mercoledì 29 giugno 2016

Produzione e lavoro: il Sud meglio del Nord

È decisamente presto per parlare, come qualcuno ha fatto, di rivincita del Mezzogiorno o anche soltanto di inversione di tendenza. Però qualcosa si muove. Dai dati diffusi dall’Istat sull’andamento del Pil  e dell’occupazione nel 2015, viene fuori che dopo sette anni di cali ininterrotti il Mezzogiorno registra un primo recupero in termini di prodotto interno lordo. Non è un salto in avanti, soltanto l’1%, ma è un dato significativo se si tiene conto che è leggermente superiore alla media nazionale e al Nord-Est (+0,8%), decisamente superiore a quello delle aree del Centro (+0,2%) e identico a quello del Nord-Ovest.
Per la prima volta dopo tanto tempo, la macchia di leopardo non penalizza il Mezzogiorno, che mette in mostra valori decisamente performanti anche per quanto riguarda l’occupazione, con un rialzo percentuale più che doppio rispetto alla media nazionale se si guarda all'occupazione, misurata in termini di numero di occupati. L'aumento registrato in Italia è stato pari infatti allo 0,6%, con il l’incremento più significativo nelle regioni del Mezzogiorno (+1,5%), seguite da quelle del Nord-Ovest e del Centro (in entrambe +0,5%), mentre il Nord-est segna un calo dello 0,5%.
Un dato che deve far attentamente riflettere gli attori dello sviluppo della provincia di Foggia è quello relativo alla qualità degli incrementi marcati dal Sud sia sul fronte del Pil sia sul versante del lavoro.
La ripresa del Mezzogiorno ha risentito in positivo soprattutto dell’exploit fatto registrare dal valore aggiunto nel comparto agricolo (+7,3%), ma "incrementi di un certo rilievo si osservano anche in quello del commercio, pubblici esercizi, trasporti, telecomunicazioni (+2,6%) e nelle costruzioni (+1,4%)".
Se la ripresa verrà trainata dall’agricoltura, la Capitanata può dire la sua.
 I dati sono desunti dal report dell’Istat per il 2015 sulla 'Stima preliminare del Pil e dell'occupazione a livello territoriale'. L'industria in senso stretto segna invece, sottolinea l'Istituto, "una variazione quasi nulla, mentre il settore dei servizi finanziari, immobiliari e professionali è l'unico a presentare un calo (-0,6%)". 
Va detto che il divario tra Nord e Sud resta ancora molto grande. Ma il dato è che dopo sette anni, per l prima volte, la forbice non si è allargata. Anzi, ha cominciato a chiudersi.

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