venerdì 5 agosto 2016

Daniele Calamita: "Ciao Guglielmo, i tuoi sogni saranno da oggi i nostri"

Ho conosciuto Guglielmo Minervini in occasione di Capo Free Ghetto Off, il nobile ma sfortunato tentativo che la giunta regionale guidata da Vendola aveva intrapreso per superare la vergogna del Grand Ghetto (e degli altri ghetti che punteggiano il Tavoliere e la Puglia). Qualche giorno prima della convocazione ufficiale della Regione Puglia (mi occupavo allora alla Provincia delle politiche del lavoro) ricordo le telefonata piena di entusiasmo e di ottimismo che mi giunse da Daniele Calamita.
Segretario provinciale della Flai Cgil, il sindacato di categoria dei braccianti, aveva sposato con tutto l'impegno e il coraggio possibile l'iniziativa regionale, il cui coordinamento era stato affidato a Minervini, nella sua qualità di assessore regionale alla protezione civile.
Calamita era convinto che la posta in palio non fosse soltanto la chiusura dei "ghetti", ma una nuova filosofia del lavoro agricolo, il superamento del lavoro nero e del caporalato. "Se ce la facciamo realizzeremo qualcosa di epocale, come ai tempi di Di Vittorio", fu il succo della telefonata di Daniele Calamita, che effettivamente impegnò ogni energia in Capo Free Ghetto Off.
Qualche giorno dopo, Magdalena Jarczack , segretaria della Flai provinciale era assieme ai funzionari del Centro per l'Impiego di Foggia al Grand Ghetto per far iscrivere alle liste di collocamento i lavoratori immigrati.
Calamita, che è oggi componente della segreteria provinciale della Cgil, ricorda così Guglielmo Minervini e quei giorni fervidi e intensi. Parole commosse e sentite che tratteggiano il loro profondo rapporto.
* * *
Ciao Geppe,
non posso che condividere con profonda emozione il tuo articolo “Addio Guglielmo, ci risentiamo tra un po’”, lo condivido nei concetti e nella descrizione di un Grande Uomo, un Uomo che metteva il cuore nelle cose che faceva, un uomo che buttava il cuore oltre l’ostacolo, che ci credeva, un Uomo col quale abbiamo condiviso un Sogno, il Sogno di poter ridare una reale forma dignità a tanti esseri umani trattati come bestie.
Gugliemo era una persona unica, una persona straordinaria, con il quale lo scontro dialettico, e ne ho avuti, non erano mai letti come offesa o come chiusura al dialogo, ma che significavano crederci, lottare, strattonare affinché si riuscisse a dare un senso ad una parola da molti screditata, POLITICA, Guglielmo faceva Politica, quella vera, quella per gli altri e non per un interesse di parte e/o personale.
Ho avuto la fortuna, per il mio ruolo sindacale, di confrontarmi con Lui, di lavorare insieme, di condividere con Lui un sogno e di lottare affinché  quel sogno diventasse realtà.
Questo è stato "capo free-ghetto off", uno stupendo sogno di riscatto di tutta la Capitanata e di tutta la Puglia, un percorso sperimentale studiato e basato su quelle che erano e sono tutt’ora le vere leve del caporalato e dello sfruttamento lavorativo. Un sogno che però ha impattato sulle complicazioni della realtà; ma nonostante tutto a mio modo di vedere non è stato un fallimento, il vero fallimento è stato non continuare quel percorso.
Guglielmo non aveva orari, non aveva giorni settimanali, non aveva giorni feriali o festivi. Era sempre disponibile con chiunque a qualsiasi ora del giorno e della notte ed in qualsiasi giorno della settimana.
Non dimenticherò mai una telefonata che gli feci nell’estate del 2014, durante la quale, lui era sulle scale dell’aereo in partenza ma nonostante tutto prosegui a parlare con mè; così come non potrò mai dimenticare una riunione finita alle 01.00 del mattino nell’ufficio dell’allora Presidente della Regione Puglia Niki Vendola. Riunione entusiasmante e bella, nella quale si provava ad immaginare su come trasformare lo schiavismo foggiano in percorsi di riscatto per l’intera puglia.
 Guglielmo purtroppo non ce l’ha fatta, ed oggi lo piange la sua amata famiglia e la tanta gente che gli voleva bene, i tanti ragazzi ai quali ha dato un futuro con bollenti spiriti, i tanti che hanno avuto la fortuna anche solo di conoscerlo, perché bastava stringergli la mano per sentire la sua grande umanità e per capire quale Grande ed Immensa persona fosse.
Va via un Amico, un Compagno, un Grande Uomo Politico; ma con lui non va via il sogno di una società migliore e come diceva Falcone “gli Uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini” ora sta a noi tutti far continuare a vivere i suoi sogni che erano e sono i nostri e le sue idee.
Ciao Guglielmo, ci risentiamo tra un po’.

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