domenica 31 luglio 2016

Elena Gentile ricorda Carmela Panico

La lettera meridiana pubblicata in occasione del settimo anniversario della scomparsa di Carmela Panico ha suscitato tanti commenti e tante reazioni, che testimoniano quanto sia ancora vivo il ricordo della donna che per prima in Puglia è divenuta dirigente sindacale.
Tra le diverse testimonianze, molto bella è quella di Elena Gentile, europarlamentare del Pd, già assessore regionale e sindaca di Cerignola, città che ha dati i natali anche a Carmela. Le due donne sono state molto legate. Eccone il testo.
* * *
Si è madri sempre!
Anche quando si genera passione politica.
Carmelina è stata per me una madre.
Non vi era confine tra vita pubblica e privata. Tutto era sempre impegno politico e sindacale. Il partito, la Cgil la sua vita!
Donna severa, rigorosa, poche parole, pochi sorrisi.
Mi voleva bene.
Di Lei voglio ricordare uno sguardo, un sorriso (uno dei pochi)...
Era l'otto marzo del 2007. Eravamo a Bari, si discuteva la legge regionale sulle politiche di genere: diritti, dignità, opportunità per le donne.
Lei era lì in prima fila, nonostante l'età ed i suoi problemi di salute.
Lo sguardo puntato su di me mentre illustravo la legge.
I suoi occhi brillavano fieri ed orgogliosi.
E forse per la prima volta il suo volto si illuminò con un sorriso. Ciao Carmelina!
Grazie Carmelina!
Elena Gentile

Capitanata, territorio snodo per tornare grande (di Franco Antonucci)

Per "Territorio Snodo" si intende, come noto, un coacervo di grandi Infrastrutture-Strutture territoriali, tra loro strettamente legate e/o correlate, con l'obiettivo di comporre un grande  "Sistema territoriale", più coeso, unitario, soprattutto dal punto vista della maggiore concentrazione e diffusione di tutti i flussi lontani, ritornanti verso lontano, a partire dal territorio di riferimento, considerato come un unicum a vasta scala.
In altre occasioni ho evidenziato che altre Province devono tra loro cercare alleanze multiple (Triangoli strategici interprovinciali), per comporre una maggiore e congruente sinergia di scala interprovinciale, per aprirsi ancor di più rispetto agli effetti delle Reti lontane di MacroArea o di scala nazionale, comunitaria, globale.
Ho evidenziato anche che la Provincia di Foggia, vastissima, multi-variegata, multi-infrastrutturale, multi-urbana, ha dentro di sè una molteplicità di soluzioni per una molteplicità di grandi "Territori Snodo", di vario tipo è tema. (Ne basterebbe anche uno, solo se riuscissimo a superare l'individualismo monocentrico delle tante realtà di Capitanata).
Basta fare alcuni esempi.
Il primo "Territorio Snodo", che viene spontaneo in una logica generale, che tiene conto delle risorse e potenziali oggi ancora latenti, è legato alla presenza di grandi Nodi logistici territoriali.
È stato quello (2007) del "Triangolo strategico" composto dal Polo logistico integrato di Incoronata (Scalo ferroviario intermodale ASI-Lotras), dal Polo logistico del Porto industriale di Manfredonia, dal Polo logistico dell'Interporto di Cerignola. (Inserito nel PTCP della Provincia di Foggia).

Renzo Arbore a Cracovia: "Sono di Foggia, non di Milano"

“Sono di Foggia, e non di Milano, e avrei preferito trovare scritto ciao Foggia.” Il rapporto tra Renzo Arbore e la sua Foggia ha dato luogo, in passato, a qualche equivoco e a qualche polemica. Ma a Cracovia il popolare showman sfodera orgogliosamente la sua foggianità.
Arbore era nella capitale polacca per un concerto nell'ambito della Giornata mondiale della Gioventù. Dato che è stato in passato (nell'era di Letizia Moratti, ad essere precisi) insignito della cittadinanza onoraria milanese, gli organizzatori dell’evento hanno pensato di rendergli omaggio facendogli trovare, all’uscita dell’aeroporto, una installazione su cui c’era scritto “Ciao Milano”.
“Avrei preferito ciao Foggia” ha commentato Arbore, sempre più internazionale.
Ormai sembra avviato a diventare patrimonio dell’umanità.
Potete trovare il video nella pagina di Lettere Meridiane o nel gruppo degli amici e dei lettori.
Se è la prima volta che ci andate, non dimenticate di mettere “mi piace” (alla pagina) o di iscrivervi al gruppo.
È il modo migliore per restare sempre aggiornati sui post di Lettere Meridiane.

sabato 30 luglio 2016

Seconda stazione: deve pronunciarsi il consiglio comunale

Finora si è molto parlato della possibilità di una seconda stazione a Foggia. Ma nessuno ha ancora formalizzato una precisa volontà politica in questo senso, a cominciare dal consiglio comunale della città, Foggia, interessata da quest'opera.
È dunque il caso di stringere i tempi, e fare in modo che l'assise municipale affronti la questione. Semmai prima delle ferie estive, che potrebbero allungare eccessivamente i tempi.
La richiesta giunge dal presidente del comitato "Un baffo ferroviario per Foggia", Luigi Augelli, che si sta tenacemente battendo per la seconda stazione. Augelli ha inviato una richiesta in tale senso al Sindaco Franco Landella e all’Assessore all’Urbanistica Francesco D'Emilio. La lettera contiene una lucida analisi della ragione che spinge il comitato a ritenere la seconda stazione una infrastruttura di interesse strategico per il capoluogo dauno.
Eccone il testo.
* * *
Nel Convegno sulla mobilità in Capitanata tenutosi il 20 luglio 2016 presso la Sala Rosa del Palazzetto dell’Arte di Via Galliani in Foggia, le SS.LL. hanno manifestato la necessità di realizzare una 2^ stazione ferroviaria a Foggia Sud-Campo degli Ulivi, per la città di Foggia e della Capitanata e non solo, che non sarà mai sostitutiva di quella di Foggia, ma integrativa.
Tale infrastruttura, che comporterà investimenti compresi tra i 15 e 20 milioni di euro, consentirà di intercettare i treni Alta Capacità, “no stop”, che RFI intende realizzare tra Bari-Roma e viceversa, facendo in modo che fermino anche a Foggia.
Senza questa opera non ci sarebbe la possibilità di una fermata lungo la bretella (baffo) già in esercizio dal 5 luglio 2015.
I treni da e per Roma, che attualmente transitano per la stazione di Foggia, continueranno a farlo, ma Foggia sarebbe esclusa da quelli veloci, che attrarrebbero sulla nostra città anche l’utenza di altre Province ed altre Regioni.
Nel confermare la condivisione del Comitato “Un Baffo Ferroviario per Foggia” per la scelta che l’Amministrazione Comunale intende proporre ad RFI, per impedire una nuova e grave penalizzazione per l’intero territorio della Provincia di Foggia, riteniamo, come Comitato, che alle affermazioni fatte nel Convegno del 20 luglio c.a., di porre all’O.d.G. del Consiglio Comunale di fine luglio 2016 l’approvazione della ubicazione della 2^ Stazione Ferroviaria a Foggia Sud, Campo degli Ulivi, seguano i fatti con la formalizzazione del relativo atto amministrativo.
Come Comitato saremo sempre vigili affinché quanto affermato trovi attuazione nella realtà e restiamo a disposizione per ogni ed eventuale azione congiunta da intraprendere per la soluzione definitiva del problema
Nel ringraziare quale cittadino e rappresentante del Comitato “Un Baffo Ferroviario per Foggia”, si coglie l’occasione per inviare distinti saluti.
Luigi Augelli

Iemmello non viene. E Sarno potrebbe andarsene.

Chi si aspettava una conferenza stampa col botto, per la prima partita ufficiale dei Foggia, ha di che essere deluso. Non c'è stata neanche l'atmosfera festaiola che solitamente contraddistingue la ripresa della routine, dopo le vacanze estive.
Roberto De Zerbi si è presentato ai giornalisti visibilmente tirato, e forzosamente evasivo nel dare le risposte attese dai giornalisti e dai tifosi.
Sulle ultime del mercato rossonero il mister lascia capire che una sorpresa ci sarà, e forse anche presto, ma non sarà Iemmello. Il possibile ritorno del bomber dell'anno scorso è stato poco più di una leggenda metropolitana alimentata dai sogni e dalle più strampalate fantasie rumor dei tifosi: c'era chi giurava di aver visto Iemmello aggirarsi per le vie del centro e qualcuno sosteneva addirittura di avergli affittato casa. Il cuore, si sa, certe volte fa brutti scherzi e tinge i sogni di realtà.
La realtà amara è che invece, come ha lasciato intendere il tecnico rossonero, ci potrebbe essere ancora qualche movimento in uscita, e forse anche clamoroso.
Gli indizi portano dritto dritto a Vincenzo Sarno ufficialmente richiesto dallo Spezia che vorrebbe ricostruire in terra ligure la coppia d'attacco che ha fatto faville a Foggia. L'attaccante non è stato  convocato per la partita di Coppa Italia con il Pontedera, anche perché non si allena da alcuni giorni.
Che ci sia qualche nota stonata, alla vigilia dell'inizio della nuova stagione, è una sensazione piuttosto diffusa. De Zerbi non lo ha detto chiaramente, ma ha fatto capire che si sarebbe aspettato qualcosa di più da certi giocatori, e che si deve fare tesoro della delusione patita l'anno scorso per cercare di partire col piede giusto.
Una filosofia che i tifosi rossoneri conoscono assai bene, e che fa parte del modo di intendere il calcio di Roberto De Zerbi: se la squadra deve dare l'anima in campo, e quest' anno deve farlo fin dall'inizio del torneo, per evitare di dover inseguire, com'è successo l'anno scorso, è necessario contare su una rosa composta da giocatori motivati, e soprattutto fortemente convinti di stare a Foggia.
Forse De Zerbi ha capito che alcuni giocatori non condividono più questo progetto, o che ne farebbero parte malvolentieri.
Se le cose stanno così, si può ben capire il nervosismo che serpeggia negli ambienti rossoneri. Il mercato è stato particolarmente intenso, fino ad oggi, ma resta ancora da risolvere il problema  più grande: come sostituire Iemmello. Dovesse andarsene Sarno, e dovesse essere necessario pensare ad un sostituto anche per lui, le cose si complicherebbe non poco.



venerdì 29 luglio 2016

Gargano e turismo, la Regione deve cambiare registro (di Geppe Inserra)

Non ci vuole la zingara per capire le ragioni per cui il successo del brand Puglia ha soltanto sfiorato la zona turisticamente più vocata della Puglia stessa, ovvero il Gargano.
Come abbiamo pubblicato ieri, uno studio di Confcommercio ha messo in evidenza che negli ultimi anni, mentre le altre province pugliesi crescevano in termini di arrivi e di presenze, la provincia di Foggia è rimasta al palo, perdendo comunque qualcosina. Perché è accaduto?
Il turismo sta diventando sempre di più mordi e fuggi. Le ferie che durano un mese o anche due settimane sono un ricordo del passato. Oggi si va in vacanza nei week end, nella migliore delle ipotesi per una settimana.
In un siffatto contesto, la durata del viaggio da casa alla meta turistica scelta è una variabile sempre più importante.
Conclusione: sono più competitive le località che si trovano vicine ad infrastrutture di trasporto veloce, come gli aeroporti.
Non è un caso che le aree che si sono maggiormente giovate della crescente internazionalizzare del turismo pugliese siano Bari e Brindisi, ovvero i due capoluoghi di provincia pugliesi che dispongono di scali aeroportuali di interesse nazionale ed internazionale.
Di converso, il Gargano è l’area turistica pugliese più lontana da una struttura aeroportuale: Vieste dista dall’aeroporto di Palese 180 chilometri, Peschici e Rodi Garganico più di 200. Distanze incompatibili con l’evoluzione delle domanda turistica di cui si è detto prima.
E  pensare che c'è ancora chi sostiene che l'allungamento della pista del Lisa sia un'opera inutile.
A penalizzare il Gargano è stata poi un’altra ragione, di natura - come dire - semantica. Turisticamente parlando, la Puglia è soprattutto Gargano e Salento. Promuovere genericamente il brand Puglia, ha fatalmente indebolito sia il brand Gargano che il brand Salento, mentre ha favorito aree, come il Barese, meno tipizzate dal punto di vista turistico e più centrali.
Anche in questo caso, non è per niente una coincidenza che, come il report di Confcommercio ha opportunamente evidenziato,  la provincia maggiormente beneficiata dalle politiche turistiche che la Regione Puglia ha messo in campo negli ultimi anni, sia stata quella di Bari.
Non è il caso di fare sfoggio di foggianesimo, e ripensare male. Non credo che chi definito le politiche turistiche in quel di via Capruzzi volesse deliberatamente agevolare Bari e penalizzare il Gargano.
Ma viste le insostenibili sperequazioni portate alla luce dall'indagine Confcommercio, adesso si deve cambiare registro, e urgentemente, anche per un'altra ragione, sovente trascurata. La provincia di Foggia totalizza il 42% dei posti letto dell'intera Puglia e di conseguenza concentra i maggiori investimenti imprenditoriali. Togliere al Gargano per destinarlo ad altre aree significa impoverire questo sistema imprenditoriale, con conseguenze pesanti sull'intero ciclo economico e sull'occupazione.
La Vertenza Gargano annunciata dal presidente di Confcommercio, Damiano Gelsomino, potrebbe rappresesentare il classico sasso gettato nell'acqua stagnante, e da troppo tempo stagnante, del turismo provinciale.
Speriamo.
Geppe Inserra
(La foto che illustra il post, dotata di Creative Commons License è di Hari Seldon)

A volte ritornano.... Iemmello?

La storia rossonera è ricca di ritorni. Il più clamoroso è stato senz’altro quello di Zeman, Pavone e Casillo che provarono in serie C a scrivere un altro capitolo della favola di Zemanlandia. Chi volesse rinfrescarsi la memoria può leggere qui. Le cose non andarono nel senso sperato, però il ritorno di Zeman a Foggia regalò al calcio italiano due gioielli come Insigne e Sau, e scusate se è poco.
Quello del boemo sulla panchina rossonera fu il terzo ritorno, perché Zeman aveva allenato il Foggia già prima di.... Zemanlandia, salvando la squadra che partiva da una pesante penalizzazione.
A quota tre c'è anche un altro grande tecnico che si è seduto sulla panchima rossonera, Ettore Puricelli. L’oriundo argentino, soprannominato “testina d’oro” per la sua abilità nel colpire e segnare di testa, ha guidato il Foggia da allenatore per cinque stagioni ma - qui sta il bello - spalmate in tre distinte tornate.
Allenatore blasonato (vinse lo scudetto col Milan al suo esordio in panchina e successivamente allenò il Porto), Puricelli guidò il Foggia in serie B nel 1971-1972, poi in serie A nel 1976-1977 e 1977-1978 e infine in Serie C nel 1979-1980, centrando l'obiettivo della promozione.
Niente male, vero?
I record di Zeman e Puricelli potrebbero essere insidiati da un altro ritorno bis. All’inizio sembravano soltanto rumors, invece con il passare delle ore la notizia sta prendendo sempre più consistenza.
Se ne parla con insistenza nel gruppo whatsapp Che di dice du Fogge?
Con tanta insistenza che il fondatore e coordinatore del gruppo, Giovanni Cataleta, in considerazione del fatto che tra i membri ci sono persone le cui coronarie sono un po’ birichine (tra cui chi scrive…) è intervenuto per suggerire maggior cautela.
A questo punto cari amici e lettori avrete capito di chi si tratta (tanto più che c’è scritto anche nel titolo, seppure con il punto interrogativo), e sarebbe non soltanto un gradito ritorno, ma anche una favola, una di quelle favole che solo il Foggia riesce a raccontare.
La società starebbe trattando con lo Spezia l’acquisto a titolo definitivo o il prestito con diritto di riscatto di Pietro Iemmello, il bomber che l’anno scorso ha trascinato il Foggia alla conquista della Coppa Italia di Lega Pro (8 gol) e ai play off aggiudicandosi, con 24 reti (su 32 partite), anche il titolo di capocannoniere del girone C.
Già l’estate scorsa Iemmello era “tornato” a Foggia dopo che lo Spezia, società che ne detiene il cartellino dal 2013 (lo prelevò dalla Pro Vercelli per appena 250.000 euro) lo spedì a Lanciano per un altro anno in prestito.
La trattativa tra il Foggia e la società ligure andrebbe avanti da alcuni giorni. Lo Spezia ha chiesto al Foggia Sarno, non si sa bene se quale contropartita nell’affare Iemmello. Secondo i rumors, oltre che “re Pietro” il Foggia avrebbe chiesto allo Spezia il terzino Krisztián Tamás.
Inutile dire che il Foggia avrebbe già raggiunto accordo di massima con l’attaccante. C’è chi dice che la firma potrebbe essere questione di ore.

giovedì 28 luglio 2016

Carmela Panico, una vita dalla parte del lavoro e della famiglia

Carmela Panico è stata la prima donna dirigente sindacale in provincia di Foggia.  Una donna che ha dedicato  tutta la sua vita alla difesa del lavoro e dei diritti dei lavoratori, senza mai rinunciare al suo ruolo di madre e poi di nonna.
Sette anni fa, ha concluso la sua esistenza terrena. È stata una donna cui ho voluto molto bene e che ho chiamato mamma. Era mia suocera, e mi ha insegnato molte cose, la più importante delle quali credo sia stata la sua innata capacità di coniugare l'impegno pubblico con la sfera privata, dedicando all'uno e all'altro ogni sua energia.
L'immagine che apre il post descrive con molta efficacia la temperie politica e culturale in cui si è formata. La foto mostra la manifestazione che si svolse a Cerignola nel 1958, in occasione del primo anniversario della morte di Giuseppe Di Vittorio. Il corteo è aperto dalle donne di Cerignola. A braccetto con Anita Contini, la moglie di Di Vittorio, c'è Carmela Panico, con l'abito bianco della festa, come aveva insegnato a fare ai suoi braccianti il grande sindacalista che partito da Cerignola divenne segretario generale della Cgil e del Sindacato mondiale dei lavoratori.
La bambina che le dà la mano è mia moglie, Sabatina “Vindice” Pizzolo. Il secondo nome Vindice, le fu imposto perché così si chiamava il figlio di Giuseppe Di Vittorio, eroe della guerra civile spagnola.
Da bambina, Carmela andava con il padre tutti i giorni ad ascoltare Radio Londra, e subito si convinse della necessità di fare qualcosa per gli altri, della impossibilità di restare a braccia conserte, di fronte alla tragedia della guerra.
La sua prima iniziativa pubblica fu dedicata al tema della pace, che l’avrebbe vista sempre impegnata, anche negli anni successivi: il 1° maggio del 1946 fu in prima fila in un corteo di donne che in abito da sposa sfilarono assieme ad una grande colomba della pace, trainata da un carro.
Le sue prime esperienze sindacali si maturarono nelle lotte per l’acqua e per l’irrigazione dei campi, nel Basso Tavoliere pugliese. Nel 1950 ottenne il suo primo incarico di direzione sindacale, diventando responsabile della Federbraccianti, l’organizzazione di categoria dei lavoratori agricoli della Cgil.
Qualche anno già tardi, dopo aver frequentato i corsi di formazione sindacale a Faggetto Lario, venne nominata responsabile della Commissione Femminile della Cgil. Negli stessi anni venne eletta consigliera comunale a Cerignola, nelle liste del Pci, partito al quale si era iscritta da giovanissima.
Carmela Panico ha dedicato molta parte della sua attività politica e sindacale alle cause dell’emancipazione dei braccianti e delle donne. Negli anni Sessanta, ha promosso la mobilitazione contro il sottosalario femminile: memorabile un comizio che tenne a Stornara, in cui rivendicò il diritto delle donne a percepire un salario identico a quello degli uomini.

Emiliano, così non va: Confcommercio lancia la Vertenza Gargano

È Vieste la regina del turismo pugliese, con quasi due milioni di presenze. Al secondo posto c'è Ugento, che però insegue a distanza siderale, fermandosi a poco più di 800mila presenze. Il Gargano e la Capitanata restano ancora i territori trainanti del turismo regionale, con 4.341.931 presenze. Il Salento è al secondo posto con 4.287.181 presenze, ma al primo per quanto riguarda gli arrivi: 914.051 contro i 903.740 fatti segnare dalla provincia di Foggia.
Ci sarebbe di che essere soddisfatti, se non fosse per alcuni inquietanti segnali che affiorano dal resto dei dati.
Il brand Puglia sta vivendo infatti un momento d'oro, ma paradossalmente la provincia che ne beneficia di meno è proprio quella di Foggia, che è la sola ad accusare una flessione delle presenze, nel settennio che va dal 2008 al 2015.
Mentre il resto della Puglia galoppava, il Gargano e la Daunia arrancavano.
Meno 2,3% per la Capitanata, mentre le altre province pugliesi mettono in campo indicatori addirittura sfavillanti: al top c'è Bari (+34.6%), seguita da Brindisi (+26,1%) e dalla Bat (+22,5%). In crescita anche le province di Lecce e Taranto, ma con tassi decisamente più contenuti, rispettivamente +11,7 e +11,4%.
La forbice che separa la Capitanata dal resto della Puglia è però impressionante. E preoccupante. Tanto da suscitare l'allarme di Confcommercio.
I dati esposti sono desunti dal Report realizzato dall'Ufficio Studi dall'organizzazione di categoria dei commercianti e degli operatori turistici, il cui presidente, Damiano Gelsomino, li commenta puntando il dito senza esitazione contro le politiche turistiche regionali.

mercoledì 27 luglio 2016

A Peschici personale di Renato Guttuso

Peschici punta con convinzione sull'arte, lo spettacolo e la cultura, e propone un cartellone con i fiocchi che va da Renato Guttuso a Massimo Ranieri (ospite d'onore di Peschici Jazz, il 4 settembre, per una delle poche date di Jazz-Malia), ad appuntamenti di grande spessore civile come il Premio Trabucco Mimì Ottaviano (28 agosto) e la Giornata nazionale dedicata all'indimenticabile sindaco pescatore Angelo Vassallo (5 settembre).
Sul fronte dell'arte spicca un nome d'eccellenza, come quello di Renato Guttuso. Quella che sarà esposta da sabato 30 luglio al 21 agosto nella Torre del Ponte è una vera e propria mostra personale che offrirà un originale ed approfondito spaccato della vasta produzione dell'artista siciliano, che fu particolarmente legato alla provincia di Foggia, che lo elesse senatore, nelle liste del Pci.
L'evento è stato promosso e organizzato da Giuseppe Benvenuto, con la collaborazione della Galleria de’ Bonis (Reggio Emilia)
All'interno dell'intrigante spazio espositivo di Torre del Ponte (via Roma, 9), la rassegna propone una ricca esposizione dedicata al Maestro di Bagheria.
La mostra, in programma dal 30 luglio al 21 agosto 2016, rivisiterà la storia di Guttuso e, attraverso il suo sguardo, i cambiamenti della società italiana, della quale è stato interprete e poeta.
Saranno esposte opere scelte, fra cui pezzi rari e preziosi, che permetteranno di conoscere le diverse fasi della sua ricerca e la ricchezza tematica della sua pittura: dipinti ad olio su tela, chine, tecniche miste e matite di ogni decennio e di ogni soggetto caro all’artista: intense nature morte, figure,luoghi quotidiani e moderne scene di genere. Ampio spazio sarà dedicato non solo a studi preparatori, ma anche ad opere finite, parte di un preciso percorso di studio ed approfondimento.
Preziose opere ad olio saranno protagoniste della mostra con tutta la corposa matericità del segno di Guttuso.
Buona parte dell’esposizione ruoterà intorno alla figura femminile tanto cara al Maestro. Saranno presenti chicche e perle curiose fra le quali uno splendido olio (Luxor, 1959) ricordo di un capodanno in Egitto.
Per finire, opere della serie originale dalla quale sono stati realizzati i suoi famosi Tarocchi ed una selezione di chine e disegni su carta, per analizzare i diversi approcci di Guttuso alla figura.
L’esposizione, che sarà inaugurata sabato30 luglio alle ore 22,00, sarà visitabile fino al 21 agosto 2016, tutti i giorni, domenica e festivi inclusi,con orario 21.00-00.30.
La mostra è stata  resa possibile grazie alla collaborazione di: Galleria de’ Bonis – Reggio Emilia, Regione Puglia, Provincia di Foggia, Comune di Peschici, Parco Nazionale del Gargano, GAL Gargano, Camera di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura di Foggia.
Partner: Cantine Domini Dauni, San Severo – New Vigilantes, Vico del Gargano

martedì 26 luglio 2016

Di Riverola il gol più bello della Lega Pro 2015-16

Riverola mentre sta per calciare il tiro che batterà
il portiere del Lecce
E' di Marti Riverola il gol più bello della Lega Pro 2015-2016. Lo ha decretato un sondaggio on line promosso da Sport Tube Tv, il portale che detiene l'esclusiva delle partite di Lega Pro. Si tratta della rete messa a segno dal centrocampista rossonero al 50' della gara di ritorno della semifinale di play off giocata allo Zaccheria contro il Lecce.
Il risultato era fermo sullo zero a zero quando il giocatore spagnolo, da posizione impossibile, una decina di metri fuori dall'area di rigore, ha lasciato partire un bolide che si è insaccato nel sette della porta dei salentini.
Che il gol più bello della Lega Pro scelto dai partecipanti al sondaggio di Sport Tube Tv sarebbe stato rossonero, lo si sapeva però già prima della finalissima. Perché a contendere il riconoscimento a Riverola c'era un altro satanello doc, capitan Cristian Agnelli, che aveva vinto la sua semifinale grazie al gol, anche questo bellissimo, segnato, sempre allo Zaccheria al Catania: un delizioso pallonetto, anche in questo caso da distanza siderale, che aveva lasciato di stucco l'estremo difensore degli etnei.
Confesso che per quanto mi riguarda avevo votato per la rete del capitano, anche per il modo con cui era stata costruita, con una serie di tocchi di prima, conclusi genialmente da Agnelli.
Capisco però il risultato finale del sondaggio, e sono contento. Di un gol va valutato anche il "peso" in termini di risultato. Una cosa è tentare una raffinatezza a risultato acquisito come ha fatto Agnelli col Catania (riuscendoci alla grande), altra sbloccare il risultato in una gara ad eliminazione diretta, con una prodezza come quella di cui si è reso protagonista Riverola.
Il Foggia è stato in ogni caso protagonista indiscusso della iniziativa di Sport Tube Tv, partecipando alle due semifinali che comprendevano le dodici reti più belle dei tre gironi con quattro gol. Conti alla mano, un terzo delle reti che erano state scelte per le semifinali erano state messe a segno da giocatori del Foggia.
Oltre a Riverola e Agnelli, che si sono contesi la finale, c'erano i due bomber dell'attacco rossonero,  Pietro Iemmello, per il gol messo a segno allo Zaccheria ai danni della Fidelis Andria e Vincenzo Sarno per la rete su punizione contro il Benevento.
Il merito di questo record è evidentemente dei giocatori che con le loro prodezze hanno conquistato i consensi del pubblico di Sport Tube Tv, ma ampio riconoscimento va dato anche a Roberto De Zerbi, il cui sistema di gioco rappresenta un humus ideale per certi gesti tecnici ed atletici. Assieme allo Zaccheria e allo specialissimo calore che riesce ad infondere alla squadra, grazie all'impareggiabile pubblico foggiano.
Il poker di eurogol firmato da Riverola, Agnelli, Iemmello e Sarno è stato messo a segno interamente tra le mura di casa. E non è per niente un caso.
Intanto rivediamo qui sotto la splendida rete che ha meritato a Riverola l'ambito riconoscimento di Sport Tube Tv.

Bari pigliatutto? No. Foggia immobile ed arretrata

Coesione e partecipazione. Frammentazione e individualismo come vincoli pesanti per il futuro. Si infervora la discussione sui temi proposti negli scorsi giorni da Lettere Meridiane e, in particolare, su quanto ha scritto l'altro giorno Gianluigi Cutillo, nella lettera meridiana, Baresi più coesi dei foggiani. Perciò Bari vince.
Particolarmente graditi e significativi, anche perché discusesprimono posizioni diametralmente opposte, quelli di Vincenzo Concilio e Maurizio Marrese.
Concilio commenta la lettera meridiana di Cutillo sulla bacheca di Populus, gruppo social di cui è animatore, scrivendo: "Gianluigi Cutillo, Geppe Inserra, è come se aveste messo il carro davanti ai buoi realizzando il paradosso per ribaltare una situazione normale nella quale dovrebbero essere i buoi a tirare il carro e non il contrario. Voglio dire che, la disgregazione sociale che è il contrario della coesione, è in gran parte frutto del colonialismo regionale baricentrico.

lunedì 25 luglio 2016

Cutillo: Baresi più coesi dei foggiani. Perciò Bari vince

Animatore di associazioni, di organismi come il Forum dei giovani, di gruppi social, Gianluigi Cutillo è un attento osservatore della società civile foggiana. Ecco come ha commentato sulla bacheca del gruppo facebook Quartiere Ferrovia/viale XXIV maggio Social Street Foggia.
-----
Purtroppo caro Geppe Inserra la situazione da te ottimamente analizzata la ritroviamo fortemente anche nel tessuto associativo e sociale della città. Perché Foggia e la capitanata non crescono? Perché ognuno bada al suo piccolo orticello, si ha quasi paura di creare rete...e la situazione difficilmente cambierà....purtroppo è anche una questione di mentalità.
Spesso critichiamo Bari sostenendo che veniamo esclusi da politiche economiche di crescita e sviluppo, ma serve necessariamente una presa di coscienza anche da parte nostra, soprattutto degli errori commessi in questi anni.
Foggia vuole crescere? Cari amici foggiani imparate a creare rete e ad essere più compatti, decisi, uniti...l'Unione fa la forza e la differenza...badate meno ai piccoli interessi...
-----
Cutillo mette il dito nella piaga. La Capitanata e Foggia sono territori di natura e per vocazione plurali e pluralistici, sia nel senso della notevole varietà paesaggistica, ambientale e culturale, sia nel senso di una diffusa diversità sociale e politica che si sostanzia in una molteplicità di associazioni.
La diversità può essere una grande ricchezza se viene mobilitata per il raggiungimento di obiettivi comuni. Ma può rivelarsi un'autentica palla di piombo se non riesce a comporsi in una volontà unitaria, se si disperde nei rivoli di quell'esasperato e improduttivo individualismo che - sono d'accordo con Cutillo - è il nostro peggior difetto.
(G.I.)

domenica 24 luglio 2016

La Capitanata vince solo se coesa

La contesa sulla leadership della cabina di regia del Patto per la Puglia è, come si usava dire una volta, una questione squisitamente politica.
Ciascuno dei contendenti ha le sue ragioni. Il presidente della Provincia, Francesco Miglio la rivendica in forza del tradizionale ruolo di ente intermedio che rappresentava una volta una prerogativa dell'amministrazione di Palazzo Dogana. Il sindaco di Foggia, Franco Landella, si richiama invece all'area vasta prevista da Capitanata 2020 che vedeva la città di Foggia quale capofila del l'aggregazione di comuni del Tavoliere e del Gargano, riconoscendo alla Provincia una funzione di coordinamento.
Il modello dell'area vasta non ha però mai del tutto convinto, per gli stessi problemi che stanno mettendo a dura prova la cabina di regia.
Piccole e grandi gelosie istituzionali, localismi e soprattutto la mancanza di una visione unitaria e condivisa del territorio e delle sue istanze di sviluppo impediscono alla Capitanata di mettere le ali, di trasformare le sue potenzialità in autentici fattori di sviluppo.
Non c'è dubbio che la soppressione delle Province per la terra dauna costituisce un'ulteriore mazzata. La Provincia di Foggia non è come quella di Fermo. Un territorio così ampio e plurale ha bisogno di un autorevole livello di governo.
In questo scenario, Foggia è chiamata a svolgere con maggiore consapevolezza il suo ruolo di Capitale e Capoluogo. Effettivamente, era forse questo l'aspetto più intrigante di Capitanata 2020 e di alcune intuizioni quali la Pentapoli e il progetto del treno tram.
Se le cose stanno così, si capisce bene come più che litigare tra di loro, provincia e Comune dovrebbero adoperarsi per tracciare percorsi condivisi e il più possibile inclusivi.
Quando lo hanno fatto, sono riusciti ad ottenere risultati addirittura storici per la comunità.
Un caso su tutti: la Giornata di mobilitazione per l'Università voluta dagli allora presidente e sindaco Michele Protano e Gianni Mongiello che riuscì a portare in piazza ventimila persone ma anche tutte le altre istituzioni, a cominciare dalla Chiesa, e poi le imprese, i sindacati, i giovani.
Fu una grande pagina di democrazia e di coesione il cui spirito andrebbe oggi recuperato soprattutto allo scopo di dare senso, spessore e respiro alla cabina di regia che non è il fiore all'occhiello di questo o quel personaggio ma un serio strumento di costruzione del futuro.

sabato 23 luglio 2016

Che grande Piovani. Che bella Foggia.

Ho visto lo spettacolo di Piovani dal loggione, ovvero dall’area esterna alle transenne che separavano i posti a sedere dal resto della piazza. Sono fatto così: se devo andare da qualche parte decido all’ultimo momento, non prenoto, e quando sono arrivato a piazza Battisti, le poltrone erano già gremite.
Però come mi succedeva da ragazzo, quando era un assiduo frequentatore  della stagione teatrale e lirica del Giordano, il loggione offre un punto di vista da spettatore diverso e più intrigante. Un po’ come andare in curva allo Zaccheria.
Direi che in piedi, per via delle tenue arietta che appena raffrescava quel caldo greve, si stava perfino meglio che seduti, non fosse stato per le quattro gentili giovani signore che hanno continuato a chiacchierare tra di loro per l’intera durata dello spettacolo, giusto dietro di me.
S’interrompevano soltanto per rispondere ai cellulari - che naturalmente non avevano spento, nonostante il perentorio invito del presentatore - ed era anche peggio, perché per farsi sentire da chi stava all’altro capo dovevano alzare la voce. Però applaudivano convinte dopo ogni brano: e credo che la musica gli piacesse davvero. Ormai siamo tutti multitasking: si chiacchiera, si ascolta musica, si chatta, tutto nello stesso tempo. Ma si gusta veramente qualcosa?
Per il resto, ieri sera mi sono sentito - e non succede così spesso - veramente orgoglioso di essere foggiano, parte di quella piazza, parte di quel pubblico che ha tributato al maestro Piovani e ai diversi grandi personaggi del cinema e della cultura che vengono richiamati nel suo spettacolo La musica è pericolosa, un omaggio caloroso e convinto, come soltanto i foggiani sanno essere, quando vogliono, sorprendendo lo stesso musicista.
È accaduto quando Piovani ha presentato la canzone Quanto t’ho amato cantata da Benigni, ricordando l’autore delle parole, Vincenzo Cerami.
Dalla piazza è partito un applauso spontaneo alla memoria del grandissimo scrittore, sceneggiatore  e poeta che ha meravigliato lo stesso Piovani, che si è interrotto chiedendo a tutto il pubblico di unirsi a quella manifestazione di affetto.
Cerami è stato uno scrittore, non un divo del cinema o della musica,  come gli altri personaggi che idealmente accompagnano il viaggio musicale di Piovani, da Fellini e Benigni, da Fabrizio De André a Mastroianni (la cui presenza scenica non è solo ideale, perché ad un certo punto si sente la voce del grande Marcello che canta Caminito).
Una piazza che tributa spontaneamente un omaggio così caloroso e convinto a uno scrittore come Vincenzo Cerami, denota un grande pubblico, che ha accompagnato lo spettacolo con una pioggia di applausi a scena aperta ed una standing ovation finale, di quelle che ti spellano le mani.
Mi sono unito volentieri, dal mio loggione. Piovani è qualcosa di più di un grande compositore che nel corso della sua carriera ha vinto di tutto, Oscar compreso. È la colonna sonora di un’Italia bella, orgogliosa della sua cultura, orgogliosa della sua bellezza.
Brava Foggia, e brava l’amministrazione comunale ad aver regalato alla città questo concerto-evento, che è un inno alla musica, pericolosa come è pericolosa la bellezza che ti conquista e ti cambia la vita, com’è bello l’ignoto, com’è bella questa piazza, questa gente, questa Foggia.

venerdì 22 luglio 2016

22 luglio 1943-2016 / L'orgoglio di essere foggiani (di Geppe Inserra)

Foggia ricorda le ore della sua tragedia. Settantatré anni fa, la città cadde vittima di una delle più atroci e violente incursioni aeree ad opera degli Alleati. I foggiani scoprirono sulla loro pelle che gli Alleati avevano imboccato ormai senza riserve la strada dei bombardamenti strategici, locuzione che sta ad indicare atti di terrore veri e propri, con bombe e raffiche di mitra che venivano dirette, senza distinzioni, sia contro gli obiettivi militari che contro l’inerme popolazione civile.
Mi pare che quest’anno Foggia viva questa ricorrenza in modo diverso dal passato, più consapevole, e questa è sicuramente una bella notizia, nonché il giusto  premio per quanti - con il testa il Comitato per il monumento alle vittime dei bombardamenti, ma anche l’Auser, Foggia in guerra, ScenAperta, la Fondazione Banca del Monte - si sono tenacemente impegnati per impedire che scendesse il velo dell’oblio definitivo, su eventi che tanta parte hanno avuto nello scolpire l’identità della città. O più precisamente nel produrre quei "buchi" all'identità che l'hanno resa per decenni malferma e vacillante.
I bombardamenti sono stati una terribile cesura nel delicato processo che porta una comunità civile a riconoscersi in un’identità.

Augelli: "Ok alla seconda stazione in zona Salice"

Fare politica fuori dai palazzi, coinvolgendo la cittadinanza nella riflessione e nella discussione su opere e questioni di cruciale importanza per il futuro.
E può succedere perfino che, fuori dal palazzo, si riesca ad individuare il bandolo della matassa, e, se non a sbrogliarlo, almeno a individuare percorsi comuni.
È accaduto in occasione del convegno sulla mobilità in Capitanata organizzato dai consiglieri del gruppo indipendente del comune di Foggia (Vincenzo Rizzi e Marcello Sciagura), in collaborazione con il comitato Vola Gino Lisa, emoderato dal capo della redazione foggiana della Gazzetta del Mezzogiorno, Filippo Santigliano.
Durante i lavori, cui ha partecipato anche l’assessore all’Urbanistica del Comune di Foggia, Francesco D’Emilio, si è parlato naturalmente anche della ipotesi della seconda stazione che (giova ribadirlo fino alla nausea) non sostituirà l’attuale stazione per l’arrivo e la partenza dei treni da e  per Roma, ma costituirà una fermata dei convogli diretti Bari-Roma, che Rfi non intende far giungere fino alla stazione di viale XIV maggio.
Come si ricorderà circa la localizzazione dell’ipotetico secondo scalo circolavano due ipotesi (che potete vedere nell’immagine sopra). La prima, portata avanti dall’Amministrazione comunale, cerchiata in vede nella foto, prevede la realizzazione della fermata nei pressi del Campo degli Uilivi, vicino al tracciato della costruenda Orbitale. La seconda, cerchiata in rosso nella foto, sostenuta dal Comitato “Un baffo ferroviario per Foggia” prevede invece la realizzazione della fermata di fianco al ponte di via Bari.
Sulle risultanze del convegno Luigi Augelli, presidente del Comitato, ha scritto una nota in cui, ribadendo la necessità della seconda stazione, chiarisce le ragioni per cui la proposta comunale va accolta.
Ecco il testo della nota di Augelli.
* * *
Accogliamo con grande soddisfazione le dichiarazioni dell’Assessore all’Urbanistica, in nome e per conto dell’Amministrazione Comunale di Foggia, sulla confermata necessità di realizzare a Foggia Sud zona Campo degli Ulivi Salice Nuovo, una nuova stazione ferroviaria per impedire che Foggia, la Capitanata e non solo, venga esclusa dai collegamenti di linea ad alta capacità, da e per Roma.
Le chiare e precise illustrazioni dell’Amministrazione sulla definizione della zona interessata all’intervento in parola, dimostrano la difesa che del nostro territorio è stata fatta a tutela degli interessi collettivi ed in piena sintonia con quanto già programmato nell’ambito del PUG, non costituirà una variante ma una scelta strategica per il futuro.

Di pubblico dominio L'apparizione di San Michele sul Gargano di Cesare Nebbia

Miracoli di Wikimedia Commons. Grazie al portate di Wikipedia che si occupa di raccogliere e rendere disponibili on line materiali multimediali non più protetti dal diritto d’autore, è divenuta di pubblico dominio una delle più belle rappresentazioni dell’apparizione di San Michele sul Gargano.
Si tratta della tela S.Michael in Monte Gargano apparet, dipinta verso la fine del XVI secolo da Cesare Nebbia, pittore umbro della scuola manierista, noto soprattutto per aver preso parte, durante il papato di Sisto V, alla dipintura ad affresco della Cappella Sistina e ai lavori di restauro della Scala Santa e della Cappella di San Lorenzo.
La tela, di notevolissimo valore artistica, è custodita presso i Museo Vaticani e quella che si trova su Wikimedia Commos è la sola riproduzione digitale esistente. Potete gustarla fin nei suoi minimi particolari su Wikimedia: a renderla disponibile e di pubblico dominio è stato un sacerdote, David Castor.
La rappresentazione dell’apparizione dell’arcangelo sul Gargano è piuttosto convenzionale e fedele alla tradizione. Ma la plasticità della processione che sale al Monte, il notevole equilibrio cromatico,  la sapiente composizione del paesaggio, conferiscono alla tela una notevole capacità di suggestione.
Potete guardarla o scaricare ad alta risoluzione a questo link.
Suggerisco caldamente di farlo: l'illustrazione che apre i lpost riguarda infatti solo un particolare della stupenda opera di Nebbia. 

giovedì 21 luglio 2016

Lo sviluppo? È questione di sensibilità

Lo sviluppo è anche questione di sensibilità. Forse è soprattutto questione di sensibilità. Perché c’è sviluppo e sviluppo. Puoi stravolgere paesaggi millenari “rimboschendoli” con foreste di pale eoliche e prati di parchi fotovoltaici, sottraendo terreno prezioso all’agricoltura, puoi fare del paesaggio stesso una risorsa di futuro, amandolo, difendendolo, trasmettendolo integro alle generazioni che verranno.
Gianfranco Eugenio Pazienza possiede questa sensibilità speciale, che è riuscito ad esprimere con ammirevole capacità di sintesi in due commenti al reportage di Riccardo Bacchelli su Monte Sant’Angelo, che Lettere Meridiane ha pubblicato negli scorsi giorni (qui trovate la prima parte, e qui la seconda).
Pubblicando la splendida immagine della Grotta di San Michele a Cagnano Varano che apre il post (per chi non lo sapesse, il Gargano è un tripudio di orme e tracce lasciate dall'Arcangelo) Pazienza scrive: "Sono sicuro che Bacchelli anche qui, dove ancora stillano le rocce l'acqua taumaturgica e dissetano il corpo e l'anima, avrebbe incontrato lo spirito angelico della lotta del bene contro il male. Fuori da questi luoghi sacri, ovunque sul Gargano, la lotta sembra inesorabilmente persa."

La vita straordinaria di Pasqualino Aquilino

Pasqualino Aquilino, classe 1911, è stato tra i figli più longevi della terra di Capitanata. Se n’è andato qualche settimana fa, nella sua Troia, dov’era nato più di un secolo fa. Aveva compiuto 105 anni,  tutti vissuti da protagonista e da consapevole servitore della cosa pubblica. È stato soldato, amministratore comunale, dipendente pubblico per l’Ente Provincia. Una vita per gli altri, insomma: perché troppo spesso si dimentica che chi serve lo Stato, serve la comunità.
Mi sono spesso domandato, al cospetto di persone che hanno vissuto così a lungo ed hanno visto tante cose, se i ricordi e la memoria preferirebbero tenerseli oppure dimenticarli.
La vita di Pasqualino non è stata facile: ha perduto un figlia, Anna, ha dovuto assistere sua moglie, Marietta Aquilino, sostenendola nella lunga malattia.
Ma sono certo che se potesse rispondere, non avrebbe dubbi: i suoi ricordi se li terrebbe tutti, gelosamente, dal primo all’ultimo, per tramandarli ai posteri. Perché uno dei motti che hanno ispirato la sua vita è che senza la memoria, senza l’orgogliosa consapevolezza di ciò che siamo stati, non c’è futuro.
In occasione del suo 105° compleanno, nonno Pasqualino era stato festeggiato dai suoi figli Giuseppe, Antonietta e Carmelina, dalla nuora e dai generi, dalla fitta schiera di nipoti e dall’Amministrazione Comunale (la foto che apre il post si riferisce a quell’evento). Il sindaco Leonardo Cavalieri e l’assessore Fausto Aquilino gli avevano consegnato una targa “con eterna stima e riconoscenza a un uomo dallo straordinario passato”.
A raccontare la vita straordinaria di Pasqualino ad amici e lettori di Lettere Meridiane è il figlio Giuseppe, autore del testo che di seguito si riporta.
(g.i.)
* * *
Pasqualino Aquilino è stato una persona straordinaria, generosa, e integerrima. Una vita caratterizzata anche da passione politica nella dimensione della comunità: alle elezioni del 1946 si presentò candidato al consiglio comunale, risultando il più suffragato della sua lista. Restò tra i banchi del comunale fino al 1950.
Ligio ai doveri verso lo Stato, prestò servizio quale militare di leva nel periodo storico più oscuro e tragico dell'umanità. Destinato nel marzo del 1931 alla colonia italiana di Rodi Egeo, venne successivamente impegnato nella guerra di Etiopia nel 1935/36 e a maggio del 1940 sul fronte greco albanese.

mercoledì 20 luglio 2016

Bacchelli: "Terrazzamenti, miracolo dei garganici"

Ecco, per gli amici e i lettori di Lettere Meridiane, la seconda ed ultima parte dello splendido reportage che Riccardo Bacchelli scrisse per La Stampa, a proposito di Monte Sant'Angelo, il suo Santuario e l'apparizione dell'Arcangelo Michele.
Ringrazio tutti gli amici che hanno voluto congratularsi con Lettere Meridiane o ringraziare per la pubblicazione. Credetemi, per me è un piacere scovare, restaurare, copiare testi così belli, ed offrirli agli amici. Penso che nobiliti e dia senso all'essere amici solo virtualmente, riempendo questo rapporto della struggente concretezza delle parole, e della letteratura.
Qui sotto i collegamenti agli altri reportage garganici di Bacchelli che Lettere Meridiane ha pubblicato nei mesi scorsi, e alla prima puntata di quello su Monte Sant'Angelo.
Colloquio con uno che un giorno sarà forse sugli altari
Le Isole delle Acque Verdi
Il miracolo dell'Arcangelo Michele (Prima parte)
(g.i.)
* * *
Il miracolo dell'Arcangelo Michele
di Riccardo Bacchelli
Sulla piazzetta davanti all'atrio, splendeva al sole il campanile ottagonale, bellissimo, fatto erigere da Re Carlo dai suoi due frati architetti. E ordinò che fosse ripreso uguale, forma e ogni dimensione, dai torrioni di Castel del Monte. Quale sarà stato il pensiero, poiché credo che un pensiero avesse certamente, nel far copiare una parte della più insigne opera sveva, del più grandioso castello di Federico Secondo? Come mai volle accostare la gloria di Federico con la gloria di Carlo in Monte Sant'Angelo; il profano castello dell'eresiarca imperiale col cattolico edificio del vicario della Chiesa?

Gol dell'anno, finale tutta rossonera

Com'era facile prevedere, si è risolta in un affare tutto rossonero la corsa al riconoscimento del gol più bello della Lega Pro. La finalissima del contest promosso da Sport Tube TV vede di fronte due satanelli: Riverola, per la rete segnata al Lecce durante la gara di ritorno della semifinale dei play off, e il capitano Agnelli per il gol messo a segno nella partita casalinga contro il Catania.
Due gol che si somigliano. Entrambi segnati con tiri da fuori area (e nella porta sottostante la curva Sud), entrambi imparabili per gli incolpevoli portieri.
Cambia la balistica: quello dello spagnolo è stato un tiro tanto improvviso quanto forte, mentre la rete del foggiano è stata determinata da un delizioso pallonetto. In un caso e nell'altro, roba da università del calcio.
I due eurogol sono stati selezionati dal pubblico di Sport Tube TV e si sono qualificati per la finalissima, avendo vinto le due semifinali, cui partecipavano dodici reti, anche queste scelte dagli spettatori del portale che manda in onda le partite di Lega Pro.
Il Foggia è stato la squadra di gran lunga più rappresentata nel contest con ben quattro gol sui dodici semifinalisti. Oltre a quelli di Riverola e Agnelli che si stanno giocando la finalissima hanno preso parte alla fase conclusiva del contest anche Iemmello e Sarno.
La sfida tra i due centrocampisti rossoneri è quanto mai incerta: dopo più di ottocento voti, i due sono sostanzialmente appaiati, con il 50% dei consensi a testa. In effetti, è molto difficile scegliere tra le due prodezze.
Per votare e scegliere la rete più bella del torneo di Lega Pro 2015-2016, cliccate qui.

martedì 19 luglio 2016

Pisa "assolto" e riammesso in B

Bocciata la Paganese, accolti, invece  i ricorsi presentati da Pisa, Casertana, Lucchese Libertas, Maceratese e Robur Siena, che potranno pertanto disputare regolarmente i campionati di competenza.
Lo ha deciso in mattinata il Consiglio Federale della Figc che si è riunito a Coverciano. La decisione è stata assunta su conforme parere della COVISOC, che aveva inizialmente bocciato l’iscrizione del Pisa, diretta concorrente del Foggia nella finale dei play off di Lega Pro, a causa di alcune irregolarità riscontrate nella fideiussione necessaria per l’iscrizione al campionato.
Il Consiglio ha preso atto della mancata iscrizione in Lega Pro delle Società Sporting Bellinzago, Martina Franca, Pavia, Rimini e Virtus Lanciano. Nel corso della riunione è stato presentato. il neo commissario tecnico della Nazionale Giampiero Ventura.
Il Pisa aveva fatto ricorso alla decisione della Covisoc presentando alcuni elementi integrativi sulla fideiussione dubbia, acclusa alla richiesta di iscrizione al campionato, e presentando comunque una nuova fideiussione, rilasciata dal Monte dei Paschi di Siena, con l’avallo di alcuni imprenditori toscani.
Tramontano così i sogni del Livorno, acerrimo e storico rivale del Pisa, dal punto di vista calcistico e non solo. La squadra amaranto, retrocessa alla fine dello scorso campionato di B, dopo lo spareggio con la Salernitana,  era la più accreditata a subentrare al Pisa, qualora la Covisoc avesse confermato la bocciatura.

Bacchelli racconta il miracolo dell'Arcangelo MIchele

Quello che Lettere Meridiane regala oggi ad amici e lettori è forse il più bell’articolo, la più bella narrazione che mi sia capitato di leggere sul Gargano. A scriverlo fu Riccardo Bacchelli per La Stampa, nella primavera del 1924: un pezzo di grande letteratura e di grande giornalismo.
Ciò che maggiormente colpisce dello scritto dell’autore de Il mulino del Po è il suo straordinario potere evocativo. Bacchelli non indulge mai alla descrizione fine a se stessa. Ogni paesaggio, ogni castello o chiesa racconta a sua volta una storia, evoca, talvolta inquita, più spesso trascina e commuove.
Memorabili i passaggi dedicati al ruolo di Monte Sant’Angelo nelle Crociate, alle similitudini tra la Basilica di San Michele e Castel del Monte, alla malattia di Carlo d’Angiò ed infine ai terrazzamenti, colti come emblema dello specialissimo rapporto tra i garganici e la loro montagna, che hanno saputo amare, modellare, trasformare per trarne vita e nutrimento.
Bacchelli venne inviato in Puglia dal quotidiano torinese quando era già uno scrittore affermato. Sul Gargano pubblicò tre pezzi, dedicati a Pare Pio, a Monte Sant’Angelo e San Michele e alle Tremiti. Gli altri due sono stati già ripresi da Lettere Meridiane. Chi li avesse persi può leggerli ai link qui sotto:


Dei tre articoli, comunque memorabili e da manuale di scrittura, il più potente e suggestivo è proprio quello su Monte Sant’Angelo, che uscì nella terza pagina del quotidiano allora diretto da Andrea Torre con il titolo Il miracolo dell'Arcangelo Michele, il 3 aprile del 1929. Un consiglio per la lettura: mettetevi comodi, non andate di fretta, gustatevi tutta la magica atmosfera che Bacchelli è in grado di evocare, accompagnate la lettura con buona musica. Io ho messo nello stereo Gargano elegy di Teo Ciavarella, il grande pianista e compositore originario di San Marco in Lamis, che potete trovare su Spotify, a questo link.
(g.i.)
* * *
Il miracolo dell'Arcangelo Michele
di Riccardo Bacchelli
Passata la verde piana e l'acqua gialla del pantano mezzo bonificato di Sant'Egidio, la melanconia di Val Carbonara, triste nei ricordi della squallida fillossera che distrusse i suoi celebrati vigneti, conduce dietro la costa precipite e sotto i denti della cresta del Monte degli Angeli, aspro contro cielo. Si sale arditamente a ridosso del monte, e all'ultimo svolto si è sotto, d'improvviso, al Castello normanno ingentilito da bastioni aragonesi.
Il Monte degli Angeli, ultimo dosso della prima catena garganica, è come una man dritta che sia posata in piano col pollice verso settentrione, poiché all'ingrosso il massiccio garganico va da ponente a levante, e le altre dita aperte e curve verso il mare. Infatti a settentrione c'è la ripida valle; davanti ramificano gravine franose e contrafforti affilati, mentre da mezzodì, come fa il dorso esterno della mano, il Monte s'arrotonda più dolcemente verso la pianura di Manfredonia.

lunedì 18 luglio 2016

Zaccheria, ridotta la squalifica, ma solo di un turno

Delusione negli ambienti rossoneri alla notizia che la Corte d'Appello sportiva nazionale ha parzialmente accolto il ricorso del Foggia contro la stangata che gli era stata comminata dal giudice sportivo per l'invasione di campo ed il lancio di bottigliette, durante la finale di ritorno dei play off con il Pisa.
La squalifica del campo è stata ridotta da cinque a quattro giornate, ma ci si aspettava qualcosa di più, considerato che le immagini televisive avevano documentate che i tesserati del Pisa avevano esagerato le conseguenze del lancio delle bottigliette.
Ci si attendeva che lo "sconto" comprendesse almeno un'altra giornata di squalifica, invece il Foggia sarà costretto a giocare a porte chiuse le prime quattro partite casalinghe. Un handicap consistente.
La Corte d'Appello ha anche ridotto l'ammenda comminata alla società: da 15.000 a 12.000 euro.
Buone notizie per il tecnico rossonero Roberto De Zerbi, espulso nell'infuocato finale di partita. Gli erano stati comminati due turni di squalifica, che sono stati ridotti ad uno solo. La seconda giornata di squalifica è stata trasformata in un'ammenda di 1.500 euro.

Il Masterplan cola a picco. Come il Sud.

In principio era il Masterplan, annunciato esattamente un anno fa dal premier come l'inizio di una nuova era per il Sud e come una terapia da cavallo per ridurre il divario che separa il Mezzogiorno dalle aree centro-settentrionali.
Man mano che lo strumento prendeva forma e contenuto, si è capito che la sostanza sarebbe stata poca: nella migliore delle ipotesi, ai Patti per il Sud che ne rappresentano lo strumento attuativo (15 in tutto, uno per Regione e area metropolitana) sarebbe toccata la dotazione finanziaria già disponibile per il Mezzogiorno, senza investimenti aggiuntivi.
Adesso che i Patti sono stati quasi tutti sottoscritti o comunque concordati, è possibile fare un po' di conti. L'amara sorpresa è che il governo ha fatto il classico gioco delle tre carte, che da sempre viene utilizzato quando si tratta di Mezzogiorno. Con il risultato che, non soltanto la dotazione finanziaria complessiva a favore degli investimenti infrastrutturali non è aumentata, ma è addirittura diminuita.
Quel che il governo ha "dato" al Sud con una mano lo ha tolto con l'altra mano, ma raddoppiando la "presa".

Il grande cuore del Gargano

Su Rodi Garganico è tornato a splendere il sole, in tutti i sensi. Quel che ha fatto la cittadina garganica nell’emergenza determinata dal passaggio dal ciclone Ulrike merita di passare alla storia della Puglia, della Capitanata e del Gargano come una straordinaria pagina non solo di solidarietà, ma anche di civiltà, di efficienza ed intelligenza.
Sulle prime sembrava dovesse ripetersi il dramma di due anni fa, quando l’alluvione mise letteralmente in ginocchio la Montagna del Sole. Ma questa volta le cose sono andate diversamente. Per la minore intensità della perturbazione, ma anche per l’eccellente quanto tempestiva risposta  della Protezione Civile, del Comune, degli organi di informazione e dei volontari che hanno affrontato l’emergenza con grande efficienza e con encomiabile generosità, consentendo che la situazione tornasse alla normalità  veramente a tempo di record.
Eppure i numeri sono stati imponenti: 255 turisti costretti all'evacuazione dai campeggi di Lido del Sole, la località più colpita dall’emergenza, 60 dei quali ospitati per la notte presso il Centro di Accoglienza. Per tutti pasti caldi, e perfino uno spettacolo, offerto da musicisti ed artisti locali.
Costante e capillare l’informazione assicurata minuto per munito dal blog Rodi Garganico Online, sia attraverso il sito web  che attraverso il gruppo Facebook che con correttezza e puntualità hanno monitorato l’evolversi della situazione contribuendo a mantenere i nervi saldi.
Sola nota stonata, la presa d’atto che ancora poco è stato fatto per prevenire il rischio di alluvioni come quella di due anni fa. Il torrente Romondato, messo a dura prova dalla piena provocato dalla bomba d’acqua, non è esondato, ma si sono verificati allagamenti per la presenza di ostruzioni lungo l’alveo.
Da oggi la situazione è tornata alla più totale normalità e la stagione turistica prosegue alla grande.
Rubo dalla bacheca del gruppo facebook di Rodi Garganico online (che è oltre tutto tra i gruppi del social network più frequentati e ricchi della Capitanata) questo commento di Libera d’Anelli che condivido in tutto e per tutto: “Libera D'anelli:

"Ulrike credeva di metterci in ginocchio. Ma l'amore dei Rodiani l'ha sconfitto. Questa è RODI un paese dove il cuore pulsa in un abbraccio di solidarietà e dove la gente si prodiga in un afflato di intenti. La Rodi vera, la Rodi unica, la Rodi semplice, la Rodi sincera, la Rodi speciale...per dirla breve la Rodi solidale. Grazie a tutti coloro che si sono prodigati e che si prodigheranno per rendere meno doloroso questo momento a tutti coloro che invece desideravano vivere vacanze serene e rilassanti.”
La foto che illustra il post è di Pietro Carnevale, puntuale animatore del gruppo, che con la sua fotocamera ha seguito l’evolversi della situazione e… il ritorno del sereno.

domenica 17 luglio 2016

Su Google Libri un prezioso volumetto sul miracolo dell'Addolorata a Foggia

Il 15 luglio del 1837 Foggia e i foggiani assistettero ad un evento prodigioso, riconosciuto dalla Chiesa come miracolo: la lacrimazione della statua della Madonna dell’Addolorata che era stata portata in processione alla Chiesa di San Giovanni Battista, durante la terribile epidemia di colera che stava decimando la popolazione.
La cultura popolare racconta che dopo quell’evento straordinario la virulenza di quella epidemia si placò, anche se qualche giorno dopo, il 20 luglio, proprio a causa del colera sarebbe morto, in odore di santità, don Antonio Silvestri.
Google Libri e Archive.Org, il più grande archivio digitale del mondo, rendono di pubblico dominio un rarissimo libretto (stando al Catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale ne esisterebbe una sola copia, presso la Biblioteca comunale Sabino Loffredo di Barletta) che ricostruisce molto doviziosamente, grazie alla penna di un testimone oculare, sia l’accaduto, sia il contesto generale in cui il miracolo si verificò.
Si tratta della Relazione del miracolo avvenuto nella statua della SS. Vergine sotto il titolo dell'Addolorata che si venera nella chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista di Foggia fatta a questa reverendiss. Curia di Troja dal signor colonnello d. Troiano conte Marulli, pubblicata a Napoli, nel 1837, dalla Stamperia dell'ancora.
L'autore, Trojano Marulli è decisamente un personaggio singolare: scienziato, letterato, poeta di incrollabile fede borbonica, si trovava a Foggia in quanto Comandante delle armi della Provincia. Rivestiva in sostanza la carica militare più elevata, che si occupava anche dell'ordine pubblico.
Il libello è tutt’altro che un’arida relazione burocratica come il chilometrico titolo farebbe immaginare.
Marulli racconta nei dettagli lo spirito dell’epoca, un’epoca in cui eventi prodigiosi come quello che egli descrive erano all’ordine del giorno, secondo l’autore per effetto della rivoluzione francese, che "spaventò ed agitò tutta l'Europa fin dal suo nascere. O fosse l'imaginazione esaltata, o fosse lo spirito di partito, o fosse la verità, si cominciò in quell'Epoca a spacciare una nuova non prima famigerata specie di miracoli , da' quali chi presagiva prossimo il termine di quei guai; chi al contrario la lunga durata."

Cislaghi: "Seconda stazione inutile e urbanisticamente pericolosa"

Giorgio Cislaghi, oltre che ex dirigente della sinistra radicale foggiana (attualmente si occupa della comunicazione di Alternativa Libera Foggia), è un attento osservatore della politica cittadina. Il post con cui ha commentato l’articolo di Franco Antonucci sulla localizzazione della eventuale seconda stazione foggiana (l’ex ingegnere capo del Consorzio Asi propende per Incoronata, in modo che l’infrastruttura possa servire anche la zona industriale) mi pare la più lucida riflessione che ho finora letto su quanti si oppongono alla seconda stazione. Eccone il testo. Dopo le parole di Cislaghi alcune mie considerazioni.
* * *
E alla fine la verità venne a galla: i treni per Roma non fermeranno a Foggia città. Serve una piccola, anzi piccolissima, stazioncina secondaria in periferia (chiamiamola Foggia campagna) per portare i passeggeri sulla tratta per Roma e questo alla faccia di chi per anni ha giurato che questo non sarebbe successo (Giannini assessore ieri e oggi), alla faccia della politica locale "unita" contro lo schiaffo in faccia alla nostra città. La "zona industriale", meglio sarebbe chiamarla "zona deindustrializzata" per il numero di opifici chiusi, non ha necessità di una stazione per i "treni veloci" ma di efficienti mezzi pubblici per portare i lavoratori da casa a lavoro e viceversa.

sabato 16 luglio 2016

Le parole giuste, di Francesco A. P. Saggese

Di fronte ai nuovi dispacci di morte che Sky news annuncia sul suo banner rosso rimango sospeso a una ragnatela di 'perchè' e di 'ancora'.
Cerco parole ma non ne trovo. Non ne puoi trovare di fronte a un corpo di bambina disteso sull'asfalto con a fianco la sua bambola più bella.
Più passano i minuti e più l'odore della morte si fa opprimente; sbarra la strada a ogni possibilità di trovare una via d'uscita da un nodo in gola sempre più pesante, sempre più stretto.
Aspetto un nuovo sole, ma è difficile trovare una luce d'alba nella notte.
Così, con una scusa qualsiasi, chiamo mia madre.
'Com'è il tempo giù?' 'Comincia a piovere'.
Tiro il primo sospiro di fronte ai conti che il dolore mi chiede e cerco di afferrare l'appiglio nei confronti della vita e di chi me l'ha data. Forse è qui che devo cercare le parole.
Perché bisogna trovarle le parole, il silenzio appartiene alla morte.
Quelle che vedo intorno a me sono parole d'odio: mi sfiorano, palpitano su ogni commento che leggo; ma alla vita a cui mi sto aggrappando e al suo rispetto non c'è posto per loro, perchè l'odio appartiene alla morte.
Allora devo cercare ancora.
Le parole giuste le ho riposte in qualche angolo di me, o le ho messe lì, in libreria, nascoste tra le pagine di un libro.
Le cerco ancora, le cerco bene, fino a che le vedo e corro a riprendermele, insieme a quello che resta della lucidità.
Credo che la lotta contro i fondamentalismi sarà molto lunga, difficile, attraverserà nuove dolorose strade e che questo inevitabilmente deve renderci vigili, attenti.

Al Foggia l'Oscar della bellezza

Un bel gol non è soltanto un gesto agonistico: spesso è poesia, un atto creativo che produce bellezza e che trasforma l'atleta, il calciatore, in un autentico artista.
Peccato che non esista ancora un Oscar della bellezza, nel mondo del pallone. Ma se ci fosse, almeno per quanto riguarda il campionato 2015-16, spetterebbe di diritto al Foggia, e non solo per quanto riguarda la Lega Pro, e forse neanche solo per quanto riguarda l'Italia, che in quanto "bel Paese", di bellezza se ne intende, eccome.
Certo la bellezza è prima di tutto una questione di gusti, ed è difficile rappresentarla in numeri, con l'arida statistica. Il Foggia riesce però a infrangere anche questo mito.
Pensate un po': dei dodici gol che hanno partecipato alle semifinali del torneo virtuale promosso da Sport Tube TV per designare il gol più bello messo a segno nelle 918 partite del torneo di Lega Pro, ben quattro sono stati messi a segno da giocatori del Foggia e c'è la seria possibilità che la finalissima, cui saranno ammesse le reti più suffragate in ciascuna delle due semifinali, si risolva in una questione tutta interna ai satanelli. La prima è già griffata in rossonero: la prima semifinale si è conclusa infatti con la vittoria di capitan Cristian Agnelli, per la stupenda rete che segnò al Catania nella partita casalinga contro gli etnei. Vi partecipava anche Pietro Iemmello, per il gol messo a segno allo Zaccheria ai danni della Fidelis Andria.
Inutile dire che il Foggia è di gran lunga la compagine più rappresentata in questa specialissima classifica: quattro gol su dodici rappresentano un terzo del totale, un'enormità, che certifica una volta di più quanto il Foggia di Roberto De Zerbi sia spettacolare  e bello.

Peschici non dimentica il "suo" Michele Protano

Peschici non ha dimenticato il “suo” Michele Protano. Sono stati tantissimi i cittadini che hanno partecipato alla cerimonia di intitolazione del Belvedere Michele Protano ed alla inaugurazione della stele in suo ricordo, in pietra di Apricena, volute dai Comuni di Peschici e di Apricena e dalla Fondazione Di Vagno.
Disegnato dall’arch. Michele Salatto, il monumento rappresenta con molta efficacia, nella sua schematicità, il carattere di Protano e ciò che egli fu per la gente di Peschici e del Gargano.
Tenace come la roccia, ma capace di innescare profonde trasformazioni sociali, culturali ed economiche, ben rappresentate dal movimento dei blocchi di pietra, che rendono la stele imponente ma al tempo stesso leggera e dinamica.
Da convinto socialista, Protano, conosciuto a Peschici semplicemente come ‘u med’c, si è tenacemente impegnato come medico condotto e come uomo politico per il benessere di una popolazione che alla metà del secolo scorso viveva in condizioni di profonda povertà e di miseria.
“Ricordo quando accompagnavo mio padre nelle sue visite domiciliari - ha raccontato suo figlio Giampiero nel corso della cerimonia -. Per aiutarlo a lavarsi  le mani le donne di casa gli versavano  l’acqua attinta dalla cisterna, perché non in tutte le case c’era l’acqua corrente. E lui prometteva: i peschiciani avranno l’acqua in tutte le case.”
Mantenne la promessa. Con l’acqua arrivarono la fogna e la pubblica illuminazione. La realizzazione delle strade provinciali litoranee e della superstrada garganica sottrassero Peschici e il Gargano dal loro endemico isolamento, creando le premesse per il boom turistico degli anni successivi. Con altrettanta  tenacia Michele Protano ha lavorato per l’intera Capitanata durante la sua lunghissima permanenza alla Provincia, amministrazione che lo ha visto consigliere, assessore, vicepresidente e infine presidente, dal 1981 al 1990: decisivo è stato il suo impegno per l’istituzione dell’Università a Foggia e per il rilancio dell’aeroporto Gino Lisa. 

venerdì 15 luglio 2016

Ferrovie, al Nord il 98% al Sud solo le briciole delle briciole

La stazione di Reggio Emilia progettata da Calatrava
Mi scrive un anonimo lettore sulla lettera meridiana Ferrovie, le cifre della vergogna, che ho pubblicato ieri:
Post unicamente polemico e rancoroso.
Entra nel dettaglio spiegando il perché della differenza tra nord e sud nella finanziaria. Questo divario abissale va analizzato e non solo additato.
I binari unici esistono ovunque in Italia e fuori, il loro raddoppio indipendentemente dalle effettive esigenze di traffico è demenziale.
Del Rio ha dimostrato di saper fare il sindaco, dove sono i sindaci puhliesi?
Celeberrimo... si scrive celeberrimo!!
E non celeberissimo, che poi sarebbe celebrissimo. Mado'!!

* * *
 Su un paio di cose sono d'accordo.
E' inverecondo scrivere celeberissimo, e chiedo scusa ai lettori e alla grammatica. Non era il solo erroraccio dell'articolo, scritto in condizioni proibitive e con le mie cataratte che purtroppo peggiorano quotidianamente. Sono per qualche giorno a Vieste, che come tutto il Gargano ha collegamenti internet che ricordano le ferrovie pugliesi (comunque si scrive pugliesi, e non puhliesi).
In ogni caso non ho scusanti, e mi cospargo il capo di cenere.
Sono d'accordo anche sul fatto che Delrio sia stato un buon sindaco per Reggio Emilia: resta però il dato che la stazione Mediopadana sia costata alla fine molto ma molto di più di quanto era stato inizialmente preventivato.
Per il resto, non concordo su niente. Vero che sarebbe folle raddoppiare le tratte a binario unico a prescindere dalla domanda dell'utenza passeggeri. Ma anche in questo caso, torna utile fare riferimento ai numeri che non sono né polemici, né rancorosi. Sono numeri e basta.
E i numeri dicono che le Ferrovie del Nord Barese sono tra le più affollate d'Italia, servendo un hinterland quanto mai popoloso.
Infine, la questione del "divario abissale" tra Nord a Sud per quanto riguarda gli investimenti a vantaggio delle infrastrutture ferroviarie. Per quanti sforzi possa fare, e per quanto possa entrare nei dettagli trovo che la suddivisione che vede il Nord al 98,2% e il Mezzogiorno all'1,2% sia semplicemente scandalosa. E che non è corretto dire che al Sud sono toccate soltanto le briciole. Anche quelle se le sono pappate i settentrionali. Al Mezzogiorno, nella migliore della ipotesi, sono finite le briciole delle briciole.

Antonucci: Stazione ad Incoronata, per la "grande Capitanata"


Sale di tono il dibattito sulla eventualità di una seconda stazione a Foggia. Per quanti avessero perso le puntate precedenti, è il caso di ricordare che l'infrastruttura servirebbe ad evitare che il capoluogo dauno venga bypassato dai convogli diretti Bari-Roma. Il che non significa che i treni per Roma non transiterebbero più per l'attuale stazione di Foggia. La fermata nella nuova stazione servirebbe unicamente i treni che Rfi aveva pensato tra Bari e Roma, in un primo momento senza soste intermedie, prendendo successivamente in considerazione la possibilità di una fermata foggiana. Ma dove? Il Comune di Foggia propende per un'area nei pressi del Campo degli Ulivi, il Comitato "Un baffo ferroviario per Foggia" per un'area vicinissima all'attuale cavalcavia di via Bari. Franco Antonucci, nel lungo e dettagliato articolo che pubblichiamo di seguito indica una terza ipotesi, per la verità già venuta fuori durante l'assemblea promossa dal Comitato circa un anno fa: Incoronata.
Antonucci conosce approfonditamente quell'area e le sue potezialità, essendo stato per molti anni l'ingegnere capo del Consorzio Asi, istituzione che si occupa dell'Area industriale di Borgo Incoronata. Ecco le sue argomentazioni.

L'IPOTESI DELLA SECONDA STAZIONE DELL'ALTA VELOCITÀ IN ZONA INCORONATA
Le presenti considerazioni non hanno nessuna intenzione polemica, o di disturbo rispetto ad altre soluzioni riguardanti la eventuale "Seconda Stazione" ferroviaria di Foggia, preordinata alla inclusione della città dauna e dell'intera Capitanata nel circuito dell'Alta velocità Bari-Roma. Si tratta di alcune mie ipotesi di sviluppo in termini di "Area vasta", a suo tempo già elaborate nella nuova visione aggiornata del Piano di Area del Consorzio ASI di Foggia - Incoronata. Che riguardavano, in particolare, la trasformazione del principale "Agglomerato industriale ASI" di Incoronata (baricentro di un vero e proprio Sistema ed assetto industriale territoriale ed inter-territoriale) in un inedito e più moderno "Parco di attività" mix, quindi con una funzione più attuale ed avanzata di equilibrio tra il ruolo urbano del Capoluogo foggiano e la complessità del suo territorio di vasta influenza inter-territoriale, al tempo stesso. Il tutto con espressa coerenza e congruenza con il DPP Karrer, premessa al nuovo PUG Foggia. Ovvero con l'idea che ogni ipotesi di eccellenza territoriale (come nel caso, non assolutamente semplice o semplicistico, di localizzazione di una nuova Stazione ferroviaria per l'Alta velocità- tipologia assolutamente recente) debba essere contestualmente inserita nella indiscussa necessità di una verifica urbanistica globale (al minimo il DPP Karrer).

giovedì 14 luglio 2016

Ferrovie, le cifre della vergogna

Com'è possibile che nel 2016 si possa morire in un incidente ferroviario su una tratta a binario unico, priva di sistemi automatizzati di sicurezza? E' l'interrogativo che ricorre con spasmodica frequenza all'indomani del disastro di Corato.
Basterà, per rispondervi, che la magistratura accerti il responsabile dell'errore umano che, come pare ormai accertato, ha fatto in modo che i due treni delle Ferrovie del Nord barese si schiantassero, l'uno contro l'altro, a cento chilometri all'ora, senza che uno attendesse il passaggio dell'altro, com'era successo milioni di volte?
E' giusto che il colpevole venga individuato e perseguito. Ma la responsabilità penale è sempre  individuale. Accertarla e punirla non cancella, né assolve, le responsabilità collettive, politiche e storiche, che innescano i meccanismi che, pur non producendo direttamente il fatto, anzi il misfatto, in qualche modo disegnano il contesto in cui avvengono poi i disastri, le tragedie.
Una tale responsabilità - collettiva, politica, storica - va certamente rintracciata nell'impressionante divario che tutt'oggi separa Nord e Sud. La colpa della tragedia di Corato sarà pure di quell'individuo o quegli individui che non hanno applicato correttamente il protocollo. Ma è un dato di fatto che se la linea fosse stata a doppio binario, se la circolazione fosse stata assistita da sistemi automatici di controllo e di blocco, molto probabilmente non staremmo oggi a piangere tanti morti.

mercoledì 13 luglio 2016

Il Pisa escluso dal campionato di B

Al danno adesso potrebbe aggiungersi la beffa. Il Pisa è stato escluso dalla Covisoc dal campionato di serie B. A renderlo noto è stato lo stesso club nerazzurro, in un comunicato societario in cui il sodalizio informa di avere "ricevuto comunicazione negativa da parte della Covisoc in merito ai requisiti richiesti per l'ottenimento della licenza nazionale necessaria per l'ammissione al campionato di serie B" e che "il parere negativo riguarda un mero vizio di forma relativo alla fideiussione richiesta". La nota del Pisa afferma che "nei termini previsti dalla normativa federale (il ricorso da depositare entro le ore 19 di venerdì) la società provvederà a regolarizzare la propria posizione".
La clamorosa decisione della Covisoc, organismo che vigila sulla regolarità finanziaria delle società calcistiche, è determinata da un inghippo sulla fidejussione presentata dal Pisa per l'iscrizione al torneo cadetto. Sembra, comunque, qualcosa di più di un semplice vizio di forma.
La Federcalcio ha reso noto che la procura federale "a seguito di segnalazione della Covisoc, ha deferito al Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare il legale rappresentante pro-tempore del Pisa Carlo Battini "per non aver documentato agli Organi Federali competenti l'avvenuto deposito della fideiussione bancaria a prima richiesta dell'importo di euro 400.000 nei termini stabiliti dalla normativa federale". 
La eventuale esclusione del Pisa dal campionato di serie B non comporterebbe automaticamente il ripescaggio del Foggia (anche se il buon senso ed un elementare criterio di sportività suggerirebbero di sì, visto che è la squadra rossonera l'altra finalista del play off).
Se la Covisoc confermerà la sua decisione, i criteri di ripescaggio non riguarderanno gli aspetti agonistici, ma quelli di regolarità finanziaria, e per giunta in riferimento al torneo 2014-2015, che vide il Foggia penalizzato di un punto per il mancato versamento dell'Irpef sugli stipendi pagati ai giocatori a gennaio del 2014.


Castrignano: "La Regione deve chiarire il destino del treno tram"

Salvatore Castrignano, responsabile provinciale dell’Associazione Lavoro&Welfare, già segretario provinciale della Cgil, è stato uno dei fautori del progetto del treno tram, quando faceva parte dell’Ufficio Studi della Provincia, che si è occupato della pianificazione di Capitanata 2020.
A Castrignano - che ringraziamo per la solerte risposta - Lettere Meridiane ha chiesto un parere sulla esclusione del progetto dal Patto per la Puglia.
Come si ricorderà il treno tram era stato inserito dal tavolo istituzionale composto da Provincia, Comuni, Camera di Commercio, Sindacati e Imprese, nel pacchetto i progetti  da finanziarsi con i fondi del Patto per la Puglia. Ma l’esecutivo regionale non ha inteso accogliere questa istanza. (Nella foto una ricostruzione virtuale effettuata da HGV Advertising del percorso cittadino del treno tram: via Telesforo).
* * *
Il treno-tram è un progetto di marketing turistico-territoriale ideato per la Capitanata dagli estensori della pianificazione regionale dei sistemi di trasporto nel primo decennio degli anni 2000, primo tra tutti l'Ing. Stefano Ciurnelli

martedì 12 luglio 2016

Disastro di Corato, peggiora il bilancio: 25 morti, 50 feriti, ci sono dispersi

Cresce ancora il bilancio del disastro ferroviario di Corato: le vittime sono adesso 25, i feriti 50, una decina dei quali in gravi condizioni, mentre non è ancora stato ufficializzato il numero dei dispersi. La tv satellitare Sky, che alla tragedia ha dedicato una trasmissione non stop, ha fornito una prima sommaria ricostruzione della dinamica dell'incidente, che sembrerebbe dovuto ad un errore umano.
Sembra che la tratta a binario unico tra Andria e Corato lungo la quale si è verificato il tragico impatto sia priva di sistemi automatici di sicurezza. Il servizio è gestito la Ferrotramviaria Spa, un'azienda privata che ha rilevato le Ferrovie del Nord. Dal 2007 sono stati finanziati i lavori di raddoppio dei binari, grazie a contributi dell'Unione Europea, ma i lavori non sono ancora stati completati.
Secondo i protocolli di sicurezza in uso sulla linea, il traffico viene gestito attraverso un sistema di dispacci telefonici, che non è particolarmente moderno. La stazione di partenza e quella di arrivo dei treni si mettono telefonicamente in contatto tra di loro, in modo che quando un convoglio parte da una delle due stazioni, l'altro viene fatto fermare. Ma qualcosa non ha funzionato per il verso giusto, stamattina: i due treni - uno proveniente dalla stazione di Andria, l'altro da quella di Corato si sono scontrati ad una velocità parecchio elevata, tra 100 e 110 chilometri.
Stando ad alcune indiscrezioni trapelate, i primi accertamenti tecnici avrebbero stabilito che uno dei macchinisti, accortosi dell'impatto imminente, è riuscito ad azionare i freni, manovra che ha scongiurato un urto ancora più violento e quindi un disastro ancora più pesante.
Viene invece esclusa la possibilità di un'avaria a uno dei convogli coinvolti, che erano composti da materiale rotabile moderno e in buone condizioni.
Ha funzionato molto bene la macchina dei soccorsi, nonostante le avverse condizioni climatiche e la scarsa raggiungibilità del tratto in cui si è verificato lo scontro, in aperta campagna. Si continua a lavorare nel tentativo di liberare i due treni, che dopo l'urto si sono letteralmente incastrati l'uno nell'altro. I lavori proseguiranno ad oltranza, anche durante le ore notturne:  la complessità dei soccorsi che lascia pensare che il bilancio delle vittime sia purtroppo ancora provvisorio, e potrebbe crescere ancora.
Papa Francesco ha  espresso la sua "sentita e cordiale partecipazione al dolore che colpisce tante famiglie”, in un messaggio inviato a nome del Pontefice dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, ha inviato a norme del Papa un messaggio all’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci, presidente della Conferenza episcopale pugliese, dopo lo scontro ferroviario avvenuto oggi in Puglia. “Egli – prosegue il messaggio – assicura fervide preghiere di suffragio per quanti sono tragicamente morti e, mentre invoca dal Signore per i feriti una pronta guarigione, affida alla materna protezione della Vergine Maria quanti sono colpiti dal drammatico lutto ed invia la confortatrice benedizione apostolica”.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...