mercoledì 5 ottobre 2016

Parco all'ex Ippodromo, per Emiliano "il progetto va verificato"


Foggia ha vissuto una bella e inattesa pagina di democrazia quando, ieri mattina, il governatore regionale Michele Emiliano ha incontrato in un dibattito pubblico gli esponenti del Comitato Pro Iriip che da anni si battono per il rilancio di quella che è una delle più antiche istituzioni cittadine. A intralciare i propositi di salvaguardia del Regio Deposito Cavalli Stalloni ci sono state fino ad oggi le scelte operate dai governi cittadini negli ultimi decenni.
Prima l’area dell’ex Ippodromo, che è di proprietà regionale, ha dovuto fare posto all’Università di Foggia, con la fatale conseguenza della riduzione degli spazi a disposizione dell’istituto e del suo patrimonio equino. Quindi la decisione di destinare tutta l'area a parco archeologico ed urbano. I lavori per la realizzazione dei Campi Diomedei sono già stati appaltati e sono in parte a carico della stessa Regione. Il progetto, scelto a seguito di un Concorso di idee,  prevede la realizzazione di percorsi pedonali, piste ciclabili, quattro distinti ingressi per l’accesso alle diverse aree funzionali, ovvero orto botanico, zona archeologica, attività con i cavalli, anfiteatro, spazi a vocazione didattica per ospitare le visite scolastiche.
L’opera è ambiziosa ma deve fare i conti con una serie di criticità, quali i notevoli costi di gestione e con quella che il Comitato Pro Iriip ritiene una penalizzazione eccessiva della vocazione originaria dell’area.
I timori sugli oneri di gestione e manutenzione sono tutt'altro che infondati: a due passi dall’ex Ippodromo sorgono già diverse cattedrali nel deserto: il Teatro Mediterraneo, chiuso da tempo per la mancanza delle risorse necessarie per la messa in sicurezza, il villaggio neolitico all’interno del perimetro della villa comunale, lasciato del tutto a se stesso, la piscina scoperta, il cui cantiere è fermo da quasi quarant’anni.
Le perplessità manifestate dal comitato e più in generale la necessità di una pausa di riflessione sono state colte dal governatore, che ha annunciato una verifica tra i diversi soggetti interessati, adombrando la possibilità di una rimodulazione del progetto: "Vogliamo che la città comprenda fino in fondo com’è fatto il progetto. Vogliamo anche salvaguardare l’Iriip, che è nella responsabilità della Regione, avendo la garanzia che il progetto non porti l’istituto ad una sorta di asfissia."
"Nel progetto - ha aggiunto Emiliano - c’è probabilmente uno spazio troppo piccolo per l’uso dei cavalli. Nel progetto c’è una visione complessiva dell’area, che visto che ne siamo ancora i proprietari, vogliamo ridiscutere. Mi rendo conto di non poter pretendere questa cosa, perché ci sono dei contratti che vanno rispettati, quindi, in teoria, se il sindaco vuole andare avanti può farlo, io non posso impedirglielo, però credo che non faccia male chiedere all’impresa, al progettista, al Comune di Foggia e alla Regione di promuovere un briefing perché i progetti, soprattutto se parliamo di un parco, possono essere sicuramente modificati anche in corso d'opera. Forse per quanto riguarda l’area dell’ex Ippodromo abbiamo fatto le cose troppo di fretta, nel senso che per fare qualcosa per Foggia abbiamo messo a disposizione l’area e il danaro per realizzare il parco, senza approfondire gli aspetti progettuali. Adesso è il caso di verificare con un po’ più di calma se il progetto, in dettaglio, rispecchi il nostro desiderio che è quello di rilanciare l’Iriip, perché l’Iriip custodisce alcune razze equine pugliesi di grandissima importanza ."
Emiliano ha proseguito sottolineando che l’Iriip può diventare uno strumento strategico anche nella prospettiva della salvaguardia e della manutenzione dell’area, che "deve autosostenersi attraverso possibili fonti di guadagno." “Io ho fatto il sindaco e posso dire che un parco di 23 ettari, se non hai il danaro sufficiente per manutenerlo, e ci vogliono milioni di euro, nel giro di un anno  ti va in malora, e questo non possiamo consentirlo perché il parco sorge su una nostra area."
Speriamo che l'appello del presidente non cada nel vuoto e che alla riflessione invocata dal capo dell'esecutivo regionale corrisponda un confronto serio ed approfondito non soltanto sulla destinazione dell'area e sulla realizzazione del Paro, ma anche sulle future modalità e prospettive di gestione. All'interno delle quali, l'Iriip potrebbe svolgere un ruolo da protagonista, rilanciando la sua vocazione e la sua funzione. Una bella soddisfazione per quelli del Comitato.

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