giovedì 30 giugno 2016

La taranta tradita: a Melpignano il coreografo di Sanremo

Pino Zimba, nella sequenza finale di Sangue Vivo
Contaminazione dopo contaminazione, dello spirito originario della Notte della Taranta non resta più nulla. È di ieri l'annuncio che il coreografo della prossima edizione della manifestazione salentina, che si svolgerà il 27 agosto, sarà Fabrizio Mainini, noto al grande pubblico per aver firmato le coreografie del Festival di Sanremo nonché quelle delle più popolari trasmissioni di Carlo Conti (Tale e quale show, L'anno che verrà, I migliori anni).
Il pedigree dell'artista è ineccepibile, è la filosofia sottesa alla scelta molto discutibile. Sempre più dichiaratamente, La Notte della Taranta ha imboccato il filone nazional-popolare trasformandosi in un fenomeno  sempre più (meramente) mediatico e turistico.
Il neocoreografo promette sfracelli (nel senso più autentico della parola) dichiarando che "rileggerà in chiave contemporanea lo spirito della danza che cura". L'annuncio è stato salutato dal consueto coro di entusiastici consensi che accompagna ogni cosa che si muova attorno alla Notte della Taranta, sempre più evento, sempre meno ciò che era un tempo: espressione bella e pulsante della identità musicale di un popolo.
Viene fatto di chiedersi perché a questo punto non nominare maestro concertatore Al Bano (l'attuale è Carmen Consoli), che se non altro è pugliese, e conosce bene la vera cultura della taranta.
"Il Salento non è la Romagna, Melpignano non è Rimini, e la Taranta non è il liscio, ma il background sta diventando pericolosamente affine - scrivevo un paio di anni fa, in una lettera meridiana non a caso intitolata Il crepuscolo della Taranta - . La Notte della Taranta non mi piace più perché lo spirito primigenio di questa musica dell’anima se n’è andato forse per sempre con Pino Zimba. Perché la notte magica è stata contagiata dalla logica dell’evento a tutti i costi, che alla fine annacqua la cultura autentica e con essa l’identità. Che non fanno brand. Ma sono cultura, identità e basta. Per questo la Notte della Taranta non mi piace più. Preferisco  il Festival di Carpino, molto più genuino."
Leggendo stamattina la notizia della nomina di Mainini, ho pensato proprio a Pino Zimba, interprete straordinario di Sangue Vivo, il film di Edoardo Winspeare (a mio sommesso giudizio, il migliore film pugliese di sempre). Ho ricordato la sequenza in cui Zimba e il suo gruppo, chiamati a suonare nella casa del boss, vengono interrotti durante il concerto, e messi alla porta, perché gli invitati si erano annoiati: volevano ballare i balli della televisione e della cultura di massa. Pino la prende male, malissimo. L'episodio innescherà una spirale di eventi che porterà alla sua morte.
Otto anni dopo quella superba interpretazione in Sangue Vivo, Zimba, grandissimo tamburellista e inteprete della taranta, se n'è andato per davveero. Chissà che penserebbe, sapendo che a menare le danze sul palco di Pelpignano che tante volte lo ha visto tra i protagonisti, sarà il coreografo di Sanremo.
Forse la risposta sta proprio nella sequenza finale di Sangue Vivo cesellata da Edoardo Winspeare. A rivederla oggi ha un sapore quasi profetico. Guardatela qui sotto, commuovetevi, amatela, condividetela.
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Luigi Augelli: "Seconda stazione necessaria. Sbagliato dividersi."

Si infiamma il confronto sulla ipotesi della realizzazione di una fermata o seconda stazione, sulla linea dell’alta capacità Bari-Napoli. Sostenuta dall’Amministrazione Comunale, che ha avviato un confronto con Rfi in proposito, avversata dalle organizzazioni sindacali, come abbiamo scritto, evidenziando le rispettive posizioni in una lettera meridiana di qualche giorno fa.
Ad intervenire nella discussione è adesso Luigi Augelli, presidente del comitato “Un baffo ferroviario per Foggia” che è da tempo uno dei maggiori sostenitori della idea della seconda stazione, e che al tema ha dedicato circa un anno fa un’assemblea pubblica.
Augelli ha mandato al sindaco di Foggia, al presidente della Provincia e ai segretari provinciali di Cgil Cisl e Uil una nota nella quale si schiera a favore della tesi del Comune di Foggia, con qualche differenziazione che riguarda soltanto il sito prescelto per la fermata o seconda stazione (sulla sinistra dell’attuale cavalcavia per Cerignola (guardando in direzione Bari) secondo il comitato, leggermente più decentrata, secondo quanto è venuto fuori dal confronto tra Rfi e il Comune di Foggia.
Per Augelli non ha più senso parlare invece della ipotesi di una seconda stazione a Cervaro (così come si legge nel documento sindacato, che motiva il “no” alla seconda stazione proprio con l’eccessiva distanza dal centro abitato)
Il sito individuato, già da oltre un anno dal “Comitato un baffo ferroviario per Foggia” - si legge nella nota - , a nostro avviso, è l’unico possibile per la costruzione della 2^ stazione e ciò dovuto alla sua lunghezza di oltre 400 metri, in quanto la fermata prevista nel progetto originario di RFI nella stazione di Cervaro, è venuta meno in corso d’opera. È stato modificato il tracciato ferroviario, sviluppando una grande deviazione della linea  subito dopo il Km 5- Salice Nuovo (all’altezza del Drive In, dove vi era il passaggio a livello attualmente chiuso al traffico dei mezzi ) , per cui la linea Foggia-Roma, da alcuni anni non passa più per la stazione di Cervaro.  Insistere sulla 2^ stazione a Borgo Cervaro è contraddire alla situazione di fatto in essere.

mercoledì 29 giugno 2016

Produzione e lavoro: il Sud meglio del Nord

È decisamente presto per parlare, come qualcuno ha fatto, di rivincita del Mezzogiorno o anche soltanto di inversione di tendenza. Però qualcosa si muove. Dai dati diffusi dall’Istat sull’andamento del Pil  e dell’occupazione nel 2015, viene fuori che dopo sette anni di cali ininterrotti il Mezzogiorno registra un primo recupero in termini di prodotto interno lordo. Non è un salto in avanti, soltanto l’1%, ma è un dato significativo se si tiene conto che è leggermente superiore alla media nazionale e al Nord-Est (+0,8%), decisamente superiore a quello delle aree del Centro (+0,2%) e identico a quello del Nord-Ovest.
Per la prima volta dopo tanto tempo, la macchia di leopardo non penalizza il Mezzogiorno, che mette in mostra valori decisamente performanti anche per quanto riguarda l’occupazione, con un rialzo percentuale più che doppio rispetto alla media nazionale se si guarda all'occupazione, misurata in termini di numero di occupati. L'aumento registrato in Italia è stato pari infatti allo 0,6%, con il l’incremento più significativo nelle regioni del Mezzogiorno (+1,5%), seguite da quelle del Nord-Ovest e del Centro (in entrambe +0,5%), mentre il Nord-est segna un calo dello 0,5%.
Un dato che deve far attentamente riflettere gli attori dello sviluppo della provincia di Foggia è quello relativo alla qualità degli incrementi marcati dal Sud sia sul fronte del Pil sia sul versante del lavoro.
La ripresa del Mezzogiorno ha risentito in positivo soprattutto dell’exploit fatto registrare dal valore aggiunto nel comparto agricolo (+7,3%), ma "incrementi di un certo rilievo si osservano anche in quello del commercio, pubblici esercizi, trasporti, telecomunicazioni (+2,6%) e nelle costruzioni (+1,4%)".
Se la ripresa verrà trainata dall’agricoltura, la Capitanata può dire la sua.
 I dati sono desunti dal report dell’Istat per il 2015 sulla 'Stima preliminare del Pil e dell'occupazione a livello territoriale'. L'industria in senso stretto segna invece, sottolinea l'Istituto, "una variazione quasi nulla, mentre il settore dei servizi finanziari, immobiliari e professionali è l'unico a presentare un calo (-0,6%)". 
Va detto che il divario tra Nord e Sud resta ancora molto grande. Ma il dato è che dopo sette anni, per l prima volte, la forbice non si è allargata. Anzi, ha cominciato a chiudersi.

martedì 28 giugno 2016

Perché l'Ikea non ha aperto a Foggia

di Geppe Inserra
All'Ikea di Bari puoi vedere la Puglia tutta intera. Anzi le Puglie, come recitava il suo antico toponimo al plurale che qui, all'Ikea, trova una sua pregnante espressione: un crogiolo di lingue e parlate, che è in se stesso un inno al pluralismo e alla diversità, intrinseci al' essere pugliese.
Ci sono stato per la prima volta qualche giorno fa e lì, tra una tartina d'aringa e mobili minimalisti e funzionali, ho capito perché da decenni Foggia annaspa senza riuscire ad esprimere al meglio il potenziale rappresentato dalla sua posizione geografica d'eccellenza, il suo essere una naturale (ma sempre più sterile?) cerniera tra Nord e Sud. L'Ikea è sorta lì perché Bari, oltre ad essere il capoluogo,  sta giusto al centro delle Puglie, di questo crogiolo di genti, lingue e culture.
La morale è che per svilupparsi, per non essere periferia, occorre essere al centro di qualcosa. Messa in questi termini la questione può sembrare una banalità, e forse lo è. Ma, piaccia o meno, è proprio questo il nocciolo dello sviluppo inceppato della provincia di Foggia.
Rivendicare centralità rispetto alla fatalmente baricentrica Bari è problematico per la Capitanata, che avrebbe potuto e dovuto valorizzare diversamente la sua invidiabile posizione geografica, tanto più che siamo nell'era della globalizzazione, e non hanno più senso i confini nazionali, figuriamoci quelli regionali.

Messi e Pellè, le due facce del pallone

A volte per capire il gioco del calcio ci vuole lo psicanalista più che l’esperto. Prendete Messi e Pellè, le due facce del pallone, che ripropongono una storia vista già tante volte, che sta diventando una regola.
Ci sono campioni che con la maglia della Nazionale non vincono e non convincono, ci sono calciatori onesti - bravi ma non fuoriclasse - che quando difendono i colori del loro paese si trasformano, diventano autentici trascinatori.
L’Argentina di Messi fallisce la terza finale di fila, per colpa di un rigore fallito proprio dal cinque volte Pallone d’Oro. L’Italia di Conti mette sotto prima il Belgio e poi la Spagna, grazie alle prodezze di Graziano Pellé, centravanti operaio per eccellenza, affiancato dal’oriundo Edèr, che nella sua squadra neanche gioca.
Messi con la palla tra i piedi fa quello che vuole. Pellé ed Eder no, ma in campo danno l’anima. Il bello non è quanto tirano e quanto segnano, ma come corrono in campo, come inseguono ogni pallone, come tornano per aiutare i compagni a difendersi.
Giocare per il proprio paese, sotto ogni latitudine ha un effetto speciale. Devi metterci i cuore, prima della classe, o meglio la classe non basta. Anzi forse i palloni d’oro (nella serie dei campioni che in nazionale fanno cilecca va annoverato anche Cristiano Ronaldo che con il Portogallo non ha quasi mai brillato) sortiscono un effetto controproducente: troppa pubblicità, troppe aspettative, troppa tensione.
Ma sta in questo la bellezza del calcio. Dovremmo abituarci a considerare il gesto atletico di Pellè che insegue l’avversario per quaranta metri per coprire la difesa, altrettanto bello di un gol alla Messi.

lunedì 27 giugno 2016

[Che si dice du Fogge?] Attaccanti senza gol

Il calcio è un gioco, e la passione calcistica va sempre vissuta con il sorriso sulle labbra, come suggerisce nel suo ultimo libro, "Il distintivo dalla parte del cuore" lo storyteller rossonero Giovanni Cataleta, fondatore del gruppo social Che si dice du Fogge?
A noi di Che si dice du Fogge? piace scherzare, e stamattina tra i vari post del gruppo è venuta fiori una questione tanto curiosa quanto intrigante.
Chi è stato l’attaccante meno prolifico in tutta la storia dei satanelli?
La discussione si è aperta dopo che qualcuno, scherzando, aveva espresso qualche perplessità sul ventilato possibile acquisto del portiere Gollini, che in effetti non ha un cognome particolarmente bene augurale per un estremo difensore (magari venisse, però: viene ritenuto tra i giovani portieri più talentuosi , ed è il titolare della Nazionale under 21).
La storia di Gollini mi ha fatto tornare in mente un altro giocatore in cui cognome e il cui ruolo avevano a che fare con il gol: Lino Golin, attaccante che il Foggia prese dal Milan nel 1973.
Detto il brasileiro, per la sua naturale tendenza al dribbling, arrivò in terra dauna nell’estate del 1973. Due stagioni prima, con un’analoga manovra sul mercato estivo, era approdato a Foggia un altro attaccante milanista, che si era subito conquistato le simpatie dei tifosi, Giorgio Rognoni.
Ma le cose non andarono nel senso sperato: nelle tre stagioni in cui rimase al Foggia, Lino Golin fu schierato 33 volte, ma non riuscì a segnare neanche un gol. Un record che fa (probabilmente) di lui l’attaccante meno prolifico che abbia mai indossato la casacca rossonera.
In quegli anni, avevo la fortuna di sedere (sa fa per dire, perchè allora la partita si guardava rigorosamente in piedi) in curva sud con Giovanni Mancini, che sarebbe poi divenuto un brillante attore e autore comico.

La rabbia di Protano: "Assurdo escludere dal Patto per la Puglia la Superstrada del Gargano"

Fanno discutere in seno al centrosinistra le scelte del tavolo di concertazione che ha selezionato le opere di cui chiedere alla Regione Puglia l'inserimento ed il finanziamento nel Patto per la Puglia.
Non è d'accordo con le scelte maturate a Palazzo Dogana, Giampiero Protano, componente dell'assemblea regionale del PD.
"Escludere il completamento della Superstrada del Gargano dalle priorità di cui chiedere il finanziamento nell'ambito del Patto per il Sud è un grave errore, che denota una scarsa conoscenza del territorio della Capitanata, e delle sue istanze", afferma in una polemica nota diffusa alla stampa.
"Dall'elenco di opere venuto fuori dal tavolo di concertazione - aggiunge Protano - sono del tutto esclusi il Gargano e in particolare le opere in grado di rilanciarne la vocazione turistica. Vorrei chiedere al presidente della Provincia, Francesco Miglio, sulla base di quale visione strategica del futuro della Capitana sono state adottate le scelte che saranno adesso sottoposte alla Regione, e soprattutto sulla base di quale valutazione dei problemi e delle istanze delle diverse aree che compongono il territorio provinciale."
"Che senso ha - incalza l'esponente del PD - aver inserito nell'elenco tutta una serie di progetti che riguardano la viabilità provinciale, ed aver escluso completamente le opere della grande viabilità, visto che anche la Pedesubappenninica, così come la Superstrada Garganica, risulta inserita solo nell'elenco bis? Nel caso del Gargano, emerge una situazione grottesca: mentre risulta esclusa dalle priorità la Superstrada, che ha un interesse sovranazionale essendo a supporto dei flussi turistici, vi è stata compresa la Pedegarganica, che è una strada provinciale che ha un interesse esclusivamente locale e che avrebbe dovuto trovare finanziamento nell'ambito della pianificazione ordinaria. Queste scelte deprecabili vanificano il carattere di intervento straordinario che ispira il Masterplan per il Mezzogiorno voluto da Renzi, e di cui il Patto per la Puglia rappresenta lo strumento attuativo."
"La mia impressione - conclude Protano - è che al tavolo che ha partorito queste deprecabili scelte Miglio abbia agito più come sindaco di San Severo, che non come presidente della Provincia di Foggia, attento ai problemi ed alle istanze di tutte le aree che la compongono . Inviterò i sindaci dei comuni garganici interessati a far sentire la loro voce e la loro protesta alla Regione Puglia, affinché queste scelte vengano riconsiderate."

domenica 26 giugno 2016

La storia dell’abbazia di Kàlena deve andare avanti

di Francesco A. P. Saggese
È stato bello in questi giorni, ora dopo ora, vedere l’Abbazia di Santa Maria di Kàlena risalire nella classifica dell’ottavo censimento dei “Luoghi del Cuore del Fondo Ambientale Italiano da non dimenticare”.
Tutto merito di un tam tam di post e condivisioni su Facebook e, non da ultimo, gli appelli del pittore Day Gilles Trinh Dinh. Mentre scrivo, l’Abbazia si colloca al sedicesimo posto con 384 voti  su una classifica nazionale che l’anno passato ha visto censire oltre 33.000 luoghi del cuore, un numero prevedibile anche per quest’anno.
Il podio vedrà premiare con un contributo economico i primi tre classificati, oltre ad alcuni luoghi tra i più cliccati; un contributo arriverà anche dal Gruppo Intesa Sanpaolo al luogo che raggiungerà una soglia minima di 1.500 segnalazioni, compilando una cartolina disponibile presso le proprie filiali.
Attualmente il primato spetta al Castello di Sammezzano in provincia di Firenze, con oltre 3.000 voti. Seguono le Terme del Corallo in provincia di Firenze, con circa 1.200 voti, e al terzo posto con poco più di 900 voti la Ferrovia del Drink e la Miniera in provincia di Aosta.
Dalla posizione attualmente occupata, l’Abbazia di Kàlena riesce a vedere il podio e lo fa come primo luogo del cuore F.A.I. del Gargano e quindi dell’intera e vasta provincia di Foggia.
Allora, cosa vogliamo fare?
Ho fatto mia questa ‘battaglia’, perché la ritengo innanzitutto una battaglia culturale di fronte all’immobilismo Pubblico (con la P maiuscola) e privato; in secondo luogo perché sono garganico e ritengo che questo patrimonio, sito nell’agro di Peschici, appartenga al Gargano intero e, non da ultimo, perché rispetto la Storia e con essa la storia di un luogo e quindi del suo popolo.

La Capitanata deve imparare a puntare più in alto

Il metodo è quello giusto: concertare, tornare a sedersi attorno allo stesso tavolo per ragionare di sviluppo, fare rete. L'intesa raggiunta alla Provincia tra istituzioni, sindacati e associazioni di categoria sulle infrastrutture di cui chiedere il finanziamento nell'ambito del Patto per la Puglia è un buon inizio. A patto che si abbia il coraggio di alzare il tiro e di non accontentarsi di stilare la lista della spesa.
Le opere messe in elenco sono probabilmente il frutto di un'analisi della effettiva cantierabilità dei lavori e forse anche della consapevolezza della esiguità delle risorse a disposizione, peraltro virtuali, perché non è detto che la Regione dica sì alle richieste, e riesca a reperire le risorse necessarie.
Ma fa un po' specie vedere declassate in termini di priorità opere di importanza cruciale come la diga di Piano dei Limiti, la Superstrada del Gargano e la Pedesubappenninica.
Certo bisogna considerare che si tratta di grandi opere il cui costo è esorbitante rispetto alle risorse disponibili, che saranno con ogni probabilità inferiori rispetto alla richiesta complessivamente formulata dal tavolo provinciale. Ma di un progetto di largo respiro, condiviso dal l'intero territorio provinciale, vi è evidente necessità ed urgenza.
Il rischio è di ripetere gli errori del passato, l'eccessiva parcellizzazione degli interventi, il municipalismo che subordina gli interessi locali e localistici a quelli generali della Capitanata.
Le premesse ci sono, ma occorre che il ritrovato tavolo di concertazione si attrezzi per volare più alto.
Geppe Inserra
* * * 
LA SINTESI DEL DOCUMENTO INVIATO ALLA REGIONE, CON I PROGETTI INDIVIDUATI
I progetti individuati  dai soggetti del “tavolo” (Presidente della Provincia di Foggia, Sindaci di Foggia, Manfredonia, Cerignoia, San Severo e Lucera, Presidente della Camera di Commercio di Foggia, Vice Presidente di Confindustria Foggia - Centro Studi Confìndustria, Segretari Generali Confederali di Capitanata CGIL, CISL e UIL) sono:

sabato 25 giugno 2016

Andrea Scarpa è campione del mondo!!!

Ho aspettato ventinove anni (se volete capire perché leggete questo post). Tutta la boxe foggiana aspettava questo momento. Un foggiano, Andrea Scarpa, è campione del mondo. Il ragazzo trapiantato a Torino ma che è rimasto foggiano nel sangue (anche dopo il match vittorioso che sto per raccontarvi ha sventolato la maglietta foggiano al 100%, come vedete nella foto) ha battuto sul ring dell'Arena 02 a Londra per k.o.t. al 2' 55" della ripresa John Wayne Hibbert, laureandosi campione del mondo WBC nella categoria dei superleggeri.
Come avevo scritto presentando l'incontro, il match si prospettava tutt'altro che facile. Hibbert combatteva in casa, e aveva la fama di picchiatore instancabile, di un autentico demolitore.
Invece, Andrea ha letteralmente dominato il match. Prima ripresa di studio, in cui forse ha prevalso in Scarpa l'emozione di trovarsi a disputare il combattimento della vita. La svolta del match si è però registrata già durante la seconda ripresa, quando un bel destro d'incontro ha aperto una profonda ferita all'arcata sopracciliare del pugile inglese che ha cercato di reagire.
Ripresa dopo ripresa, Scarpa ha manifestato una notevole superiorità tecnica verso l'avversario, e ha messo a frutto anche la sua notevole altezza (rara per un superleggero) che gli ha consentito di far pagare dazio ad Hilbert. Ogni volta che l'inglese attaccava a testa bassa, veniva raggiunto dai micidiali colpi del foggiano.
Alla quinta ripresa, l'ennesimo destro di Scarpa ha mandato al tappeto l'avversario. La sesta ripresa è stata drammatica. Hilbert ha capito che le cose si stavano mettendo malissimo per lui, ed ha cercato di riequilibrare il combattimento partendo all'attacco. Scarpa si è difeso con intelligenza: ha solo aspettato il momento giusto e con una serie di colpi d'incontro ha messo in evidente difficoltà Hilbert, la cui ferita sanguinava copiosamente.
Inevitabile la sospensione, ed il verdetto dei giudici: k.o.t. per ferita. È la dodicesima vittoria consecutiva di Andrea Scarpa. Qualcuno aveva insinuato che era un record poco attendibile perché bisognava vedere con quali avversari Scarpa aveva vinto. Hibbert è un signor pugile. Andrea Scarpa lo ha asfaltato.
Un foggiano che ama la sua città sale sul tetto del mondo. Non era mai successo, pure in una disciplina che tanto ha dato, in termini di vittorie, allo sport foggiano. L'arena 02 di Londra si è colorata di rossonero. E io sono pazzo di gioia.
Geppe Inserra *
(* Geppe Inserra è stato presidente della Pugilistica Taralli)

Andrea Scarpa stasera a Londra per il mondiale dei superleggeri

Sono passati quasi trent'anni dall'ultima volta che un pugile foggiano è salito sul quadrato per giocare una chanche mondiale. Era il 18 dicembre del 1987 quando Salvatore Curcetti, figlio di Paolo che fu olimpionico a Roma nel 1960, a Capo d'Orlando affrontò il pugile sudafricano Brian Mitchell per la corona mondiale dei superpiuma. C'ero anche io, quella sera in Sicilia, e le cose non andarono bene per noi. Curcetti fu costretto al ritiro perché ferito all'arcata sopracciliare.
A vendicare quella delusione e a regalare una grande emozione agli appassionati foggiani di boxe potrebbe essere stasera Andrea Scarpa che alla 02 Arena di Londra si giocherà il titolo iridato WBC dei superleggeri (vacante) affrontando John Wayne Hibbert, avversario  quanto mai temibile e favorito perché è inglese, quindi giocherà in casa.
Per Andrea Scarpa, 29 anni, titolare della corona intercontinentale Ibf dei pesi superleggeri, è davvero l'incontro della vita. Il pugile foggiano trapiantato a Torino (ma rimasto attaccatissimo a Foggia e ai colori rossoneri) avrà di fronte un pugile più esperto, fortissimo picchiatore.
L'impresa è difficile, ma non impossibile. Dalla parte di Andrea ci sono però l'altezza e un record di tutto rispetto: dal 2011, in pratica da cinque anni, Scarpa ha vinto tutti gli incontri che ha disputato infilando una serie di ben 11 vittorie. La dodicesima potrebbe essere quella più importante, e gli facciamo gli auguri di cuore.
Il match sarà trasmesso in televisione sulla piattaforma Sky, a partire dalle ore 20. Sul canale 204 di Fox Sport sarà possibile vedere l'intera riunione, che presenta un programma ricchissimo. L'incontro clou della serata opporrà Joshua a Breazale per il titolo mondiale dei massimi.
Andrea è nato a Foggia il 3 giugno del 1987, lo stesso anno in cui Curcetti tentò senza fortuna la scalata al titolo mondiale. Se n’è andato che aveva ancora pochi ricordi. Aveva sette anni quando si trasferì con la sua famiglia a Torino. Erano i tempi del Foggia di Zeman, e Andrea sperava di farsi un nome nel mondo del pallone, ma gli andò buca. Poi scopri la passione per la boxe grazie a uno zio, ex pugile della Taralli, pure lui foggiano, che per la prima volta gli fece varcare le soglie della palestra in terra piemontese. Tra Scarpa e i guantoni, fu more a prima vista, e niente fu come prima.
A Torino lo amano molto, ma lui non ha dimenticato Foggia, anzi, se la porta sempre nel cuore, la sua città natale.
Al termine dei suoi incontri vittoriosi è solito sfoggiare la splendida maglietta che vedete nella foto: “100% foggiano”. Un esempio di orgoglio foggiano che ci giunge dal lontano Piemonte, da un ragazzo costretto a lasciare Foggia, ma che non ha mai smesso di amarla.
Speriamo che stasera si parli foggiano anche a Londra.
g.i.

Chi è stata Maria Celeste Crostarosa, prima beata foggiana

Pubblichiamo la seconda parte del saggio di Vittorio Longo Una perla nascosta - La venerabile Sr. Maria Celeste Crostarosa fondatrice delle Redentoriste. La prima puntata del lavoro, bello ed esauriente, sulla "santa priora" proclamata Beata dalla Chiesa cattolica, è stata pubblicata da Lettere Meridiane mercoledì, 22 giugno scorso, ed è disponibile a questo indirizzo web: http://letteremeridiane.blogspot.it/2016/06/maria-celeste-crostarosa-una-perla.html .
La seconda puntata della pubblicazione coincide con la Prima parte del libro di Longo. Nella prima puntata sono state pubblicate l'introduzione e la cronologia della vita della Crostarosa. Nella parte che pubblichiamo oggi, la vita commentata della Beata, dalla nascita fino alla tempestosa conclusione della sua esperienza a Scala. Buona lettura.
* * *
PARTE PRIMA
Chi è Sr. Maria Celeste Crostarosa?
È colei a cui il Signore ha affidato la missione dl istituire un nuovo Ordine religioso, per un rinnovamento della Chiesa, in un'epoca oscura della storia della spiritualità, giacché le «luci della ragione » tendevano, come tendono ancora oggi, a distruggere ogni influsso soprannaturale nella vita dell'uomo.
Sr. Maria Celeste Crostarosa resta faro di spiritualità in chiave oltremodo moderna, tanto da corrispondere agli attuali dettami della Chiesa in piena sintonia col Concilio Vaticano II.
Il suo indirizzo tutto cristocentrico, d'ispirazione divina e che in fondo esalta ciò che già S. Paolo ha predicato e scritto, la sua maniera di intendere l'imitazione di Cristo — «la viva memoria » — per la continua attualizzazione dell'opera e dell'azione del Divin Maestro per la salvezza dell'uomo, formano la base della sua dottrina, del suo ascetismo, del suo misticismo.

venerdì 24 giugno 2016

D'Emilio: "Seconda stazione a Foggia, opportunità da non perdere"

I sindacati bocciano il progetto della stazione ferroviaria bis, ma sulla loro presa di posizione nasce un vero e proprio giallo. Nel comunicato stampa diffuso al termine dell'incontro in cui si è discusso del progetto a Palazzo di Città, Cgil, Cisl e Uil hanno fatto sapere di nutrire “forti perplessità sull’opportunità di una nuova fermata o stazione ferroviaria a Borgo Cervaro e sull’attendibilità degli interlocutori di tali progettualità”.
Il punto è che nessuno ha mai parlato di una nuova fermata o stazione a Borgo Cervaro, "al di fuori del perimetro urbano del Capoluogo", come si legge nel comunicato sindacale. Sono ben altre le ipotesi circolate circa la possibilità di realizzare  una nuova stazione o fermata (la differenza è poco più che nominalistica: anche quella costruita ex novo a Reggio Emilia è solo una fermata, che ha però permesso al capoluogo emiliano di entrare nella rete dell'alta velocità). Di fatto la stazione di Cervaro è fuori dal  discorso della Napoli-Bari da quando Rfi ha optato per la riattivazione del raccordo di Incoronata, che lambisce l'abitato e che è tornato in esercizio dalla estate scorsa. La cartina che mostriamo sopra evidenzia chiaramente la distanza tra le due ipotesi.

"Bellò, me fa trasì", una poesia di Giovanni Cataleta interpetata da Giovanni Mancini


Giovanni Mancini
Giovanni Cataleta riesce come pochi a raccontare e a rappresentare l’anima del Foggia, ovvero quello spirito impalpabile che aleggia attorno alla squadra rossonera, e che la fa diventare per molti autentica Weltanschauung, una concezione del mondo, della vita, una ragion d’essere.
Di questo spirito è intessuto il suo ultimo libro, Il distintivo dalla parte del cuore. Gratificandomi profondamente, Giovanni ha voluto che fossi io a scrivere la prefazione. Vi prometto che ve la farò leggere nei prossimi giorni.
Adesso voglio però mostrarvi una deliziosa chicca, che basta da sola a dare conto di quel che ho detto finora. Un evento nell’evento che si è consumato nel corso della serata in cui è stato presentato pubblicamente il volume,  nella sala Rosa del Vento della Fondazione Banca del Monte.
Impareggiabile storyteller, Cataleta riesce a cogliere in modi di dire, piccoli gesti, abitudini e riti il rapporto speciale che lega il Foggia a Foggia, rivelando e raccontando quella identità profonda ed inesprimibile che si respira soltanto qui e che fa in modo che il Foggia sia Foggia, e viceversa.
Durante la presentazione, Cataleta ha chiesto all’attore Giovanni Mancini di recitare una sua poesia, intitolata “Bello’ me fa trasì?” che rivela assai bene lo spirito del libro e più in generale lo stile della narrazione di Giovanni Cataleta.
 In dialetto foggiano "Bello' me fa trasì?" significa "Signore mi fai entrare?", ed è la frase con cui  fin dai tempi passati i ragazzi che stazionavamo fuori dallo stadio chiedevano agli adulti  regolarmente muniti di biglietto di fingersi loro parenti in modo da farli entrare gratuitamente a vedere la partita.
La performance di Mancini è stata calorosamente applaudita dal pubblico presente. Potete vederla qui sotto. Guardatale, amatela, divertitevi.
Il video è un estratto del filmato girato in occasione della serata da MiticoChannel, e può essere visto integralmente a  questo indirizzo web:  https://youtu.be/0czlgv39Dtw . Ringrazio l'editore di MiticoChannel, Biagio Porricelli, di aver autorizzato l'estrazione e la pubblicazione del video.

giovedì 23 giugno 2016

Foggia e Lecce, è derby anche on line

Mancano poco più di due mesi alla ripresa del campionato di Lega Pro, ma tra Foggia e Lecce tira già aria di derby. Questa volta, però, la partita non si gioca sul rettangolo verde ma su quello della rete. Come sta succedendo a Foggia, grazie alla iniziativa promossa dal gruppo social rossonero Che si dice du Fogge?, anche a Lecce è stata avviata una raccolta di firme virtuali, per chiedere a Sky di mandare in onda le partite dei salentini nel prossimo torneo. E, com’è successo durante il campionato che si è appena concluso, Foggia e  Lecce ripetono l’entusiasmante testa e testa che si è concluso soltanto nella semifinale dei play off con la doppia vittoria dei satanelli.
In poche ore, anche la petizione salentina - com’era già accaduto a Foggia - ha rapidamente raccolto oltre mille firme. Al momento le due petizioni viaggiano appaiate, e, considerando che quella pro Lecce è partita poco dopo quella rossonera, se vogliamo vincere questo derby tutto virtuale dobbiamo darci da fare. Se non avete ancora firmato, fatelo utilizzando il form che trovate sotto. Cliccate sul pulsante "leggi di più" e sarete trasferiti alla pagina della petizione. Per sottoscriverla, è sufficiente fare clic sull'apposito pulsante e fornire un indirizzo valido di posta elettronica (lo richiede espressamente Change.Org per garantire la serietà delle petizioni ospitate sulla piattaforma). Se l'avete già fatto, continuate a leggere per sapere come poter contribuire al successo della iniziativa.


Che la petizione foggiana ottenga più adesioni di quelle sostenute da altri tifoserie potrebbe non essere soltanto un obiettivo accademico. La notizia è che sta diventando sempre meno remota l’ipotesi che nelle stanze dei bottoni di Sky si prenda veramente  in considerazione  di mandare in onda le partite di alcune squadra di Lege Pro, e tra queste c’è anche il Foggia.
Sul sito di BlastingNews, Antonio Murrone, parlando della iniziativa salentina, scrive che “davanti ad un seguito di tifosi così importante, anche Sky potrebbe pensare di acquistare i diritti delle partite del Lecce. Stesso discorso, si potrebbe fare per il Parma (come già accaduto eccezionalmente lo scorso anno), per il Catania e per il Foggia. Più che da Sky, quest'idea è stata lanciata dai tifosi che sui social network stanno cercando di farsi sentire.”
Ecco perché, partita quasi per gioco grazie alla bella intuizione di Ciccio Garofalo, uno dei membri di Che si dice du Fogge?, l’iniziativa della petizione on line sta diventando ogni giorno sempre più seria.
Che fare, allora?
Ricapitoliamo. Potete aderire e sottoscrivere on line utilizzando il modulo sopra. Non è necessario registrarsi ma occorre solo fornire un indirizzo di posta elettronica valido (lo esige Change.org, a tutela della serietà delle petizioni lanciate sulla piattaforma).
Chi ha già votato, può (ed è caldamente pregato di farlo) contribuire a sensibilizzare alla firme i suoi amici e conoscenti accedendo alla pagina della petizione (a questo indirizzo web: https://goo.gl/eCfAkZ). Sulla destra trovate il menù che trovate anche nella immagine a fianco, che offre diverse opzioni: l'immediata diffusione  dell'inizio all'adesione sul proprio profilo di Facebook, l'invio di un link alla pagina della petizione ad un amici di facebook, la pubblicazione su Twitter. Fatelo! 

Il coraggio dei piccoli comuni

di Nico Baratta
«Perché tutti (tranne noi) vogliono il GESTORE UNICO? Perché la gestione di acqua, rifiuti, ecc.. viene tolta ai Piccoli Comuni? Verso quale modello andiamo?» Con queste premesse che hanno del nobile nel pensiero e saper fare nelle intenzioni, conoscendo il Sindaco di Biccari, Gianfilippo Mignogna,  venerdì prossimo, 24 giugno 2016, alle 21.30 in piazza municipio, si svolgerà un incontro pubblico tra amministrazione comunale e cittadini per discutere sul futuro della gestione dei rifiuti, del gas e dell’acqua dei Piccoli Comuni dei Monti Dauni. 
Tutti ben sappiamo le condizioni in cui versa il territorio dauno montano e tutti siamo consapevoli che unire le forze per addivenire a soluzioni essenzialmente locali vuol dire affrontare problemi, per poi risolverli, con le nostre forze, con l’unione di intenti che superano i confini politici e meramente di partito. A Via Capruzzi, nella sede della Regione Puglia, e a Montecitorio decidono sul futuro di un territorio che da decenni grida aiuti, mentre le leggi cambiano sempre a discapito locale. Il tutto con aumenti delle tasse, diminuzione e peggioramento dei servizi, con una burocrazia sempre meno democratica e sempre più ombrosa. Da anni Mignogna è in primissima linea sul fronte dei Monti Dauni e per l’annosa questione Piccoli Comuni. Venerdì sarà una serata di confronto, un brainstorming tra cittadini e amministratori dove potrebbero sortire idee e proposte per nuovi progetti.

mercoledì 22 giugno 2016

Maria Celeste Crostarosa, una perla nascosta

Vittorio Longo, papà del mio fraterno amico Edgardo, è stato una delle persone più belle e più buone che abbia mai conosciuto. Un uomo di quelli che, quando li incontri, ti illuminano con la loro testimonianza, facendoti sentire, e toccare con mano, che la probità, la rettitudine, la misericordia non sono concetti astratti che si leggono nei manuali di etica e filosofia morale, ma virtù operose che servono a dare un senso alla propria esistenza e a quella di chi ha la fortuna di venire a contatto con te.
Funzionario del Banco di Napoli, Vittorio Longo era anche una persona straordinariamente schiva, che amava operare lontano dai riflettori della mondanità. È stato uno dei più convinti e tenaci promotori della conoscenza e del culto di Suor Maria Celeste Crostarosa, la grande mistica che visse ed operò a Foggia dal 1738 al 1755, anno in cui esalò l'ultimo respiro, proclamata Beata dalla Chiesa Cattolica.
Longo è stato anche l'autore del primo libro moderno in italiano sulla Crostarosa, nonché tra i fondatori del periodico che per diversi anni ha sostenuto la causa di canonizzazione, conclusasi con successo con la cerimonia di Beatificazione, svoltasi sabato scorso nel piazzale del Santuario dell'Incoronata, gremito di fedeli.
Prima d'oggi, nessuno sapeva che l'ignoto autore de "Una perla nascosta - La venerabile Sr. Maria  Celeste Crostarosa Fondatrice delle Redentoriste" era Vittorio Longo, che lo dette alle stampe dopo studi approfonditi dalla straordinaria figura della Crostarosa.
Il volume venne pubblicato in occasione dell'Anno Santo Straordinario della Redenzione che si svolse tra il 1983 e il 1984 ad iniziativa delle Monache Redentoriste di Foggia che nella presentazione scrivono che il laico che ne è autore "devoto della Venerabile, proprio per rimanere in sintonia con i dettami della nostra Madre, non ha inteso farsi riconoscere". Le suore lo ringraziano "nell'unico modo possibile a noi claustrali (suore di clausura, n.d.r.), e cioè con un inno di gloria al Signore" aggiungendo che il libro "delinea i tratti essenziali di questa grande mistica del '700, che da oltre 250 anni insegna ed anima le vie della redenzione."
Con il consenso del figlio dell'autore, Edgardo Longo, che ringrazio molto a nome di lettori e amici, Lettere Meridiane pubblica a puntate a cominciare da oggi questo prezioso lavoro. È una lettura che arricchisce profondamente l'anima (g.i.)
* * *
Introduzione
Suor Aura Sotomayor, una redentorista peruviana, residente nel Monastero di Chulucanas (Perù), per meglio far conoscere e più profondamente amare la Madre ispiratrice dell'Ordine,cui appartiene, e, quindi, più intensamente vivere la Sua eredità spirituale, ha compiuto uno studio sulla « spiritualità di Sr. Maria Celeste Crostarosa ».
Benvero, il suo approfondito lavoro l'ha semplicemente intestato «Introduzione alla spiritualità di Maria Celeste Crostarosa», facendo così ben comprendere che, nonostante ogni sforzo, non si può mai compiutamente esporre il sentimento dell’amore a Dio quando questo sentimento prende e coinvolge profondamento un'anima, rendendola più intensamente partecipe al mistero della salvezza dell'uomo.

In Google Arts & Culture un pezzo della nostra storia politica

Google Arts & Culture non smette di stupire. Il più grande museo virtuale del mondo cresce di giorno in giorno, arricchendosi di collezioni e di storie, che regalano spesso entusiasmanti sorprese, come le bellissime foto di una campagna elettorale a San Severo, scattate da Walter Sanders e da Dmitri Kessel, grandi fotografi ed inviati di Life.
Il magazine americano dedicò molti servizi illustrati all’Italia del dopoguerra. Abbiamo visto in diverse Lettere Meridiane gli scatti realizzati a Rignano Garganico, San Marco in Lamis e Cerignola da un altro grande fotografo del Life, come Alfred Eisenstaedt.
Sanders e Eisenstaedt sono uniti da una singolare affinità biografica. Entrambi sono nati in Germania, ed entrambi emigrarono negli Usa quando salì al potere Hitler. Sanders era già piuttosto noto quando si trasferì oltre Oceano. Tornò dopo qualche nano in Europa come fotografo di guerra, per conto di Life, ci cui è stato uno degli autori più importanti. È morto nella sua casa di Monaco di Baviera , in Germania.
Le foto dedicate da Sanders a San Severo sono di eccezionale pregio artistico. Il fotografo non si limita a documentare, riesce a catturare con l’obiettivo della sua macchina fotografica gli umori e le passioni di un momento nevralgico della vita politica italiana. Nei volti tirati e tesi dei militanti dei diversi partiti affiora la consapevolezza di stare vivendo un momento di fondamentale importanza.

Sanders firma cinque delle otto fotografie su San Severo. Altre due (in particolare quelle che riguardano la preparazione e l’imballaggio dei manifesti della campagna elettorale) sono state scattate da un altro grande fotografo di Life, Dmitri Kessel anche lui fotografo di guerra, specializzato in fotografia industriale e di paesaggio.

martedì 21 giugno 2016

Il foggiano Fabio Porreca vicepresidente di Unioncamere

Uno tenue spiraglio di luce si apre nella notte  della Capitanata. Fabio Porreca è stato eletto vicepresidente nazionale di Unioncamere, e non succedeva veramente da tanto che un foggiano fosse chiamato ai vertici di un ente economico tanto prestigioso.
Unioncamere è l’organismo che raggruppa tutte le Camere di Commercio italiane. Ha un peso politico significativo e la speranza è che Porreca possa difendere da quel prestigioso  avamposto gli interessi del territorio dauno, pesantemente vessato e penalizzato negli ultimi decenni proprio a livello centrale. Basti ricordare, in proposito, le beffe patite per l’agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, cancellata dal governo Berlusconi dopo che il precedente governo Prodi e l’intero Parlamento l’avevano assegnata a Foggia, e il definanziamento della Diga di Piano dei Limiti, voluto sempre dal governo di centrodestra.
Ad eleggere nel nuovo, prestigioso incarico il Presidente della Camera di Commercio di Foggia è stata la 147esima Assemblea dei Presidenti delle Camere di Commercio d'Italia, che si è svolta stamattina a Roma.
Fabio Porreca, 46 anni, è dal dicembre 2013 Presidente della CCIAA di Foggia e dal 2014 componente del Comitato Esecutivo di Unioncamere.
L’elezione di Porreca è una bella notizia per la Capitanata, perché il giovane presidente dell’ente camerale si è spesso battuto (in diverse occasioni più e meglio dei politici) per il rilancio della provincia di Foggia. Va ricordato in proposito il tenace impegno per il rilancio dell'aeroporto Gino Lisa ma anche il protocollo d'intesa stipulato con i maggiori attori sociali, economici ed istituzionali per utilizzare al meglio le risorse di Garanzia Giovani.
E non è un caso che nella dichiarazione rilasciata subito dopo l'elezione, Porreca abbia fatto espressamente riferimento all’economia provinciale ed al sistema imprenditoriale.
"In questa delicata fase di riforma - ha detto - darò il mio contributo alla costruzione del Sistema Camerale del futuro, mettendo tutto l'impegno e l'entusiasmo di cui sono capace; conscio del ruolo centrale che le Camere di Commercio possono svolgere nello sviluppo e nella modernizzazione del Paese.  Condivido questo risultato – ha concluso Porreca – con l’intero sistema d’impresa della provincia, con la Giunta camerale, il Consiglio, il Segretario Generale e il personale tutto della CCIAA di Foggia – consapevole che questo è anche frutto del loro prezioso lavoro”.

Mille adesioni in un giorno solo per chiedere il Foggia su Sky

Nonostante sia stata lanciata da sole 24 ore, sono già quasi mille i sottoscrittori della petizione on line promossa sulla piattaforma Change.Org dal gruppo social Che si dice du Fogge? per chiedere a Sky di acquisire i diritti per le partite della squadra rossonera, così come è accaduto nella scorsa stagione per il Parma.
Quanti ancora non lo hanno fatto possono sottoscrivere la petizione collegandosi con questa pagina web: https://goo.gl/eCfAkZ
Quelli che invece hanno già firmato l'appello, possono (e sono caldamente pregati di farlo) sostenere ulteriormente l’iniziativa condividendola sul proprio profilo su facebook o su altri social network. Per farlo, basta accedere alla pagina web utilizzata per la firma (e comunque raggiungibile a questo link) e utilizzare gli appositi strumenti, sulla destra.
La petizione chiede a "Sky Italia srl e alla presidenza della Lega Pro di fare tutto il possibile affinché le partite disputate dal Foggia nel campionato 2016-2017 possano essere trasmesse dalla piattaforma televisiva Sky", ricordando che "il Foggia è tra le squadre che militano in Lega Pro che può vantare il maggior numero di tifosi, tanto in Puglia che nel resto d'Italia. I recenti play off, che hanno visto purtroppo la squadra rossonera sconfitta in finale dal Pisa, hanno fatto registrare richieste record di biglietti (48.000 per la semifinale con il Lecce, addirittura 65.000 per la sfida con il Pisa), che la limitata capienza dello Stadio non ha potuto soddisfare".
"La trasmissione delle partite su Sky - concludono i promotori dell'iniziativa - risponderebbe ad una diffusa e intensa domanda e consentirebbe a migliaia di tifosi rossoneri di poter seguire in diretta tv le partite della squadra del cuore, molto più amata e molto più seguita di tante compagini cadette."

Google corregge l'errore e "riconosce" Rignano Garganico


Google “riconosce” Rignano Garganico che adesso può contare su un album fotografico griffato e correttamente localizzato in Google Arts & Culture, che raccoglie “storie e collezioni di tutto il mondo”. Vediamo l’immagine della home page della galleria dedicata al comune della Montagna del Sole (raggiungibile a questo link ) nella fotografia che apre questa lettera meridiana. Vi i si legge: “Rignano Garganico. Rignano Garganico è un comune italiano di 2.177 abitanti della provincia di Foggia in Puglia.”
In precedenza, la località degli scatti (realizzati per conto della rivista Life da uno dei più celebri fotografi del secolo scorso, Alfred Eisenstaedt, era erroneamente indicata come Rignano sull’Arno, località toscana che paesaggisticamente e naturalisticamente ha assai poco a che fare con il centro garganico.
A sollevare la questione, manifestando forti perplessità sull’esattezza di quell’attribuzione geografica era stato proprio il blog Lettere Meridiane. Le numerose segnalazioni giunte da parte di amici e lettori al post in cui veniva raccontata la storia (potete leggerlo, assieme ai relativi commenti, cliccando qui) hanno consentito di identificare senza ombra di dubbio in Rignano Garganico, la località che Eisenstaedt aveva ripetutamente fotografato.
Google ha corretto l’errore, sicché Rignano costituisce adesso la località dauna più presente nella prestigiosa collezione, che rappresenta in pratica il museo virtuale più grande del mondo.
Una bella soddisfazione per gli amici rignanesi. Ringrazio quanti con i loro commenti hanno contribuito ad accertare la verità. La rete serve anche a questo.
Potete trovare a questo link tutti gli articoli che Lettere Meridiane ha dedicato agli scatti di Alfred Eisenstaedt in provincia di Foggia. Il fotografo statunitense realizzò nell'immediato dopoguerra belle fotografie anche a San Marco in Lamis e a Cerignola.

lunedì 20 giugno 2016

Maria Celeste Crostarosa, prima Beata foggiana

Maria Celeste Crostarosa non decise di venire a Foggia per sua volontà. La scelta di Foggia come luogo in cui realizzare la missione della sua vita, la creazione dell’Ordine delle Suore Redentoriste  fu un'ispirazione che venne dall’alto.
All’indomani della beatificazione della “Santa Priora”, che si è celebrata sabato scorso sul sagrato del Santuario dell’Incoronata, gremito di fedeli  (un migliaio, provenienti da ogni parte d’Italia e del Mondo) ha ricordato il particolare legame che unì la grande mistica, nata a Napoli, al capoluogo dauno il cardinale prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, Angelo Amato, che ha celebrato la funzione religiosa e ha rilasciato una bella intervista a  Roberto Piermarini di Radio Vaticana.
Parlando dell’arrivo a Foggia della prima Beata della diocesi, il porporato sostiene che la scelta  fu il frutto di un'ispirazione dall'alto: "Va' a Foggia — le disse la voce interiore — perché ivi voglio che si faccia la fondazione".
Per il cardinale, Foggia rappresentò un contesto ideale per Maria Celeste Crostarosa, che nel capoluogo dauno visse per diciassette anni, gli ultimi della sua vita, che si concluse il 14 settembre del 1755.

Vogliamo il Foggia su Sky. "Che si dice du Fogge" lancia una petizione on line.

Foggia come Parma. Lo merita il meraviglioso pubblico rossonero che nella fase finale degli sfortunati play off ha fatto registrare cifre da capogiro: 48.000 biglietti richiesti per la semifinale con il Lecce, addirittura 65.000 per la sfida con il Pisa, dopo aver fatto registrare una media spettatori di 9-10.000 a partita.
Il gruppo social Che si dice du Fogge ha promosso una petizione on line sulla piattaforma Change.Org, per chiedere a Sky di acquisire i diritti per le partite della squadra rossonera, così come è accaduto per la squadra emiliana.
Ecco il testo della petizione:
Il Foggia è tra le squadre che militano in Lega Pro che può vantare il maggior numero di tifosi, tanto in Puglia che nel resto d'Italia. I recenti play off, che hanno visto purtroppo la squadra rossonera sconfitta in finale dal Pisa, hanno fatto registrare richieste record di biglietti (48.000 per la semifinale con il Lecce, addirittura 65.000 per la sfida con il Pisa), che la limitata capienza dello Stadio non ha potuto soddisfare.
La trasmissione delle partite su Sky risponderebbe ad una diffusa e intensa domanda e consentirebbe a migliaia di tifosi rossoneri di poter seguire in diretta tv le partite della squadra del cuore, molto più amata e molto più seguita di tante compagini cadette.
Noi tifosi del Foggia, sottoscrittori della presente petizione, chiediamo a Sky Italia srl e alla presidenza della Lega Pro di fare tutto il possibile affinché le partite disputate dal Foggia nel campionato 2016-2017 possano essere trasmesse dalla piattaforma televisiva Sky.
È possibile sottoscrivere la petizione e sostenere l’iniziativa collegandosi con questa pagina web: https://goo.gl/eCfAkZ

Emozioni di una primavera che si sta consumando

Francesco A.P. Saggese regala ad amici e lettori di Lettere Meridiane questa delicata riflessione, scaturita dalla intensa emozione che l'autore ha provato dopo i fatti di Orlando e grazie al bel disegno donatogli dal suo nipotino di tre anni, Michele Pio.
L'orrore per una violenza brutale che non ha più limiti è stato temperato dalla tenerezza del disegno. Nelle brutture di questi giorni, i colori della primavera, esaltati dalla innocente matita di un bambino e le poetiche riflessioni di Francesco sono un dono prezioso, che ci restituisce un po' di sorriso e di speranza. Grazie.
* * *
È come se questa primavera avesse voluto dire a tutti: ecco ci sono e sono così.
Variabile, un giorno diverso dall’altro, senza ordine preciso.
Cielo grigio topo fino a due secondi fa: ora caldo al sole.
È come dire: sì, stabilite tutte le vostre regole ma alla fine decido io, solo io, e non me ne frega niente dei vostri lamenti.
Finché ci sono decido io.
Oh sì, sono tutta colorata di fiori, di profumi, di api che svolazzano, ma sono sempre io che decido quanti fiori colorare, quanti profumi far sentire e quanti api far svolazzare.
Voi potete solo peggiorare le cose, come già avete fatto, perché magari vi inventate un triste sipario tra le nuvole e colorate d’azzurro il cielo che avete inquinato con il finto vapore acqueo delle vostre fabbriche.
Fatemi riprendere un po’ di quello che mi avete tolto.

Il centrodestra vince a San Giovanni Rotondo e a Torremaggiore

Il vento renziano sembra essersi esaurito anche in Capitanata. Il ballottaggio di ieri completa i risultati del test amministrativo 2016, che in provincia di Foggia coinvolgeva dieci comuni e 82.763 elettori.
Il Pd ha perduto entrambi gli spareggi che nel turno di ballottaggio lo vedevano opposto al centrodestra. Festeggia l’Udc che era la sola compagine politica a presentarsi con il proprio simbolo nelle coalizioni che si opponevano ai candidati del Pd,  e che c’entra una importante vittoria sia a San Giovanni Rotondo che a Torremaggiore.
Per il centrosinistra resta la soddisfazione di San Marco in Lamis, che però per la prima volta non votava con il doppio turno e che quindi aveva visto conclusa la competizione elettorale già due settimane fa con la vittoria di Michele Merla. Ma vediamo come sono andate le cose a San Giovanni Rotondo e a Torremaggiore.
Nella cittadina di San Pio ha vinto Costanzo Cascavilla distanziando il suo rivale Leonardo Maruzzi di soli 246 voti, pari a due punti percentuali di differenza. Cascavilla, che era in vantaggio già dal primo turno e che era sostenuto da Udc, Conservatori e Riformisti e da quattro liste civiche di ispirazione di centrodestra ha conquistato 6.264 (circa 400 in meno rispetto a quelli ottenuti al primo turno), Maruzzi, che guidava una coalizione di centrosinistra comprendente il Pd , Socialisti e Democratici e quattro civiche, ha conquistato 6.018 voti.
Anche a Torremaggiore, una volta roccaforte rossa, la vittoria è andata al candidato di centrodestra. Pasquale Monteleone ha distanziato di oltre cinque punti Salvatore Leccisotti. 3.896 voti al primo (52,85%), 3.476 voti al secondo (47,15%). Anche Monteleone  era in vantaggio, al primo turno quindi il secondo turno ha confermato gli assetti che si erano già profilati due settimane fa.
Nel complesso, il centrodestra ha conquistato 6 delle dieci amministrazioni chiamate al rinnovo elettorale. Tre sono toccate al centrosinistra a trazione Pd, due ad altri candidati.

domenica 19 giugno 2016

De Zerbi: "Grazie Foggia, mi sento come al Real Madrid"

Ecco di seguito la sintesi della conferenza stampa, trasmessa in diretta streaming da Mitico Channel e in diretta twitter da Lettere Meridiane, per gli amici del gruppo social Che si dice du Foggia. Di seguito i tweet posta sul gruppo. Lo meritava una conferenza stampa storica: erano ventidue anni che un allenatore non sedeva sulla panchina rossonera per tre stagioni consecutive.
Lucio Fares
È stata una stagione importante, la città ha partecipato in maniera commovente, merito di questa società, del mister e dei ragazzi che sono scesi in campo. Abbiamo deciso di continuare ed investire nel progetto.  Ringrazio Luca Leccese, Pino Tiso e  Carla Di Corcia  per l’enorme lavoro svolto, hanno fatto sapere di non poter proseguire nella esperienza dirigenziale, a loro un sincero ed affettuoso ringraziamento
A mister De Zerbi il Foggia Calcio ha prorogato di un altro anno ancora. Già da domani tutti al lavoro perché i play off hanno allungato i tempi agonistici distraendoci dagli impegni pratici: entro il 30 giugno dobbiamo perfezionare l'iscrizione al campionato.

La favola continua: De Zerbi ancora col Foggia. E la città esulta

Per una volta, lasciatemi scherzare e perdonatemi la foto del post, non propriamente oxfordiana. Il “meme” che vedete qui a fianco ha suggellato la lunga maratona nel gruppo twitter Che si dice du Fogge sul rinnovo del contratto a mister De Zerbi. E descrive assai bene lo stato d'animo degli aderenti al gruppo fondato da Giovanni Cataleta e Biagio Porricelli, e più in generale di tutta la tifoseria rossonera. Per un paio di giorni, i tweet sull’argomento si sono sprecati ed avvicendati a volte a ritmo così intenso che cinguettio dopo cinguettio sembrava di stare alla Foresta Umbra. L'inseguirsi di notizie e di colpi di scena che ha punteggiato la complessa trattativa è stato in effetti degno di un thriller hollywoodiano.
Inizialmente le parti sembravano distanti tra di loro. Poi le posizioni si sono via via avvicinate, così che ad un certo punto l’accordo sembrava cosa fatta. Proprio quando sembrava che mancasse solo la firma, ecco come un fulmine a ciel sereno la notizia di una rottura, o perlomeno di un improvviso ostacolo che minacciava di far saltare la trattativa.
Ore di attesa, di frenetici tweet, nuvole plumbee sembravano addensarsi sul futuro del Foggia, poi è finalmente arrivato l’arcobaleno come ha suggestivamente commentato Tonio Sepa ai microfoni di Teledauna. Un arcobaleno che effettivamente preludeva al ritorno del sereno in casa Foggia.
La favola continua. Mister De Zerbi continuerà a sedere sulla panchina rossonera anche nel prossimo campionato di Lega Pro. Ma quel che più conta è che l'intesa è stato raggiunta sulla base di un obiettivi condiviso e ambizioso. Società, tecnico e squadra, con somma soddisfazione dei tifosi, condividono un obiettivo: vincere il prossimo campionato nella stagione regolare, senza passare per l'inferno  dei play off.
E così, la Foggia rossonera ha smaltito le ultime tossine della delusione della sconfitta col Pisa, ed è tornata a guardare con fiducia al futuro.
La pagina facebook del Foggia è stata letteralmente presa Il comunicato ufficiale del sodalizio rossonero ha raggiunto sulla pagina Facebook cifre da capogiro. In sole 24 ore, il comunicato ufficiale sul rinnovo di Roberto De Zerbi ha ottenuto 1.800 mi piace, 817 condivisioni, 203 commenti. Anche il social festeggia la rafforzata intesa tra il Foggia e il suo mister.
I particolare della trattativa e gli obiettivi del prossimo campionato saranno illustrati stasera alle 19 in una conferenza  stampa che sarà trasmessa in diretta streaming dal sempre attento Mitico Channel, a questo indirizzo: http://www.miticochannel.com/

[Foto che parlano] Il totem alla (in)civiltà dei consumi


Ecco come noi umani trasformiamo il paesaggio, sembra dire questa foto, scattata sulla spiaggia di Marina di Chieuti. Passeggiando verso la foce del torrente Saccione che segna il confine tra la Puglia e il Molise, si ha l'esatta percezione di quello che viene scaricato nel mare incolpevole da una comunità che ormai si caratterizza più per le cose che getta via che non per il modo con cui le produce e le consuma.
È un'immagine amaramente eloquente delle condizioni in cui abbiamo ridotto il mare: una gigantesca discarica di rifiuti a cielo aperto, in cui spadroneggia soprattutto la plastica delle bottiglie, che le onde poi riversano sull'arenile, restituendo alla "civiltà" i suoi simboli, la sua immondizia. In fondo, quelle orride bottiglie vuote di plastica sono un'espressione simbolica di una civiltà che si autodefinisce civiltà sei consumi, ma che invece è soprattutto civiltà dei rifiuti.
Siamo in uno dei tratti del litorale adriatico a più alto pregio naturalistico, con una macchia mediterranea a tratti ancora del tutto incontaminata. 
Non altrettanto incontaminata è purtroppo la costa che, pur non essendo urbanizzata e cementificata, è però ricettacolo dei rifiuti restituiti dai flutti marini.
Una mano ignota, raccogliendo le bottiglie di plastica colorate  sparse sulla battigia, ha pensato bene di decorare così l'albero che vedete nella foto. L'effetto è spettacolare: una sorta di opera d'arte materica, che è anche monumento alla (in)civiltà e totem dello pseudo progresso che ci assedia.

venerdì 17 giugno 2016

Ecco le immagini che potrebbero alleggerire la squalifica dello Zaccheria


È difficile fare calcoli precisi, ma la stangata comminata al Foggia dal giudice sportivo (cinque giornate di squalifica del campo, con l'obbligo di disputare le partite a porte chiuse) costerà un bel po' alle casse societarie. Sicuramente più di 500.000 euro, se si calcola - prudenzialmente - in 100.000 euro l'incasso medio a partita (è il risultato dell'ultima stima ufficiale, ma risale a qualche anno fa), senza tenere conto dell'effetto  addirittura devastante che la lunga squalifica potrebbe avere sulla campagna abbonamenti.
Se dovessero essere confermati i cinque turni, il Foggia giocherebbe davanti al suo pubblico soltanto 12 partite, e per forza di cose la campagna abbonamenti ne risentirebbe.
Per tutte queste ragioni, il Foggia deve puntare alla riduzione della squalifica e in questo senso può tornare molto utile esibire ai giudici che dovranno esaminare il ricorso la classica "prova tv". Il filmato messo on line dalla redazione di  Foggia Città Aperta, cui abbiamo già dedicato una lettera meridiana.
Visto alla moviola, video rivela assai di più di quanto non si direbbe a prima vista, e lo conferma l'analisi dettagliata, dei tempi di quel fatidico 22' della ripresa, Abbiamo suddiviso i diversi fotogrammi in Photoshop e li abbiamo sovrapposti., in modo da ottenere la traiettoria della bottiglietta galeotta e di poter verificare i tempi di reazione.
Il primo fotogramma della sequenza ricostruita in Photoshop, quello in cui entra in scena la bottiglietta, dalla destra dello schermo, si verifica al secondo  5.62. Il momento dell’impatto della bottiglietta con la testa dell’allenatore del Pisa si registra al secondo 6.52. La bottiglietta ci mette quasi un secondo per compiere sei metri: non siamo degli esperti di balistica, ma tutto lascia pensare ad una bottiglietta quasi vuota (il giudice sportive parla invece di bottiglietta piena). L'impressione è confermata anche dal fatto che l'oggetto, dopo aver colpito il capo dell'allenatore del Pisa s'impenna.
Ma il dato più interessante è quello che viene dopo.
La bottiglietta prosegue la sua corsa rimbalzando sulla testa di Gattuso e scomparendo dal campo dell'obiettivo. Ricompare sullo schermo al secondo 7.62 (foto sotto). Solo adesso, un secondo abbondante dopo il momento dell’impatto, Gattuso porta la mano sul capo, rendendosi conto di essere stato colpito dalla bottiglietta. Sembra quasi che l'ex azzurro e campione del mondo si accorga di essere stato colpito solo quando "vede" la bottiglietta di plastica, entrata nel suo campo visivo, e non per l'impatto precedente.
Che l'allenatore sia stato colpito dalla bottiglietta è purtroppo chiaro ed evidente come il sole. Che non si tratti, però, di una bottiglietta piena così come si legge del dispositivo del provvedimento che condanna il Foggia è altrettanto certo. Così come è molto probabile che Gattuso abbia esagerato. Ecco perché il Foggia farebbe bene ad esibire il filmato. 

giovedì 16 giugno 2016

Quando sui certificati comunali c'era lo stemma del Foggia


Maurizio De Tullio ha scritto  questo  interessante contributo, che  intende stimolare una maggiore conoscenza della storia della squadra di calcio di Foggia, un paio di giorni prima che allo stadio “Zaccheria” i satanelli affrontassera il Pisa. D'intesa con l'autore, abbiamo pensato di rinviare la pubblicazione dell'articolo a partita avvenuta, un po' per scaramanzia, un po' per favorirne la lettura in un clima più disteso. Sapete tutti com'è andata a finire la sfida, carattaeirzzata anche da episodi di scarsa cultura e civiltà sportiva.
Lo pubblichiamo adesso, sempre più convinti della necessità che a Foggia si consolidi un'autentica cultura dello sport, del calcio, e della sua storia, invitando gli amici e i lettori di Lettere Meridiane che sapessero qualcosa di più sull'enigma proposto da Maurizio a dire la loro. (g.i.)
* * *
Solitamente gli stemmi delle società calcistiche, e sportive più in generale, quando nella denominazione recano il nome della città di provenienza, riprendono il simbolo stesso di quel luogo.
Nel 1959, invece, è accaduto qualcosa di misterioso e divertente, che volentieri propongo agli amici e colleghi giornalisti sportivi locali perché approfondiscano l’arcano, magari risolvendolo.

L'amaro crepuscolo di Foggia e della Capitanata. Ormai si sta facendo notte.

di Geppe Inserra
Sono pessimista. Ormai non è più questione di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, perché l'acqua si è asciugata del tutto. E, sinceramente, le stesse polemiche attorno al "pacco" rifilatoci dalla Regione Puglia nella ripartizione degli investimenti destinati ad infrastrutture dal Patto per il Sud (solo il 5% del totale pugliese), somigliano alla  diatriba se sia meglio somministrare ad un malato terminale,  aspirina o sciroppo per la tosse.
Da qualche settimana, con grande professionalità ed altrrttanta onestà intellettuale, il capo della redazione foggiana della Gazzetta del Mezzogiorno, Filippo Santigliano,  parla di un disegno ad excludendum, ordito verso la Capitanata dalle classi dirigenti delle aree più forti della Puglia, che l'hanno portata all'emarginazione.
Non sono del tutto d'accordo con Santigliano, nel senso che non credo che ci sia un progetto consapevole ai danni della provincia di Foggia, ma la sostanza e soprattutto le conseguenze sono proprio quelle. La Capitanata è stata praticamente espulsa dalle direttrici dello sviluppo pugliese a causa di improvvide (per quanto inconsapevoli) scelte operate dai governi regionali, soprattutto quelli del passato.
A ben vedere, è stata proprio l'inconsapevolezza il peggior nemico della Puglia settentrionale.
Il grande Andre Gunder Frank insegnava che lo sviluppo di un territorio non è mai un processo neutro. Date certe condizioni (per esempio, una politica di sovvenzioni nazionali e internazionali) allo sviluppo di un'area corrisponde il sottosviluppo di un'altra.
La mia tesi sullo sviluppo diseguale della Puglia è precisamente questa: allo sviluppo esponenziale che negli ultimi decenni hanno marcato Bari e il Salento, ha corrisposto il sottosviluppo dell'altra parte della Puglia, quella settentrionale.

mercoledì 15 giugno 2016

Cornuti e mazziati. Ecco Gattuso che canta "e il foggiano dov'è?"

Ho sempre amato molto Rino Gattuso, nonostante la mia fede interista, e quello che ha combinato domenica  a Foggia non incrinerà l’affetto che ho di lui (la stima sportiva, però, sì…).
Nel calcio le manfrine ci possono stare, soprattutto se perdere tempo e inasprire gli animi in campo hanno come posta in palio una promozione che la sua squadra ha conquistato più per demerito dell’avversaria (il Foggia) che non per propri meriti.
Sfottere i perdenti è di cattivo, anzi di pessimo gusto.
Guardatelo, perciò, nella foto durante i festeggiamenti della promozione del Pisa mentre canta: “Ma il foggiano dov’è?” partecipando al coro vagamente razzista cantato dai supporter nerazzurri (a Pisa, per chi non lo sapesse, dire foggiano a qualcuno  significa definirlo grezzo, struzzo, tamarro, e se non ci credete leggete questa lettera meridiana Lo sapevate che in certi posti d'Italia dire foggiano è un insulto?  )
Cornuti e mazziati, insomma. Consiglio caldamente la visione di questa immagine ai non pochi foggiani snob, che alla fine della partita, si sono affrettati a prendere le distanze, a dare addosso al Foggia e ai suoi tifosi.
Cadere nella provocazione è stato un grave errore, d’accordo. Tirare bottigliette è iun atto autolesionistico, incivile e da grezzi, struzzi, tamarri  (tanto più quando a farlo sono i vip della tribuna). Ma autoflagellarsi è da stupidi. E ricalca un comportamento purtroppo particolarmente diffuso a Foggia, quella tendenza all’autocrocifissione che porta i foggiani ad essere i peggiori giudici di se stessi. Autolesionisti, in un caso e nell'altro. E poi ci chidiamo perché Foggia è agli ultimi posti delle classifiche della qualità della vita.
Se volete guardarvi il video dei festeggiamenti, lo trovate qui: https://www.facebook.com/AcPisa1909/videos/1278194042193734/

martedì 14 giugno 2016

Capitanata destinata al collasso, ed ecco perché

Il governatore Emiliano, con gli assessori Di Gioia e Piemontese
Ieri mattina si è riunito a Foggia l’esecutivo regionale in una seduta di “giunta territoriale”, come è stato battezzato il tour provincia per provincia intrapreso dal governo pugliese. Quella di Foggia era la terza tappa, dopo Taranto e Brindisi ed è giù un fatto importante. Che diventa addirittura storico se si tiene presente che qualche ora prima, domenica sera, il governatore Michele Emiliano era sugli spalti dello Zaccheria per tifare Foggia nella sfida promozione.
Non era mai successo. Ed è comunque un bel segnale di attenzione verso i problemi della Capitanata (anzi, della Puglia settentrionale, la differenza non è soltanto nominalistica) che rischia però di rimanere del tutto fine a se stessa.
Non basta la buona volontà, pur diffusamente manifestata da Emiliano e i suoi assessori durante i lavori della “giunta territoriale” che si è riunita nel Sala del Tribunale di Palazzo Dogana.
Il tono del confronto è stato paurosamente basso, e non poteva essere diversamente, visto che da decenni la Capitanata è costretta sulla difensiva, senza riuscire a mettere i campo progetti di largo respiro.
La platea era affollata e sono stati molti gli intervenuti. Forse troppi. Il taccuino dei cronisti presenti si è riempito di una congerie di richieste, piccole e grandi, disomogenee, episodiche, frammentarie, cifra tangibile dell’assenza di una visione strategica dello sviluppo che accomuna tanto la classe dirigente della provincia di Foggia, quanto quella regionale.

Mano pesante del giudice sportivo: Zaccheria senza tifosi per cinque partite

C'era da aspettarselo. Il Giudice sportivo della Lega Pro, Pasquale Marino, ha usato la mano pesante, anzi pesantissima, nei confronti del Foggia: cinque giornate di squalifica dello Zaccheria, durante le quali i satanelli dovranno giocare a porte chiuse, 15.000 euro di ammenda, due giornate di squalifica a De Zerbi ("per comportamento offensivo verso l'arbitro durante la gara"), una giornata ad Agnelli, Di Chiara e Vacca, per doppia ammonizione.
Il giudice sportivo ha tuttavia riconosciuto anche le responsabilità del Pisa nell’aver esasperato il già torrido clima della partita: una giornata di squalifica è stata comminata a Gattuso, "per comportamento non regolamentare in campo e per aver assunto atteggiamento offensivo e provocatorio verso il pubblico locale”, una giornata anche a Varela, che era stato espulso dall’arbitro mentre si trovava in panchina essendo stato sostituito, "per comportamento scorretto verso un raccattapalle allo scopo di ritardare la ripresa del gioco.”
Magra consolazione, si dirà. Sul Foggia hanno pesato anche le ripetute recidive, puntigliosamente elencate dal giudice sportivo: ben 15 episodi che avevano già visto il sodalizio rossonero sanzionato durante il campionato.
I fatti di Foggia-Pisa, scrive il giudice sportivo nel suo provvedimento “costituiscono l’ultimo di una analoga, anche se meno grave, sequenza di eventi potenzialmente pericolosi per l’incolumità delle persone in campo”.

lunedì 13 giugno 2016

Gattuso smentito da Foggia Città Aperta. Il video che lo inchioda.

È un colpo magistrale, un autentico scoop quello messo a segno dalla testata foggiana Foggia Città Aperta che ha pubblicato un video che mostra quanto è accaduto negli incidenti che si sono verificati ieri pomeriggio allo Zaccheria, al 22' del secondo tempo  della sfida che opponeva il Foggia al Pisa, ritorno della finale play off.
Nel video, che potete vedere sotto,  si vede distintamente l’allenatore della squadra nerazzurra colpito da una bottiglietta di plastica. Sulle prime, Gattuso resta impassibile. Soltanto dopo alcuni secondi, si porta le mani alla testa e quindi crolla a terra, scatenando il pandemonio che ha poi provocato l’invasione di campo e la sospensione della partita. I due momenti si vedono anche nella immagine che illustra il post. Nella prima, Gattuso è stato già colpito, eppure resta con il busto eretto. La seconda immagine è di qualche secondo dopo.
I fatti stanno così, inequivocabilmente così: il fitto lancio di bottigliette dalle tribune dello Zaccheria è un atto esecrabile e incivile, che tra l'altro costerà caro alla società. Ma la bottiglietta che ha colpito il tecnico nerazzurro era semivuota, e Gattuso ha quanto meno esagerato le conseguenze di quello che gli era successo, esasperando il clima di tensione che serpeggiava fin da prima dell’inizio della partita.
Foggia Città Aperta ha pubblicato anche, a questo link,  le immagini riguardanti un altro episodio che si era registrato prima dell’inizio della gara. Gattuso si era arrabbiato platealmente per gli idranti che stavano innaffiando il rettangolo verde, provocando la reazione del pubblico rossonero.

Su Repubblica.It le immagini dell'incidente a Gattuso

Il sito di Repubblica pubblica una dettagliata fotocronaca dell'episodio che ha coinvolto l'allenatore del Pisa, Rino Gattuso, al 64' della gara di ritorno dalla finale play off di Lega Pro. Il tecnico dei nerazzurri è stato raggiunto da una bottiglietta, ed è rimasto accasciato a terra per un paio di minuti. Nella foto di sopra, che Repubblica ha tratto dalle immagini di Lega Pro Channel si nota il momento preciso in cui Gattuso viene colpito.
Gattuso - scrive Repubblica - è stato colpito da una bottiglia di plastica lanciata dagli spalti durante la finale di ritorno dei play-off di Lega Pro Foggia-Pisa. La partita è stata sospesa al 22' della ripresa, dopo il lancio di oggetti in campo, seguito dall'ingresso di una trentina di tifosi pugliesi. Nelle immagini pubblicate su Twitter, il momento in cui l'allenatore del Pisa è stato colpito.
Dopo gli incidenti che hanno provocato la momentanea sospensione dell'incontro, sono stati espulsi dall'arbitro sia Gattuso che l'allenatore del Foggia, Roberto De Zerbi.
Potete guardare lo slideshow, che si compone di 12 immagini, cliccando sul link qui sotto:
Calcio, Gattuso colpito da una bottiglia durante Foggia-Pisa

domenica 12 giugno 2016

Il bel sogno è finito

Il sogno della promozione si è infranto definitivamente dopo una sfida che i commentatori di Rai Sport hanno definito "epica". La rimonta non c'è stata, anche se i satanelli ce l'hanno messa tutta per ribaltare il doppio svantaggio maturato all'andata, con il 4-2 che li aveva visti soccombere a Pisa. Non sono riusciti purtroppo neanche a concludere il ritorno allo Zaccheria con una vittoria che avevano praticamente conquistato: i nerazzurri hanno pareggiato al 50', ultimo secondo, la rete che Iemmello aveva segnato su rigore, 7 minuti prima, regalando ai tifosi qualche attimo di speranza.
Il Foggia paga i vistosi errori difensivi che sono stati la costante negativa delle ultime partite del play off. I tre gol regalati al Lecce nella doppia e trionfale sfida con i salentini avevano fatto squillare il campanello d'allarme sulla leggerezza del pacchetto difensivo, decisamente non all'altezza del resto della squadra.
Il Pisa non è apparso nella doppia sfida una squadra superiore a quella rossonera. Ma la differenza l'hanno fatta, eccome, i gravi errori commessi a Pisa dal portiere e da altri difensori.
Bello l'applauso corale che il pubblico ha tributato ai giocatori al termine della partita, nonostante il pareggio e la mancata promozione. Molto meno bella l'invasione di campo che ha costretto l'arbitro (che non è sembrato all'altezza della situazione e che ha consentito ai pisani di perdere tempo e frammentare il gioco, contribuendo ad esasperare gli animi) a sospendere la partita per un quarto d'ora, con possibili conseguenza disciplinari che il Foggia potrebbe scontare nella prossima stagione.
Non resta che voltare pagina il più presto possibile, a cominciare dal patrimonio tecnico che mister De Zerbi è riuscito a creare e soprattutto dalla cifre da capogiro che certificano il grande ritorno della passione rossonera: 9-10.000 spettatori medi a partita, 48.000 biglietti richiesti per la semifinale con il Lecce, addirittura 65.000 per la sfida con il Pisa.
Un pubblico così, una città così, meritano la serie B.

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