martedì 14 febbraio 2017

La Foggia bella e insolita di Bruno Caravella

Per guardarla dentro e cercare di capirla a fondo, una città devi imparare a guardarla nei dettagli, negli scorci. Devi cercare sguardi nuovi, trovare punti di vista diversi dal solito. E puoi scoprirvi inaspettate bellezze. Puoi provare, allora, ad amarla di più. A custodirla meglio.
Sono questi i sentimenti che mi ha ispirato e le emozioni che ha suscitato in me il video Foggia di Bruno Caravella, fotografo, artista, poeta, musicista, impareggiabile (ri)animatore del cuore pulsante ma un po' malfermo della città.
Una sequenza di fotografie che racconta di una Foggia insolita, soprattutto notturna, diversa dagli stereotipi e da una certa idea di bellezza. Una Foggia che sembra cercare se stessa, e pare ritrovarsi nei suoi vicoli più riposti, nelle sue chiese, nella sue Madonne, nelle sue fontane.
Una Foggia, comunque, da amare, da ritrovare.
Il bel video di Bruno è impreziosito dalla colonna sonora, Sely, composta dallo stesso Caravella. Eccovi il video. Guardatelo, amatelo, condividetelo.

3 commenti :

Anonimo ha detto...

Molto bravo davvero Bruno Caravella, e molto bello questo 'matrimonio' di armonie, tra difesa e omaggio delle nostre radici e un accompagnamento musicale scandito da un passo che certamente ha il sapore della nostalgia ma ha in quello stesso ritmo la voglia di guardare avanti, di non cadere nella tentazione di autocelebrarsi (riferito alla Città, non all'artista) come ho visto fare invece in altri bravissimi talenti locali, come per es. Michele Sepalone.
Maurizio De Tullio

Anonimo ha detto...

Veramente molto belle le foto e il montaggio, la musica però è eccessivamente nostalgica, rasenta la retorica. In quanto alla "autocelebrazione dell'artista" credo che non ci sia niente di male, probabilmente il video è anche stato fatto con scopi promozionali.
Claudio D.

bruno caravella ha detto...

Gentile Claudio D., rispetto il suo parere ma non sono un venditore. Non ho nulla da promuovere se non un senso civico in difesa di una città che sta morendo, o se vuole, che stiamo uccidendo lentamente

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