venerdì 12 agosto 2016

Lo sbarco in America di Stefano Ottomano

Suppongo che per un compositore, vedere pubblicata la partitura di un proprio brano debba essere la soddisfazione più grande. Perfino più della produzione di un disco. Perché una volta che le sue note vengono stampate, messe nero su bianco, quell’opera, quel brano supera la caducità del tempo. D’ora in poi ci sarà. Per sempre.
Una tale soddisfazione è toccata a Stefano Ottomano, talentuosissimo compositore pugliese, estroverso, geniale. Apprezzato autore di musica classica ma anche di colonne sonore, ha messo in musica l’epopea dei terrazzani di Foggia, un autentico monumento sinfonico che restituisce dignità culturale all’antica etnia del capoluogo dauno (ne ho parlato in questa lettera meridiana).
A mettere in catalogo un brano di Ottomano è stata la prestigiosa casa editrice americana Honey Rock. Si tratta de Il vaso di alabastro, partitura per duetto di percussioni, che vinse il Primo Premio di Composizione alla tredicesima edizione della Italy Percussion Competition Percussive and Festival 2015 Arts Society Italy.
“Quando ero studente e puntualmente ordinavo e compravo le loro uscite - racconta Stefano -  non avrei mai immaginato di ritrovarmi nei loro cataloghi. Sono felicissimo.”
Ottomano (che ha un solo difetto: è modesto fino alla ritrosia) è tra i musicisti pugliesi dal più alto profilo internazionale. A curiosare sulla sua bacheca nel social network si fanno delle scoperte incredibili. Come quella del concerto svoltosi qualche giorno fa nella città brasiliana di Florianopolis, durante il quale per iniziativa del musicista Marcio Bicaco, sono stati eseguiti alcuni suoi brani, a fianco ad opere di mostri sacri della musica classica contemporanea come John Cage.
Sono felice anche io di questi importanti successi, perché Stefano è un mio amico, anzi di più. In un certo senso è il coach della mia anima. La sua musica mi accompagna, mi sostiene e mi avvolge nelle mie quotidiane passeggiate veloci, dandomi il ritmo e mettendo le gambe in connessione con l’anima. Ascoltare la musica di Stefano produce qualcosa di più intenso del puro piacere estetico: è una esperienza profonda.
Grazie alla disponibilità manifestata dall’assessore alla cultura del Comune di Foggia, Anna Paola Giuliani, allo stesso Ottomano, e alla equipe che con lui ha collaborato alla scuola media Pio XII nella realizzazione del concerto-spettacolo (testi di Bruno Caravella, figurazione scenica di Pasquale Travaglio, collaborazione di  Ivana D'Alessandro, Sergio Paciello e Salvatore Papa) speriamo di poter far ascoltare nel prossimo autunno al pubblico foggiano, al Teatro Giordano, la suite musicale (in cinque tempi, per clarinetti, chitarre, piano e percussioni) che ha composto per i terrazzani restituendo alla gente di Borgo Croci, tutta la sua dimensione epica e simbolica.
Per il momento gustatevi lo splendido video clip (per la regia di Alessandro PorzioDiversamente uguali, brano contro il razzismo, che svela l'impegno civile e morale di Ottomano.
Guardatelo, ascoltatelo, amatelo, condividetelo.



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