giovedì 20 ottobre 2016

Cinemadessai | Bud Spencer, gigante buono che avrebbe meritato di più

 [Cinemadessai è una nuova rubrica di Lettere Meridiane: consigli quotidiani per godere al meglio della programmazione cinematografica in tv. Le Lettere Meridiane dedicate a Cinema per sempre non vengono distribuite sul consueto circuito di gruppi Facebook ma soltanto sul blog, sulla pagina Facebook di Lettere Meridiane, sulla Pagina del Festival del Cinema Indipendente di Foggia, sul diario facebook dell’autore, Geppe Inserra, e sul gruppo Amici e Lettori di Lettere Meridiane. Per non perderne neanche una, diventate fans delle pagine o iscrivetevi ai gruppo, cliccando sui relativi collegamenti.]
OGGI
Raramente un sequel ha più successo del film che lo precede. Accadde, nel 1972, a …Continuavano a chiamarlo Trinità, secondo capitolo della saga di Trinità (Terence Hill) e Bambino (Bud Spencer), fratelli e fuorilegge vagabondi dal cuore tenero che nel film ne combinano di tutti i colori, dopo essere stati scambiati per agenti federali. 
Diretto da Enzo Barboni, che nei titoli figura come E.B. Blucher, il film consacrò di fatto un nuovo filone all'interno del genere spaghetti western, contrassegnato dalla mancanza di duelli con armi da fuoco, sostituiti da allegre scazzottate e risse. La coppia dà il meglio di sè, e perfino a distanza di anni il film fa sorridere, diverte, e conquista il pubblico di tutte le età. All’uscita in sala il film ottenne un clamoroso successo di pubblico ed anche la critica si accorse delle notevoli potenzialità del duo Bud Spencer-Terence Hill, al secolo, rispettivamente, Carlo Pedersoli e Mario Girotti.
Alcune sequenze, come la partita a poker il duello a base di schiaffi tra Terence Hill e il pistolero professionista (potete rivederle sotto) sono rimaste scolpite nell’immaginario collettivo e nella storia del cinema comico. Un giusto omaggio a Bud Spencer, gigante buono ma anche grande attore e serio professionista, che non è stato apprezzato dalla cultura italiana come avrebbe meritato. Stasera, in prima serata, su Rete 4 alle 21.15.
DOMANI
Non sono molte le occasioni per vedere in tv i film del regista foggiano Domenico Paolella. La polizia è sconfitta (1977), che Iris mette in onda alle 10.55 di domani mattina, venerdì, non è la sua migliore opera, ma è particolarmente rappresentativa, sia della capacità di Paolella di navigare tra i diversi registri della narrazione cinematografica, sia del genere poliziottesco negli anni Settanta. Specchio in un certo senso degli anni di piombo e di sangue che il Paese stava vivendo, ad una criminalità particolarmente truce e cattiva si contrapponevano forze dell'ordine che dovevano alzare l’asticella oltre i limiti imposti dalla legge.
Il film racconta le gesta di una banda dedita al racket delle estorsioni ai danni dei commercianti di Bologna, capeggiata da Valli, un bandito particolarmente sanguinoso e cattivo, interpretato da un grande Vittorio Mezzogiorno, che qualche anno dopo indosserà i panni del commissario Cattani nella fortunatissima serie televisiva de La Piovra. La mano di Paolella è sicura, le sequenze degli attentati sono girate con maestria. Chi volesse saperne di più su Domenico Paolella trova, cliccando qui, l’ottimo ebook di Maurizio De Tullio, edito da Lettere Meridiane in collaborazione con la Biblioteca Provinciale di Foggia.

1 commento :

Anonimo ha detto...

Una sola precisazione a proposito di Vittorio Mezzogiorno, che non incarnò mai i panni del Commissario Cattani, perché quel ruolo (dalla prima alla quarta serie) fu interpretato dal grande Michele Placido, foggiano di Ascoli Satriano.
Mezzogiorno interpretò, invece, il ruolo di un altro poliziotto, Licata, solo nella quinta e sesta serie.
Cordialmente (Maurizio De Tullio)

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