sabato 7 maggio 2016

Lo spopolamento delle aree interne è una questione meridionale

Si accende la discussione sul grido di dolore lanciato da Luigi Zelano sullo spopolamento dei piccoli comuni delle aree interne, più degli altri colpiti dall'emigrazione giovanile ed intellettuale (questione, va aggiunto, che non riguarda soltanto gli aspetti puramente economici, ma anche quelli demografici: senza giovani, senza nascite, le aree interne sono condannate alla desertificazione.
Il dott. Zelano, commercialista rientrato nella sua Accadia dopo essersi messo in pensione, sottolineava la necessità di utilizzare meglio i fondi comunitari, alla  cui ricaduta territoriale abbiamo dedicato un'approfondita lettera meridiana.
La sfida va rilanciata alla vigilia di un appuntamento che potrebbe segnare una svolta per il territorio: il Masterplan per il Mezzogiorno annunciato l'estate scorsa dal premier Renzi, e sui cui accordi di programma attuativi si stanno confrontando con una certa vivacità la Regione Puglia e il Governo nazionale.
Sulla questione intervengono due attenti osservatori delle cose dello sviluppo e dell'economia, come  Salvatore Castrignano, coordinatore in Capitanata dell'associazione Lavoro & Welfare e Luigi Marchitto.
Scrive Salvatore Castrignano:
Indubbiamente è una riflessione indispensabile quella da fare sulla capacità del nostro territorio di impiegare adeguatamente le risorse europee. Come pure interessante ed eloquente appare il report di Opencoesione su come è distribuita per Comuni la capacità di spesa. Mi permetto di integrare le valutazioni espresse da Zelano e da Geppe con la necessità di una più analitica ricerca rispetto a come e su cosa si sono utilizzati in Capitanata i fondi europei delle 2 programmazioni ormai concluse, sia quelli diretti che indiretti. Su questo percorso di ricerca anticipo che si stanno muovendo le Associazioni Capitanata Futura e Lavoro&Welfare di Capitanata con la promozione di alcune borse di studio per laureati del territorio finalizzate allo scopo. Forse avrebbe dovuto essere una attività di indagine assolta in rete dalle Istituzioni locali. È auspicabile che almeno Provincia, Camera di Commercio ed Università sostengano l'iniziativa di ricerca.
Tornando alla capacità di spesa, credo che il nodo verta sulla qualità e sulle ricadute di quanto si realizza, nonché su chi indica e governa realmente i processi e i progetti attivati dai finanziamenti ottenuti. Talvolta il nostro territorio si limita o viene "costretto" a seguire linee di investimenti e progettualita' calate dall'alto ed in particolare dal Governo e dalle tecnostrutture della Regione Puglia. Perciò negli anni della pianificazione strategica e di Capitanata 2020 ho particolarmente sostenuto la creazione di un Organismo Intermedio costituito dall'insieme degli Enti Locali e con l'affiancamento (non gestionale ma di indirizzo e controllo dei risultati) del partenariato presente già nella Cabina di Regia, in grado di essere il nuovo soggetto stabile deputato anche dopo a progettare e governare con visione di sistema le risorse europee richieste e rese disponibili per la Capitanata. Non entro nel merito delle priorità, in verità adeguatamente presenti già nel Piano di Capitanata 2020, sicuramente da integrare in parte. Penso però che quell'Organismo Intermedio allora lasciato in sospeso per la mancata quadratura del "peso" e del ruolo da affidare alle componenti delle diverse istituzioni locali, ovvero l'Agenzia di sviluppo territoriale, sempre auspicata e mai realizzata, sia tuttora una imprescindibile necessità.
Luigi Marchitto ha invece scritto:
Anche io ritengo stimolante la riflessione aperta dal dott. Zelano, come altrettanto chiare, puntuali e ricche sono le osservazioni e le analisi di Geppe e Salvatore.
Come infatti già anticipato da Salvatore, le Associazioni Capitanata Futura e Lavoro&Welfare di Capitanata, si stanno muovendo, credo in maniera innovativa, sulla promozione di un percorso di indagine e studio di tali investimenti e delle loro ricadute, in un momento in cui ci approciamo ad utilizzare le risorse della nuova programmazione, MasterPlan per il Sud compreso. Lo scorso dicembre le due Associazioni sono state promotrici di una iniziativa, sul MasterPlan per il Mezzogiorno, da cui sono emersi diversi spunti tra cui anche l'idea di un organismo locale con capacità e funzioni sopra delineate. Al di là del nome, credo un tale Organismo sia certamente uno strumento utile oltre che a monitorare la capacita e la qualità della spesa, a provare a fornire, in una visione territoriale, un elemento complessivo di trasparenza e tracciabilità degli investimenti.

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