sabato 20 maggio 2017

Cinemadessai | Quando gli incubi del passato disegnano il futuro

OGGI
“Un vecchio che mangia da solo. È stata questa immagine a catturarmi e, alla fine, a farmi prendere in considerazione il romanzo. Non il crimine. O la suspense. O il genere. Il Vecchio che mangia da solo. Come fa una persona a ritrovarsi sola nella vita? Quel Vecchio si chiede come è finito a mangiare solo in un bar senza nessuno accanto? Lo si può ignorare, dimenticare o nascondere per un po’, ma il passato finisce per ripresentarsi. Forse durante il secondo atto della sua vita il Vecchio è riuscito ad ignorare cosa aveva fatto nel primo atto, ma se vuole riuscire ad arrivare bene al terzo atto, dovrà affrontare tutto ciò che
ha lasciato in sospeso.”
Così,  Juan José Campanella racconta le motivazioni che lo hanno spinto a girare Il segreto dei tuoi occhi,  miglior film straniero agli Oscar 2010, ambientato nell’Argentina della fine del decennio Novanta, un’Argentina in cui l’atmosfera cominciava ad incupirsi, ad intorbidirsi, finendo coll’avvolgerne anche i protagonisti.
Al centro della vicenda, c’è un caso di omicidio che per venticinque anni un caso di omicidio è rimasto impresso indelebilmente nella mente di Benjamín Espósito. Andato in pensione, decide di ripensare a quella storia per ripercorrere un passato pieno d’amore, di morte e d’amicizia.
Ma quei ricordi, una volta liberati e scandagliati ossessivamente, cambieranno la sua visione del passato. E riscriveranno il suo futuro.
Un bel film, ben interpretato da Ricardo Darín, Soledad Villamil, Pablo Rago, Javier Godino e Guillermo Francella. Da non perdere. In onda domani sera alle 21.20 su La7D.
DOMANI
“Vi perdono ma inginocchiatevi”, è la frase urlata da Rosaria Costa all’indirizzo degli assassini di suo marito, Vito Schifani, ucciso nella strage di Capaci assieme al giudice Falcone, a sua moglie e agli agenti della scorta. È anche la frase che dà il titolo al film che  La7, che lo ha prodotto, manda in onda domani sera, alle 21.30.
Al centro della pellicola, le storie dimenticate degli agenti della scorta di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nei volti e i gesti delle loro madri, delle loro mogli, dei loro figli a ventuno anni dalla strage di Capaci. Il primo film per la tv mai prodotto da La7, in quest’occasione con Boniventofilm S.r.l. e la Regione Siciliana, racconta le vicende legate a una tragedia che non ha colpito solo le vittime ma anche i loro familiari. È intorno a loro che si snoda il racconto del regista, Claudio Bonivento, tratto dal libro di Rosaria Schifani e Felice Cavallaro.
Tra i membri del cast Tony Sperandeo, che veste i panni di Cupane (il capo delle scorta di Falcone), un cammeo di Massimo Ghini in quelli del capo della Polizia Vincenzo Parisi, Lollo Franco è Paolo Borsellino. Accanto a loro Rosaria Schifani, interpretata da Silvia D’Amico (all’esordio come protagonista), e Raffaella Rea nel ruolo di Tina Montinaro; a impersonare i tre agenti della scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo rispettivamente Antonio Vito Di Bella, Francesco Venditti e Lorenzo Roma. E ancora Vincenzo Crivello e Luigi Burruano.
Un bel film, in cui prevale a volte l’aspetto documentaristico. Ma va visto. Per ricordare. Per non dimenticare mai.

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