lunedì 21 aprile 2014

In e-book, Giullarata dei poveri cristi di Geppe Inserra

Nei primissimi anni Settanta, assieme ad un gruppo di amici che frequentava il Centro Diocesano di don Tonino Intiso e i campi scuola da questi animati, demmo vita ad una compagnia teatrale, che incrociò le sue attività con lo spirito conciliare di quegli anni e la cultura della contestazione giovanile.
Primo o poi vi racconterò la storia.
Per la Comunità Nuovo Teatro (che avrebbe successivamente assunto la denominazione di Collettivo Nuovo Teatro) scrissi diversi testi.
Il più rappresentativo di quell'irripetibile stagione culturale e spirituale è l'ultimo, Giullarata dei poveri cristi, andato in scena nella chiesa del Sacro Cuore  e dedicato a don Nicola Palmisano, sacerdote straordinario e fondatore, assieme a don Michele De Paolis, del movimento che di lì a poco avrebbe dato vita alla straordinaria esperienza di Emmaus.
Mi piace offrirvi Giullarata dei poveri cristi, nudo e crudo, così com'era.  È certamente rappresentativo di quegli anni di speranze, di impegno, di idee forti.
Gli attori lo recitavano secondo la lezione brechtiana: mostrando i personaggi, interpretandoli, in terza persona, più che attraverso le tecniche dell'immedesimazione, lasciando il più possibile oggettiva la straordinaria forza rivoluzionaria del messaggio. I riferimenti culturali (voluti) sono quelli della teologia della liberazione (cui si riferisce anche l'immagine utilizzata per la copertina).
Potete scaricare Giullarata dei poveri cristi ai link sottostanti:
https://www.dropbox.com/s/ps7kmh919va27ft/giullarata.pdf?dl=0 (versione pdf)
https://www.dropbox.com/s/z9ufk1o4p48k1ez/giullarata.epub?dl=0 (versione epub)

1 commento :

Anonimo ha detto...

Caro Geppe,
ho molto apprezzato il tuo "reportage" su Savignano (oltre al racconto di quell'esperienza), che sembrava scritto dal Geppe di questi giorni. E ho apprezzato, più che la trasposizione teatrale, il coraggio di quei tempi nel richiamo alla 'Teologia della Liberazione'.
Due testimonianze che ci consegnano un'immagine nitida e matura di un Inserra giovane ma fortemente capace di interpretare e trasmettere - da un lato - valori profondi e - dall'altro - prime, splendide gemme di professionalità giornalistica alle quali tutti dovremmo attingere. Grazie Geppe.
(Maurizio De Tullio)

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