domenica 10 luglio 2016

La Regione silura il treno tram

Niente treno tram nell'elenco (riveduto e corretto) delle opere che saranno finanziate con il Patto per la Puglia. Il progetto  non piace al l'assessore regionale ai trasporti Giannini. L'esponente del governo regionale pugliese pare lo ritenga strutturalmente critico, eufemismo che sta per irrealizzabile. Il progetto è stato pertanto escluso dai finanziamenti del Patto per la Puglia .
Ci sarà tempo e modo per approfondire il discorso. Non si può  però fare a meno di ricordare che il treno tram rappresenta la punta di diamante della progettualità legata a Capitanata 2020 a sua volta frutto di una concertazione ampia e diffusa, che a suo tempo coinvolse istituzioni, sindacati, associazioni di categoria.
Non ho al momento gli strumenti per entrare nel merito della questione e preferisco non farlo. Ma una considerazione sul metodo s'impone.
L'idea del treno tram è il cuore della pianificazione dell'area vasta che comprende una bella fetta di Puglia: Foggia, il Tavoliere e il Gargano. Dell'anzidetta pianificazione fa parte un altro progetto ritenuto strategico dal "territorio ": l'allungamento della pista dell'aeroporto di Foggia.
Tirando le somme dell'uno e dell'altro progetto, ormai a distanza di anni dal varo di Capitanata 2020, il meno che si può dire è che la Regione Puglia non ha fatto i salti mortali per assicurare l'attuazione dei due progetti.
Entrambi si trovano in mezzo al guado col rischio, sempre più incombente, di restare travolti dalla corrente.
È del tutto legittimo che le istanze del territorio non coincidano con la "vision " della Regione che, soprattutto dopo la soppressione delle Province è depositaria di tutte le competenze in materia di sviluppo locale. Ma proprio per questo non basta stilare la lista della spesa e decidere che quest'opera va, e quest'altra no.
La Regione può benissimo dire no al treno tram e al l'allungamento della pista del Lisa. Anzi ha il dovere di farlo se non ritiene questi progetti utili o fattibili.
Il punto è che non può limitarsi a dire no. Deve individuare e perseguire ipotesi alternative. Deve dimostrare di avere una visione consapevole del futuro della Capitanata.
La provincia di Foggia è un pezzo della Puglia, e la Regione deve tenerne conto senza addossare al "territorio" responsabilità che competono in via esclusiva alla Regione stessa.

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