romanzo dal quale fu tratto l’omonimo, bel film di Carlo Lizzani, interpretato da Ugo Tognazzi. Il romanzo che amo di più è però Aprire il fuoco. L’una e l’altra opera, come del resto buona parte della letteratura di Bianciardi, sono attraversate dal tema più caro allo scrittore: l’insofferenza e la critica verso lo status quo, il difficile rapporto tra l’intellettuale, la società e il mondo.
Bianciardi era a Foggia nel giorno più difficile e  più drammatico che la città abbia mai vissuto: il 22 luglio 1943. Di quella giornata ha lasciato un racconto straordinario non solo per il suo valore di documento (sono pochi i racconti “in diretta” dei bombardamenti) ma perché  lo scrittore anche in questa occasione affronta il tema del rapporto tra la letteratura e la realtà.
Bianciardi si trovava a Foggia in quel giorno fatale perché era soldato. Mentre cadono le bombe alleate, è chiuso con i suoi commilitoni nella caserma Miale e compie un gesto molto letterario: scrive una lettera alla sorella Mariagrazia. Il titolo del racconto è proprio L’ultima lettere che scrissi a Maria Grazia.

domenica 21 luglio 2013

Il grande scrittore Bianciardi racconta i bombardamenti del 22 luglio 1943 su Foggia



Luciano Bianciardi

La guerra è scontro, ferocia, distruzione, morte. Ma visto che a farla sono comunque gli uomini, può succedere che anche in guerra si produca solidarietà, poesia, letteratura. In provincia di Foggia accadde proprio nella tragica estate del 1943, di cui ricorre quest’anno il settantesimo anniversario, le cui celebrazioni vedranno domani il loro momento più suggestivo.
La data del 22 luglio resterà per sempre impressa nella storia del capoluogo, perché coincise con il più drammatico e devastante bombardamento “strategico” alleato provocando migliaia di vittime. Lettere Meridiane ha già parlato della presenza a Foggia, durante l’occupazione militare che fece seguito ai raid aerei, una volta che Foggia fu conquistata, del poeta pacifista inglese John Gawsworth e profondi rapporti di amicizia che intrattenne con Umberto Fraccracreta, grande intellettuale e letterato di San Severo.

Ecco come abbiamo svenduto il vento, il sole, il mare: la Capitanata depredata



La banca data del Ministero dell’Ambiente sui progetti sottoposti a Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) è preziosa, perché disegna una mappa molto precisa delle direttrici di sviluppo della provincia di Foggia.
I progetti di “grandi opere” che riguardano il territorio di Capitanata non sono moltissimi, 33 in tutto. Nella banca dati figurano tutti i progetti presentati, a prescindere dal loro esito: ci sono dunque progetti che sono già stati esaminati, e la cui valutazione d’impatto ambientale ha avuto esito positivo o negativo, e ci sono progetti ancora in fase di istruttoria. Ce n’è abbastanza da declinare un’autentica storia della trasformazione in atto nel territorio da almeno un decennio.
Il primo dato, interessante, che può essere ricavato dall’analisi della banca dati, è quello che riguarda gli attori dello sviluppo, ovvero  i soggetti proponenti: soltanto sette sono i soggetti pubblici, 13 quelli misti, pubblico-privati, 13 quelli soltanto privati. Dei progetti pubblici o pubblico-privati, soltanto due sono riconducibili a soggetti locali (il Comune di Manfredonia e il Consorzio di Bonifica). Gli altri 13 sono del tutto privati (come la Petrolceltic, titolare dei contestatissimi  permessi di  ricerca di petrolio nei pressi delle Tremiti): con quali possibilità di partecipazione o di controllo da parte degli attori dello sviluppo locale è tutto da vedere.

sabato 20 luglio 2013

Aeroporto: l'ok del consiglio comunale potrebbe aprire una nuova stagione per la politica

Potrebbe essersi aperta una pagina nuova nella vicenda dell'aeroporto Gino Lisa. E non soltanto per l'approvazione - questa volta definitiva - del piano dei rischi da parte del consiglio comunale. A indurre ad un cauto, e nuovo ottimismo, c'è quella unanimità con cui l'assise municipale si è pronunciata sull'argomento, che era in ogni caso delicato. Licenziare il Piano di rischio significava infatti porre mano al piano regolatore generale, perimetrando le aree che, per effetto dell'allungamento della pista, saranno soggette a vincolo di tutela e recependo i precetti di salvaguardia dell'Enac. Detto in soldoni, aver detto sì al Piano dei Rischi implica la conseguenza di aver detto no ai progetti di espansione edilizia nella zona. Una volta tanto gli interessi pubblici hanno avuto la meglio su quelli privati (che sono comunque legittimi e come tale rispettabili, bisogna sempre ricordarlo).

mercoledì 17 luglio 2013

Sui Servizi per l'impiego il Governo riscopre le province

[Editoriale pubblicato sul numero di luglio della newsletter del Settore Politiche del Lavoro e del Settore Formazione Professionale della Provincia di Foggia. Qui il numero integrale, per quanti volessero scaricarlo]
Ancora prima che la Consulta dichiarasse l’incostituzionalità della riforma delle Province, dal Governo erano giunti segnali, se non di ripensamento, almeno di un diverso approccio al problema del futuro dell’ente intermedio, e su un tema caldissimo quale il sostegno all’occupazione giovanile e alle politiche attive per il lavoro.
Il piano europeo di contrasto alla disoccupazione giovanile destina all’Italia 1,5 miliardi che si spera di poter spendere subito, tra il 2014 e il 2015, anziché  spalmarli sui sette anni di durata del progetto europeo. Ma come?

Squeo: parlare di legalità è facile, ma esigente

È stato tra gli interventi più incisivi e più apprezzati della convention della componente renziana del Pd di Capitanata, che si è svolta qualche settimana fa, all'Altrocinema. Costantino Squeo, già sindaco di Sannicandro Garganico, era chiamato a parlare di legalità e di sicurezza. Un problema delicato, soprattutto se messo in relazione al tema generale dell'incontro Ultimi, ma non ci arrendiamo.
Temi - l'essere alle posizioni più basse delle graduatorie della qualità della vita e la legalità - rilanciati dagli eventi di questi giorni: le clamorose operazioni dell'antimafia pugliesi, intrecciate al ripetersi di gravi episodi di cronaca.
Una ragione in più per rileggersi la "traccia" dell'intervento svolto da Squeo al convegno. Per la verità, svolgendo il suo intervento, Squeo non si è scrupolosamente attenuto alla scaletta che pubblichiamo di seguito, lanciando più di un sasso nell'acqua stagnante. Dichiarazioni come "a volte una costituzione di parte civile è più importante di dieci convegni sulla legalità" oppure la suggestiva rievocazione dei bagliori dei bombardamenti su Foggia che si scorgevano dal promontorio del Gargano, simbolo di una identità profonda della terra di Capitanata.

Accuse salentiniste: troppi soldi all'aeroporto della Puglia Nord

Non c'è soltanto il foggianesimo a turbare i sogni del governatore pugliese, Nichi Vendola. Adesso ci si mette anche il salentinismo, da cui sembra essere inguaribilmente affetto Massimo Ferrarese, leader di Noi Centro ed ex presidente della Provincixa di Brindisi.
Ferrarese va giù pesante contro il presunto baricentrismo della giunta regionale, e fin qua poco male. In una regione il cui toponimo suonava una volta al plurale (le Puglie), ci sta che i diversi territori possano sentirsi in concorrenza tra di loro. Ma che Ferrarese confonda lucciole per lanterne scivolando addirittura sulla geografia pugliese lascia quanto meno perplessi.
Il pomo delle discordia è rappresentato dagli investimenti regionali nel settore, effettivamente nevralgico, dei trasporti. L'esponente centrista fa i conti in tasca al capoluogo regionale ed al suo hinterland, calcolando l'immane mole di danaro pubblico che questo territorio è riuscito ad intercettare: "Ottanta milioni per il passante ferroviario di Bari,  investimenti per centinaia di milioni realizzati per il porto di Bari ed altri per decine di milioni per ampliare l'aeroporto di Bari. E per le infrastrutture del Salento nulla." 

martedì 16 luglio 2013

Dopo gli arresti, le bombe e le fiamme: il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

A leggere la cronaca di oggi si ha l'impressione di trovarsi di fronte al classico dilemma del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Da un lato c'è il durissimo colpo inferto dalla DDA alla mafia foggiana, con l'arresto dei capi storici e grandi numeri che parlano da soli: 23 persone in carcere o ai domiciliari, 78 indagati, a conferma di una ramificazione profonda della criminalità. Dall'altro lato ci sono il gravissimo atto intimidatorio nei confronti del capo dell'opposizione di centrodestra al Comune di Foggia e coordinatore provinciale del Pdl, Franco Landella, e l'ennesimo incendio doloso che ha avuto come bersaglio uno dei più noti ristoranti cittadini.
Chi vede in questi fatti di cronaca il bicchiere mezzo pieno dirà che il colpo che i magistrati dell'antimafia pugliese hanno assestato alla criminalità organizzata foggiana è decisivo, e che gli  altri episodi delittuosi vanno ricondotti a gesti isolati più di balordi che non di malavitosi abituali.
Chi invece in quanto è accaduto scorge il bicchiere mezzo vuoto, osserverà che se neanche l'arresto dei capi mafia riesce a frenare il crimine dilagante nel capoluogo dauno, c'è davvero di che disperare: abbiamo toccato il fondo.

lunedì 15 luglio 2013

Il monumento del Lisa finito nell'immondizia: monta il dibattito. Il FAI chiede ufficialmente il ripristino ad Adp


"Oramai si è superato ogni limite, ma forse questi gruppi della società' civile riusciranno a risvegliare le coscienze…."  Il laconico commento di Olimpia Cardone, meglio di tutti riassume il senso, la portata, lo spessore della sfida lanciata dal Comitato Vola Gino Lisa, dai gruppi del social network, da pezzi della politica come il M5S e Franco Cuttano sui problemi dell'aeroporto e sulla rimozione del suo simbolo, il monumento di Gianfranco Rizzi, "Il Volo" che una volta abbelliva l'ingresso e che rimosso durante l'esecuzione dei lavori per la realizzazione del parcheggio non è mai più stato ricollocato al suo posto, finendo nella spazzatura.
Il Gino Lisa ha tanti problemi ancora da risolvere perché possa tornare alla sua piena funzionalità (l'allungamento della pista, la ripresa dei voli) ma lo sdegno che sale dall'opinione pubblica così come espresso da Olimpia Cardone, l'impegno per il restauro e la restituzione alla pubblica fruizione dell'opera di Rizzi hanno un valore simbolico particolare.
Il post pubblicato da Lettere Meridiane sull'argomento fa discutere, anche aspramente, restituendo a tratti l'immagine di un'opinione pubblica all'interno della quale, anche quando si tratta di sostenere una causa comune e condivisa, affiorano sempre i distinguo, che finiscono poi fatalmente coll'indebolire il raggiungimento dell'obiettivo.
Ma imparare a fare fronte comune, a tenersi le cose buone che ci uniscono e a riporre in un cantuccio quelle che ci dividono, così come auspicava qualche giorno fa Gioacchino Rosa Rosa, passa anche per confrontarsi aspramente, perfino litigare. L'importante è che alla fine riusciamo, però, a trovare il bandolo della matassa. Di seguito i commenti al post sul blog e nella conversazione che si è svolta su fb.

domenica 14 luglio 2013

Troia, ombelico del mondo, e noi gamberi di collina


Leggendo il bell'articolo di Ennio Tangrosso su Affari Italiani a proposito dei guasti provocati al territorio dall'assedio di pale eoliche, impianti fotovoltaici e di biomasse, mi sono tornati alla mente tanti ricordi, tante sfide, un pezzo della mia storia, del mio rapporto con Troia.
Ho pubblicato la recensione di Lettere Meridiane sul gruppo fb Civitas Troiana (ringrazio Ninì Russo per averlo voluto mettere in evidenza), ne è nata una discussione sincera ed appassionata, di cui riferirò in seguito.
Troia è la cittadina pugliese che maggiormente simboleggia la contraddizione posta in evidenza da Tangrosso: città d'arte per vocazione e per l'impressionante patrimonio storico e artistico; città spiccatamente agricola, in grado di produrre eccellenti ortaggi, vini, olii, è oggi il comune dei Monti Dauni maggiormente "tributario" di terreni per l'installazione delle pale.
Per comprendere quale feroce impatto abbiano provocato i parchi energetici sul paesaggio basti sapere che una volta si poteva facilmente intravedere dal Tavoliere il profilo dello straordinario duomo romanico di Troia. Oggi non più. La visione è impallata dalle eliche che producono l'energia.
La verità, non espressamente dichiarata da Tangrosso, ma che attraversa come un filo rosso tutto il suo articolo è che probabilmente la Capitanata (ancora una volta, ahimè) ha imboccato la strada di un modello di sviluppo sbagliato.

Letture a ciel sereno a Parco San Felice


Quando il social al femminile incontra la cultura, il risultato è sempre spettacolare. Approda anche a Foggia il flashbook, ovvero la lettura collettiva, ad alta voce e all'aperto, di libri. A dimostrare che la lettura non è soltanto un esercizio collettivo ma può assumere una dimensione social tanto più se si rivolge all'infanzia.
L'appuntamento (da non perdere) per nonni e genitori con relativi nipoti e figli e per giovedì 18 luglio alle ore 18.30 a Parco San Felice che per l'occasione assurge (ed è bello) alla funzione di contenitore culturale.
L'iniziativa è intitolata "Letture a ciel sereno" e si presenta come "il primo flashmob dedicato alla letteratura per l'infanzia".  Giovedì pomeriggio, verranno lette a Parco San Felice "Sono io il più forte", "Sono io il più bello" e tante altre storie.
L'iniziativa è gratuita ed è promossa dall'Associazione MaMi - Mamme a Milano e dai gruppi facebook "Libri e marmellata" e "Letteratura per l'infanzia". Per saperne di più facebook.com/flashbook.italia.

sabato 13 luglio 2013

Cos'è e quanto vale "Ali sospese" di Gianfranco Rizzi

La rimozione di Ali Sospese dal piazzale dell'aeroporto Lisa, oltre che privare lo scalo del suo simbolo, costituisce anche un grave danno economico, perché la sconsiderata operazione ha provocato un pesante deterioramento del monumento. Se e quando - come sempre più cittadini foggiani chiedono - la scultura tornerà al suo posto, saranno necessari ingenti spese per il restauro.
Pur essendo naturalmente fuori commercio, Gianfranco Rizzi, l'accademico foggiano che l'ha realizzata, è tra i più apprezzati artisti italiani e l'opera possiede dunque un valore economico, seppur virtuale, parecchio elevato.
Parlando di Rizzi, il critico d'arte Emilio Benvenuto ha scritto: "Foggia  può ben gloriarsi  d’avere dato al nostro Paese un altro vero Artista e un esimio Maestro."
Nell'articolo, pubblicato sulla rivista d'arte on line Arte E Arte, Benvenuto traccia così il profilo di Rizzi: "Il foggiano Gianfranco Rizzi, figlio del nostro compianto concittadino e valentissimo artista Faldino, nato nel 1946, già docente nella nostra Accademia Statale di Belle Arti, titolare della cattedra di pittura all’Accademia di Brera, è attualmente titolare della prima cattedra di pittura nell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove dirige anche la Scuola  di Pittura della annessa Pinacoteca Albertina.
Già Vice-Presidente della storica Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, è oggi membro dell’International Artistic Scientific Commettee di Grecia.

Eolico, fotovoltaico, biomasse: il territorio depredato

SU AFFARI ITALIANI UN ARTICOLO DI ENNIO TANGROSSO
Che sta accadendo al paesaggio pugliese, stravolto dall'invasione di impianti per la produzione di energia? E, soprattutto, che cosa sta accadendo o non sta accadendo affatto nella coscienza dei pugliesi? Con quanta partecipazione e quanta consapevolezza stanno assistendo alla radicale trasformazione di un territorio che ha nella bellezza la sua più importante risorsa?
Sono interrogativi di prorompente attualità, soprattutto per la Capitanata che tra le province pugliesi è quella che ha pagato il maggior dazio alla calata dell'industria energetica. La Puglia Settentrionale è ormai letteralmente cosparsa di torri eoliche, pannelli fotovoltaici, apparati per la trasformazione di biomasse. Con quale vantaggio per l'economia? Con quali conseguenze per il futuro? 
Affari Italiani, uno dei più importanti quotidiani web nazionali, risponde a questi interrogativi con un bell'articolo di Ennio Tangrosso (Puglia, tutta energia e salute) che ha il merito di spostare radicalmente l'approccio al problema: "le migliaia di gigantesche torri eoliche o le ormai innumerevoli chiazze di specchi fotovoltaici che hanno stravolto la bella terra di Puglia, dal Fortore a Santa Maria di Leuca - scrive l'autore - , non hanno come fine la produzione di energia elettrica. O meglio, in minima parte servono a produrre energia elettrica, mentre, dati alla mano, sono solo lo strumento di una immensa operazione speculativa, una straordinaria macchina da soldi, messa in atto da potentissimi trust economico-finanziari nazionali ed internazionali."

venerdì 12 luglio 2013

Ignorante e me ne vanto. I vandali con i colletti bianchi.

Sottrarre alla pubblica fruizione un'opera d'arte è un atto di vandalismo. Tanto più grave se l'opera è stata commissionata e pagata dalla pubblica amministrazione e se la rimozione è determinata da (presunte) ragioni di natura estetica, o più precisamente, da improbabili giudizi di valore artistico. 
L'ignoto vandalo che qualche mese fa deturpò La Genesi di Jimenez Deredia posta davanti alla nuova sede è prima di tutto un ignorante. Che come tale andrebbe aiutato: nel post di Lettere Meridiane più letto di sempre proponemmo che venisse sottoposto ad un corso accelerato di storia dell'arte. 
Il vandalo o i vandali coi colletti bianchi che hanno deciso di rimuovere Ali sospese di Gianfranco Rizzi dal piazzale dell'aeroporto non sono ignoranti nel senso autentico della parola che è il "non sapere". Ignorante ed ignaro hanno la stessa radice. Per Socrate, il vero saggio è proprio l'ignorante, nel senso di "chi sa di non sapere".
Ma per i vandali in colletto bianco questo ragionamento non vale. Sono perfidamente ignoranti perché fanno assurgere la loro ignoranza a metro di valutazione, perfino dell'arte. Nessuno ha mai saputo con precisione chi abbia deciso e perché di rimuovere la bella opera d'arte dal piazzale dell'aeroporto. Lo chiarirà la magistratura, cui si sono rivolti Franco Cuttano e gli attivisti del M5S di Foggia che hanno presentato sul misfatto una circostanziata denuncia alla Procura della Repubblica. 

Il "chi è" del Comitato Vola Gino Lisa

Associazioni, professionisti, esponenti del social network, cittadini singoli: sono stati in molti a chiedersi ieri, in occasione della presentazione pubblica del Comitato Vola Gino Lisa chi ne fossero i promotori. Ribadito che il Lisa è aperto all’apporto di tutti quanti – cittadini singoli o associati – hanno a cuore il futuro dell’aeroporto, ecco l’organigramma (che verrà rivisto a conclusione della campagna di adesioni lanciata con la presentazione svoltasi al Con.Art.): presidente, Marcello Sciagura; vicepresidente, Marialuisa d’Ippolito; staff area tecnica: Andrea Casto, Michelangelo D’Arrissi, Angelo Stilla; staff area coordinamento: Maurizio Antonio Gargiulo, Domenico Carlucci, Daniele Prencipe, Maria Guglielmi, Vincenzo D’Errico, Burno Marchesi, Angelo Maglione, Antonio Nunziante, Antonio Lauda, Antonio Mancini, Fabio Carbone, Renato Imbriani.

giovedì 11 luglio 2013

La presentazione di Vola Gino Lisa / L'aeroporto non è un lusso, ma un dovere morale

“Il Gino Lisa non è un lusso” recita lo striscione sul palco del teatro del Conart che ha ospitato la presentazione del Comitato “Vola Gino Lisa”. Sulla tesi che l’aeroporto di Foggia non sia un lusso, ma una necessità, un obiettivo nevralgico per il futuro anche economico ed occupazionale della città e della sua provincia, concorda la società civile, presente compatta all’appuntamento. Raramente a Foggia s’è vista una conferenza stampa così affollata e vivace.
Il comitato si presenta alla città dichiaratamente aperto. “Siamo pronti a ricevere chiunque, abbiamo interessi diversi, ma siamo riuniti in un solo progetto: restituire piena efficienza al Gino Lisa, sia per quanto riguarda l’allungamento della pista, sia per quanto riguarda la ripresa dei voli”, afferma il presidente Marcello Sciagura, e subito incassa un significativo risultato. Giuseppe Potenza, presidente dell’Adiconsum (l’associazione di categoria dei consumatori aderente alla Cisl) annuncia l’adesione della sua organizzazione, che conta migliaia di iscritti.
La grande novità di Vola Gino Lisa sta proprio nella sua ampia rappresentatività: ci sono dentro organizzazione economiche come il Con.Art, associazioni come Mondo Gino Lisa, esponenti di primo piano del mondo ambientale e culturale, come Marialuisa d’Ippolito (capodelegazione Fai di Foggia che tuttavia precisa di aver aderito a titolo personale al comitato, di cui è vicepresidente).

mercoledì 10 luglio 2013

Trasversalismo che funziona: ecco il Comitato Vola Gino Lisa

Il trasversalismo non mi è mai piaciuto. Preferisco generalmente gli schieramenti nitidi: chi la pensa in un modo da una parte, chi la pensa diversamente dall'altra. Chi deve scegliere scelga, come meglio ritiene, ma senza che ci sia confusione rispetto a ciò che sceglie.
Ma in tempi di crisi dei valori, delle ideologie, dei partiti, della politica e chi più ne ha ne metta, la nitidezza è diventata merce sempre più rara, così che in certe condizioni una certa dose di trasversalismo non fa male, e può anzi contribuire a raggiungere obiettivi e risultati altrimenti impossibili.
Gioacchino Rosa Rosa ha recentemente tessuto l'elogio del trasversalismo in un post sulla bacheca di Riaccendiamo le idee, uno dei gruppo facebook hanno aderito all'evento ULTIMI, ma non ci arrendiamo svoltosi la scorsa settimana ad iniziativa di Giampiero Protano e Michele Salatto, esponenti di primo piano della componente renziana del Pd di Capitanata.
Per la prima volta la politica ha incontrato il mondo del social network, delle imprese innovative, delle start up. Per andare dove, è ancora presto per dirlo, ma l'obiettivo è sicuramente intrigante: costruire una nuova classe dirigente, con un sistema di reclutamento non più affidato ai metodi della vecchia politica ma alla creatività, all'onestà, alla voglia di fare per la città.

martedì 9 luglio 2013

Sorpresa: monta nei cittadini la nostalgia della Provincia

A leggere le tesi dei corsivisti che cavalcano la tigre della soppressione delle Province, sembrerebbe che l'opinione pubblica sia tutta massicciamente d'accordo sulla inutilità di questo Ente e sulla conseguente necessità di abolirlo. Poi, semplicemente cercando di ragionare e di far ragionare la gente, ti accorgi che non è così.
La prospettiva della forzata chiusura dell'Ente di Palazzo Dogana preoccupa e non poco i cittadini. La Provincia di Capitanata è tra le più grandi d'Italia. Governa un territorio che per superficie e per varietà può veramente definirsi una quasi regione. E c'è di che stare preoccupati.
Il venire meno di quello che bene o male ha assolto negli ultimi decenni alla funzione di ente intermedio, corre il rischio di far venire meno anche la possibilità di una governance efficiente ed efficace di un territorio così articolato e complesso.
Raramente un post di Lettere Meridiane ha suscitato un dibattito così intenso e ricco di riflessioni come quello pubblicato a commento della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità della Riforma Monti, allungando di qualche mese o forse anno la vita delle Province. Il governo Letta ha infatti messo già a punto il disegno di legge costituzionali che porterà alla loro soppressione: ma nel frattempo è giusto e doveroso riflettere sul pericolo, a mio giudizio molto concreto, di gettare via il bambino con l'acqua sporca.

Vola, Gino Lisa

Il logo non è affatto casuale, e così pure l’intitolazione. A sinistra “Il volo” di Gianfranco Rizzi che una volta adornava il piazzale d’ingresso dell’aeroporto di Foggia e che da tempo è stato rimosso per essere buttato via come se si trattasse di spazzatura. A destra il nome che è nello stesso tempo una dichiarazione di principio: “Vola Gino Lisa”.
Un gruppo di cittadini – ampiamente rappresentativo di quanti nel mondo dell’economia, dell’associazionismo e dei social-network si stanno da tempo battendo per la piena funzionalità dello scalo – ha dato vita a un "Comitato “di scopo” intitolato, appunto, Vola Gino Lisa. Di scopo perché, come si legge nello Statuto, "il Comitato ha un unico oggetto: “costituire un presidio permanente, ma a tempo limitato, in difesa dello scalo aeroportuale di viale degli Aviatori di Foggia, attualmente denominato ed individuato nel "Gino Lisa" e l’immediato ripristino del servizio di trasporto aereo sul proprio territorio“.

lunedì 8 luglio 2013

Giampiero Protano, rottamatore, ma con stile

Al di là delle opinioni che si possono avere sul Pd e sulla responsabilità del maggior partito del centrosinistra nella drammatica situazione in cui si dibatte Foggia, un dato è sicuro: la sfida che i renziani di Capitanata hanno lanciato con il convegno-evento di lunedì scorso potrebbe rappresentare veramente l'inizio di un capitolo nuovo nella storia dei rapporti tra i partiti e la società civile. Il nocciolo della questione, in fondo, sta tutto qui: per la prima volta, un pezzo consistente di quella società che non abita nei palazzi della politica, che guarda perfino con sospetto alla politica, è diventata protagonista della politica.
È stata - come ha detto nel suo intervento l'organizzatore della manifestazione, Giampiero Protano, renziano storico, responsabile del comitato Adesso!Capitanata - "una prova di dialogo diverso fra territorio, cittadini e politica," con l'obiettivo di "rendere protagoniste alcune fra le esperienze più belle della nostra Capitanata."
Il tema (ULTIMI, ma vogliamo essere primi) non lasciava molto spazio all'ottimismo, ma è stata proprio la fiducia nel futuro che ha attraversato tutto l'intervento del giovane medico foggiano, che di seguito riportiamo. Si tratta di un intervento particolarmente appassionato che nella parte finale rivela una idea profondamente innovativa della politica e lancia la sfida di uno "stile Foggia". Ecco il testo dell'intervento.
* * *
"C'è una Foggia possibile, giovane, creativa, che eccelle. Siete la dimostrazione che questa terra ha già in sè tutte le risorse  per primeggiare, che una nuova classe dirigente è possibile. C'è già. Siete voi. Basta farvi entrare !

sabato 6 luglio 2013

"Patrimonio stuprato", Foggia in cima alla classifica

Palazzo Trifiletti

Undici vergogne nazionali. E in cima alla classifica c'è Foggia. Tanto emerge dal sondaggio condotto dal blog di Mario Cobuzzi, Kunst, che ha chiesto ai suoi lettori di segnalare beni artistici, archeologici, paesaggistici lasciati all'abbandono. Le segnalazioni, pur non moltissime, disegnano una mappa nazionale di quello che giustamente Cobuzzi definisce "patrimonio stuprato": essendo i lettori di Kunst sparsi in tutt'Italia: pur essendo l'autore foggiano, il blog si rivolge ad un pubblico nazionale di appassionati ed esperti di storia dell'arte.
Una iniziativa interessante, che se non altro riuscirà a dare una maggiore visibilità a questo patrimonio oltraggiato ed offeso dall'incuria, dall'insensibilità ma soprattuto da una distorta idea dello sviluppo economico.
Le testimonianze storiche ed artistiche del grande passato del Bel Paese potrebbero creare tante opportunità produttive e anche occupazionali, se soltanto venissero valorizzate come si deve. Invece sono condannate all'abbandono: che vergogna. Un patrimonio stuprato, appunto, come titola Cobuzzi nel post in cui dà notizia dei risultati della sua iniziativa.

Soppressione della Provincia: è giunto il momento di un dibattito serio


Ribadisco quanto Lettere Meridiane ha già scritto altre volte: la questione della soppressione delle Province è troppo importante, soprattutto per la Capitanata, per ridurla ad una sterile polemica sulla utilità o meno dell'Ente Intermedio, spesso combattuta a colpi di numeri del tutto infondati.
La furibonda polemica esplosa tra il presidente dell'Unione Province d'Italia e il giornalista di Repubblica, Francesco Merlo (qui la lettera, davvero molto interessante ed illuminante, inviata al quotidiano dal presidente Saitta) , la dice lunga sulla serietà del dibattito in atto. La soppressione delle Province come panacea di tutti i mali della spesa pubblica è una trovata degli editorialisti della grande stampa, più che un serio progetto di riforma istituzionale.
E si ignora del tutto che c'è in ballo la governance di territori in alcuni casi di ridotte dimensioni - e dunque di limitato impatto sul benessere delle popolazioni -, in altri, grandi o complessi, come la Capitanata (che è la più grande provincia italiana tra quelle che dipendono da regioni a statuto ordinario).

venerdì 5 luglio 2013

La sfida dei renziani, la rete, la civicness

Sarà la rete, con le sue potenzialità, con i suoi social network a permettere al Mezzogiorno di superare il gap di partecipazione, il deficit di quella che Robert Putnam ha definito civicness, neologismo che sta più o meno a definire il senso civico, ma un senso civico al quadrato: quella roba che, secondo il politologo americano, innesca sviluppo, quella roba che manca al Mezzogiorno, che proprio per questo si trova in ritardo rispetto al Nord?

Non c’è dubbio che la rete abbia favorito meccanismi di aggregazione e di partecipazione che, per quanto intangibili, sono assai più concreti di quelli, spesso finti (e, questi sì “virtuali”) della politica.

È una lezione che stanno imparando anche i giornali, le televisioni. La rete sostituisce ai meccanismi tradizionali della informazione (unidirezionali: c’è un’emittente e ci sono i destinatari passivi del messaggio): gli ascoltatori, gli spettatori che possono soltanto riceverlo, al limite smadonnare se sentono puzza di bruciato o di bugia, ma non interagire.
È una lezione che sta imparando anche la politica, come ha dimostrato l'evento Ultimi ma non ci arrendiamo, promosso dalla componente renziana del Pd di Capitanata.
Almeno negli ultimi anni, era successo molto di rado che un incontro politico avesse fatto discutere tanto, prima e dopo il suo svolgimento.

giovedì 4 luglio 2013

Fabrizio Rinaldi, Encounter e il nuovo cinema indipendente italiano

È un autentico manifesto del cinema indipendente e di qualità, la lettera appello che Fabrizio Rinaldi scrive ai contributori (sia quanti hanno già versato, sia, e soprattutto, quanti vorrebbero e ci stanno pensando) del progetto Encounter, ovvero il cortometraggio che il cineasta di origine cerignolana vorrebbe realizzare, e per il cui finanziamento ha promosso un progetto di crowd funding, ovvero di finanziamento dal basso.
Abbiamo compiutamente parlato del progetto in un altro post dedicato all'iniziativa. Rinaldi ha affidato la ricerca di sponsor a Indiegogo, una piattaforma specializzata nel sostegno alla cinematografia indipendente. Mancano 11 giorni alla conclusione della campagna di finanziamento: l'obiettivo (12.000 euro) è ancora distante, ma resta a portata di mano (è stato reperito il 25 per cento della somma).
La lettera che Fabrizio ha inviato ai potenziali contributori è importante in se stessa: è esemplare di un "cinema possibile" dalla cui concretizzazione dipende buona parte del futuro del cinema italiano.
Sospeso tra gli immancabili cinepanettoni e la scarsità di storie, di idee veramente innovative, il cinema italiano arranca. Troppo costoso, troppo poco competitivo rispetto alla grande industria statunitense. Il problema è di dare qualità e prospettiva ad una dimensione produttiva che può trovare linfa nuova proprio nel cinema indipendente, e in autori come Fabrizio Rinaldi (nella foto).

mercoledì 3 luglio 2013

Bocciato il decreto di riforma: alla Provincia di Foggia si torna all'antico?


La Provincia risorge. A Palazzo Dogana si potrebbe tornare all'antico, dopo la bocciatura decretata dalla Consulta della riforma delle Province, voluta dal Governo Monti. La Corte Costituzionale ha infatti sancito l'illegittimità di quel pacchetto di provvedimenti che svuotava le Province di competenze e modificava drasticamente le modalità di elezione del presidente e del consiglio, abolendo le giunte provinciali.
Nel mirino dei giudici costituzionali anche la riduzione del numero delle Province accorpando alle più grandi quelle che non possedevano i requisiti di estensione geografica e di popolazione. Non se ne farà nulla, di conseguenza, del forzato matrimonio previsto dalla riforma, tra la Provincia di Foggia e la Bat.
Tutto torna come prima, ed a questo punto si attendono le decisioni del Governo per quanto riguarda le Province attualmente commissariate, essendo giunti a scadenza naturali i loro organi di governo. Tra queste c'è, com'è noto, anche la Provincia di Foggia.

Per il candidato sindaco Elena Gentile gioca d'anticipo: "Facciamo le primarie"

Non sono stati in molti a sottolinearlo, però la manifestazione promossa l'altra sera all'Altrocinema, dai renziani di Capitanata, ha messo assieme sul palco, nella parte riservata alla politica, tre personaggi che per un verso o l'altro saranno chiamati a svolgere un ruolo di prima piano nella campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale, che si terrà nella prossima primavera che vedrà alle urne gli elettori della maggiori città di Capitanata.
Per il centrosinistra la sfida è quasi proibitiva, ma molto dipenderà  dal candidato sindaco e dalla forza della coalizione che questi riuscirà a mettere assieme.
Nella sala di via Duomo si sono ritrovati Ivan Scalfarotto, Michele Emiliano, Elena Gentile, ovvero tre esponenti del Pd che per una ragione o l'altra non fanno parte della tradizionale intellighenzia.
Ivan Scalfarotto è apparso molto attento a dare ulteriore sostanza ad un'idea che persegue fin dalla campagna elettorale. Ricucire il rapporto con la sua città d'origine, essere il deputato foggiano a tutto tondo, portare a Montecitorio i problemi dei cittadini foggiani. 
Questa attenzione al territorio potrebbe però fare il paio con il desiderio di svolgere un ruolo sempre più pesante e significativo anche ai vertici provinciali del Pd. Per il momento Scalfarotto, renziano doc, ha piazzato un suo uomo nella segreteria provinciale. C'è chi sostiene che grazie al lavoro quotidiano che i due svolgono fianco a fianco alla Camera, stia nascendo un asse che lega Scalfarotto a Michele Bordo, il deputato di Manfredonia, suffragato alle primarie con una maggioranza bulgara.

Il sasso dei renziani nell'acqua stagnante del centrosinistra foggiano


Monta il dibattito dopo la manifestazione promossa dai renziani della provincia di Foggia (Ultimi, ma non ci arrendiamo, si è tenuta lunedì scorso all'Altrocinema). Al di là del tono degli interventi, c'è un dato che mi pare positivo. A Foggia si è tornato a parlare di politica, e non è poco, visto che siamo già praticamente in piena campagna elettorale per le comunali del 2014.
Ciascuno è ovviamente libero di pensarla come vuole circa la qualità degli interventi, ma un dato è innegabile: di fronte al rischio che le trattative per la individuazione del candidato sindaco del centrosinistra si svolgessero nelle stanze dei bottoni, i renziani hanno avuto il merito di cercare di voltare le carte. Anzi di mettere le carte in tavola.
Il giudizio di Vincenzo Rizzi (ex responsabile del settore ambiente del Pd, approdato al M5S) è particolarmente severo: "che dire tolto il grande Gioacchino Rosa Rosa, per il resto mi ha ricordato quando da piccolo a scuola ci regalavano i biglietti per andare al cinema (Flagella, ecc.), per poi alla fine cercare di vendere enciclopedie o kit di pentole...
Altra cosa che oggettivamente non mi è piaciuta, sono state le conclusioni dei ragazzi invitati a raccontare la propria storia, finivano sempre per ringraziare uno dei due politici e non un gruppo o il partito, anche questo mi ha fatto pensare sulla pochezza dell'iniziativa. Per finire, non ho capito il senso della manifestazione se Foggia (che i renziani contribuiscono a governare) è gestita bene perché siamo ultimi? Insomma come sempre c'è da diffidare dalle imitazioni…"

martedì 2 luglio 2013

Ultimi, ma non ci arrendiamo: i renziani di Capitanata lanciano la riscossa



Da tempo non si vedeva una iniziativa politica così  affollata, come quella che si è svolta ieri sera all’Altrocinema. Sembrava più l’inizio di una campagna che non un convegno. I renziani foggiani hanno colto nel segno con la loro convention, che si riprometteva di far incontrare la società civile con la politica.
“C’è una Foggia bella, una Foggia di successo fatta da cittadini che si impegnano nel social network, di giovani imprenditori che danno vita a start up innovative, di donne coraggiose che scelgono la cultura come strumento di riscatto, di talenti creativi che non vogliono arrendersi al degrado in cui siamo precipitati. A questa Foggia chiediamo di ‘metterci la faccia’, di impegnarsi in prima persona, per diventare la nuova classe dirigente della città e della provincia. “
Giampiero Protano, coordinatore del comitato Adesso!Capitanata ha salutato l’affollata platea che si è riunita all’Altrocinema in occasione dell’evento Ultimi, ma non ci arrendiamo, promosso dallo stesso Protano e da Michele Salatto, coordinatore provinciale dei comitati pro-Renzi.
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