domenica 30 novembre 2014

Parla la ragazza che ha trovato e restituito il portafogli: "I soldi non sono tutto"

Ha destato un'attenzione che veramente non mi aspettavo il post sui diversi casi di portafogli perduti e restituiti ai legittimi proprietari che si sono registrati a Foggia negli ultimi giorni, proprio mentre la città veniva sconvolta da ripetute bombe del racket.
Tra i tanti post che hanno commentato la notizia, c'è anche quello della protagonista di uno degli episodi messi in evidenza nella lettera meridiana. Si chiama Carmela Daniela e - come racconta lo zio, Giovanni Nittoli, ha rinvenuto qualche giorno da un portafogli che conteneva una bella cifra 1.200 euro. La ragazza è riuscita a rintracciare la signora che l'aveva smarrito, attraverso i documenti contenuti dal portafogli. Fin qui è un bel gesto, una bella storia di onestà, ma non è ancora finita. Carmela Daniela ha infatti rifiutato la ricompensa che la signora le aveva offerto in segno di gratitudine.
E svela le ragioni del suo gesto in un post di rara bellezza: "i soldi non sono tutto nella vita ...bisogna sapere cos'è il rispetto, la fede e l'amore per il prossimo per essere davvero ricco. I soldi sono dal demonio come vengono così se ne vanno ma il rispetto e l'amore durano per tutta la vita."
Qualche giorno fa, al culmine dei ripetuti atti di violenza che hanno sconvolto la città, l'amico Norberto Guerriero mi aveva scritto una mail che mi aveva fatto molto riflettere: "In queste ore sarebbe troppo facile dire che a Foggia tutto va male. La disturbo per sottoporle un'idea. Foggia sopravvive in una cultura di illegalità e disfattismo alimentata dall'ignavia della maggioranza dei cittadini. Tutti pronti a puntare il dito verso il brutto ed il negativo per rassicurarsi nel proprio immobilismo. Io le propongo di elaborare una rubrica o comunque uno spazio nel quale parlare della Foggia bella, che reagisce, vive, ci prova. Facciamo coltura del bello e terra bruciata del brutto. Dare voce alla bellezza."
Ecco fatto, Norberto. Forse non viviamo in una bellissima città. Ma ci sono dei foggiani bellissimi. Eroi del quotidiano, dell'altruismo, dell'onestà. Come Carmela Daniela.



Oggi ultimo giorno utile per cercare di salvare l'abbazia di Kàlena

Oggi è l'ultimo giorno utile per votare l'Abbazia di Kàlena come Luogo del cuore FAI. Chi non l'ha ancora fatto, può farlo seguendo le indicazioni fornite dalla presidente del Centro Studi Martella, Teresa Maria Rauzino, che si sta strenuamente battendo da anni per salvare l'antica abbazia peschiciana, di inestimabile valore storico e culturale.
Le iniziative di sensibilizzazione hanno totalizzato fino ad oggi 1382 firme per "Kàlena luogo del cuore": "946 firme sui moduli cartacei raccolte da me, da Angela Campanile, da Enzo D'Amato, da Piero Giannini, da Maria Cassio e Matteo Gioiosa e inviate stamattina al Fai + 436 firme on line.
Restano ancora un giorno (oggi, n.d.r.) per continuare a votare on line l'abbazia di Kàlena come luogo del cuore", scrive Rauzino nel suo ennesimo appello.
Questo è il link da cui è possibile votare: http://iluoghidelcuore.it/luoghi/4248.
Cliccate sull'icona, quindi su vota, ma perché il voto venga registrato dal FAI, dovete continuare accedendo direttamente con il vostro account facebook.
"Kàlena conta sul vostro voto. Se non ora, quando?", conclude l'appello del Centro Studi Martella.
Questo è invece il testo della lettera di accompagnamento alla raccomandata del Centro Studi Martella con cui sono state invitate al FAI le 946 firme per il 7 ° Censimento “Luoghi del cuore”.
* * *
I monasteri benedettini del Gargano furono centri di vita e di spiritualità. I ruderi di questa civiltà, dimenticati tra i rovi e le ortiche, in questi ultimi anni sono stati rivisitati, e richiamati in vita per testimoniare il loro illustre passato, ma anche per richiamare l’attenzione dei tanti visitatori che affollano le spiagge del Gargano, nell’intento di limitare l’asimmetria economica tra i Comuni dell’interno e quelli rivieraschi. E così l’Abbazia di Pulsano, affacciata sul magnifico golfo, e l’Abbazia di Monte Sacro, in un’oasi di silenzio e di pace, compaiono negli itinerari culturali e spirituali del Gargano, insieme al Santuario di San Michele Arcangelo.

sabato 29 novembre 2014

Vincenzo Concilio: "Vendola, il foggianesimo, la colonizzazione barese"

Non sono d'accordo con molte delle cose che Vincenzo Concilio sostiene nella riflessione che segue, che commenta quanto avevo scritto a proposito del mezzo provolone elargito da Striscia La Notizia al Governatore pugliese, Nichi Vendola. Ma ritengo che il contributo di Concilio vada letto e seriamente approfondito per almeno due ragioni: perché è l'esempio di come si possa ragionare di politica in modo rigoroso e serio, andando oltre le discussioni da cortile e le polemiche spicciole che sovente caratterizzano il dibattito politico; perché affronta un argomento che sarà sicuramente al centro dell'ormai imminente campagna elettorale regionale: il ruolo della Regione rispetto alla Capitanata, alle sue istanze di sviluppo.
Non sono d'accordo con alcune delle tesi sostenute da Concilio perché il problema non mi sembra Nichi Vendola (anzi, magari si trattasse di una questione di persone) ma riguarda più in generale il ruolo della Regione Puglia verso le diverse province pugliesi e, in particolare, la difficoltà che la Regione incontra nell'affermare un'identità forte pugliese e nell'arginare la competizione tra i territori (soprattutto tra quelli forti, Bari  e Salento) che sta sfociando in aperta conflittualità.
La Capitanata corre il rischio di fare la fine del vaso di coccio, stritolato tra quelli di ferro.
(g.i.)
* * *
IL CONTRARIO DELLA BUONA FEDE, È LA CATTIVA FEDE...
"... se una colpa può essergli attribuita è un eccesso di buona fede: l' essersi fidato di una ipotesi rivelatasi poi inverosimile, e di aver ceduto a quella sottile malattia che affligge la classe politica, che è l’annuncite".
Ma, è così?
La buona fede in senso soggettivo è la situazione psicologica di ignoranza di ledere l'altrui diritto e consiste in un criterio di valutazione di situazioni preesistenti al fine di volta in volta previsto dalle regole applicabili.

venerdì 28 novembre 2014

Foggia entusiasta e colorata in un bel video di Potito Chiummarulo

Una Foggia sorridente e tutto sommato bella, solo un po' ingolfata, quella che viene fuori dal bel video che Potito Chiummarulo ha dedicato alla Fiera di Santa Caterina. La tradizionale manifestazione cittadina è tornata quest'anno al centro, nella sua storica sede di via Galliani, la stessa che ospitava ormai tanti ani fa anche il Mercato settimanale del venerdì.
La novità è stata salutata con favore dai foggiani che hanno affollato la Fiera, forse troppo, visto che nelle ore di punta diventava difficile perfino nell'angusto spazio tra le due file di bancarelle.
Il video di Potito esalta però i colori tipici della Fiera, la varietà della mercanzia esposta, la gratificazione di uno shopping ancora tutto affidato al rapporto umano e non ai freddi scaffali degli ipermercati.
Guardatelo, amatelo, condividetelo.

mercoledì 26 novembre 2014

Aeroporto Lisa, il provolone di Mingo a Vendola. Ma c'è poco da ridere.

C’è poco da ridere, sul servizio che Striscia la Notizia ha mandato in onda sul Gino Lisa e sullo scivolone del governatore Vendola a proposito del volo Foggia-Milano. C’è poco da ridere e ancora meno da gioire: perché se il presidente della giunta regionale non fa una bella figura, non va meglio all’aeroporto Lisa.
Mingo fa il suo mestiere, e lo fa bene. E tra le pieghe del servizio si è appresa una notizia che non in molti hanno notato, presi com’erano dalla furia antivendoliana. La redazione di Striscia La Notizia ha contattato qualcuno di Airvallee, la compagnia che avrebbe dovuto operare il volo per Milano, in nome e per conto della Blue Wings Air. Chi risponde ai ganci della popolare trasmissione di Canale 5 si mostra ben informato sulla vicenda, tanto da mettere una pietra tombale sulla possibilità che prima o poi si concretizzi l’iniziativa sbandierata da Vendola nell’ormai celebre conferenza stampa del 12 settembre scorso.
Questa la risposta: “Al momento non c’è nulla. Non è programmato, non c’è il contratto per questa cosa. Era una ipotesi che si era fatta, poi non si è  concretizzata.”
Probabilmente Vendola si è meritato il mezzo provolone di cui Striscia La Notizia intendeva omaggiarlo (la consegna non è stata effettuata, perché il presidente non ha risposto nulla, si è infilato in macchina e se n’è andato). Ma se una colpa può essergli attribuita è un eccesso di buona fede: l' essersi fidato di una ipotesi rivelatasi poi inverosimile, e di aver ceduto a quella sottile malattia che affligge la classe politica, che è l’annuncite
La verità è che i problemi dell’aeroporto foggiano restano tali e quali e che questa storia ha confermato anche le difficoltà, da parte del territorio, di mettere in piedi una domanda di voli aerei in grado di sostenere gli investimenti delle compagnie aeree.

Non è con i provoloni, con le polemiche e con gli annunci che si riuscirà a rilanciare l’aeroporto Gino Lisa.

Ma non era Foggia-Pisa? Il Foggia torna al Meazza... almeno nello striscione

Andrew Batik Rossetti, colonna del gruppo fb Interisti foggiani, al quale mi pregio di appartenere, ha postato la simpaticissima foto che vedere sopra, ottenuta da un fermo immagine del derby milanese di domenica scorsa, messo in onda da Sky. Con molta ironia, lo striscione, esposto da un gruppo di tifosi rossoneri (nel senso del Milan) di Corato evidenzia il periodo non eccelso che stanno vivendo le due formazioni milanesi, arenate a mezza classifica e costrette ad inseguire il terzo posto. Proprio come farebbero Foggia e Pisa, le due squadra di Lega Pro che indossano gli stessi colori delle due più blasonate compagini.
Il Foggia è così tornato a far capolino nello stadio che era una volta la Scala del Calcio. Ai tifosi milanisti (che hanno esposto lo striscione) e a quelli interisti (che non hanno esitato a farlo girare) mancheranno i punti e le posizioni in classifica dei tempi migliori, ma non certo la sportività e un'ottima dose di senso dell'ironia.

lunedì 24 novembre 2014

Trova il portafogli, lo restituisce. Terzo caso a Foggia.

Leggo sulla bella pagina fb Voce di Foggia uno di quei fatti che normalmente non farebbero notizia, ma che invece meritano la copertina, in un momento delicatissimo per la città di Foggia, assediata da un'ondata di criminalità a dir poco inquietante.
È successo stamattina alla Fiera di Santa Caterina. Una donna che faceva shopping tra le bancarelle si è accorta di non avere più con sè il portafogli. Ha pensato subito di essere stata derubata. Di lì a poco si è vista raggiungere dalla pattuglia di Vigili Urbani che prestava servizio alla fiera. Le guardie le hanno riconsegnato il portafogli, con il contenuto - danaro e documenti - integro.
Non c'era stato nessun furto. Il portafogli era caduto per terra mentre la signora si aggirava tra le bancarelle. Una ragazza lo ha rinvenuto e lo ha immediatamente consegnato alla pattuglia. Gli agenti, accortisi che il borsellino conteneva anche i documenti della persona che l'aveva perduto, sono riusciti a rintracciare la donna, che se l'è cavata soltanto con un po' di spavento.
Nelle scuole di giornalismo si insegna che il cane che morde l'uomo non fa notizia, ma il contrario: l'uomo che morde il cane. A Foggia la cronaca nera è diventata così di casa che ormai la regola aurea dei cronisti non ha più senso: bombe, furti, scippi sono all'ordine del giorno ed a fare notizia sono piuttosto piccoli episodi come quello raccontato da Voce di Foggia. Il bello è che pare non sia neanche il solo ad essersi verificato negli ultimi giorni. In uno dei moltissimi commenti alla notizia, un lettore afferma che si tratterebbe del terzo portafogli ritrovato e restituito in soli due giorni.

Maurizio De Tullio ai Vigili Urbani foggiani: "Per ogni multa fatta… quante non fatte?"

Prevedendo la facile ironia di quanti osserveranno che se parlo nei termini che leggerete è perché sono stato punto nel portafogli e nell’onore, dirò subito che si sbagliano.
Chi mi conosce sa bene – e sul tema in questione “Lettere Meridiane” ha già ospitato più di un intervento del sottoscritto – che quando sbaglio ammetto l’errore e se c’è da pagare non mi sottraggo certo al dovere, né cerco scorciatoie.
Vengo al problema. L’altro giorno ho parcheggiato l’auto in viale Michelangelo e l’ho fatto dove effettivamente non dovevo (art. 7 comma 2 del Codice della Strada: “sostava in località permanentemente vietata”); ho ricevuto la giusta multa e pagherò entro i cinque giorni previsti dal Decreto Lupi per evitare di doverla pagare per intero.
Bene. Riassumendo, il Vigile Urbano ha fatto il suo dovere, multandomi, ed io il mio, pagando quanto previsto. Ma qui cominciano anche le mie obiezioni, credo comuni a migliaia di altri foggiani.
Prima esternazione: è vero che ho posteggiato là dove non si poteva, ma giuro sui miei cari che in quell’ampio tratto di strada possono passare due TIR affiancati senza che la mia auto danneggi alcuno! Giusto per dire che si tratta della classica “genialata” del Comune di Foggia per fare cassa.
Seconda personale esternazione, che è poi una domanda, alla quale so già non perverrà alcuna risposta. Da giornalista ho però il dovere di sottoporla.

domenica 23 novembre 2014

Digital Champions cercansi in provincia di Foggia: per costruire la Capitanata digitale

“Non ha più senso parlare di agenda digitale, oggi l’agenda digitale coincide con l’agenda del paese perché da qui passa il nostro futuro”. Non ha dubbi Riccardo Luna, Digital Champion Italiano e promotore di un progetto che ha lo scopo di diffondere questa figura in maniera capillare sul territorio nazionale.
Il Digital Champion è una carica istituita dall’Unione Europea nel 2012 con il fine di individuare all’interno di ogni Paese membro una figura di riferimento per la digitalizzazione e lo sviluppo tecnologico. Riccardo Luna intende però allargare l’orizzonte ed ha per questo varato un progetto che si prefigge di nominare un Digital Champion in ogni comune.
Digital Champions al momento è un sito e un blog collettivo, ma sta per diventare un’associazione grazie all’apporto  del Notariato Italiano. Nell’evento di presentazione della iniziativa è stata lanciata una sfida importante: “un Digital Champion in ogni comune”.
L’obiettivo è di coinvolgere “più di ottomila persone - si legge nel sito - per raccontare le opportunità di Internet e della rivoluzione digitale porta a porta. Il progetto è partito qualche giorno a Roma con l’investitura, da parte del Digital Champion italiano, Riccardo Luna, dei primi 100 champion locali. Per la provincia di Foggia c’è Salvatore Severo, sviluppatore e pioniere dell’informatica.
Innovatore, appassionato di marketing esperienziale, ha fondato a 24 anni la NavSolution (Net Added Value Solutions), specializzata in mobile games e advergames. Attualmente si occupa di progetti digitali per il Centro Studi ed Animazione Economica, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Foggia. Severo a sua volta gira la sfida ai tanti potenziali Digital Champion di Capitanata: “dobbiamo trovarne sessantuno in provincia di Foggia e sarà difficile raggiungere l'obiettivo: datemi una mano!”

La denuncia dell'archeologo Lilli sul Fatto Quotidiano: "Foggia divorata da asfalto e cemento"

Manlio Lilli è un archeologo romano che affianca alla ricerca e all’insegnamento un’intensa attività pubblicistica. È autore di articoli e saggi, nonché curatore di diverse voci dell’Enciclopedia Archeologica e nel Mondo dell’Archeologia edita dalla Treccani. Conosce bene la provincia di Foggia, per aver lavorato in una campagna di scavo a Lucera.
Al capoluogo dauno ha dedicato, sulle pagine de Il fatto quotidiano, un lungo e documentato articolo (potete leggerlo integralmente qui) in cui racconta il degrado in cui versano due importanti beni culturali cittadini quali la Masseria Pantano e il villaggio neolitico nei pressi del Campo degli Ulivi.
Il denominatore comune che lega le due vicende è che entrambi i beni, dopo essere stati lasciati abbandonati a se stessi, sono stati ingoiati dall’asfalto e dal cemento.
I dati che cita Milli circa il consumo di suolo a Foggia, tratti dal Report Ispra, sono impressionanti. L’8,3% del suolo del capoluogo dauno, pari a 4.192 ettari di suolo, è impermeabilizzato, cioè coperto da strade o da palazzi. I dati si riferiscono al 2010, e sono i più recenti disponibili.
In soli cinque anni, il consumo di suolo a Foggia è passato dal 7,5% del 2004/05, quando ad essere impermeabilizzati erano 3.798 ettari, all’8,3% dell’ultima rivelazione. L’asfalto e il cemento hanno divorato altri 394 ettari. Se il capoluogo piange, non si ride nel resto della provincia: secondo i dati Istat, la cementificazione tra il 2001 e il 2010 - annota Lilli - ha raggiunto il 28%, cifra seconda solo a quella registrata per Matera.

sabato 22 novembre 2014

In provincia di Foggia la manodopera straniera supera quella locale

La statistica viene spesso accusata di non dare veramente conto della realtà. Ma ci sono dati di una feroce inoppugnabilità, che svelano storie e situazioni che intuisci ma comunque non t’aspetti. Dati come quelli che vado ad esporvi.
Nello scorso mese di agosto, in provincia di Foggia, i lavoratori italiani avviati (cioè che hanno avuto rapporti di lavoro con aziende) sono stati in numero inferiore rispetto a quelli stranieri.
Per la precisione, gli italiani, naturalmente residenti per la stragrande maggioranza in provincia di Foggia, sono stati 7.925, pari al 39,97%. Gli stranieri sono stati 11. 903, pari al 60,03%. Per quanto riguarda la provenienza degli stranieri impiegati in Capitanata, 6.794 (pari al 34,26%) giungono da paesi comunitari , 5.109 (25,77%) da paesi extracomunitari.
La prevalenza negli avviamenti della manodopera stranieri è un fenomeno circoscritto al solo mese di agosto (ma a settembre si registra un sostanziale pareggio) e risente evidentemente della forte richiesta di manodopera stagionale che giunge dall’agricoltura, per la raccolta del pomodoro.
Detto questo, è il caso di precisare che le cifre sono quelle ufficiali e non tengono conto del lavoro nero, che è un fenomeno impossibile da quantificare statisticamente, ma purtroppo tutt’altro che marginale.
Se le cose stanno così, i dati rappresentano la punta di un iceberg di ben più vaste dimensioni.
C'è da aggiungere che il fenomeno non è nuovo, ma va accentuandosi di anno in anno, come si capisce confrontando i dati di quest'anno con quelli del passato. Nel mese di agosto del 2013, la manodopera italiana è stata pari a 8.008 unità, il 41,90% in termini percentuali, quella straniera di 11.105 (59,1%). Ad agosto 2012, gli italiani avviati al lavoro furono 8.398 (45,53 %) a fronte di 10.045 (54,47%).

Gargano, ombelico d'Italia

Gargano, ombelico dell'Italia, dei suoi vizi, delle sue virtù. Strano paese, la canzone di Andrea Pazienza musicata da Umberto Sangiovanni per raccogliere fondi per la masseria didattica dedicata ad Antonio Facenna, vittima dell'alluvione di settembre, è stata utilizzata come sigla di apertura della trasmissione de La7 Coffee Break condotta da Tiziana Panella.
Tema della puntata di oggi Paese Italia. Paese Italia... Strano paese, viene fuori mettendo assieme il due titoli. E, in effetti, il testo del grandissimo artista di San Severo sembra fatto apposta anche per descrivere gli attuali problemi del Bel Paese.
Le immagini sapientemente rimontate da Silvia Mauro hanno raccontato, utilizzando come base le immagini del videoclip tratto dalla canzone di Pazienza, le stranesse della cronaca italiana degli ultimi giorni, con particolare riferimento alle polemiche esplose dopo l'assoluzione degli imputati del processo Eternit.
Ed ecco la canzone (che ho recensito in questa lettera meridiana), a beneficio di quanti non l'avessero ancora ascoltata.


venerdì 21 novembre 2014

Decolla Garanzia Giovani: 185 posti per volontari nel Servizio Civile a Foggia e provincia

Decolla Garanzia Giovani. Ai neet che hanno aderito al programma nazionale cominciano infatti a presentarsi le prime concrete opportunità, e per quanto riguarda la provincia di Foggia una volta tanto siamo i primi.
Sono stati appena pubblicati i bandi del Servizio Civile nazionale che costituisce un pezzo non trascurabile del pacchetto di misure a favore dei giovani che non studiano né lavorano.
La bella notizia è che dei 556 posti da volontario previsti dall’avviso che riguarda la Puglia, ben 185 sono disponibili nell’ambito di progetti che si svolgeranno in Capitanata. Questo vuol dire che la provincia di Foggia “conquista” un terzo dei posti a disposizione nell’intero territorio regionale, ed è un autentico record, considerate le non eccelse performance che il territorio fa registrare in materia di economia e di lavoro.
L’exploit della Capitanata è merito soprattutto del Servizio Civile dell’Amministrazione Provinciale, diretto da Tonio Fusco, che lo ha portato a livelli di eccellenza, che emergono nitidamente anche dal punto di vista statistico.
Ma vediamo di che si tratta, più dettagliatamente.
I bandi sono riservati ai giovani che hanno aderito a Garanzia Giovani (o che aderiranno fino alla data di scadenza dei bandi stessi, prevista per il 15 dicembre prossimo).
Non è necessario aver già svolto il colloquio di orientamento o aver sottoscritto il patto di servizio previsti dall’iter di Garanzia Giovani. Qualora si venga selezionati per prendere parte al progetto per il quale ci si è candidati, il Centro per l’Impiego competente provvederà a convocare d’urgenza l’interessato per verificare se è in possesso dei requisiti previsti da Garanzia Giovani e per stipulare il patto di servizio.

giovedì 20 novembre 2014

Ecco la Foggia che vuole vivere, e non solo sopravvivere

Da un paio di giorni, Lettere Meridiane e le pagine di cronaca locale dei quotidiani sembrano bollettini di guerra, più che spazi di informazione. Raccontano fatti brutti, perfino tragici: le bombe che lacerano il centro cittadino, il crollo di via Ingino con l’ennesima vittima del lavoro.
Verrebbe voglia di andarsene, anzi di scappare. A Foggia sembra fuggita la speranza, concludevo ieri, commentando quanto accaduto in via Ingino.
Ma ecco la Foggia che non t’aspetti, che emerge prepotente e nitida dalle pieghe di eventi facebook che si affastellano e si concentrano. Mai la cronaca è stata così ricca di eventi civili e culturali quanto quella di oggi.
Leggete, e guardate che roba.
1. Un altro teatro che riapre i battenti: è il glorioso Cinema Cicolella (che nell'occasione si trasforma in Cineteatro) di viale XIV maggio. La sala sorge proprio di fronte a quella chiesa della Madonna della Croce le cui campane hanno ripreso a squillare, da poche settimane. Un ulteriore segnale di risveglio e di rinascita per il quartiere Ferrovia, che più di ogni altro, in città, sperimenta i problemi della difficile integrazione con gli immigrati.

Il tragico novembre foggiano

Nico Baratta, giornalista free lance foggiano, regala agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane questo bel racconto-riflessione sul tragico crollo di via Ingino. Eccone il testo, e grazie a Nico Baratta.
* * *
Ore 13:20, un boato cupo fa sobbalzare i residenti dei Quartieri Settecenteschi di Foggia. In Via Ferrante Aporti, al civico 38, un’abitazione centenaria, di quelle fatte con tufi e tetti a volta, spesso impagliati al loro interno, crolla durante i lavori di ristrutturazione. Un uomo di mezz’età, Rosario Buonpensiero, che stava svolgendo i lavori, muore sotto le macerie. A nulla son valsi i soccorsi dei residenti e poi degli uomini della Polizia e Vigili del Fuoco che hanno dovuto mestamente dichiarare il decesso. Morte ufficializzata dal CTU di Bari giunto verso le ore 16.
Tanto è stato il dolore dei familiari che appresa la notizia si sono precipitati sul luogo. Un dolore condiviso con la popolazione, che numerosa, ha assistito incredula alle fasi di rimozione delle macerie e dell’estrazione del corpo privo di vita. Buonpensiero era un esperto asfaltista e lavorava per una impresa che si occupava anche di ristrutturazioni e movimento terra.
Insomma, anzi purtroppo, Foggia nel mese di novembre pare essere stregata. Fatalità? Si spera! Difatti, novembre nel capoluogo dauno, dal quel terribile 11 novembre del 1999, non ha smesso di mietere paura e vittime. Viale Giotto, Via delle Frasche, attentati del racket, e ora un’altra vittima “bianca” per infrastrutture fatiscenti, vecchie, di una parte di Foggia che andrebbe ristrutturata in toto, sia per edifici centenari, sia urbanisticamente.

mercoledì 19 novembre 2014

Foggia tra bombe e crolli.

Foggia attonita. Foggia impaurita. Foggia disperata. La cronaca che tracima come fosse un’alluvione. Non si è ancora spenta l’eco delle due bombe che a distanza di poche ore l’una dall’altra hanno fatto tremare il centro cittadino, che sul taccuino del cronista si registra un’altra di quelle notizie che non vorresti mai dare. Il crollo di un solaio travolge il titolare dell’impresa edilizia che stava effettuando lavori di ristrutturazione della palazzina. Il fatto si è verificato in via Ingino, una traversa di corso Matteotti. Per stabilire le ragioni del crollo occorreranno indagini che si preannunciano laboriose: il crollo del solaio sarebbe stato provocato dal cedimento dei muri perimetrali. Sono in corso indagini per verificare eventuali problemi statici nei fabbricati adiacenti.
La cronaca è costretta ad annotare l'ennesima, terribile successione di fatti, di fronte ai quali riesce difficile ogni commento. La speranza sembra aver abbandonato Foggia.

domenica 16 novembre 2014

Il boom del Cineporto di Foggia: l'exploit di Cinema Show

È stato un autentico exploit, quello fatto registrare da Cinema Show al Cineporto di Foggia. I cinque giorni di workshop sul cinema che hanno scandito la prima fase dell’evento - promosso da Mac Film con il contributo di Apulia Film Commission, Regione Puglia  - hanno fatto registrare una nutritissima partecipazione, che ha dato senso e spessore alla mission della struttura voluta dall'assessorato regionale al mediterraneo, dall’Apulia Film Commission e da Promodaunia. E lo stesso afflusso si è registrato ieri ed oggi, nel week end conclusivo, ricchissimo di eventi. Tanto per dire, il Cineporto (ubicato al km 2.00 di via San Severo) è dotato di un ampio parcheggio: che è però risultato insufficiente ad ospitare tutte le auto dei partecipanti.
Grazie a Cinema Show si può dire che la fase di rodaggio del Cineporto foggiano si sia conclusa, e nel migliore dei modi: la struttura è divenuta punto di riferimento di quel movimento cinema di Capitanata, di quella rete di autori, filmaker, tecnici cresciuti esponenzialmente, negli ultimi tempi.
Mario Tani - ideatore e promotore di Cinema Show - è un barese che vive a Roma. La sua Mac Film si sta distinguendo per la capacità di declinare una dimensione originale del cinema indipendente: tanta attenzione alla qualità ed all’autorialità, ma tanta attenzione anche al territorio.

giovedì 13 novembre 2014

Ghetto di Rignano, Minervini e Stefano replicano a Emiliano



Come definire la querelle esplosa tra i candidati di centrosinistra alle primarie regionali pugliesi, dopo la messa in onda del servizio di Gazebo sul ghetto di Rignano? A dir poco antipatica, perché la Regione Puglia sta lavorando con serietà e passione per cancellare la vergogna del ghetto. E forse Zoro avrebbe dovuto occuparsene nel suo reportage, che resta comunque un buon documento sulle disumane condizioni di lavoro e di vita cui sono costretti gli immigrati nel Tavoliere.
A dar fuoco alle polveri è stato Michele Emiliano, con due tweet al vetriolo. Nel primo si legge: #gazebo la vergogna del ghetto di Rignano: chi se ne deve occupare in Regione? @g_minervini @DarioStefano mi spiegate cosa accade?”; il secondo è appena un po’ più mite: “ghetto di Rignano, Incredibile che nulla sia cambiato in tanti anni. @g_minervini @DarioStefano si faccia subito qualcosa di concreto”. Il problema è che Emiliano è segretario regionale del Pd, e avrebbe dovuto conoscere il piano Capo free, ghetto off che vede coinvolta mezza giunta regionale. L’idea era (e resta) di smantellare del tutto il ghetto, trasferendo quanti vi risiedono adesso in altre località, più vicine ai luoghi di lavoro in modo da attenuare anche il problema della mobilità, che rende più facile la vita a caporali e caponeri. Doveva essere attuato fin dalla scorsa estate, ma non è facile, perché sono gli stessi immigrati ad essere contrari all’idea del trasferimento.

mercoledì 12 novembre 2014

Capitanata schiavista, Capitanata solidale



Da Foggia e dalla Capitanata scappano ormai tutti. Residenti abituali e immigrati, che arrivano in provincia di Foggia, ma dopo un certo periodo di permanenza fuggono. L'articolo pubblicato sull’argomento da Lettere Meridiane fa discutere.
Sul tema interviene la Cgil, che denuncia il paradosso di una provincia ricca di fermenti civili rivolti a consolidare le opportunità di integrazione dei migranti, ma in cui nello stesso tempo esistono forze che ostacolano consapevolmente il cambiamento: “Riflessioni condivisibili, una provincia povera, di lavoro e servizi, spinge ad andar via i migranti così come i giovani che qui sono nati. Due annotazioni a integrare: non che consoli ma è un segnale di ricchezza civile, questa provincia vanta una rete associativa e di chi opera nel settore della mediazione culturale e assistenza ai migranti invidiabile per numero e professionalità. Purtroppo può accadere che c'è chi prova a trasformare questo in business, e ostacola allora interventi strutturali, perché nell'emergenza perenne, nell'arretramento del pubblico, si inserisce il privato ammantato di sociale. Occorre vigilare. Seconda cosa: senza mettere mano in maniera radicale all'assurda e discriminatoria legge che regola l'immigrazione nel nostro paese, e che porta i nomi di due signori come Bossi e Fini, sarà difficile provare a contrastare in maniera fattiva i fenomeni dello sfruttamento. Una persona senza diritti è una persona ricattabile. Una persona senza diritti non può accedere alle strutture pubbliche, sanitarie, ricettive.

Zoro porta le telecamere di Gazebo al ghetto di Rignano, ed è polemica

Nelle campagne del Tavoliere può anche succedere di lavorare, e di rimetterci. E' uno dei paradossi che vengono fuori dal bel servizio messo in onda dalla trasmissione della Rai, Gazebo, realizzato da Zoro, al secolo Diego Bianchi, blogger e conduttore televisivo.
Il servizio ha scatenato vivaci polemiche tra i candidati alla presidenza della Regione Puglia che corrono per le primarie del centrosinistra (ne parlerò in una prossima lettera meridiana). L'aspetto più apprezzabile del reportage è che ricostruisce con semplicità e senza i facili scandalismi di altre inchieste quanto accade nel famigerato Ghetto di Rignano.
Zoro ha intervistato due immigrati extracomunitari dalla cui storie emerge nitida la volontà di scappare dal ghetto, la delusione per non aver trovato in Italia e nel Tavoliere la terra promessa che si aspettavano.
A descrivere dettagliatamente la situazione è invece padre Arcangelo Maira, missionario scalabriniano, animatore di moltissime iniziative dirette a migliorare l'integrazione e l'accoglienza dei lavoratori immigrati (qui una bella intervista realizzata da Antonio Fortarezza).
"Il contratto - racconta padre Arcangelo alle telecamere di Gazebo - prevederebbe una paga di poco più di 7 euro a ora, invece i lavoratori sono costretti a lavorare a cottimo, il che è illegale. Quelli che raccolgono i pomodori vengono pagati 5 euro a cassone. Il nuovo caporalato è molto diverso da quello classico. Il problema della lingua ha reso necessario una nuova figura di mediazione tra lavoratori e caporali: il caposquadra, il cosiddetto caponero. Poi c'è l'autista, che si occupa di trasportare i braccianti nell'azienda. Questa doppia intermediazione viene pagata tutta dai lavoratori: il trasporto costa cinque euro, il caponero trattiene 50 centesimi a cassone. Può anche accadere di lavorare per niente, o rimettendoci. E' èrima di tutto un problema di legalità, che andrebbe affrontare rispettando gli immigrati come lavoratori. Bisognerebbe lavorare molto più seriamente per l'integrazione, far venire le loro famiglie in modo che non mandino soldi in Africa, ma questi soldi restino qui, dovremmo capire che l'immigrato, se inserito, porta ricchezza all'Italia stessa."
Per vedere il servizio messo in onda da Gazebo, cliccare qui.

martedì 11 novembre 2014

Viale Giotto. Non celebrare, ma commemorare. Per tener vivo il ricordo.



Ci sono molti modi per commemorare una tragedia. Quello peggiore è di “celebrarla”, come se fosse una ricorrenza, e basta. Sono trascorsi quindici anni dal tragico crollo di viale Giotto, e sembra ieri che la città si svegliò straziata. Tante cose sono successe, da allora, e la cronaca ha dovuto raccontare ancora altri crolli ed altri drammi: nel 2004, a via delle Frasche, solo qualche mese fa, in via De Amicis.
Proprio per questo,  la cosa più importante non è celebrare, ma piuttosto ricordare: tenere traccia per sempre di una tragedia che poteva essere evitata e che non fu fatalità, ma la conseguenza drammatica delle tante e troppe contraddizioni che questa città si porta dentro, così come si è ripetuto a via delle Frasche e in via De Amicis.
Il modo migliore per “commemorare” (nel senso più vero del termine: serbare memoria, tenere la memoria dentro di sé) è dunque quello di rinnovare il ricordo, raccontarlo “come se fosse ieri”: anche se ciò produce dolore. Ma è il dolore catartico, caro agli antichi greci: quel dolore che produce purificazione, e che ci fa vivere meglio nell’oggi. Che ci spinge ad impegnarci perché una tragedia come quella non abbia a ripetersi.
Affidiamo questa commemorazione al semplice ma toccante filmato realizzato cinque anni fa, in occasione del decennale della tragedia da Davide Pio Albanese, fondatore di Foggia, Crollo viale Giotto per nondimenticare, il più antico e più radicato gruppo cittadino del social network
Il film è datato e denuncia, tra l’altro, il ritardo intollerabile con cui la città ha provveduto a realizzare qualcosa che tenesse viva la memoria del tragico evento. Ma la sua disarmante semplicità, l’appello a non dimenticare ne fanno un piccolo monumento alla necessità di non celebrare ma di commemorare, tenendo traccia, serbando il ricordo, rinnovando il dolore.
Guardatelo, amatelo, condividetelo.

Scrivere coi piedi: la bibliografia del calcio in Capitanata a cura di De Tullio



Ma quanto scrivono con i piedi in Capitanata! No, non è una gratuita accusa di cattiva prosa giornalistica o letteraria quella a cui faccio riferimento.
Quella che vi propongo è, invece, la prima bibliografia sul calcio di Capitanata. Comprende – in ordine rigorosamente cronologico e nell’arco di quasi cinquant’anni – decine di volumi i cui autori, in massima parte, si sono occupati delle vicende della squadra del Foggia, a partire dall’inizio degli anni ‘60.
Cinquant’anni raccontati da figure storiche del giornalismo nostrano, ma non solo. Tra i tanti troviamo quelli che hanno scelto di esprimersi agendo da agili cronisti, altri con piglio indagatore, molti altri che hanno messo insieme dati, date e immagini. Non mancano quegli autori che, sul filo della memoria e della nostalgia ma amanti della cronologia storica, hanno pensato di raccontare l’intero percorso di una società, di una polisportiva; racconti nei quali emergono profili umani di rilievo, storie poco conosciute, così come interviste e autobiografie.
Fortunatamente la mappa non comprende solo la città e la squadra del Foggia. La bibliografia in questione evidenzia il racconto di storie collettive e personali anche di altre città della nostra provincia, come Apricena, Cerignola, Manfredonia, Mattinata, Monteleone di Puglia, Monte Sant’Angelo, Rignano Garganico, Serracapriola, Torremaggiore, Troia e Vieste.

lunedì 10 novembre 2014

I Tavola 28 a Radio Kaos. Da non perdere.

Da non perdere, domani pomeriggio, i Tavola 28 in diretta streaming a Radio Kaos, storica webradio romana (è risultata miglior webradio d'Italia al MEI 2012 di Faenza e sempre nel 2012 ha conquistato il MArte awards).
L'intervista al gruppo rap foggiano andrà in onda martedì 11 novembre, dalle ore 15 alle 16, nell'ambito della trasmissione Pandamonium On Air, promossa dall'omonima creative agency.
Il faccia a faccia con i conduttori della trasmissione vedrà protagonisti Cristiano in arte Guaio, Gennaro in arte Mr. Grizzly e Francesco in arte Cisky  che racconteranno passato, presente e futuro del grande gruppo foggiano. Una grande opportunità sia per i tantissimi fan dei Tavola 28, sia per quanti vogliono conoscergli meglio.
Per seguire la trasmissione, sintonizzatevi domani - martedì 11 novembre - alle 15 in punto sul canale streaming di Radio Kaos, a questo link:  http://www.radiokaositaly.com/ascoltaci.html

Foggia e la Capitanata: una crisi irreversibile?


La lettera meridiana sull’ennesimo record negativo conquistato dalla Capitanata (prima provincia pugliese e seconda provincia italiana per tasso di emigrazione interna) ha suscitato molti interessanti commenti da parte degli amici e dei lettori del blog, a conferma che non è certo la tensione intellettuale che fa difetto al territorio.
Sotto accusa c’è la classe dirigente, che nell’opinione diffusa non è riuscita a creare le condizioni economiche e sociali per arginare un processo di crisi che sembra sempre più irreversibile.
Negli anni passati, Virgilio Caivano è stato protagonista di un generoso tentativo di rilanciare i piccoli comuni: la Capitanata divenne capofila di un movimento nazionale, che si è però purtroppo spento nel nulla. Proprio a quella esperienza si riferisce Caivano che sulla bacheca del gruppo fb Rocchetta la Poetica scrive: "In ritardo come sempre... la battaglia dei piccoli Comuni avviata nel 2000 a Rocchetta Sant'Antonio evidenziava proprio questo triste fenomeno: la desertificazione demografica… la politica di Capitanata e soprattutto il territorio dei Monti Dauni, hanno offeso e umiliato quella battaglia... adesso becchiamoci l'olio di ricino…auguri a tutti.”
A Caivano risponde Luigi Ruberto, consigliere comunale a Rocchetta e animatore della Rete Civica Liberal Monti Dauni Irpini Idee a Confronto:

Cinque work shop gratuiti sul cinema al Cineporto di Foggia



Comincia oggi pomeriggio nel Cineporto di Foggia (via San Severo, km 2.00) Cinema Show, evento ideato e realizzato da MAC Film in collaborazione con Tutto Digitale, con il sostegno di Apulia Film Commission e con il supporto tecnico di Canon, Provincia di Foggia, Festival del Cinema Indipendente di Foggia e Wedding Festival.
L’interessante manifestazione offre ad addetti ai lavori e non la possibilità di partecipare gratuitamente a cinque workshop sul cinema: si comincia oggi, lunedì 10, si finisce venerdì 14 novembre. 
Il programma affronta praticamente tutti gli aspetti della macchina del cinema: è un autentico corso di cinema che si avvale di esperti del settore di primissimo piano. 
Tutti gli appuntamenti si terranno al cineporto, con inizio alle 16.00. Come si legge nella pagina facebook dedicata all’evento, vivissima è l’attenzione che si sta manifestando verso l’iniziativa foggiana da parte del mondo del cinema pugliese. Per seguire i diversi appuntamenti in programma giungeranno persone anche dal capoluogo regionale.

domenica 9 novembre 2014

Gino Lisa, la democrazia offesa.



Sulla questione del Gino Lisa, sulla sua centralità nelle politiche di sviluppo e di rilancio della Puglia settentrionale si può essere più o meno d’accordo. Io penso che si tratti di una delle questioni nevralgiche per il futuro della Capitanata, ma comprendo le ragioni di chi dissente dalla mia opinione.
Ma tutti dovremmo essere compatti rispetto ad un altro aspetto della questione: è inammissibile che il problema venga eluso dalle istituzioni, che del Gino Lisa non si parli, che non si riesca ad attivare un serio confronto istituzionale sull’argomento, che non è possibile che una città capoluogo, per il tramite del suo sindaco, chieda incontri al ministero e alla regione, e che gli venga risposto picche.
La democrazia non sta attraversando un grande momento nel Paese (è questa è una mia personale opinione, ma lasciatemela passare). Un milione di cittadini scendono in piazza, e vengono sbeffeggiati. Sembra che valori come il confronto, la partecipazione, la discussione abbiano perduto completamente di senso. A dettare i tempi c’è borsa affari. Ma un sindaco viene eletto direttamente dai cittadini e li rappresenta, compresi quelli che – come chi scrive – non lo hanno votato. Ignorarne le richieste significa offendere i cittadini governati da quel sindaco. Offende – lo ribadisco – tanto quei cittadini che si battono per la causa del Lisa o semplicemente ci credono, quanto quelli che non concordano.
Per questa ragione mi pare che la lettera aperta inviata da Marialuisa d’Ippolito e Maurizio Gargiulo, rispettivamente presidente e vicepresidente del Comitato Vola Gino Lisa non debba essere considerata dal folto gruppo di destinatari la solita cosa, il solito appello.

sabato 8 novembre 2014

Mike Tyson ammiratore del pugile foggiano Luciano Bruno


Luciano Bruno

Mentre combatteva la sfortunata semifinale che lo vide opposto alle olimpiadi di Los Angeles del 1984, il pugile foggiano Luciano Bruno non sapeva che in mezzo al pubblico c’era nientemeno che Mike Tyson, che sarebbe diventato un suo fan. L’atleta statunitense era allora all’inizio della sua carriera. Faceva la riserva nella nazionale stelle e strisce. Dev’essere rimasto profondamente colpito dall’esibizione del foggiano, come si capisce da una recente intervista rilasciata dall’ex terrore del ring a Sport Week, il magazine della Gazzetta dello Sport.
Ad un certo punto della sua intervista, Fausto Narducci gli ha domandato: “Che ne pensa dei nostri medagliati olimpici della sua categoria: Russo, Cammarelle. Li porterebbe nella sua scuderia?”, il campione ha risposto testualmente: “No, non li conosco. Io sono fermo ai soliti due di Los Angeles dove io andai come riserva: Francesco Damiani e Luciano Bruno. Ma quello che ho conosciuto meglio è Nino La Rocca, di colore come me.”

Cinema Show, sette giorni di incontri, proiezioni e workshop per far crescere il movimento cinema foggiano



Il Cineporto di Foggia entra nel vivo, con una iniziativa direttamente rivolta a quel movimento cinema che a Foggia piano piano comincia a mettere radici, con un gruppo di filmaker, autori, sceneggiatori, tecnici che cominciano finalmente a fare rete. Proprio a loro è diretto il Cinema Show, che per sette giorni offrirà a quanti fanno cinema o intendono farlo o ne sono semplicemente appassionati  workshop, anteprime e incontri con autori e professionisti del cinema indipendente.
Si tratta di un format assolutamente nuovo, che per la prima volta viene offerto in Puglia ai protagonisti della settima arte. È perciò particolarmente significativo che l’evento si svolga a Foggia, nell’ultimo nato della rete dei cineporti pugliesi e in un momento in cui il “fare cinema” in provincia di Foggia, manifesta interessanti fermenti.
L’idea alla base del Cinema Show è quanto mai intrigante: smontare la macchina del cinema, svelandola ad addetti ai lavori e non, ma come essa stessa spettacolo. La kermesse che verrà ospitata presso la nuovissima struttura del Cineporto di Foggia, fiore all’occhiello dei Cineporti della Apulia Film Commission, è a tutti gli effetti un numero zero, un esperimento che pone Foggia alla ribalta regionale e meridionale. Se riuscirà, come ci si augura, potrebbe diventare un appuntamento fisso nell’offerta del Cineporto, una ragione in più per consolidare il ruolo di questa struttura, voluta da Apulia Film Commission e Promodaunia.
L’iniziativa, ideata e realizzata da MAC Film in collaborazione con la rivista Tutto Digitale, prevede cinque giorni di workshop teorici e tecnici, con professionisti del settore, che affronteranno ogni aspetto della produzione audiovisiva. 

venerdì 7 novembre 2014

Fuggi da Foggia. Anzi dalla Capitanata.

Provincia inospitale. Che respinge, più che attrarre. Che sta perdendo la materia prima, la risorsa fondamentale per ogni sfida di futuro: persone, intelligenze, cuori che se na vanno, sempre di più.
È su questi  dati che occorrerebbe riflettere, prima di avventurarsi in improbabili riflessioni su come risalire la china. Le donne e gli uomini sono il motore fondamentale del progresso. Senza di loro non si va avanti. Si resta al palo, o peggio ancora, si va all'indietro.
I dati, dicevo. La Capitanata è la seconda provincia italiana nella triste classifica dell'emigrazione interna. Peggio di noi, fa solo Napoli. Tra il 2011 e il 2012 abbiamo perduto 3.132 persone (il capoluogo partenopeo 18.549). Le cose vanno appena un po' meglio se si prendono in considerazione non le cifre assolute ma le percentuali: con un saldo migratorio negativo del 5,2 per mille, ci collochiamo al quarto posto, dietro Vibo Valentia, Napoli e Reggio Calabria. La provincia di Foggia è però tra quelle pugliesi quella di gran lunga più colpita dal fenomeno dell'emigrazione interna.
Nella classifica delle prime dieci provincia, assieme alla nostra c'è soltanto quella di Taranto, e non è un caso che si tratti dei territori pugliesi maggiormente e più duramente colpiti dalla crisi economica.
Nel periodo preso in considerazione la Puglia (che si situa complessivamente al quarto posto tra le regioni italiane per saldo migratorio negativo con  meno 2,7 per mille), ha perduto 10.850 dei quali: più della metà sono partiti da Foggia e Taranto, e un terzo dalla sola provincia di Foggia. È un contesto che conferma l'esistenza di profondi divari interni in seno alla Puglia. Ed anche su questo sarebbe il caso di riflettere, soprattutto da parte della politica.

giovedì 6 novembre 2014

L'incredibile storia di Giovanni, foggiano senza tetto, amato da tutta Como

Giovanni è foggiano, e ha perso il lavoro da qualche anno. Ha sessant'anni e vive a Como. Non ha una fissa dimora, la notte dorme sotto i portici di piazza Duomo. Dovrà aspettare altri nove anni prima che gli venga erogata la pensione, e così tira avanti come può. Pensa che la colpa sia del Governo, ma non è arrabbiato: "In fondo sto bene così. La mia vita è beata; l'importante è che sto bene in salute."
A raccontare la sua storia è stato Matteo Viviani al Le Iene. La redazione della popolare trasmissione di Mediaset era stata messa in guardia dalle immagini di un video di QuiComo, testata giornalistica on line dal capoluogo dauno. Vi si vedeva il clochard alle prime ore del mattino, mentre era intento a svuotare i sacchetti dei cestini porta rifiuti, sostituendoli con i nuovi, per consegnare quelli pieni ai netturbini ufficiali.
Intervistato dal direttore di QuiComo, Giovanni ha raccontato che per quel suo lavoretto, i netturbini gli davano qualche euro alla settimana, dieci o venti. Tanto è bastato a scatenare Le Iene sulle tracce del misterioso barbone: si trattava di un episodio di sfruttamento o al contrario di solidarietà?
Nessun bieco sfruttamento, ma tutto il contrario: tra Giovanni e quelli che abitano o lavorano nel centro storico di Como c'è un rapporto speciale, di reciproco aiuto.
Privo di lavoro stabile e di mezzi di sostentamento, Giovanni si è ingegnato a fare tutta una serie di piccoli lavori di pubblica utilità: dopo aver terminato la pulizia e la sostituzione dei sacchetti nei cestini portarifiuti del centro storico, ecco che spazza per terra ai Mercati Generali, porta via cartoni o imballaggi dai negozi o esegue piccole commissioni.
Il bello di Giovanni è che si dedica a tutte queste attività con scrupolo e passione, mettendoci tanta cura e attenzione che si è guadagnato l'affetto di tutto il quartiere: chi gli offre un piatto di pastasciutta, chi una camicia usata, chi qualche spicciolo.

martedì 4 novembre 2014

L'annuncio di Zifaro: il volo per Milano parte il 10 novembre. Ipoteticamente.

Il tormentone della ripresa dei voli al Gino Lisa si arricchisce di un altro colpo di scena.
Valerio Zifaro,  referente italiano della Blue Wings Air, la società che gestirà i collegamenti dallo scalo foggiano in una intervista rilasciata oggi al TgR Puglia ha detto che sono stati superati i problemi tecnici che hanno impedito fino ad oggi l'avvio dei voli che inizialmente riguarderanno Milano, per essere successivamente estesi a Torino.
La dichiarazione rilasciata a Sergio De Nicola è rassicurante, ma non manca di accenti polemici nei confronti di Aeroporti di Puglia: "Abbiamo appreso dalla stampa delle procedure che ci metteranno nelle condizioni di volare, stiamo facendo le ultime verifiche. Ipoteticamente saremo nelle condizioni di volare a partire dal 10 novembre." Implicitamente l'amministratore della società lascia intendere che non ci sono stati ancora atti ufficiali da parte di Aeroporti di Puglia. E quell'ipoteticamente non autorizza per il momento alcuna certezza.  Il giallo continua.
Zifaro si è comunque detto ottimista sulla possibilità di rilancio dell'aeroporto foggiano anche dal punto di vista dei voli charter turistici, settore al quale la società italo-inglese pare guardare con particolare interesse.
Intanto il Fokker 50 di Air Vallee che doveva servire ai voli per Milano, dopo essere rimasto parcheggiato per una decina di giorni sulla pista dell'aeroporto foggiano è ripartito con destinazione Salerno.

Quando la partecipazione produce sicurezza: tornano i Nonni Vigili

La partecipazione come strumento per migliorare la sicurezza e la vivibilità a Foggia. Tornano così  i Nonni Vigili. La giunta comunale ha infatti deciso di rilanciare un esperimento che ha dato positivi risultati, approvando, su proposta del comandante dei vigli urbani una delibera che introduce anche qualche elemento di novità nel servizio: oltre che presidiare le scuole durante l'orario di ingresso e di uscita degli alunni, i Nonni Vigili volontari potranno essere impiegati in servizi particolari e limitati nel tempo quali la collaborazione con i Vigili Urbani durante manifestazioni culturali, sportive, civili e religiose, presenza presso strutture e aree (parchi, giardini, aree verdi, ecc.).
La delibera comunale chiarisce che il compito dei Nonni Vigili non è repressivo, ma preventivo ed educativo, ed ha anche lo scopo di coinvolgere gli anziani collocati a riposo, ad una partecipazione attiva alla vita sociale culturale della nostra comunità.
L'obiettivo del provvedimento comunale è - come si legge nella premessa della delibera - coinvolgere il maggior numero di volontari, in possesso dei previsti requisiti, per coprire più scuole nel territorio cittadino. La speranza è fondata perché a sostenere il progetto sono proprio i Nonni Vigili che per avervi partecipato nelle scorse edizioni (lo scorso anno furono in dodici), manifestano persistente entusiasmo.
La delibera approvata dall'esecutivo di Palazzo di Città autorizza il Comando di Polizia Municipale ad utilizzare in caso di necessità i Nonni Vigili in occasione di manifestazioni civili – religiose, processioni, gare ciclistiche, domeniche ecologiche, nonché per vigilare presso giardini, parchi, infrastrutture similari pubbliche.
I servizi resi dalle persone volontarie sono del tutto gratuiti. I nonni vigili sono comunque assicurati a spese del Comune da eventuali infortuni in cui dovessero incorrere.
La delibera è stata approvata ormai da qualche settimana, ma ancora il servizio non è partito, probabilmente a causa di problemi burocratici connessi alla materiale organizzazione del servizio.
I Nonni Vigili intanto non vedono l'ora di potersi mettere a a disposizione della comunità.

Nicola Liberatore: oltre l'oblio, perché la memoria diventi racconto

Torna ad esporre a Foggia Nicola Liberatore. Ed è una bella notizia, perché erano quattro anni che l'artista originario di San Marco in Lamis, non teneva una personale nel capoluogo dauno (un'antologia delle sue opere è stato esposta a settembre nel rettorato dell'università di Foggia)..
L'ultima volta fu nel 2010 con la mostra“Racconti degli affetti” che si tenne nella Sala Grigia del Palazzetto dell’Arte.
E sarà la stessa location (che nel frattempo ha cambiato nome, ed oggi si chiama Palazzetto dell'Arte "Andrea Pazienza" ad ospitare la nuova personale di Liberatore intitolata, "Oltre l'oblio".
Un ritorno importante, il maestro Liberatore è reduce infatti dalla mostra “ Nicola Liberatore il sacro, l’uomo, l’arte”, che si è svolta l'anno scorso nella prestigiosissima cornice di Villa Soragna, a Collecchio (Parma). Sempre lo scorso anno, l'artista è stato invitato a Napoli alla Rassegna Paleocontemporanea, a cura di Holger Milkau. Gli ultimi anni hanno registrato brillanti affermazioni di questo artista particolarmente rappresentativo di un'estetica che recupera la tradizooni e la memoria, restituendo loro attualità e capacità di narrazione.
La mostra foggiana è articolata in due sedi espositive, Sala Grigia e il Museo Civico (Piazza Nigri 1). Curata da Gaetano Cristino e Luigi Paolo Finizio, presenta le opere più significative del Maestro, volte a coniugare il rapporto tra la materia, il sacro e il tempo. La cerimonia di inaugurazione si terrà sabato 8 novembre prossimo al Palazzetto dell'arte.
Per Gaetano Cristino "ex voto, madonne nere, immagini di santi, ori, abitini femminili per prima comunione, abiti nuziali, fasce per neonati, scarpine, pagine scritte, rotoli di tela, decontestualizzati rispetto alla loro essenza etnografica o d'uso e mirabilmente manipolati dall'artista con un lavoro di stratificazione/macerazione della materia e delle cromie  sulla superficie, oltre che  con assemblaggi, vivono in una dimensione altra, completamente nuova, la dimensione estetica, che tutto simultaneamente congiunge, passato e presente, vita (e gli oggetti, anche devozionali) e azione artistica, affabulando il fruitore, con la sua potenza e finezza espressiva, sugli eterni misteri del sacro e dell'esistenza".
"L’arte di Liberatore - ha sostenuto a sua volta Luigi Paolo Finizio - arretra nel passato, induce alla nostalgia, sottrae il tempo al tempo. La sua identità visibile e comunicativa attraverso la memoria, nei sedimenti di materiali e oggetti, nel combinarsi di forme e colorati pigmenti, di tessuti e oggetti, non si concede, certo, alle realtà oggettuali e simboliche che comunemente ci attorniano, che diffusamente configurano i costumi e gli usi dei nostri tempi. Dove la tecnologia, sino al digitale, preme e ribalta i desideri sull’attualità del sentire e vedere.  Le sue opere mostrano come poter ritrovare, riconvertire il desiderio sul tempo andato, nel divenuto di una memoria, di una storia che ci riguarda nella continuità della coscienza, della cultura.  I suoi santi sbiaditi, le sue cattedrali che rigenerano il fondersi di stilemi e ricami, le sue icone stinte fra oriente e occidente e le pagine di manoscritti che richiamano il corale di un salmo polifonico, rendono un’antologia di segni incastonati nel tempo".
La mostra resterà aperta fino al 9 dicembre 2014.

domenica 2 novembre 2014

Fedelmente fessi da sempre. E resteremo così, addio Savino.

Savino Russo ha concluso la sua esistenza terrena. Con lui se ne va un amico, un fratello, un pezzo di cuore e di anima di una città alla quale Savino ha dato tanto e dalla quale non ha ricevuto quanto avrebbe meritato.
Voglio ricordarlo con le sue parole. Straordinariamente e profondamente intessute di due virtù di cui Savino è stato sempre un alfiere tenace e un testimone consapevole: la lealtà e la coerenza. 
Savino le ha pronunciate qualche mese fa, con la voce talvolta incrinata dall'emozione: tornavamo a incontrarci noi, "i ragazzi di don Tonino Intiso", protagonisti quarant'anni prima di una grande stagione di rinnovamento ecclesiale. 
Toccò a Savino aprire i lavori e lo fece con un intervento breve, ricco di passione e di realismo, ma non di rimpianto. Quelli che sono rimasti ai margini sono quelli che hanno scelto di restare coerenti con se stessi. Fedelmente fessi, come dice Savino. Ma sta in questo la loro grandezza.

Savino Russo
Ci ritroviamo dopo tanti anni che ci hanno plasmati, trasformati, consumati.
Abbiamo preso strade diverse da quelle che avevamo progettato.
Nei momenti più difficili ho sentito forte il rincrescimento che un’intera generazione sia rimasta ai margini. Fedelmente fessi, come don Tonino. Ci siamo persi a livello ecclesiale. Ma è rimasto saldo il legame con Tonino.
Se devo trarre un bilancio, dico che il solo punto fermo è che sono stato non dico un buon cristiano, ma almeno una persona perbene.

Ceschin: perché Daunia e Gargano devono sentirsi una cosa sola

Quando si parla dei diversi toponimi della Capitanata e delle molteplici identità  svelate da ciascun nome, non si può fare a meno di pensare a Federico Massimo Ceschin, che è stato tra i primi a rendersi conto di come questa identità al plurale possa essere una risorsa, se opportunamente valorizzata, ma costituisca anche un rischio, se abbandonata a se stessa. 
Tenace sostenitore dell'eccellenza turistica dei Monti Dauni, da anni Ceschin si batte per mettere in rete il Gargano e la Daunia, e a tal fine ha fondato un gruppo che affronta questo tema, Daunia e Gargano. La pubblicazione di una lettera meridiana sull'argomento sulla bacheca del gruppo, lo ha spinto a replicare con una riflessione particolarmente approfondita e ricca di spunti. 
Con Federico condivido assolutamente l'idea che ogni discorso che riguarda l'identità della provincia di Foggia, le prospettive di marketing territoriale, non possa prescinedere dalla necessità e dall'urgenza che Foggia si riscopra bella, come dice lui e come ho scritto più volte su Lettere Meridiane, sostenendo che la bellezza (poco percepita) di Foggia sta proprio nel suo essere capoluogo di un territorio di straordinaria varietà e bellezza. Ecco le riflessioni di Ceschin.
* * *
Mi trovo a difendere l'ormai indifendibile, caro Geppe, ma se tacessi anche tra i post di questo specifico gruppo, probabilmente verrei tacciato di un'opaca ritrosia o almeno di trascuratezza.
La somma delle due considerazioni offerte, da te e dall'ott
imo Michele Placentino, è la perfetta sintesi delle informali chiacchierate che condussero un gruppo di amici a condividere la causa di "Daunia e Gargano".

Il Fokker 50 se n'è andato. È la fine delle speranze per il Foggia-Milano?

Il Fokker 50 che avrebbe dovuto rendere operativi i collegamenti aerei tra Foggia e Milano, e successivamente Torino, se n'è mestamente ripartito. Questa volta senza le telecamere che ne immortalarono l'atterraggio, e senza alcuna spiegazione da parte della Blue Wings Air che aveva annunciato in un primo momento l'inizio dei voli per il 27 ottobre scorso, impedito per il cambio di orario di servizio del personale di assistenza a terra.
La società aveva chiesto alcuni giorni di tempo per esaminare le iniziativa promosse da Aeroporti di Puglia per garantire l'apertura dello scalo: la società aeroportuale regionale si era in sostanza accollata gli oneri per il pagamento del lavoraro straordinario prestato dagli uomini radar, per consentire la partenza e l'arrivo del Fokker 50, fuori dalla fascia oraria imposta da Enac ed Enav, in ossequio alla spendig review che ha ridotto l'orario di servizio per gli aeroporti minori.
Si era parlato di verifiche e sopralluoghi congiunti tra Aeroporti di Puglia e Blue Wings Air che però non ci sono stati.
I sette giorni scadrebbero domani, ma intanto il Fokker 50 è tornato alla sua base operativa. Il sito della Blue Wings Air tace in riferimento all'effettività operatività dei collegamenti: a voler prenotare un volo si ottiene la risposta che questo non è ancora prenotabile. Nessun comunicato ufficiale è giunto dalla società.
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