sabato 2 gennaio 2016

Il Paesaggio Incoronata. Asi e non solo.

Protagonista delle vicende urbanistiche che hanno interessato il capoluogo dauno, e successivamente, per molti anni alla guida tecnica del Consorzio ASI di Foggia, Franco Antonucci è tra i (non molti) ingegneri che hanno saputo declinare i temi della crescita edilizia urbana con quelli del più generale sviluppo economico, sociale e civile. Gli ultimi mesi lo hanno visto attivamente impegnato, assieme a Michele Lauriola, altro tecnico molto attento ai problemi del futuro del territorio, nell'animazione di ProCapitanata.It, un originale tentativo di descrivere la Capitanata come spazio e come possibile sistema.
Antonucci ha inviato a Lettere Meridiane una riflessione molto interessante sullo Spazio Incoronata, e su quel che questa zona può diventare nel prossimo futuro per la città di Foggia. Suggerisco caldamente agli amici di Lettere Meridiane di leggerla con attenzione: grande quasi quanto l'abitato della città di Foggia, il Polo Incoronata può diventare una risorsa decisiva per disegnare un futuro diverso e migliore per Foggia, e non soltanto dal punto di vista produttivo.
* * *
Il Consorzio ASI di Foggia, dopo le sue precedenti e ormai lontane caratteristiche di Ente preordinato - quasi in esclusiva - alla attuazione diretta dei Programmi ed "azioni dall'alto" dell'Intervento Straordinario del Mezzogiorno - poi liquidato -, ha avviato di recente una serie di iniziative più moderne, personalizzate, finalmente più vicine alle questioni territoriali locali. In particolare incentrando  un'azione essenziale sul suo Agglomerato di Incoronata, baricentro di un ampio "sistema di sviluppo territoriale industriale" (e non solo). Antesignano delle attuali "pianificazioni di Area vasta".

In particolare il Consorzio ha intrapreso una nuova strada di ampliamento di concetto della tradizionale "Area tipicamente industriale", in direzione di un nuovo sistema, tipo il "Parco di attività" urbano-territoriale, multifunzionale, di maggiore "induzione territoriale" globale, quindi non solo strettamente tematico. Contro le caratteristiche disgreganti della precedente "monofunzionalità industriale" classica. In particolare ottenendo dalla Regione Puglia, su proposta dello stesso Consorzio, la possibilità di stabilire ed insediare, all'interno dei propri Agglomerati, nuove funzioni integrate, quali Grandi Strutture di vendita (Centri commerciali), ovvero Strutture turistiche di relazione, Servizi di eccellenza territoriale estesa. Etc.
L'altra prerogativa dispiegata dal Consorzio ASI di Foggia, è stata la candidatura dello stesso Agglomerato ASI Incoronata come APEA e, meglio, APPEA.
La prima sigla (che sta per area produttiva ecologicamente attrezzata, n.d.r.) indica la possibilità di declinare l'Area Incoronata come bacino totalmente eco-equilibrato, con l'utilizzo di tutte le possibili tecnologie ambientali, inquadrate come insieme complesso di "Area".
Non solo per quanto attiene l'aspetto principale dell'inquinamento ambientale multiforme, ma anche dal punto di vista energetico complessivo. Risparmio energetico produttivo, attrezzamento per la produzione energetica alternativa e rinnovabile. Con una dimensione di "Area", oltre che di singola Azienda. In termini essenziali, quindi, di equilibrio energetico globale, interno ed esterno. Fino alla possibilità costitutiva di uno specifico "Consorzio energetico di Area", ovvero, ancora oltre, verso un "Consorzio energetico urbano-territoriale misto", sempre più vasto, ampliabile con effetto concentrico.
La seconda sigla aggiunge al "testo" urbanistico corrente, tradizionale, una componente di "Paesaggio tout court", inusitata fino a qualche decennio fa. Oltre ed al di fuori dei classici cliché di Paesaggio raro, elitario.
Il Paesaggio di recente ha scoperto di essere una connotazione generale e generalizzabile, rispetto a tutti gli scenari spaziali noti e possibili. Quindi immagazzinabile ed utilizzabile in qualsiasi modo, per la costituzione di una collezione mentale estensibile senza limiti. Ormai universale, come prodotto di una intera collettività, senza distinzioni di sorta. Scenari belli e brutti, eccezionali ed ordinari, in special modo "quotidiani", che, in vario modo accompagnano e conformano le nostre abitudini più elementari, episodiche e/o regolari.
E' un nuovo Paesaggio quello dello stesso Pianeta Terra visto dall'Astronave. Ovvero il nuovo Paesaggio straordinario dell'Universo con le spalle alla Terra.
Così come le altre immagini di spazi della residualità, urbana e territoriale, che comunque restano il frutto di un immaginario collettivo. Bello e/o brutto. Comunque oggetti di un nuovo concetto di "Rigenerazione", che a questo punto si amplia proprio nella nuova modellistica paesaggistica complessiva.
Quindi pur anche "Paesaggi industriali", una volta ritenuti i "detrattori" massimi del concetto di "Paesaggio" (ed ancora tali per talune persone). Ovvero riconsiderati ed riutilizzati al di là della sola  "catarsi ambientale", bensì come "catalizzatori" di un nuovo sviluppo urbano e territoriale integrato.
La Regione Puglia si è particolarmente distinta in questo allargamento del "senso comune" del Paesaggio, attraverso un suo Piano del Paesaggio esemplare a livello nazionale.
Si rileva in questo innovativo e recente strumento regionale, un significato anch'esso più generale di Paesaggio. Che sembra voler correre ad aiutare, addirittura, l'intera disciplina e cultura Urbanistica moderna e contemporanea, che, come noto, è in crisi strisciante. Presumendo che, guardando all'intero spazio che ci circonda con occhi più aperti, si possa meglio organizzare lo spazio stesso (Urbanistica) e renderlo, contemporaneamente, più accattivante (Architettura). Senza distinzione e separazione logica, temporale e visiva, come fino a ieri si è sempre fatto. È la nuova continuità culturale del terzo millennio. Introdurre un diverso senso di percezione complessiva dello spazio globale, reale e virtuale, per esprimerci in modo nuovo, contemporaneo, senza preconcetti culturali.
C'è da augurarsi che non si tratti soltanto della ultima esaltazione dell'effimero, o della sola rappresentazione iconica che si esaurisce in se' stessa. Come molta architettura iconica, virtuale, contemporanea, sembra voler semplicemente "figurare", senza più riferimenti diretti ed esclusivi nei confronti del senso umano, che è comunque eterno.
Pensiamo, che si tratti, invece, di qualcosa di più profondo. Per riuscire a coniugare meglio il rapporto uomo-natura. Comunque secondo il nuovo occhio di una civiltà contemporanea, che è già presente e che non si può più fermare.
In particolare il Piano regionale pugliese del Paesaggio si interessa anche delle "Aree industriali", non solo per nuove ed ipotetiche definizioni di "Paesaggio industriale", del resto non ancora noto, quanto per affrontare gli specifici "temi ambientali", che nelle Aree industriali sono più evidenti. Viceversa in modo più allargato e meno tecnicistico.
Quindi non solo In termini di una diversa e speciale organizzazione dello "spazio industriale", e non più considerato soltanto dal punto di vista strettamente funzionale, quanto, viceversa e nel contempo, come "Generatore di Paesaggio", urbano e territoriale, con significati sempre più ampi. In termini diretti interni, ma soprattutto in ragione di una relazione vasta con i contesti esterni contigui.
I nuovi Paesaggi si sviluppano soprattutto nella continuità degli spazi naturali-artificiali, senza interruzioni o salti. Superando, una volta per tutte, il metodo dei Paesaggi intesi come elementi puntuali discreti, in una landa viceversa indefinita.
Nel caso delle "Aree industriali" di rilevanza territoriale il Piano regionale del Paesaggio coniuga insieme aspetti energetici essenziali diffusi, con le altre questioni ambientali, puntuali e generali, quindi con i concetti urbanistici più generali, fino a voler incidere sugli scenari nodali e complessivi. Da una parte continuando ad esaltare tutte quelle quantità esigenziali delle classiche Aree tematiche, dall'altra inventando nuove qualità "poli-funzionali", urbane-territoriali (contro le precedenti monofunzionalità degli Zoning).
Si esalta, così, anche in terra di Puglia una originale definizione di APPEA (Aree produttive ecologicamente e paesaggisticamente attrezzate) fortificando e qualificando il concetto, più essenziale delle APEA (Aree produttive ecologicamente attrezzate).
L'Agglomerato ASI Incoronata è l'Area ideale per una APPEA. Prima di tutto per ricostruire il Paesaggio industriale di un'Area enorme (640 ha circa), ancora monofunzionale, con un misto di grandi e piccole-medie Aziende di tipologia varia, forse tra loro incompatibili. Quindi per esaltare la vicinanza di questa grande Area rispetto alla città capoluogo di Provincia (la superficie dell'Agglomerato è paragonabile alla intera superficie della città!), e con la quale non ha ancora stabilito un rapporto mediato.
Più ancora in particolare, l'Area di Incoronata possiede ravvicinate relazioni potenziali con il "Corridoio ecologico del Cervaro", recentemente scelto dalla Regione Puglia e Provincia di Foggia, per una specifica pianificazione sperimentale all'interno dello stesso Piano regionale del Paesaggio; quindi con il Parco del "Bosco di Incoronata", e connesso "Borgo rurale di Incoronata". Quest'ultimo a sua volta inserito nel POI provinciale - Piano operativo integrato - interessato allo storico anello territoriale dei "Borghi rurali di Capitanata". Ancora a sua volta contenente, al suo interno, la fascia peri-urbana della stessa Foggia (riqualificazione peri-urbana complessa di un processo di diffusione urbana-produttiva, di tipo casuale).
Tutte queste configurazioni, giranti attorno alla Zona di Incoronata, avrebbero dovuto determinare la opportunità, se non necessità, da parte della stessa Regione Puglia, di una scelta preferenziale assoluta dell'Area complessa "Incoronata", come vera pianificazione-pilota nel Piano regionale del Paesaggio. Invece è stata scelta l'Area industriale di Modugno, per il semplice fatto di essere di grandi dimensioni, quindi limitrofa all'Area urbana di Bari, quindi ricompresa nel processo di metropolizzazione barese. Nessuna specifica ed esplicita connessione paesaggistica al territorio vasto. Forse soltanto la priorità di Bari che comanda l'intera Regione Puglia.
La candidatura della Zona Incoronata, nel nuovo processo operativo paesaggistico regionale, era anche tendente al rafforzamento di una nuova ed avanzante tipizzazione urbana-produttiva vasta, utilizzando come vantaggio, non indifferente, la configurazione a raggiera del baricentro Incoronata, quindi del "sistema industriale territoriale ASI", a tal punto polivalente.
Dopo vari decenni di insediamento produttivo-industriale "generico" ("venga chi vuole", senza nessuna possibilità di selezione ed indirizzamento da parte del territorio), il Consorzio ASI sembra essere riuscito a determinare una "tipologia produttiva prevalente" in Agglomerato Incoronata, estensibile agli altri Agglomerati più deboli. Si tratta della cosiddetta tipologia della "Agro-Industria", capace di contenere in uno stesso ciclo produttivo chiuso l'intera risorsa agricola di Capitanata. Cioè riportare in uno stesso bilancio produttivo territoriale il valore aggiunto del settore della prima e netta produzione agricola provinciale. Che, come noto, è senz'altro la "stella" più brillante della stessa Capitanata.
Una più esplicita tipizzazione agro-industriale (finalmente!) dell'Agglomerato ASI Incoronata nasce dall'importante ampliamento della Barilla (in progress, in un grande lotto non ancora del tutto utilizzato); quindi del nuovo insediamento di AR - Industria della trasformazione del pomodoro (l'oro della Capitanata, fino a qualche anno fa semplicemente trasferito nel comprensorio salernitano, che lo trasformava); quindi del medio insediamento, analogo (pomodoro), di Futuragri. Altro.
Ovviamente nel rispetto di una successione logica ed operativa rispetto ai principali insediamenti presente, attendiamo la nascita di un nuovo e più grande impegno per la messa a punto di uno specifico "indotto produttivo di filiera". Un termine, quest'ultimo, in effetti generalmente raro in Capitanata, da una parte a causa di un mancato "radicamento" delle Grandi Industrie presenti, e, dall'altra, per effetto di una nostra endemica difficoltà interna a procedere nell'ambito piccolo-medio industriale consequenziale. (Come insegna anche il settore del Marmo di Apricena, o le tante altre attività da noi svolte in forma anonima, per grandi Aziende, addirittura esterne al nostro territorio).
Dobbiamo anche pensare ad una nostra del tutto nuova fantasia in tema di "creazione di impresa" tout court. Ovviamente sempre rimanendo, possibilmente, nella priorità assoluta del settore agro-industriale.
Qualcuno ha sostenuto che in Capitanata dovremmo addirittura sostituire del tutto, per assurdo, alla Industria manifatturiera in genere (difficoltà di radicamento ed estraneità nei confronti delle nostre vocazioni, come detto), una esclusività assoluta a favore della Industria a "ciclo agricolo integrale", perché non potrà mai "sradicarsi" dal territorio di Capitanata e non potrà mai tradire, di conseguenza, le nostre vocazioni, per "diritto naturale" inviolabile.
Ovviamente deve trattarsi di una Agro-Industria "naturalmente eco-compatibile" alla Capitanata, dove l'Agricoltura è padrona ed induce i successi percorsi produttivi. Anche se, a ben pensarci, la nostra grande Agricoltura non si è ancora del tutto espressa rispetto a tutte le sue infinite potenzialità.
Una eco-compatibilità che in Zona Incoronata diventerebbe massima, soprattutto come attività di "prossimità" rispetto alla città di Foggia (Incoronata come "Parco di attività urbano territoriale"). Quindi per la esplicita relazione che si stabilisce, proprio in Incoronata, tra Ambiente e nuovo Paesaggio, che, come detto, tende a ricomprendere l'intera cultura del territorio.
L'ipotesi paesaggistica globale qui proposta, che ha origine da un presupposto già esistente (Incoronata), potrebbe essere facilmente utilizzato come prodromo dell'intero "Territorio Snodo" di Capitanata. Poi in divenire progressivo.
Eustacchiofranco Antonucci 

5 commenti :

Michele Lauriola ha detto...

Geppe quanto con intelligenza dice Antonucci è l'esaltazione dell'articolazione di un diverso modo di pianificare e programmare l'uso del territorio in modo integrato, innovativo, sostenibile e strategico mediante azioni mirate al recupero e alla riqualificazione e all'uso delle fonti rinnovabili. Lo Spazio Foggia, ed in particolare la zona Incoronata proprio per le variegate caratterizzazioni dei vari contesti tra cui spiccano l'Area ASI, l'area agricola, le aree protette del Bosco Incoronata, del corridoio ecologico del Cervaro, della Borgata Rurale Incoronata, il centro modale della grande viabilità , è stato oggetto di uno studio affrontato dall'ing. Domenico Lauriola, guidato dal Prof. Antonio Leone del Politecnico di Bari, da me e dallo stesso Antonucci. Il lavoro è stato oggetto di una relazione elaborata di concerto con alcuni docenti della Università della Tuscania, tenuta al SIU di Milano. Su questa studio poggia la filosofia del progetto Pro Capitanata, che lo staff tecnico di RETE SPAC si sta facendo carico in modo free di portare avanti. POSSIAMO. Questo è Capitanata 2016.

Maurizio Marrese ha detto...

Mah! In realtà la zona industriale è una delle pressioni, un detrattore o "minaccia" della conservazione della natura del Cervaro e in parte del Parco Regionale. Dal punto di vista paesaggistico è decisamente un orrore.

Michele Lauriola ha detto...

Maurizio il tuo è un punto di vista come esperto naturalista non già come esperto pianificatore. Una maggiore attenzione nella lettura di quanto detto da Antonucci e leggendo la relazione sull'esempio di pianificazione citata nel mio commento ti avrebbe indotto a fare una diversa disamina specie per quanto attiene il Parco e il corridoio del Cervaro. Il contesto di quella zona oramai è segnato e, quindi, ogni azione da svolgere come pianificazione e programmazione deve essere svolta tenendo come base il recupero e la riqualificazione del territorio senza consumo di suolo in modo sostenibile e,quindi, secondo il principio della salvaguardia del paesaggio. Non avrei peraltro, quando ero direttore del Parco, proposto un progetto Life al Sindaco pro tepore. A me pare, purtroppo, che di quel progetto poco si sa con particolare riferimento alle azioni contemplate nel progetto finanziato dalla Comunità Europea come molto poco si sa delle azioni fatte lungo il corridoio ecologico del Cervaro.

Maurizio Marrese ha detto...

il progetto LIFE è in corso, mentre il "Corridoio Ecologico del Cervaro" è uno studio di fattibilità (non erano previste azioni concrete di conservazione).
Riguardo al tema discusso concordo con l'idea di "riqualificazione" e "evitare consumo di suolo", ci mancherebbe ma non concordo sulla visione di un "sistema" in quanto la zona industriale attualmente è una minaccia per il Parco e per tutto il bacino del Cervaro. Detto questo in tema di paesaggio cito Peppino Impastato: "Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre (nota: si tende a giustificare tutto solo perché esiste). È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore"

Anonimo ha detto...

O.K.

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