mercoledì 19 ottobre 2016

Lo sviluppo inceppato della Capitanata (di Luigi Augelli)

Il Patto per la Puglia 2014-2020 assegna investimenti alla Capitanata pari a 640 milioni di euro su 5,5 miliardi di euro, l’11,8%.
Si applaude alla “soddisfazione” ottenuta, dopo che inizialmente erano stati assegnati dalla Regione Puglia alla provincia di Foggia miseri 30 milioni di euro sui complessivi 650 milioni di euro, pari a circa il 4%.
La soddisfazione servirà a calmare gli animi a far dimenticare le questioni “calde”, che da molto tempo nutrono il dibattito sulla ultima opportunità di crescita e sviluppo del territorio della Capitanata, a prendere tempo, in modo da affievolire la “passione” sulle questioni sollevate, fino a quando, sulla gente della Capitanata, non cadrà “l’apatia”, stato di indifferenza, assenza d’azione tipica caratteristica nostrana.
Vediamo su quali opere saranno spalmati i 650 milioni di euro, assegnati alla Capitanata, del Patto per la Puglia 2014-2020, per capire l’impatto sulla crescita economica-occupazionale della provincia di Foggia:

- fino al 31/12/2017 non sarà disponibile, per il nostro territorio, neppure un euro, in quanto saranno spendibili dalla Regione Puglia soltanto 380 milioni di euro per opere e progetti già esecutivi e definitivi per i quali la Capitanata non è dotata, di cui 77 ml per le Infrastrutture, 81 ml per l’Ambiente, 74 ml per lo Sviluppo Economico, 31 ml per il Turismo, 60 ml per l’Agricoltura e 58 ml per Altro;

Dall’1/1/2018:
- penetrazione Treno-Tram nella città di Manfredonia (50 milioni di euro);
- potenziamento Piattaforma Logistica Ferroviaria Merci (Privato) di Incoronata (22 milioni di euro);
- lavori di ammodernamento e messa in sicurezza Statale 16 Foggia-S.Severo (130,5 milioni di euro);
- statale 16 Tangenziale Ovest Foggia (187 milioni di euro);
- statale 89 razionalizzazione viabilità S.G.Rotondo-Foggia 1° stralcio (68 milioni di euro);
- sistemazione strade Subappennino Dauno (30 milioni di euro);
- altri interventi da definire e progettare per un importo di 162,5 milioni di euro.

E le questioni aperte, di cui alcune definitivamente chiuse in termini negativi, per la città di Foggia?
- l’Aeroporto G. Lisa;
- la 2^ stazione Ferroviaria a Foggia Sud, sulla linea Bari-Roma, e conseguente riqualificazione urbanistica del sito di ubicazione 2^ stazione;
- la mancata assegnazione della Cardiochirurgia al Policlinico di Foggia a favore della Casa Sollievo della Sofferenza di S.G.Rotondo (Privato);
- la rimessa in discussione del progetto di Parco Urbano Archeologico “Campi Diomedei, già appaltato;
- penetrazione nella città di Foggia del Treno-Tram;
- costruzione linea ferroviaria Lucera-Campobasso per treni Foggia-Lucera-Campobasso-Roma, già inserita nel bilancio regionale Puglia 2009-2013 per un importo di 450 milioni di euro.
Il Patto per la Puglia dovrà essere ridefinito sulle reali necessità del territorio provinciale, affinché divenga il traino per lo sviluppo e per la crescita economica-occupazionale, ultima spiaggia prima del definitivo crollo e abbandono da parte delle giovani generazioni istruite, verso altre realtà italiane ed estere.
Una domanda la Regione Puglia dovrà comunque porsela.
Come mai nascono movimenti secessionisti come la richiesta di una regione Salentina (Lecce-Brindisi), di adesione della provincia di Taranto alla Basilicata, per finire al progetto Moldaunia (Daunia+Molise) della provincia di Foggia?
Una Regione, la Puglia, troppo lunga da percorrere e troppo sbilanciata nella ripartizione dei fondi. Questo è il pomo della discordia.
Una Comunità, la Regione Puglia, se vorrà continuare a rappresentare gli interessi di tutto il suo vasto e lungo territorio, dovrà condividere solidarietà e programmi di sviluppo che facciano crescere, nella stessa misura, i territori che ne fanno parte.
Luigi Augelli

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