mercoledì 12 ottobre 2016

Cinemadessai | Sperare, sorridere, come solo il Sud sa fare

OGGI IN TV
Non è stato accolto positivamente dalla critica, ma Vorrei vederti ballare mi piace, perché è un film ingenuo, che getta uno sguardo accorato, partecipe e sincero sul microcosmo giovanile, che spesso viene colto dal grande cinema soltanto attraverso stereotipi e abusati luoghi comuni. Opera prima di Nicola Deorsola - già assistente alla regia di Sergio Rubini, Giovanni Veronesi e Matteo Garrone - il film ha il pregio di affrontare temi di un certo spessore (il rapporto tra genitori e figli, l’anoressia, la condizione giovanile) mantenendosi sempre sui toni di una accattivante leggerezza, senza mai scadere nella banalità.
Ambientato in splendide location calabresi, Vorrei Vederti ballare racconta la storia del rapporto tra Martino (Giulio Forges Davanzati), appassionato di tartarughe e di film d’autore, e Ilaria, affascinante ballerina (Chiara Chiti) con una madre opprimente (Giuliana De Sio) e un disturbo alimentare che la costringe in terapia dal padre di Martino, psicanalista (Alessandro Haber). Stasera su RaiMovie alle 19.10. Qui sotto il trailer.


DOMANI
L’orario è impossibile (su Rai 1 alle 3.20 della notte tra mercoledì e giovedì) ma vale la pena  di vederlo (almeno per gli insonni) o di registrarlo, Largo Baracche, docufilm di Gaetano Di Vaio, vincitore del premio per il Miglior documentario al Festival del Cinema di Roma del 2014.
Di Vaio è decisamente un personaggio a se stante nel variegato mondo del cinema italiano. Napoletano, da bambino è stato vittima vittima di violenze e soprusi. Da adolescente è entrato nel giro della piccola criminalità partenopea, senza affiliarsi alla camorra, ma finendo in carcere per storie di rapina e di droga. La svolta della sua vita è avvenuta proprio dietro le sbarre di Poggioreale, dove ha studiato, fino a diventare operatore culturale. Tornato in libertà, è diventato attore e regista, entrando nella compagnia I ragazzi del Bronx napoletano creata da Peppe Lanzetta, e fondando l'associazione culturale Figli del Bronx, divenuta in seguito una casa di produzione cinematografica.
Questo humus e questo pathos si ritrovano tutti in Largo Baracche, cuore pulsante dei Quartieri Spagnoli di Napoli, dove Di Vaio segue e racconta le vite di sette ragazzi alle prese con i loro problemi quotidiani e con la loro voglia di riscatto.
Il gruppo decide di dare vita ad una "batteria” molto diversa da quelle tipiche dei clan camorristici. È una “batteria del bene” che si batte per affermare la legalità, per dimostrare che un futuro diverso da quello che sembra già scritto per chi nasce in certi posti di Napoli, è possibile. Da non perdere.
[Cinemadessai è una nuova rubrica di Lettere Meridiane: consigli quotidiani per godere al meglio della programmazione cinematografica in tv. Le Lettere Meridiane dedicate a Cinema per sempre non vengono distribuite sul consueto circuito di gruppi Facebook ma soltanto sul blog, sulla pagina Facebook di Lettere Meridiane, sulla Pagina del Festival del Cinema Indipendente di Foggia, sul diario facebook dell’autore, Geppe Inserra, e sul gruppo Amici e Lettori di Lettere Meridiane. Per non perderne neanche una, diventate fans delle pagine o iscrivetevi ai gruppo, cliccando sui relativi collegamenti.]

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