lunedì 30 maggio 2016

Nuova stazione, c'è il sì di RFI. Ma Foggia ancora cincischia.

Finalmente una buona notizia per Foggia. C'è l'assenso sostanziale di RFI per la costruzione di una seconda stazione, strategica per evitare che il capoluogo dauno venga bypassato dal baffo, ormai in esercizio dalla scorsa estate, della linea ad alta capacità, Napoli-Bari.
Ma c'è anche il rischio che non se ne faccia nulla, viste le risultanze dell'incontro che si è svolto qualche giorno fa in Municipio, a Foggia, durante il quale amministratori regionali, comunali e provinciali nonché rappresentanti dei sindacati e della associazioni di categoria delle imprese, hanno ribadito la necessità del mantenimento della centralità della stazione ferroviaria di Foggia.
Intendiamoci, qui non si tratta di essere "contro" la stazione. Nessuno è favorevole a qualsivoglia tipo di declassamento del glorioso scalo di viale XXIV maggio, ma visto che ragioniamo in un contesto nazionale che privilegia Alta Velocità/Alta Capacità, in cui vengono spesi fior di milioni, anzi miliardi, per accorciare di qualche minuto i tempi di percorrenza, sembra quanto meno improbabile che RFI possa rinunciare alla riduzione dei tempi di percorrenza tra Napoli e Bari (15 minuti circa) che si otterrebbe posizionando la fermata di  Foggia già sul cosiddetto "baffo" o, peggio ancora, saltando del tutto la sosta nella Puglia Nord.
Le ipotesi che i tecnici di RFI starebbero vagliando sono due: la prima, più vicina all'abitato, anzi in periferia, prevederebbe la stazione a Ordona Sud. La seconda, più a sud e più distante dall'abitato, prevederebbe invece la costruzione dello scalo nella zona del Salice Nuovo. È su questo aspetto che occorrerebbe riflettere, e in fretta, come ha spiegato senza peli sulla lingua l'assessore comunale Francesco D'Emilio, in una dichiarazione rilasciata al quotidiano L'Attacco: "Se come comunità non decidiamo perderemo questo treno. Bari ha tutto l'interesse che noi continuiamo in eterno a parlare, questo è il momento di scegliere."
Chi non ha dubbi sulla questione è invece Luigi Augelli, presidente del Comitato spontaneo “Un Baffo ferroviario per Foggia”, che quasi un anno fa promosse un'assemblea popolare sul tema: "Che la seconda stazione ferroviaria, da denominare “Foggia CEP-San Lorenzo” a Foggia Sud, debba costruirsi,  inevitabilmente ed unicamente all’uscita del raccordo ferroviario (sul cosiddetto Baffo), è l’unica soluzione tecnica possibile, perché  permetterà la costruzione di banchine (marciapiedi) di lunghezza 300-400 metri necessari ai treni Frecce Argento, composti da 9 vetture, permettendo di effettuare fermate di salita e discesa viaggiatori."
Augelli interviene anche su un altro tema caldo, e mai del tutto approfondito. Il bypass dell'attuale stazione di Foggia comporta comunque un danno per il territorio che ha quindi il diritto di rivendicare una compensazione economica per la perdita della centralità della stazione ferroviaria di Foggia Centro. Secondo Augelli, il risarcimento potrebbe consistere proprio nella costruzione della seconda stazione ferroviaria nella città di Foggia, "per evitare di essere messi fuori gioco dal traffico AV/AC da e per Roma e nel contempo evitare ulteriori disagi ai cittadini di questo territorio provinciale e non solo provinciale, di potersi recare a Roma o giungere da Roma per lavoro-studio-cure sanitarie-turismo e quant’altro."
Insomma è arrivato il momento di essere decisionisti. Gli accadimenti degli ultimi decenni dimostrano che Foggia e provincia hanno pagato un prezzo salatissimo ai conflitti, alle discordie insorte su praticamente tutti i progetti di futuro. Un gioco infermale di veti incrociati, che ha finito con l'inceppare ogni idea di crescita del territorio.
Non lo si può più consentire. Il comitato “Un Baffo ferroviario per Foggia” continua a monitorare la situazione e a tenere desta l'attenzione della cittadinanza sul suo sito, raggiungibile alla pagina web: www.unbaffoafoggia.altervista.org.

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